{"id":650907,"date":"2026-08-26T19:50:17","date_gmt":"2026-08-26T19:50:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/650907\/"},"modified":"2026-08-26T19:50:17","modified_gmt":"2026-08-26T19:50:17","slug":"a-genova-riemerge-un-capolavoro-perduto-della-pittura-italiana-del-primo-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/650907\/","title":{"rendered":"A Genova riemerge un capolavoro perduto della pittura italiana del primo Novecento"},"content":{"rendered":"<p>Il monumentale \u201cRitratto di Julia Lavarello Anselmo\u201d, eseguito da Vincenzo Irolli nel 1907, sar\u00e0 presentato per la prima volta al pubblico nella mostra \u201cArgentina\u2013Genova andata\/ritorno\u201d, allestita alla Gam \u2013 Galleria d&#8217;Arte Moderna dal 6 settembre al 30 novembre.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione nasce dalla riscoperta di un&#8217;opera fino a oggi inedita appartenente alla Collezione Giorgio Baratti e da una ricerca storico-artistica condotta tra Italia e Argentina, che restituisce alla citt\u00e0 di Genova un capolavoro della pittura italiana del primo Novecento e una pagina dimenticata della storia privata internazionale.<\/p>\n<p>Attraverso il volto di Julia Lavarello Anselmo riaffiora infatti il volto di una delle pi\u00f9 influenti famiglie protagoniste dei rapporti economici, culturali e marittimi tra Genova e Buenos Aires durante la Belle \u00c9poque, offrendo una nuova prospettiva sulle relazioni transatlantiche che hanno contribuito a definire l&#8217;identit\u00e0 della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Ricerca scientifica, collezionismo privato e patrimonio pubblico fanno rete<\/p>\n<p>La mostra rappresenta un significativo esempio di come ricerca scientifica, collezionismo privato e patrimonio pubblico possano convergere in un progetto di alto profilo culturale, trasformando una scoperta collezionistica in un&#8217;occasione di conoscenza condivisa. Il dipinto dialogher\u00e0 infatti con le collezioni permanenti della Gam, inserendosi nel percorso museale come nuova testimonianza della grande tradizione ritrattistica europea tra Otto e Novecento.<\/p>\n<p>\u201cLa riscoperta di questo straordinario e inedito capolavoro di Vincenzo Irolli rappresenta un momento di altissimo valore per la nostra citt\u00e0 e per il patrimonio culturale di Genova &#8211; commenta l\u2019assessore alla Cultura Giacomo Montanari -. Con questa operazione, per la quale ringraziamo Giorgio Baratti e i curatori, restituiamo alla cittadinanza un&#8217;opera d&#8217;arte di grande fascino della pittura italiana del primo Novecento\u201d.<\/p>\n<p>Una nuova testimonianza del pittore Vincenzo Irolli<\/p>\n<p>Il valore della scoperta trova conferma anche dal punto di vista storico-artistico. Il dipinto costituisce infatti una nuova testimonianza della piena maturit\u00e0 di Vincenzo Irolli, artista tra i maggiori protagonisti della pittura italiana tra XIX e XX secolo. Come sottolinea lo storico dell&#8217;arte Gianluca Carchia \u201cVincenzo Irolli, in questa occasione, esce dalla pittura di macchia e di luce per approdare alla verit\u00e0. Il ritratto alla moda, tipico femminile, \u00e8 occasione per rendere omaggio all&#8217;aristocrazia di censo del secolo breve, questione fin dall&#8217;antichit\u00e0 tipicamente genovese. Mostrare alla citt\u00e0 questo ritratto ha quindi molteplici significati storico-critici, politici e sociali, poich\u00e9 sottolinea nuovamente il legame tra Genova, l&#8217;Argentina e la storia dell&#8217;arte\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;opera fa parte di una collezione privata<\/p>\n<p>Fondamentale per la realizzazione del progetto \u00e8 stato il contributo del collezionista Giorgio Baratti, promotore dell&#8217;iniziativa e proprietario dell&#8217;opera, che ha scelto di condividere con il pubblico questo importante ritrovamento: \u201cCollezionare significa custodire un patrimonio di emozioni, di gesti e di riflessioni. Presentare oggi questo inedito di Vincenzo Irolli significa restituire alla citt\u00e0 una nuova storia che va ad arricchire il racconto unico e straordinario di Genova\u201d.<\/p>\n<p>Chi era Julia Lavarello Anselmo<\/p>\n<p>Al dipinto si unisce la ricerca archivistica internazionale che ha consentito di ricostruire, per la prima volta, la biografia della protagonista del dipinto, restituendo identit\u00e0 e contesto storico a una figura rimasta fino a oggi sconosciuta agli studi. Martina Leone, che coordina l\u2019esposizione, dichiara infatti: \u201cJulia Lavarello Anselmo non \u00e8 soltanto la protagonista di un ritratto: \u00e8 il simbolo di una rete internazionale di uomini e donne che, tra Otto e Novecento, hanno costruito relazioni economiche, culturali e sociali tra Genova e Buenos Aires. La ricerca archivistica ha permesso di restituirle un&#8217;identit\u00e0 e di trasformare un dipinto inedito in una nuova pagina della storia della citt\u00e0, contribuendo a ridefinire il ruolo di Genova quale crocevia di relazioni artistiche, commerciali e culturali nel panorama internazionale\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il monumentale \u201cRitratto di Julia Lavarello Anselmo\u201d, eseguito da Vincenzo Irolli nel 1907, sar\u00e0 presentato per la prima&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":650908,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,11165],"class_list":["post-650907","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-pittori"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117163552137367595","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/650907","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=650907"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/650907\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/650908"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=650907"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=650907"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=650907"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}