{"id":650976,"date":"2026-08-26T20:46:26","date_gmt":"2026-08-26T20:46:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/650976\/"},"modified":"2026-08-26T20:46:26","modified_gmt":"2026-08-26T20:46:26","slug":"cosa-non-torna-nelle-spiegazioni-della-rai-sulla-soppressione-del-canale-rai-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/650976\/","title":{"rendered":"Cosa non torna nelle spiegazioni della Rai sulla soppressione del canale Rai Scuola"},"content":{"rendered":"<p>La Rai ha risposto alle critiche sulla soppressione del canale\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/scienza\/2026\/08\/25\/news\/laddio-a-rai-scuola-e-quellidea-di-servizio-pubblico-che-passa-per-territori-e-prodotti-tipici--405469\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Rai Scuola<\/a>\u00a0con un\u00a0<a href=\"https:\/\/ufficiostampa.rai.it\/ufficiostampa\/articoli\/2026\/08\/Rai-Scuola-evolve-piu-digitale-piu-accessibile-piu-vicina-agli-studenti-8b450be8-8c04-472f-86b7-6b9e6745f919.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">comunicato<\/a>\u00a0intitolato <b>&#8220;Rai Scuola evolve: pi\u00f9 digitale, pi\u00f9 accessibile, pi\u00f9 vicina agli studenti&#8221;<\/b>. Il problema comincia gi\u00e0 dal verbo. Secondo la Rai, &#8220;non \u00e8 prevista alcuna cancellazione dell&#8217;offerta editoriale di Rai Scuola&#8221; e dunque &#8220;Rai Scuola non chiude: evolve&#8221;. \u00c8 vero se per Rai Scuola si intende il marchio, il patrimonio di programmi e la futura produzione educativa; <b>il canale televisivo Rai Scuola, quello che oggi occupa il numero 57, chiude eccome<\/b>. A giugno era stata la stessa Rai a parlare, con maggiore precisione, di &#8220;<a href=\"https:\/\/ufficiostampa.rai.it\/ufficiostampa\/articoli\/2026\/06\/RAI-Le-decisioni-del-Cda--b27d6bfb-45a1-493c-a470-409959b9a356.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">superamento<\/a>\u00a0del modello lineare di Rai Scuola&#8221;.<a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/scienza\/2026\/08\/25\/news\/laddio-a-rai-scuola-e-quellidea-di-servizio-pubblico-che-passa-per-territori-e-prodotti-tipici--405469\" class=\"aspect-video cursor-pointer md:w-1\/3\" aria-label=\"Clicca per andare all&#039;articolo con titolo L&#039;addio a Rai Scuola e quell&#039;idea di servizio pubblico che passa per territori e prodotti tipici\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"675\" data-nuxt-img=\"\"  onerror=\"this.setAttribute('data-error', 1)\" class=\"w-full object-cover\" alt=\"\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/139127ea-03a2-4f52-ad64-f242033ad33c.jpeg\"\/><\/a><\/p>\n<p>Nessuno aveva sostenuto che la Rai intendesse cancellare dagli archivi i programmi educativi o smettere per sempre di produrne. La questione era un&#8217;altra: perch\u00e9 sopprimere il canale televisivo che li trasmette? <b>Rispondere che i contenuti continueranno a esistere significa cambiare l&#8217;oggetto della domanda<\/b>.<\/p>\n<p>La giustificazione principale \u00e8 che Rai Scuola debba diventare &#8220;pi\u00f9 digitale&#8221; e portare i contenuti &#8220;laddove sono gli studenti&#8221;, rendendoli disponibili quando servono attraverso televisori connessi, computer, tablet e smartphone. L&#8217;argomento avrebbe un senso se Rai Scuola dovesse finalmente approdare su internet. <b>Peccato che ci sia gi\u00e0<\/b>. Oggi Rai Scuola \u00e8 disponibile in diretta su RaiPlay, accanto agli altri canali Rai, mentre i suoi programmi sono gi\u00e0 disponibili on demand; RaiPlay Learning, a sua volta, esiste da anni.<\/p>\n<p>Quello annunciato dalla Rai non \u00e8 dunque il passaggio di Rai Scuola dal lineare al digitale. Il digitale esiste gi\u00e0 e verr\u00e0 potenziato; <b>ci\u00f2 che scompare \u00e8 il canale lineare<\/b>. Oggi Rai Scuola dispone contemporaneamente del canale lineare sul digitale terrestre e dell&#8217;accesso attraverso RaiPlay e il web; dal primo ottobre verr\u00e0 meno il primo, mentre l&#8217;offerta internet verr\u00e0 riorganizzata e potenziata. Chiamare questa sottrazione &#8220;evoluzione delle modalit\u00e0 di distribuzione e fruizione&#8221; non la rende un&#8217;aggiunta.<\/p>\n<p>\u00c8 altrettanto singolare spiegare che &#8220;i contenuti educativi devono essere disponibili quando servono agli studenti, non soltanto quando vengono trasmessi&#8221;. Certamente, ed \u00e8 precisamente la ragione per cui esiste gi\u00e0 l&#8217;on demand. Nessuno propone di sostituirlo con il palinsesto televisivo. Le due forme di distribuzione sono complementari: una permette di cercare una lezione quando occorre, l&#8217;altra raggiunge anche chi non \u00e8 entrato in RaiPlay con l&#8217;intenzione preventiva di cercarla. Il vantaggio della prima giustifica il suo potenziamento; non fornisce alcuna ragione per eliminare la seconda.<\/p>\n<p>Anche il &#8220;pi\u00f9 accessibile&#8221; del titolo \u00e8 un&#8217;affermazione, non un risultato dimostrato. <b>Per alcuni utenti il nuovo servizio potr\u00e0 certamente diventare migliore e pi\u00f9 facile da usare; per gli spettatori che oggi raggiungono Rai Scuola attraverso il televisore<\/b>, una possibilit\u00e0 di accesso viene semplicemente eliminata. Per sapere se alla fine saranno raggiunte pi\u00f9 persone bisognerebbe confrontare il pubblico guadagnato grazie al potenziamento digitale con quello perduto abbandonando il canale lineare. La Rai non presenta questo confronto.<\/p>\n<p>Dovrebbe conoscerne bene l&#8217;importanza. Nel proprio bilancio 2024 la Rai osserva che, dopo il passaggio al DVB-T2 e la conseguente redistribuzione dei canali sui multiplex, per quelli direttamente coinvolti (Rai Scuola, Rai Storia e Rai Radio2 Visual) la flessione dei contatti netti Auditel sfior\u00f2 il 50 per cento. I programmi continuavano a esserci; una parte enorme del pubblico, cambiando le condizioni di accesso, non li raggiungeva pi\u00f9. \u00c8 la dimostrazione fornita dalla stessa azienda che disponibilit\u00e0 di un contenuto e capacit\u00e0 di raggiungere il pubblico non sono la stessa cosa.<\/p>\n<p>Il comunicato prova poi a usare gli ascolti contro il canale, ricordando lo 0,14 per cento di share del 2024, lo 0,13 del 2025 e la flessione dei primi mesi del 2026, per concludere che questi dati mostrerebbero &#8220;i limiti della televisione lineare come strumento per raggiungere in modo ampio e sistematico il pubblico scolastico&#8221;. Qui il problema non \u00e8 pi\u00f9 soltanto la presentazione: \u00e8 il ragionamento. <b>Uno share calcolato sull&#8217;intera platea televisiva dice quale frazione di quella platea sta guardando Rai Scuola; non misura la capacit\u00e0 di raggiungere il &#8220;pubblico scolastico&#8221;<\/b>. Per affermare quest&#8217;ultima cosa servirebbero dati sulla penetrazione fra studenti e insegnanti e un confronto con quella ottenuta attraverso RaiPlay. Il comunicato non li fornisce.<\/p>\n<p>Lascia inoltre fuori un fatto essenziale per interpretare quei numeri: lo 0,13-0,14 per cento del 2023-2025 rappresenta uno dei livelli pi\u00f9 alti raggiunti da Rai Scuola nella sua storia recente. Il canale viene dunque soppresso dopo un triennio nel quale aveva consolidato ascolti molto superiori a quelli degli anni precedenti. Nel 2026 c&#8217;\u00e8 una flessione e va registrata; non basta per\u00f2 a trasformare retroattivamente la crescita precedente in una dimostrazione del fallimento del lineare.<\/p>\n<p>E quello 0,14 per cento non corrisponde a un pubblico inesistente: nel febbraio 2024, per esempio, allo 0,14 per cento di share corrispondevano 13.322 spettatori medi, cio\u00e8 presenti mediamente in ogni minuto della giornata. I contatti netti giornalieri sono necessariamente una grandezza superiore, nell\u2019ordine delle centinaia di migliaia, ma la Rai nel comunicato non li fornisce. Non \u00e8 un&#8217;audience da rete generalista e nessuno potrebbe sostenerlo; \u00e8 il pubblico di un canale educational altamente specializzato, un pubblico che \u00e8 un bene da preservare con cura invece di disperdere. <b>Prima di dichiarare che quel pubblico viene raggiunto meglio altrove sarebbe utile mostrare i dati che lo dimostrano<\/b>.<\/p>\n<p>Resta infine il passaggio che rende particolarmente fragile tutta la giustificazione fondata sul &#8220;superamento del modello lineare&#8221;. Dal primo ottobre il numero 57 non verr\u00e0 spento. Verr\u00e0 occupato da un nuovo canale lineare, dedicato al territorio italiano. La Rai lo presenta come un&#8217;offerta costruita intorno a paesaggi, borghi, tradizioni, Made in Italy, enogastronomia, turismo, folklore e manifestazioni nazionali; partir\u00e0 inoltre con una &#8220;offerta di ribattuta&#8221;, alla quale dal trimestre successivo dovrebbero aggiungersi rimontaggi, nuove produzioni e dirette.<\/p>\n<p>Questo fatto chiude la questione tecnologica. <b>La Rai non considera superato il modello del canale tematico lineare, perch\u00e9 ne inaugura uno nuovo nello stesso giorno in cui sopprime Rai Scuola<\/b>. Considera superata la presenza lineare della scuola e considera invece meritevole di una presenza lineare il racconto del territorio.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere una scelta editoriale. Pu\u00f2 dipendere dalla capacit\u00e0 disponibile sui multiplex e quindi dalla necessit\u00e0 di scegliere a quale offerta assegnarla. Pu\u00f2 persino essere una scelta che la Rai ritiene conveniente in termini di pubblico. <b>Nessuna di queste eventualit\u00e0 coincide per\u00f2 con la spiegazione offerta nel comunicato<\/b>. Se esiste spazio per un solo canale e la Rai decide di darlo a Italiana, la questione riguarda la priorit\u00e0 attribuita a due diverse funzioni del servizio pubblico.<\/p>\n<p>Per questo risulta particolarmente infelice il riferimento finale ai &#8220;distratti osservatori&#8221;, ai quali sarebbe sfuggita una logica &#8220;talmente&#8221; evidente. A un osservatore distratto pu\u00f2 effettivamente sembrare che un vecchio canale televisivo venga finalmente trasformato in una moderna piattaforma digitale. Basta controllare ci\u00f2 che offre gi\u00e0 oggi la Rai per scoprire che la piattaforma digitale esiste, che Rai Scuola \u00e8 gi\u00e0 disponibile su RaiPlay e che il lineare che sarebbe diventato inadatto alla scuola viene contemporaneamente considerato adattissimo a un nuovo canale sui territori.<\/p>\n<p>La domanda rimane quindi esattamente quella di prima. <b>Se il nuovo RaiPlay Scuola e Learning migliorer\u00e0 l&#8217;offerta educativa, perch\u00e9 per migliorarlo bisogna rinunciare anche al pubblico che Rai Scuola raggiunge oggi sul digitale terrestre? <\/b>E se gli ascolti dimostrano davvero i &#8220;limiti della televisione lineare&#8221;, perch\u00e9 quella stessa televisione lineare viene immediatamente affidata a Italiana?<\/p>\n<p>Il comunicato spiega perch\u00e9 la Rai voglia investire nel digitale educativo, scelta sulla quale \u00e8 difficile avere obiezioni, un\u2019idea peraltro espressa da tempo; ma questo non spiega perch\u00e9 per farlo debba spegnere Rai Scuola sul 57.<\/p>\n<p>Scrivere pietosi comunicati che si arrampicano sugli specchi attraverso piccate risposte neppure serve a nulla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Rai ha risposto alle critiche sulla soppressione del canale\u00a0Rai Scuola\u00a0con un\u00a0comunicato\u00a0intitolato &#8220;Rai Scuola evolve: pi\u00f9 digitale, pi\u00f9&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":650977,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1444],"tags":[203,204,1537,90,89,2848,357420,197,5486,253],"class_list":["post-650976","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-tv","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-rai","tag-rai-scuola","tag-scienza","tag-televisione","tag-tv"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117163773170024049","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/650976","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=650976"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/650976\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/650977"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=650976"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=650976"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=650976"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}