{"id":651089,"date":"2026-08-26T22:11:22","date_gmt":"2026-08-26T22:11:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/651089\/"},"modified":"2026-08-26T22:11:22","modified_gmt":"2026-08-26T22:11:22","slug":"tua-figlia-usa-creme-e-sieri-come-unadulta-i-social-possono-spingerla-a-usarne-il-40-in-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/651089\/","title":{"rendered":"Tua figlia usa creme e sieri come un\u2019adulta? I social possono spingerla a usarne il 40% in pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>Creme, sieri, profumi, maschere e routine composte da molti passaggi. Quello che fino a pochi anni fa apparteneva soprattutto al mondo degli adulti \u00e8 entrato sempre pi\u00f9 presto nelle camere degli adolescenti. E dietro questa corsa alla skincare potrebbe esserci un motore molto potente: <strong>i social network<\/strong>. A suggerirlo \u00e8 uno studio guidato dalla <strong>Rutgers University<\/strong> e pubblicato il <strong>17 agosto<\/strong> sul <strong>Journal of Exposure Science &amp; Environmental Epidemiology<\/strong>. I ricercatori hanno analizzato le abitudini di <strong>143 studenti<\/strong> delle scuole superiori, mettendo in relazione il numero di prodotti utilizzati con il tempo trascorso online e con l\u2019esposizione a <strong>influencer<\/strong> e contenuti dedicati alla bellezza. Il risultato \u00e8 difficile da ignorare. <strong>Gli studenti che seguivano influencer dotati di una propria linea di prodotti dichiaravano di utilizzare il 30% di prodotti in pi\u00f9<\/strong>. <strong>Chi guardava tutorial dedicati a capelli e beauty ne utilizzava il 40% in pi\u00f9<\/strong> rispetto ai coetanei meno esposti a questi contenuti. E non si tratta soltanto di guardare: <strong>il 41% degli adolescenti intervistati aveva acquistato almeno un prodotto dopo averlo visto utilizzare sui social<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Quando una crema diventa un bisogno<\/strong><\/p>\n<p>Il fenomeno viene spesso definito <strong>cosmeticoressia<\/strong>, termine con cui si indica la tendenza a sviluppare un rapporto eccessivo o compulsivo con cosmetici e skincare. Non \u00e8 una diagnosi medica riconosciuta, ma descrive bene un comportamento diventato sempre pi\u00f9 visibile: ragazzi molto giovani che sentono di avere bisogno di numerosi prodotti per correggere imperfezioni, prevenire problemi o raggiungere l\u2019aspetto mostrato sullo schermo. A sorprendere sono soprattutto le quantit\u00e0. Nello studio americano le ragazze hanno riferito di utilizzare <strong>una mediana di 14 prodotti nell\u2019arco di 24 ore, il doppio dei 7 dichiarati dai ragazzi<\/strong>. Solo il <strong>19%<\/strong> degli intervistati leggeva abitualmente le liste degli ingredienti e appena il <strong>5%<\/strong> utilizzava strumenti o siti per informarsi sulla composizione dei prodotti. Il problema, quindi, non \u00e8 demonizzare una crema idratante o il desiderio di prendersi cura di s\u00e9. \u00c8 capire quando una routine semplice si trasforma in una stratificazione continua di prodotti di cui una pelle giovane spesso non ha alcun bisogno.<\/p>\n<p><strong>Sui social anche bambine di 7 anni con routine da adulte<\/strong><\/p>\n<p>Un altro studio pubblicato nel 2025 sulla rivista <strong>Pediatrics<\/strong> aveva gi\u00e0 fotografato il fenomeno osservando i video di skincare diffusi su <strong>TikTok<\/strong> da minori. L\u2019et\u00e0 dei protagonisti andava addirittura dai <strong>7 ai 18 anni<\/strong>. Ogni video analizzato totalizzava in media <strong>1,1 milioni di visualizzazioni<\/strong> e mostrava routine composte mediamente da <strong>sei prodotti<\/strong>, con una spesa media di <strong>168 dollari<\/strong>. Ancora pi\u00f9 significativo: <strong>soltanto un video su quattro comprendeva una protezione solare<\/strong>, mentre nelle routine pi\u00f9 viste comparivano <strong>numerosi ingredienti potenzialmente irritanti<\/strong>. Secondo gli autori, queste routine possono offrire pochi o nessun beneficio alla popolazione pediatrica a cui vengono proposte e aumentare invece il <strong>rischio di irritazione, dermatite allergica da contatto e sensibilit\u00e0 al sole<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il problema non \u00e8 avere una beauty routine<\/strong><\/p>\n<p>La skincare, quindi, non deve diventare il nuovo nemico dei genitori. Un\u2019igiene corretta, una crema adatta quando necessaria e soprattutto la <strong>fotoprotezione<\/strong> fanno parte della normale cura della pelle. La questione cambia quando bambini e adolescenti iniziano a utilizzare prodotti destinati a esigenze che non hanno, inseguendo una pelle &#8220;perfetta&#8221; proposta da filtri, tutorial e influencer.\u00a0<strong>Il social non suggerisce semplicemente quale prodotto comprare. Pu\u00f2 contribuire a creare la sensazione che quel prodotto serva davvero.<\/strong> \u00c8 forse questo il passaggio pi\u00f9 importante emerso dalla ricerca. Se una ragazza molto giovane comincia a preoccuparsi di rughe che non possiede, a cambiare continuamente prodotti o a vivere un\u2019imperfezione normale come qualcosa da correggere immediatamente, il problema non riguarda pi\u00f9 soltanto il contenuto di un flacone. Riguarda <strong>il modo in cui sta imparando a guardare la propria pelle<\/strong>. E prima di aggiungere l\u2019ennesimo siero alla mensola del bagno, potrebbe essere proprio questa la <strong>domanda pi\u00f9 utile da farsi<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Fonti<\/strong><\/p>\n<p>Barrett E.S. et al., <strong>Adolescent personal care product use and social media engagement: a pilot study in NJ high school students<\/strong>, Journal of Exposure Science &amp; Environmental Epidemiology, 2026; Hales M. et al., <strong>Pediatric Skin Care Regimens on TikTok<\/strong>, Pediatrics, 2025; notizia di partenza: Tgcom24, 25 agosto 2026.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Creme, sieri, profumi, maschere e routine composte da molti passaggi. 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