{"id":651127,"date":"2026-08-26T22:41:16","date_gmt":"2026-08-26T22:41:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/651127\/"},"modified":"2026-08-26T22:41:16","modified_gmt":"2026-08-26T22:41:16","slug":"il-dominio-sulle-materie-prime-dal-petrolio-alle-terre-rare-la-corsa-in-evoluzione-per-le-riserve-strategiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/651127\/","title":{"rendered":"Il dominio sulle materie prime, dal petrolio alle terre rare: la corsa (in evoluzione) per le riserve strategiche"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Federico Rampini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Ogni epoca ha le sue materie prime strategiche e quando una risorsa diventa un&#8217;arma, il resto del mondo cerca un&#8217;altra strada<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019intelligenza artificiale viene chiamata \u00abeconomia immateriale\u00bb. \u00c8 un\u2019espressione ingannevole. Dietro un algoritmo ci sono data center, centrali elettriche, rame, silicio, terre rare, litio, grafite. Dietro un\u2019automobile elettrica ci sono miniere e raffinerie. <b>Perfino le tecnologie pi\u00f9 avanzate ci riportano alla geografia e alla geologia<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dopo avere parlato nella lezione precedente della gara tecnologica fra America e Cina, arriviamo al piano<b> terra della potenza: chi controlla le risorse necessarie per far funzionare tutto il resto<\/b>. Non \u00e8 una novit\u00e0. Il carbone aliment\u00f2 la prima Rivoluzione industriale e la potenza britannica. Il petrolio fu decisivo nelle due guerre mondiali. Franklin Roosevelt incontr\u00f2 il fondatore dell\u2019Arabia Saudita Ibn Saud nel 1945, inaugurando un rapporto strategico destinato a durare ottant\u2019anni. Il Giappone attacc\u00f2 Pearl Harbor anche perch\u00e9 l\u2019embargo petrolifero americano minacciava di paralizzarne l\u2019espansione imperiale. L\u2019Unione Sovietica ebbe negli idrocarburi una fonte di potenza e di valuta pregiata. <b>Ogni epoca ha le sue materie prime strategiche<\/b>.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La nostra ne ha molte pi\u00f9 di quanto immaginassimo<\/b>. Litio, cobalto, nichel, grafite, gallio, germanio, antimonio, terre rare: fino a poco tempo fa questi nomi appartenevano al linguaggio degli ingegneri e dei geologi. Oggi <b>compaiono nei vertici fra capi di Stato<\/b>. Servono per automobili elettriche, smartphone, turbine eoliche, radar, missili, droni, satelliti e semiconduttori. <b>La transizione energetica, anzich\u00e9 liberarci dalla geopolitica delle risorse, ne ha creata un\u2019altra<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_ottobre_12\/terre-rare-quali-sono-e-perche-sono-importanti-per-l-economia-globale-444f2e09-87e7-4137-8c57-c5e3e0fb8xlk.shtml\" title=\"Terre rare, quali sono e perch\u00e9 sono importanti per l\u2019economia globale\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Le terre rare<\/a> <b>sono l\u2019esempio pi\u00f9 importante<\/b>. Il nome trae in inganno: molte non sono scarse n\u00e9 concentrate in pochi luoghi.<b> Il problema \u00e8 estrarle, separarle, raffinarle e trasformarle <\/b>in magneti ad alte prestazioni.<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_dicembre_13\/terre-rare-l-arma-geopolitica-della-cina-perche-liberarsi-da-pechino-e-difficile-la-lezione-del-giappone-2fd6d35c-17ec-4ce7-8e69-00b1103efxlk.shtml\" title=\"Terre rare, l\u2019arma geopolitica della Cina: perch\u00e9 liberarsi da Pechino \u00e8 difficile (la lezione del Giappone)\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> Qui la Cina ha costruito una posizione dominante<\/a>. <b>Non \u00e8 stato un regalo della geologia.<\/b> Pechino ha deciso decenni fa che l\u2019intera filiera era strategica, ha tollerato costi ambientali elevati, ha finanziato imprese e capacit\u00e0 di raffinazione. <b>America ed Europa facevano il contrario<\/b>: chiudevano miniere e impianti inquinanti.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Dal petrolio alle terre rare: la corsa (in evoluzione) per le riserve strategiche\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a8f46da996d5.png\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a8f46da996d5.png\"\/><\/p>\n<p>    La reazione americana<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La dipendenza \u00e8 diventata un\u2019arma<\/b>. La Cina usa controlli sull\u2019export di gallio, germanio, grafite e altri materiali. Nella guerra commerciale con Trump ha mostrato di poter colpire un punto vulnerabile dell\u2019industria americana. Una grande potenza non deve possedere tutte le risorse: basta che controlli i passaggi senza i quali gli altri non possono utilizzarle.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019Occidente sta reagendo<\/b>. Gli Stati Uniti vogliono ricostruire una filiera \u00abdalla miniera al magnete\u00bb: estrazione, raffinazione, lavorazione e produzione finale. Il Pentagono finanzia direttamente alcuni progetti. Washington usa prestiti, garanzie pubbliche e contratti di acquisto a lungo termine per rendere redditizie industrie che altrimenti rischierebbero di essere eliminate da una nuova caduta dei prezzi provocata dalla <b>sovrapproduzione cinese.<\/b> <b>\u00c8 un ritorno della politica industriale<\/b>: per resistere al capitalismo di Stato di Pechino, anche l\u2019America liberista riscopre lo Stato.<\/p>\n<p>    La Pax Silica<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La novit\u00e0 del 2026 si chiama Pax Silica<\/b>. Iniziativa americana, riunisce ormai <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_giugno_22\/pax-silica-pace-italia-usa-14da6a2b-eb7f-4024-8c72-5c4334c4axlk.shtml\" title=\"Potrebbe essere la Pax Silica la via per la \u00abpace\u00bb tra l\u2019Italia e gli Usa?\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">una vasta coalizione di economie alleate e partner<\/a>. Collega ci\u00f2 che un tempo trattavamo come dossier separati: minerali critici, energia, semiconduttori, manifattura avanzata, data center e intelligenza artificiale. <b>L\u2019Italia vi ha aderito quest\u2019estate<\/b>. L\u2019obiettivo \u00e8 creare <b>catene produttive \u00abfidate\u00bb<\/b>, nelle quali <b>una dipendenza dalla Cina venga sostituita da una rete di Paesi amici<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Esiste poi <b>un\u2019altra risposta alla scarsit\u00e0: cambiare tecnologia<\/b>. Se una materia prima diventa troppo cara o politicamente pericolosa, aumenta l\u2019incentivo a farne a meno.<b> \u00c8 gi\u00e0 accaduto nella storia<\/b>. Oggi una parte della ricerca sulle batterie segue proprio questa strada. Le batterie agli ioni di sodio possono ridurre la dipendenza da litio, nichel e cobalto; altre tecnologie puntano su anodi al silicio, litio metallico e zolfo.<\/p>\n<p>    Il caso Hormuz\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le risorse strategiche non sono soltanto minerali. <b>Il petrolio continua a ricordarcelo.<\/b> La guerra con l\u2019Iran ha trasformato ancora una volta<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/26_agosto_25\/hormuz-hotel-california-6a14fa6b-3748-4e6c-84d8-f946d8bf6xlk.shtml\" title=\"Hormuz \u00e8 entrato nella fase \u00abhotel California\u00bb: cosa c\u2019entrano gli Eagles con la corsa al gas per quest\u2019inverno (e a che punto \u00e8 l\u2019Italia)\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> lo Stretto di Hormuz in una delle strozzature pi\u00f9 pericolose dell\u2019economia mondiale<\/a>. Prima del conflitto vi transitava circa<b> un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto commerciati via mare<\/b>. Missili, droni, mine, premi assicurativi e minacce iraniane hanno ridotto il traffico.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sarebbe per\u00f2 sbagliato trarre una lezione statica. <b>Hormuz non sar\u00e0 sempre in grado di tenere in ostaggio il mondo<\/b>. La storia delle crisi energetiche \u00e8 istruttiva. Dopo lo choc petrolifero del 1973 l\u2019Occidente miglior\u00f2 l\u2019efficienza energetica, costru\u00ec riserve strategiche, svilupp\u00f2 il Mare del Nord e acceler\u00f2 il nucleare. Dopo le impennate degli anni Duemila l\u2019America invent\u00f2 la rivoluzione dello shale oil e dello shale gas. Dopo l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina l\u2019Europa sostitu\u00ec gran parte del gas russo con Gnl americano, norvegese e altre forniture.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lo stesso adattamento \u00e8 cominciato nel Golfo.<\/b> L\u2019Arabia Saudita ha portato a piena capacit\u00e0 l\u2019oleodotto East-West verso il Mar Rosso, per aggirare Hormuz. Gli Emirati vogliono ampliare l\u2019oleodotto che porta il greggio direttamente a Fujairah, sull\u2019Oceano Indiano. Giappone e Corea cercano nuovi fornitori e rafforzano le riserve; la Cina diversifica gli acquisti e rilancia il carbone domestico.<\/p>\n<p>    Un\u2019Europa vulnerabile<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 la differenza fra una risorsa fisicamente scarsa e <b>una risorsa strategicamente scarsa<\/b>. La seconda categoria cambia nel tempo. Un giacimento che ieri era inutile diventa redditizio quando salgono i prezzi. Una tecnologia sostituisce un minerale con un altro. Un oleodotto aggira uno stretto. Una raffineria costruita in Australia o America riduce il monopolio cinese. La geografia impone vincoli, ma gli esseri umani reagiscono.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo spiega perch\u00e9 <b>il nuovo Risiko planetario non pu\u00f2 essere letto con una semplice carta delle miniere e dei pozzi petroliferi<\/b>. Conta chi possiede il giacimento, ma anche chi sa raffinare il minerale, finanziare l\u2019impianto, costruire la batteria, proteggere la rotta navale, inventare il sostituto. <b>L\u2019Europa resta pi\u00f9 vulnerabile perch\u00e9 importa molto e trasforma troppo poco<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Arriviamo cos\u00ec alla conclusione delle nostre nove lezioni. Siamo partiti dall\u2019idea che<b> \u00abl\u2019economia \u00e8 guerra\u00bb<\/b>. Le risorse strategiche ci riportano allo stesso punto. Nel mondo della geoeconomia, un magnete, una batteria, un oleodotto o un porto possono diventare armi. <b>Le grandi potenze cercano di controllare le dipendenze altrui e di ridurre le proprie<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 forse la regola pi\u00f9 utile con cui chiudere questo viaggio nella geopolitica: le carte geografiche contano ma non sono immobili. <b>Quando una risorsa diventa un\u2019arma, il resto del mondo comincia a cercare un\u2019altra strada<\/b>.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-26T23:20:19+02:00\">26 agosto 2026 ( modifica il 26 agosto 2026 | 23:20)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Federico Rampini Ogni epoca ha le sue materie prime strategiche e quando una risorsa diventa un&#8217;arma, il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":651128,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,2537,134207,1495,2032,4717,536,3357,3358,14006,359130,24757,666,15406,2966,177,1039,9931,23000,10171,356,384,59471,8076,7881,36709,2146,7884,4467,184,18435,29477,3452,359131,359132,3085,17967,314872,359133,6316,49898,66984,7716,359134,115744,5941,12198,77,194354,6939,667,668,1537,90,89,10324,16069,16245,2050,17313,17314,359135,151154,36963,25369,10476,11671,5983,50365,9864,3522,6715,4425,617,11318,6325,17849,10332,3726,90998,11907,20932,260781],"class_list":["post-651127","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-altra","tag-altra-strada","tag-altre","tag-america","tag-americana","tag-americano","tag-arabia","tag-arabia-saudita","tag-arma","tag-arma-resto","tag-arriviamo","tag-artificiale","tag-batteria","tag-batterie","tag-business","tag-capacita","tag-carbone","tag-center","tag-cercano","tag-cina","tag-cinese","tag-cobalto","tag-controlli","tag-data","tag-data-center","tag-dipendenza","tag-direttamente","tag-droni","tag-economia","tag-elettriche","tag-energetica","tag-epoca","tag-epoca-materie","tag-epoca-materie-prime","tag-europa","tag-filiera","tag-gallio","tag-gallio-germanio","tag-gas","tag-geografia","tag-geologia","tag-geopolitica","tag-germanio","tag-giacimento","tag-giappone","tag-grafite","tag-guerra","tag-hormuz","tag-industriale","tag-intelligenza","tag-intelligenza-artificiale","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lezione","tag-litio","tag-magnete","tag-mare","tag-materie","tag-materie-prime","tag-materie-prime-strategiche","tag-minerale","tag-minerali","tag-miniere","tag-missili","tag-missili-droni","tag-molte","tag-oleodotto","tag-petrolio","tag-possono","tag-potenza","tag-prime","tag-rare","tag-resto","tag-riserve","tag-risorsa","tag-risorse","tag-strada","tag-strategiche","tag-terre","tag-terre-rare","tag-vulnerabile"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/651127","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=651127"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/651127\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/651128"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=651127"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=651127"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=651127"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}