{"id":651194,"date":"2026-08-26T23:38:13","date_gmt":"2026-08-26T23:38:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/651194\/"},"modified":"2026-08-26T23:38:13","modified_gmt":"2026-08-26T23:38:13","slug":"il-caso-del-francese-fermato-a-bari-con-tre-missili-nel-furgone-rivela-un-cortocircuito-europeo-sulle-armi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/651194\/","title":{"rendered":"Il caso del francese fermato a Bari con tre missili nel furgone rivela un cortocircuito europeo sulle armi"},"content":{"rendered":"<p>Parigi. Il 9 giugno, <b>R\u00e9gis Claude Albert Normand<\/b>, 46 anni e di nazionalit\u00e0 francese, era appena sbarcato a Bari dalla motonave Superfast II proveniente da Patrasso, in Grecia, quando la Guardia di finanza italiana ha controllato il suo furgone, trovando all\u2019interno <b>cinque contenitori logistici utilizzati per il trasporto di sistemi d\u2019arma anticarro<\/b>. Le verifiche hanno consentito di accertare che uno dei contenitori era vuoto, un secondo custodiva un missile da addestramento inerte, privo di sistema di guida, propulsione e testata, mentre negli altri tre erano presenti altrettanti <b>missili da guerra Akeron<\/b>, prodotti in Francia da <b>Mbda<\/b>, il principale consorzio europeo leader nella progettazione e produzione di missili e sistemi missilistici per la difesa aerea, terrestre e navale (l\u2019italiana Leonardo detiene una quota del 25 per cento). Al momento del fermo, Normand ha sostenuto di essere stato incaricato da Mbda France di trasportare le armi dalla Francia alla Grecia, dove la societ\u00e0 Altus Lsa (partner greco di Mbda sul Kerveros, il drone da combattimento nato da partenariato Francia-Grecia del 2021) avrebbe dovuto occuparsi di alcuni interventi di riparazione. Al momento del fermo a Bari, secondo la sua versione, le stava quindi riportando in Francia e aveva con s\u00e9 diversi documenti per provarlo. Ma la giudice per le indagini preliminari di Bari, Valeria Isabella Valenzi, ha ritenuto necessario disporre ulteriore verifiche, in ragione di incongruenze nella documentazione acquisita, tra cui differenze nei timbri e discrepanze nelle date riportate. <b>Nell\u2019ordinanza di custodia cautelare la gip ha anche scritto che Normand era sprovvisto delle autorizzazioni richieste dall\u2019Italia per il trasporto d\u2019armi<\/b>.<\/p>\n<p>La domanda che diversi osservatori si pongono, in questa storia, non \u00e8 soltanto cosa ci facessero tre missili Akeron nel furgone di un cittadino francese fermato a Bari, ma \u00e8 anche perch\u00e9 un cittadino francese \u00e8 in custodia cautelare in Italia da oltre due mesi e mezzo e <b>la vicenda \u00e8 emersa soltanto ieri<\/b>. Oggi \u00e8 arrivata la prima versione ufficiale della difesa di Normand: una versione che rende ancora pi\u00f9 intrigante il silenzio di queste settimane. \u201cIl trasporto oggetto del procedimento era pienamente autorizzato dal ministero della Difesa francese ed era destinato a una base Nato in Grecia\u201d, ha affermato in una nota l\u2019avvocato del 46enne francese, Fabio Schino. Secondo il legale, il materiale era composto da \u201cmodelli inerti, privi di qualsiasi capacit\u00e0 offensiva\u201d e Mbda France avrebbe fornito la \u201cdocumentazione tecnica e giuridica\u201d in grado di dimostrare la piena regolarit\u00e0 dell\u2019operazione.<\/p>\n<p>Sui missili trasportati da Normand erano presenti delle strisce blu, che identificano materiale destinato all\u2019addestramento e non esplosivo secondo i codici della Nato. Una perizia fatta dall\u2019esercito ha tuttavia rilevato che<b> le strisce erano fatte di nastro adesivo facilmente rimovibile e che la marcatura originaria era gialla e nera<\/b>, colorazione che identifica il <b>munizionamento ad alto esplosivo<\/b>. Se fosse cos\u00ec, dunque, il caso potrebbe essere pi\u00f9 una storia di autorizzazioni, comunicazioni e burocrazie che non si parlano che una vicenda di traffico d\u2019armi.<\/p>\n<p>Ma ci sono alcune domande che restano inevase e che riguardano soprattutto la Francia: <b>se il trasporto era davvero autorizzato dal ministero della Difesa francese, che cosa \u00e8 successo nei due mesi e mezzo trascorsi dall\u2019arresto? <\/b>Parigi era informata? Il Quai d\u2019Orsay ha seguito il caso? \u00c8 stata garantita assistenza consolare a un cittadino francese detenuto in Italia? Ci sono stati contatti tra le autorit\u00e0 francesi e quelle italiane? E Mbda France, che secondo la difesa avrebbe prodotto la documentazione tecnica e giuridica sulla regolarit\u00e0 dell\u2019operazione, quando \u00e8 stata informata del sequestro?<\/p>\n<p><b>Il Foglio ha contattato il Quai d\u2019Orsay per chiedere un commento sulla vicenda e sul trattamento riservato al cittadino francese detenuto in Italia dal 9 giugno e in risposta, il ministero degli Esteri francese, ha rinviato la responsabilit\u00e0 a Mbda<\/b>. La societ\u00e0 produttrice di missili, a sua volta interpellata dall\u2019Agence France-Presse nel primo pomeriggio, ha preferito non commentare.<\/p>\n<p><b>L\u2019Europa ha un mercato unico per quasi tutto tranne che per le armi, e questo caso lo mostra plasticamente<\/b>. Un missile prodotto da un consorzio europeo come Mbda pu\u00f2 essere parte di una filiera che attraversa diversi paesi, ma il suo trasferimento fisico resta sottoposto a regole, licenze e controlli nazionali. Un materiale che, secondo la difesa, era autorizzato dal ministero francese e diretto verso una base Nato in Grecia, passa dall\u2019Italia e viene sequestrato perch\u00e9 le autorit\u00e0 italiane ritengono che ci siano elementi sufficienti per contestarne la natura e la regolarit\u00e0.<\/p>\n<p><b>A Bruxelles si discute di riarmo europeo, di difesa comune, di aumento della produzione industriale e di una maggiore integrazione delle capacit\u00e0 militari, ma la realt\u00e0 industriale deve ancora fare i conti con ventisette sistemi amministrativi<\/b>. Le armi non sono merci qualsiasi. Le regole esistono per impedire che sistemi d\u2019arma finiscano dove non devono. Il problema \u00e8 capire se questo sistema sia compatibile con l\u2019ambizione di costruire una vera industria europea della difesa, capace di muovere rapidamente uomini, componenti e armamenti lungo filiere che ormai attraversano continuamente i confini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Parigi. 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