{"id":651558,"date":"2026-08-27T05:53:17","date_gmt":"2026-08-27T05:53:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/651558\/"},"modified":"2026-08-27T05:53:17","modified_gmt":"2026-08-27T05:53:17","slug":"genitori-centenari-i-figli-si-ammalano-piu-tardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/651558\/","title":{"rendered":"Genitori centenari, i figli si ammalano pi\u00f9 tardi"},"content":{"rendered":"<p>Da un genitore centenario non si eredita necessariamente una vita di cento anni. Si potrebbe ricevere, per\u00f2, qualcosa di altrettanto straordinario e assai meno visibile: un organismo nel quale alcune malattie arrivano pi\u00f9 tardi, come se una parte dell\u2019orologio biologico procedesse con ingranaggi rallentati. \u00c8 quanto emerge da uno studio pubblicato il <strong>26 agosto su JAMA Network Open<\/strong>, secondo il quale i figli di persone vissute almeno cento anni mostrano un tasso pi\u00f9 basso di ipertensione e patologie cardiovascolari, con un ritardo particolarmente netto nella comparsa della pressione alta.<\/p>\n<p>I ricercatori hanno esaminato complessivamente <strong>4.030 persone<\/strong> negli Stati Uniti e nel Regno Unito, riunendo i dati di tre studi longitudinali indipendenti \u2014 LonGenity, New England Centenarian Study e UK Biobank \u2014 nei quali i partecipanti vengono seguiti nel tempo. Il confronto \u00e8 stato condotto fra i figli di almeno un centenario e coloro i cui genitori non avevano raggiunto una longevit\u00e0 eccezionale. Ed \u00e8 proprio la concordanza dei risultati nelle tre popolazioni osservate a dare consistenza alla scoperta: non una promessa personale di lunga vita, naturalmente, ma una traccia statistica che ricompare in campioni differenti.<\/p>\n<p>Il segnale pi\u00f9 netto riguarda la pressione arteriosa. Nei discendenti dei centenari l\u2019\u201chazard\u201d, cio\u00e8 il tasso con cui un determinato evento si presenta durante il periodo di osservazione, era inferiore del <strong>32 per cento per l\u2019ipertensione<\/strong>. Tradotto in anni, il modello stimava che la malattia raggiungesse la medesima probabilit\u00e0 attesa circa 5,2 anni pi\u00f9 tardi.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108570\/tumore-del-pancreas-la-fda-rompe-il-muro-di-ras.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_26\/ChatGPT_Image_26_ago_2026__18_40_26-1787763884751.png--tumore_del_pancreas__la_fda_rompe_il_muro_di_ras.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Per intenderci, immaginiamo due gruppi che avanzano lungo lo stesso percorso: non tutti i componenti arriveranno alla malattia nello stesso momento e alcuni non vi arriveranno affatto, ma nel gruppo dei figli dei centenari il flusso verso l\u2019ipertensione procede mediamente pi\u00f9 adagio. Non si tratta dunque di cinque anni di immunit\u00e0 consegnati a ogni individuo alla nascita; si tratta di uno spostamento osservato confrontando popolazioni. La differenza \u00e8 sostanziale.<\/p>\n<p>Anche sul versante cardiovascolare il quadro appare sorprendente: il tasso risultava ridotto del 33 per cento per le malattie cardiovascolari e del <strong>42 per cento per la mortalit\u00e0 generale<\/strong>. Nel caso della morte, lo slittamento medio stimato superava di poco i tre anni. Ancora una volta, ci\u00f2 non autorizza a concludere che ciascun figlio di un centenario vivr\u00e0 tre anni in pi\u00f9. Le statistiche descrivono il comportamento dei gruppi, non scrivono in anticipo la biografia biologica del singolo.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 tutto, e soprattutto non \u00e8 tutto favorevole. La protezione familiare non si estende infatti come uno scudo uniforme a ogni patologia: per l\u2019ictus il segnale \u00e8 comparso soltanto in due delle tre coorti, mentre per il <strong>cancro<\/strong> non \u00e8 stata individuata alcuna diminuzione significativa n\u00e9 del rischio n\u00e9 dell\u2019et\u00e0 di comparsa. \u00c8 questo il limite che impedisce di trasformare la longevit\u00e0 dei genitori in una generica invulnerabilit\u00e0 dei figli.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il cancro sembra fare eccezione? Gli autori indicano diverse possibili spiegazioni. I meccanismi associati alla longevit\u00e0 familiare potrebbero incidere assai meno sui tumori, nei quali interviene anche l\u2019accumulo casuale di alterazioni cellulari; inoltre, i figli dei centenari, mediamente pi\u00f9 funzionali e meno fragili, potrebbero sottoporsi con maggiore frequenza agli screening, consentendo di individuare perfino neoplasie poco aggressive. Non \u00e8 escluso, infine, che mostrino una maggiore resistenza alle conseguenze del cancro senza svilupparne necessariamente meno. Insomma, ritardare certe malattie non significa sottrarsi alle regole della biologia.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108545\/il-vaccino-contro-il-fuoco-di-santantonio-potrebbe-proteggere-anche-il-cuore.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_26\/ChatGPT_Image_26_ago_2026__14_18_47-1787746810285.png--il_vaccino_contro_il_fuoco_di_sant_antonio_potrebbe_proteggere_anche_il_cuore.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Rimane allora la domanda decisiva: <strong>che cosa passa realmente da una generazione all\u2019altra<\/strong>? Potrebbero concorrere varianti genetiche favorevoli, un metabolismo pi\u00f9 resistente e particolari caratteristiche del sistema immunitario; ma potrebbero pesare anche l\u2019ambiente familiare, l\u2019alimentazione durante l\u2019infanzia, le condizioni socioeconomiche e la possibilit\u00e0 di accedere alle cure. In questo intrico, geni e abitudini somigliano a fili raccolti nello stesso cavo: osserviamo il risultato complessivo, ma separarli uno per uno \u00e8 ben pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>Le associazioni sono rimaste sostanzialmente presenti anche dopo gli aggiustamenti statistici per i fattori disponibili \u2014 fumo, dieta, attivit\u00e0 fisica, consumo di alcol e istruzione \u2014 tuttavia lo studio \u00e8 osservazionale e non pu\u00f2 stabilire fino in fondo quale componente produca l\u2019effetto. A scanso di equivoci, non \u00e8 stato isolato un ipotetico \u201cgene dei cento anni\u201d, n\u00e9 \u00e8 stata dimostrata una relazione causale unica.<\/p>\n<p>Vi sono poi altre cautele: alcune diagnosi erano riferite dagli stessi partecipanti; i volontari potrebbero essere stati mediamente pi\u00f9 sani della popolazione generale; la grande maggioranza era bianca, circostanza che rende prudente estendere i risultati ad altre popolazioni. La ricerca, finanziata principalmente dai <strong>National Institutes of Health<\/strong>, indica dunque nelle famiglie dei centenari non una dinastia biologicamente privilegiata, ma un singolare laboratorio naturale nel quale studiare come allungare la parte della vita trascorsa senza malattie. Resta da scoprire quali fili di quel cavo possano essere riconosciuti, separati e, un giorno, forse utilizzati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_27_ago_2026,_01_52_33-1787788360379.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Reed ER, Wysocki M, Gal M, et al. Exceptional Parental Longevity and Onset of Morbidity and Mortality Across Cohorts. JAMA Network Open. 2026;9(8):e2630964. doi:10.1001\/jamanetworkopen.2026.30964.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/jamanetwork.com\/journals\/jamanetworkopen\/fullarticle\/2853297\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da un genitore centenario non si eredita necessariamente una vita di cento anni. 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