{"id":651617,"date":"2026-08-27T06:47:13","date_gmt":"2026-08-27T06:47:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/651617\/"},"modified":"2026-08-27T06:47:13","modified_gmt":"2026-08-27T06:47:13","slug":"dove-nasce-il-nostro-io-la-scienza-cerca-la-coscienza-nel-cervello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/651617\/","title":{"rendered":"Dove nasce il nostro \u00abIo\u00bb? La scienza cerca la coscienza nel cervello"},"content":{"rendered":"<p>Guardarsi allo specchio e sapere di essere <strong>noi<\/strong>. Sentire dolore, innamorarsi, ricordare un momento dell&#8217;infanzia o immaginare il futuro.<\/p>\n<p>Sono esperienze cos\u00ec naturali che <strong>raramente<\/strong> ci chiediamo come siano possibili.<\/p>\n<p>Eppure nascondono una delle domande pi\u00f9 difficili della medicina e delle neuroscienze: come fa il <strong>cervello<\/strong> a creare la <strong>coscienza<\/strong>?<\/p>\n<p>Il <strong>cervello umano<\/strong> contiene circa 86 miliardi di neuroni, collegati attraverso un numero enorme di connessioni. Sappiamo sempre meglio quali aree entrano in funzione quando vediamo, ricordiamo o prendiamo una decisione.<\/p>\n<p>Ma rimane un mistero: perch\u00e9 tutta questa attivit\u00e0 produce la sensazione soggettiva di essere vivi, percepire il mondo e sapere di essere <strong>noi stessi<\/strong>?<\/p>\n<p>L&#8217; <strong>\u201canima\u201d<\/strong> si pu\u00f2 cercare nel <strong>cervello<\/strong>?<\/p>\n<p>Per secoli filosofia e religioni hanno cercato risposte parlando di <strong>anima<\/strong>.<\/p>\n<p>La neuroscienza affronta una domanda diversa. Non pu\u00f2 dimostrare n\u00e9 escludere l&#8217;esistenza dell&#8217;<strong>anima<\/strong>: cerca invece di capire quali meccanismi cerebrali rendono possibile l&#8217;esperienza <strong>cosciente<\/strong>.<\/p>\n<p>E non sembra esistere un singolo <strong>\u201cpunto della coscienza\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Una delle idee pi\u00f9 studiate sostiene che diventiamo consapevoli di qualcosa quando un&#8217;informazione riesce a essere condivisa rapidamente tra molte parti del <strong>cervello<\/strong>.<\/p>\n<p>Immaginiamo un teatro.<\/p>\n<p>Dietro le quinte avvengono continuamente migliaia di operazioni delle quali non sappiamo nulla. Ma quando un pensiero, un&#8217;immagine o un dolore raggiungono il palcoscenico, quell&#8217;informazione diventa disponibile alla memoria, all&#8217;attenzione, al linguaggio e alle nostre decisioni.<\/p>\n<p>\u00c8 l&#8217;idea alla base della <strong>Global Neuronal Workspace Theory<\/strong>.<\/p>\n<p>E se la <strong>coscienza<\/strong> dipendesse da quanto il <strong>cervello<\/strong> \u00e8 <strong>\u201cconnesso\u201d<\/strong>?<\/p>\n<p>Un&#8217;altra teoria, sviluppata dal neuroscienziato italiano <strong>Giulio Tononi<\/strong>, parte da un&#8217;intuizione diversa.<\/p>\n<p>Pensiamo a ci\u00f2 che vediamo in questo momento.<\/p>\n<p>Colori, forme, suoni, pensieri e sensazioni sono informazioni differenti. Eppure non le percepiamo come tanti frammenti separati: formano un&#8217;unica esperienza.<\/p>\n<p>La <strong>Integrated Information Theory<\/strong> cerca di spiegare proprio questa capacit\u00e0 del <strong>cervello<\/strong> di produrre un&#8217;esperienza allo stesso tempo ricchissima e unitaria.<\/p>\n<p>Arriva persino a proporre una misura matematica, chiamata <strong>Phi (\u03a6)<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma siamo ancora nel campo della ricerca: oggi non esiste un semplice esame capace di misurare <strong>Phi<\/strong> e dirci \u201cquanta <strong>coscienza<\/strong>\u201d possiede una persona.<\/p>\n<p><strong>Nel 2025 la sfida su 256 persone<\/strong><\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 interessante \u00e8 che queste teorie oggi vengono messe alla prova.<\/p>\n<p>Nel <strong>2025<\/strong> un grande studio internazionale pubblicato su <strong>Nature<\/strong> ha confrontato direttamente due dei principali modelli della <strong>coscienza<\/strong> studiando <strong>256 persone<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli scienziati hanno osservato cosa accadeva nel <strong>cervello<\/strong> mentre i partecipanti vedevano immagini e riferivano ci\u00f2 che percepivano.<\/p>\n<p>Il risultato?<\/p>\n<p>Nessuna delle due teorie \u00e8 uscita vincitrice.<\/p>\n<p>Alcune previsioni sono state confermate, altre no. Un risultato importante proprio perch\u00e9 mostra quanto siamo ancora lontani da una spiegazione definitiva.<\/p>\n<p>Ma dove nasce la sensazione di essere <strong>\u201cme\u201d<\/strong>?<\/p>\n<p><strong>Coscienza<\/strong> e <strong>identit\u00e0<\/strong>, inoltre, non sono necessariamente la stessa cosa.<\/p>\n<p>Nel <strong>cervello<\/strong> esiste una rete chiamata <strong>Default Mode Network (DMN)<\/strong> che diventa particolarmente importante quando pensiamo a <strong>noi stessi<\/strong>, ricordiamo il nostro passato, immaginiamo il futuro o semplicemente lasciamo vagare la mente.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la <strong>\u201csede dell&#8217;Io\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma partecipa alla costruzione della storia che continuamente raccontiamo a noi stessi: chi siamo, chi eravamo e chi potremmo diventare.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;<strong>Io<\/strong> sembra scomparire<\/p>\n<p>Un indizio sorprendente arriva dagli studi sulle <strong>sostanze psichedeliche<\/strong>.<\/p>\n<p>Alcune persone descrivono la cosiddetta <strong>\u201cdissoluzione dell&#8217;Io\u201d<\/strong>: per un certo periodo rimangono coscienti, ma il confine tra s\u00e9 stessi e ci\u00f2 che li circonda sembra diventare molto meno netto.<\/p>\n<p>Le immagini del <strong>cervello<\/strong> mostrano che in queste condizioni cambia il modo in cui il <strong>Default Mode Network<\/strong> comunica al proprio interno e con altre reti.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 un&#8217;osservazione affascinante: possiamo continuare ad avere un&#8217;esperienza <strong>cosciente<\/strong> anche mentre cambia profondamente la sensazione di essere un individuo separato dal resto del mondo.<\/p>\n<p>La neuroscienza non ha trovato nel <strong>cervello<\/strong> il luogo dove risiede l&#8217;<strong>anima<\/strong>. E non ha ancora spiegato completamente la <strong>coscienza<\/strong>.<\/p>\n<p>Sta per\u00f2 scoprendo qualcosa di altrettanto sorprendente: il nostro <strong>\u201cIo\u201d<\/strong> potrebbe non trovarsi in un singolo punto, ma emergere dal continuo dialogo tra miliardi di cellule e molte reti cerebrali.<\/p>\n<p>Come questa attivit\u00e0 biologica riesca a trasformarsi nella sensazione intima e irripetibile di <strong>\u201cessere me\u201d<\/strong> rimane uno dei pi\u00f9 grandi misteri della scienza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_26_ago_2026,_16_56_29-1787756202170.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p><strong>Fonti:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cogitate Consortium et al., Adversarial testing of global neuronal workspace and integrated information theories of consciousness, Nature, 2025.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mashour G.A., Roelfsema P., Changeux J.P., Dehaene S., Conscious Processing and the Global Neuronal Workspace Hypothesis, Neuron, 2020;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tononi G. et al., Integrated information theory: from consciousness to its physical substrate, Nature Reviews Neuroscience, 2016;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Raichle M.E. et al., A default mode of brain function, PNAS, 2001;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Shinozuka K. et al., Synergistic, multi-level understanding of psychedelics: three systematic reviews and meta-analyses of their pharmacology, neuroimaging and phenomenology, Translational Psychiatry, 2024;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Guardarsi allo specchio e sapere di essere noi. 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