{"id":651718,"date":"2026-08-27T08:13:13","date_gmt":"2026-08-27T08:13:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/651718\/"},"modified":"2026-08-27T08:13:13","modified_gmt":"2026-08-27T08:13:13","slug":"kaveh-madani-il-vincitore-del-nobel-per-lacqua-si-rischia-la-bancarotta-idrica-e-non-solo-nel-sud-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/651718\/","title":{"rendered":"Kaveh Madani, il vincitore del Nobel per l\u2019acqua: \u00abSi rischia la bancarotta idrica. E non solo nel Sud del mondo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Riccardo Luna<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Lo scienziato iraniano: \u00abQuella che viviamo \u00e8 molto pi\u00f9 di una crisi. Nel Nord del mondo il dibattito adesso \u00e8 molto sbilanciato sui data center, ma se confronti il loro impatto sull\u2019acqua con quello che succede lungo la catena di approvvigionamento, quell\u2019impatto \u00e8 minimo\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00ab\u2026ma prima di chiudere vorrei dire una cosa, una cosa importante, una cosa che tutti noi dovremmo ricordarci sempre. Non siamo i pi\u00f9 bravi, siamo soltanto i pi\u00f9 fortunati. E questo comporta una responsabilit\u00e0\u2026\u00bb. Quando dice queste parole il sorriso di <b>Kaveh Madani<\/b> &#8211; un sorriso largo, buono, che ogni volta gli fa strizzare gli occhi come se provasse un filo di imbarazzo &#8211; quel sorriso che lo accompagna sempre quando parla, scompare.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sta parlando sul serio adesso. Sta spiegando<b> perch\u00e9 ha deciso di fare quello che fa ogni giorno. Lo scienziato<\/b>. E di farlo come lo fa: provando a rendere il mondo un po\u2019 migliore. Sono le 10 del mattino del 26 agosto e sta per ricevere lo Stockholm Water Prize, un riconoscimento che esiste dal 1991 e che \u00e8 considerato il\u00a0\u00ab<b>Nobel dell\u2019Acqua\u00bb,<\/b> perch\u00e9 &#8211; come gli altri Nobel &#8211; si svolge in collaborazione con la Royal Academy of Sciences svedese e viene <b>consegnato personalmente dal re di Svezia, Carlo XVI Gustavo<\/b> (che infatti siede in prima fila nella sala principale del centro congressi di Stoccolma; e che pi\u00f9 tardi offrir\u00e0 in suo onore un banchetto in smoking).\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 esagerato sostenere che Kaveh Madani \u00e8 un fenomeno. Prendendo soltanto questo premio e quello che rappresenta, Madani<b> \u00e8 il pi\u00f9 giovane vincitore di sempre<\/b> (ha 44 anni, infatti si schermisce: \u00abarriva troppo presto, non sono pronto per la pensione\u00bb); \u00e8 il primo funzionario delle Nazioni Unite a vincerlo (dirige il think tank sull\u2019acqua dell\u2019universit\u00e0 dell\u2019Onu, nell\u2019area di Toronto); e in pi\u00f9<b> \u00e8 il primo iraniano ed il primo ex politico<\/b> (\u00e8 stato vice presidente e vice ministro dell\u2019Ambiente prima di dover lasciare il suo paese per evitare l\u2019ennesimo arresto).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il lavoro che lo ha reso famoso si riassume in due parole:<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/animali\/biodiversita\/26_gennaio_20\/in-mondo-entra-in-bancarotta-idrica-l-uso-dell-acqua-e-oltre-le-capacita-di-rinnovamento-c4e8ea9c-ebde-4e27-b5bc-7aa7c21d8xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> Water Bankruptcy, bancarotta dell\u2019acqua, <\/a>a significare che la crisi che stiamo vivendo &#8211; \u00abin tutto il mondo, mica soltanto nei paesi poveri del Sud\u00bb-<b> non \u00e8 una semplice crisi<\/b> visto che dura da almeno mezzo secolo; ed \u00e8 iniziata prima che potessimo scontare gli effetti del cambiamento climatico, che ne aggrava i danni ma non pu\u00f2 diventare un alibi per la cattiva politica; \u00e8 <b>figlia piuttosto di una gestione superficiale delle risorse<\/b> e pi\u00f9 in generale della incapacit\u00e0 di noi essere umani di collaborare invece di accaparrare e sprecare quello che abbiamo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo spiega benissimo <b>\u00abla teoria dei giochi\u00bb<\/b> che ha insegnato negli anni londinesi e che ne ha formato il modo di ragionare: provando sempre a capire le ragioni delle scelte degli altri e cosa si pu\u00f2 fare per cambiarle. Altrimenti la cooperazione \u00e8 spacciata. \u00c8 cos\u00ec che si va in bancarotta. Con l\u2019acqua ci siamo. Il fatto che la consacrazione mondiale di Madani avvenga in Svezia chiude un cerchio: <b>qui infatti venne, ventuno anni fa, a perfezionare gli studi universitari lasciando per la prima volta l\u2019Iran.<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sui social in questi giorni ha postato le sue immagini da ragazzo accanto a quelle di oggi (lo stesso sorriso, e anche la stessa leggera stempiatura). Questa coincidenza gli ispira un messaggio molto pi\u00f9 politico di quanto ci si aspetti: \u00ab<b>Allora non era affatto facile ottenere i visti per lasciare l\u2019Iran.<\/b> Quindi non posso dire di aver avuto molte opzioni. La Svezia, forse a un certo punto, \u00e8 stata una scelta dettata dalla disperazione, o da un intreccio di circostanze che mi ha portato qui, in gran parte per caso. Ma in quel periodo la Svezia aveva appena avviato dei nuovi corsi di laurea magistrale, e ce n\u2019era uno sull\u2019acqua che faceva al caso mio\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Oggi nel Paese scandinavo la situazione \u00e8 molto cambiata. <b>Soffia un forte vento contro l\u2019immigrazione<\/b> e anche se il partito che di questo tema ha fatto una bandiera, dopo una crescita impetuosa, sembra non poter vincere le imminenti elezioni politiche di settembre, c\u2019\u00e8 stata una stretta importante su accoglienza, permessi, visti e asili. Anche a sinistra.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dice Madani, davanti al Re: \u00abSono in atto molte iniziative contro l\u2019immigrazione. Continuo a ricordare a tutti che, se a un certo punto<b> <\/b>qualcuno<b> non avesse deciso di darmi l\u2019ammissione all\u2019universit\u00e0<\/b> e qualcun altro non avesse deciso di darmi il visto per venire qui, <b>niente di tutto questo sarebbe accaduto<\/b>\u00bb. Tutto questo, \u00e8 la sua vita.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nasce<b> a Teheran, nel 1981,<\/b> terzo anno della Repubblica Islamica dell\u2019Ayatollah Khomeini e secondo anno della lunga guerra con l\u2019Iraq. Uno dei ricordi pi\u00f9 vividi della sua infanzia, ha raccontato pi\u00f9 volte, <b>\u00e8 un attacco missilistico<\/b> su Teheran. Era il 29 febbraio 1988, aveva sei anni: rimase illeso ma vide la madre ferita, coperta di sangue<b>. I genitori lavoravano entrambi nel settore idrico<\/b>, anzi, si erano conosciuti proprio lavorando sull\u2019acqua.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel 2015, parlando ad un TED sull\u2019isola di Kish, dir\u00e0, sorridendo, che come figlio unico non aveva avuto scelta se non occuparsi anche lui di acqua: \u00abSono grato all\u2019acqua per avermi dato dei bravi genitori quindi studiarla era il minimo che potessi fare per ringraziarla\u00bb.<b> Si laurea in ingegneria civile a Tabriz<\/b>, nel nord ovest turcofono del paese. E decide di specializzarsi all\u2019estero. La Svezia, come abbiamo visto, gli apre le porte. Qui prende un master, in Water Resources, a Lund; e impara una lezione fondamentale.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019ha raccontata ieri mattina sul palco del premio: un giorno all\u2019universit\u00e0 assegnano un lavoro di gruppo e il suo team prende un voto basso per l\u2019incompetenza informatica di uno studente. Lui ci resta malissimo. Poi ne assegnano un altro ed \u00e8 lui, Kaveh, a non saper usare Excel, ma prendono lo stesso un voto alto (\u00ab9, non 10\u00bb) perch\u00e9 i suoi compagni lo aiutano. Morale:\u00a0\u00ab<b>Non sempre scegli le persone con cui lavorare, devi adattarti:<\/b> a volte sarai tu a dare qualcosa in pi\u00f9, a volte riceverai una mano\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dalla Svezia va in California, all\u2019universit\u00e0 di Davis, dove completa un dottorato in ingegneria civile e ambientale &#8211; con una tesi sugli effetti del cambiamento climatico sui sistemi idroelettrici &#8211; e dove,<b> nel 2007, per la prima volta utilizza l\u2019espressione \u00abwater bankruptcy\u00bb<\/b>.\u00a0\u00c8 solo un\u2019intuizione, in un documento, che resta dimenticata per qualche anno. \u00abNel 2015 ha preso forma. Stavamo lavorando ad un documentario sulle falde acquifere sotterranee in Iran e mi hanno mostrato filmati in bianco e nero in cui si parlava di crisi idrica\u00bb.\u00a0<b>L\u00ec ho capito che la definizione crisi non bastav<\/b>a. Come pu\u00f2 qualcosa essere una crisi per cinquant\u2019anni?\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non avevo una risposta e mi ci \u00e8 voluto un po\u2019 di tempo per trovare il termine: \u00abbancarotta dell\u2019acqua\u00bb. Il paper che ne nasce, nel 2016, non passa inosservato perch\u00e9 Madani <b>usa \u00abwater bankruptcy\u00bb per criticare il governo iraniano<\/b>: studiando la desertificazione di alcuni laghi, il professore dimostrava che la causa fondamentale non era da ricercarsi nel cambiamento climatico (e quindi nell\u2019ingordigia dell\u2019Occidente, nella visione dei pasdaran); ma nel <b>fallimento delle politiche idriche iraniane.<\/b> Un atto d\u2019accusa.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma in quel momento a Teheran c\u2019era una certa dialettica fra conservatori e riformisti e questi ultimi decisero a sorpresa di c<b>hiedere a Madani di entrare nel governo<\/b> e provare lui stesso a risolvere i problemi che denunciava. E cos\u00ec Madani lascia l\u2019Imperial College di Londra e <b>diventa vice presidente con delega su Ambiente<\/b>, innovazione e partecipazione civica. Improvvisamente \u00e8 il volto nuovo dell\u2019Iran ai negoziati climatici e in patria lancia campagne di mobilitazione, per esempio per ridurre i rifiuti (\u00abcominciamo da noi stessi\u00bb, il titolo).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma non si ferma qui: <b>critica anche la costruzione di nuove dighe<\/b> (l\u2019energia idroelettrica ha dei costi ambientali nascosti, sostiene); e soprattutto attacca i diversi progetti di inseminazione delle nuvole per contrastare la siccit\u00e0. <b>I conservatori lo detestano<\/b>. Del resto appena tornato in patria da Londra era stato fermato una prima volta e interrogato per diversi giorni con l\u2019accusa di essere una spia. Succede di nuovo nel gennaio del <b>2018, quando vengono arrestati diversi ambientalisti.<\/b>\u00a0Sono soprattutto quelli che si occupano di proteggere il ghepardo persiano dall\u2019estinzione. Sembra una cosa innocua, ma le fotocamere usate per censire gli animali vengono considerate strumenti di spionaggio.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Uno degli arrestati, Kavous Seyed-Emami, muore in carcere<\/b>. Suicida, dice il regime. Era un amico stretto di Madani il quale in quelle settimane passa 72 ore in carcere per difendersi dall\u2019accusa di essere <b>\u00abun terrorista dell\u2019acqua\u00bb<\/b>. Negli interrogatori, dir\u00e0, applica la teoria dei giochi: si mette nei panni di chi lo interroga. Non si arrende, ricomincia a girare il mondo per il suo paese. Ma qualche mese pi\u00f9 tardi la svolta. Sta tornando da una missione e, in volo, si collega al Wi-fi di bordo: su Twitter circolano sue foto private mentre balla ad una festa, con questo testo: \u00ab<b>Si ubriaca e balla in un edificio che appartiene al governo della Repubblica Islamica dell\u2019Iran <\/b>in Malesia. Sta ridendo della nazione iraniana\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Capisce che \u00e8 finita. E capisce anche di essere fortunato: avendo perso il volo diretto per Teheran, deve fare scalo a Istanbul. <b>Su quel secondo aereo non salir\u00e0 mai<\/b>. Non torner\u00e0 pi\u00f9 in Iran. Ma quando gli chiedo di dire la prima cosa che gli viene in mente pensando al suo paese, sospira. Tace e sospira per un tempo che sembra interminabile. Poi dice: \u00abNon c\u2019\u00e8 soltanto una cosa, \u00e8 quello che hai sentito, \u00e8 un sospiro\u2026 Il pensiero su cosa potrebbe essere quel Paese e invece dove si trova. L\u2019ingiustizia, l\u2019ingiustizia. Essere martellati da tutte le parti. <b>Quei cittadini meritano una vita migliore <\/b>e sono intrappolati nella politica mondiale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 una ferita aperta, gli dico. \u00abLo \u00e8, lo \u00e8. Se ci pensi, s<b>ono il primo iraniano a ricevere questo premio. <\/b>In un mondo normale ci sarebbero festeggiamenti, felicit\u00e0, orgoglio. Ma siamo in un momento in cui non possiamo festeggiare mentre piangiamo le persone che abbiamo perso di recente, le persone che vengono uccise ogni giorno. Sai, a proposito di complessit\u00e0, penso che sia proprio questo un esempio. Le vite degli iraniani sono intessute di complessit\u00e0. \u00c8 semplicemente <b>un mondo ingiusto<\/b>. Ma ancora una volta, ora che lavoro per le Nazioni Unite, so che gli iraniani hanno comunque una vita molto migliore di molte, molte altre persone in tutto il pianeta\u00bb.\u00a0Il resto \u00e8 storia recente.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il 19 gennaio 2026 la definizione Water Bankruptcy entra nella letteratura scientifica inglese<\/b>. <b>Viene pubblicato il Global Water Bankruptcy Report.\u00a0E adesso cosa deve succedere?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNon credo che i problemi dell\u2019acqua si possano risolvere con un mio rapporto, n\u00e9 con una formula magica inventata da me. Studio la scienza della complessit\u00e0 e la prima cosa che impari \u00e8 che un problema complesso \u00e8 diverso da un problema complicato. Un problema complicato si risolve con pi\u00f9 scienza e pi\u00f9 denaro. Mandare gli esseri umani nello spazio \u00e8 complicato. Alla fine una soluzione si trova. I problemi complessi invece non hanno soluzione. Finch\u00e9 l\u2019umanit\u00e0 sar\u00e0 su questo pianeta, continueremo a batterci per risorse scarse, a trovare soluzioni e a commettere errori. Quindi il compito \u00e8 navigare attraverso la complessit\u00e0, e la responsabilit\u00e0 di persone come me \u00e8 agire presto, in modo proattivo, ricordando a tutti le conseguenze indesiderate e come si possa fare meglio e sbagliare meno se si ha una visione nuova\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E qui entra in campo la teoria dei giochi&#8230;<\/b><br \/>\u00abServe a capire gli incentivi, perch\u00e9 le societ\u00e0 si comportano in modi diversi. Unita alla mia esperienza politica, credo che mi metta in una posizione migliore per capire le buone ragioni che stanno dietro le cattive decisioni, e perch\u00e9 le decisioni prendono certe strade; e poi per proporre opportunit\u00e0, incentivi, modelli o soluzioni che cambino i comportamenti e favoriscano il cambiamento. Il rapporto sulla bancarotta dell\u2019acqua \u00e8 uno di questi. \u00c8 un passo avanti, non \u00e8 una cosa completa. Parla soltanto di alcune delle opportunit\u00e0 che il settore idrico offre in questo mondo frammentato, e di come si possa allineare il nazionalismo, se uno vuole perseguirlo, con qualcosa che fa bene all\u2019intero pianeta e che fa bene anche a te. Ci sono benefici immediati che vanno insieme a quelli di lungo periodo: si tratta di far combaciare le due cose. Ecco, questo \u00e8 quello che faccio: continuare a lottare per il cambiamento, continuare a ricordare alla gente questi problemi e, quando c\u2019\u00e8 della scienza, aiutare a tradurla in qualcosa che il pubblico e i responsabili politici possano capire, e proporre quelle soluzioni. Io qui faccio da intermediario: sto da qualche parte fra gli accademici, il mondo della politica e la gente comune, e provo a fare un lavoro migliore di traduzione, aiutando le persone a unire le forze per ottenere un cambiamento\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 troppo semplicistico dire che il tuo insegnamento, tratto dalla teoria dei giochi, \u00e8 che staremmo meglio se collaborassimo invece di competere l\u2019uno con l\u2019altro per le risorse?<\/b><br \/>\u00a0\u00abS\u00ec, la teoria dei giochi dice anche che la cooperazione pu\u00f2 portare a soluzioni migliori. Ma la teoria dei giochi ci dice anche perch\u00e9 in moltissimi casi i comportamenti cooperativi non emergono. Conosci la tragedia dei beni comuni? E il dilemma del prigioniero?\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(Apriamo una parentesi. Nella tragedia dei beni comuni, individuata la prima volta nel 1833, si dice che un bene comune \u00e8 una risorsa che nessuno possiede in esclusiva ma da cui tutti possono attingere: un pascolo aperto, un banco di pesca, l\u2019atmosfera, una falda acquifera. Il meccanismo della tragedia \u00e8 che il beneficio del prelievo \u00e8 privato e immediato, mentre il costo del depauperamento \u00e8 collettivo e differito. L\u2019esempio classico \u00e8 il pastore che aggiunge una pecora al pascolo comune: guadagna un\u2019intera pecora, ma il sovrapascolo che ne deriva lo paga in frazione insieme a tutti gli altri. Il calcolo torna per i singoli. Tutti aggiungono pecore, il pascolo collassa. Il punto cruciale, che Madani ripete ossessivamente, \u00e8: nessuno si \u00e8 comportato in modo irrazionale. Ogni singolo attore ha fatto la scelta ottimale date le sue informazioni e i suoi incentivi. La rovina collettiva \u00e8 la somma di comportamenti individualmente sensati. Chiusa parentesi).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quindi la domanda di un teorico dei giochi \u00e8: come si allineano gli interessi individuali con quelli di gruppo?<\/b><br \/>\u00abCome si allinea la razionalit\u00e0 individuale con quella di gruppo? Come si cambiano i meccanismi? Come si costruiscono soluzioni che rispettino anche quello che a te interessa come individuo? E in effetti, questo \u00e8 ci\u00f2 che ho fatto inizialmente nei miei primi anni di ricerca: mostrare la distinzione tra l\u2019ottimale, il bene per le societ\u00e0, come le soluzioni cooperative, e ci\u00f2 che realmente accade nella societ\u00e0. Ricordando anche a quelli del mio stesso campo che \u00e8 facile formulare soluzioni prescrittive, ma che non si realizzeranno mai. Perch\u00e9 individui, paesi e parti interessate hanno tutti i propri interessi in gioco. E se vuoi essere utile, devi rispettare quegli interessi, chiaro? Una strada \u00e8 etichettare tutti gli elettori come irrazionali, giudicarli e dire che sono ignoranti, che sono irrazionali per aver votato in quel modo. L\u2019altro modo di pensare \u00e8 guardare la situazione e chiedersi: perch\u00e9 le persone hanno fatto quella scelta, e come si pu\u00f2 cambiarla? O perch\u00e9 non si pu\u00f2 cambiare? Quando ci si pongono questo tipo di domande, a volte si scopre che \u00e8 una questione di informazioni, a volte di fiducia, a volte di interessi a breve termine e cos\u00ec via, e poi si trovano i modi per cambiare la situazione. Pensare che gli agricoltori non collaborino, o stiano prosciugando l\u2019acqua non rinnovabile o una falda acquifera, perch\u00e9 sono irrazionali, \u00e8 molto riduzionista e ingenuo, ed \u00e8 proprio contro questo che combatte la teoria dei giochi: spiegare quelle situazioni. Abbiamo a che fare con un sacco di persone razionali. \u00c8 facile liquidare i politici, o anche i terroristi, come irrazionali, ma in realt\u00e0 devi capire perch\u00e9 quelle persone si comportano come si comportano. Perch\u00e9 i terroristi si fanno saltare in aria per un obiettivo? O perch\u00e9 certi leader nel mondo prendono decisioni che a noi sembrano folli, ma poi ci sono molte altre persone che li apprezzano proprio per quelle decisioni?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tu sembri un particolare tipo di scienziato: da sempre ti muovi all\u2019intersezione fra scienza, politica e attivismo. O sbaglio?\u00a0<\/b><br \/>\u00abS\u00ec, e il motivo per cui sono cos\u00ec entusiasta del mio attuale lavoro \u00e8 che mi mette davvero in mezzo. Faccio parte del braccio scientifico delle Nazioni Unite, quindi da una parte ho gli scienziati e dall\u2019altra i decisori. E a volte, quando vedi i diversi livelli del processo decisionale, scopri che la strada verso il cambiamento \u00e8 molto diversa da quella che immagini come scienziato nella tua torre d\u2019avorio.\u00a0I decisori potrebbero non leggere mai i migliori articoli che scriviamo e citiamo, giusto? E a volte una frase semplice, in una conversazione con un decisore, pu\u00f2 essere molto pi\u00f9 efficace di tonnellate di articoli che scriviamo e pubblichiamo. E quando vedi queste cose, ti viene voglia di fare le cose in un altro modo. Almeno, \u00e8 quello che sto provando a fare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cos&#8217;altro?<\/b><br \/>\u00abL\u2019altra cosa che provo a fare \u00e8 battermi per il Sud del mondo. Mi sono formato nel mondo in via di sviluppo, in Europa, in Nord America: ho lavorato in tre continenti diversi. E spesso vedo che i problemi come vengono percepiti nel Nord del mondo non sono i veri problemi del Sud del mondo. Ed \u00e8 per questo che, molte volte, le soluzioni che prescriviamo nel Nord del mondo vengono viste come irrilevanti nel Sud del mondo. A volte questo porta attivisti, nazioni, responsabili politici e persino scienziati del Sud del mondo a sviluppare teorie del complotto, perch\u00e9 non capiscono la posizione del Nord del mondo.\u00a0Perch\u00e9 mi parli delle generazioni future se io sto soffrendo oggi?<b> <\/b>Come posso preoccuparmi delle specie in via di estinzione quando i miei figli soffrono? Quindi ogni giorno ricordo a me stesso e ai miei colleghi dell\u2019Universit\u00e0 delle Nazioni Unite che siamo noi i fortunati, quelli che in qualche modo sono finiti da questa parte del muro, mentre i nostri connazionali sono rimasti bloccati a casa. E non siamo qui perch\u00e9 siamo pi\u00f9 intelligenti: siamo stati solo fortunati e siamo riusciti a uscire. E ora che siamo qui, invece di ripetere il gergo che ripetono tutti gli altri, perch\u00e9 non proviamo a parlare di quelle realt\u00e0 sul campo, di quelle complessit\u00e0 sul campo, e a usare la piattaforma dell\u2019Onu e le piattaforme che abbiamo per ricordare alla gente queste cose? E se guardi alcuni dei nostri rapporti di quest\u2019anno, sono piuttosto controversi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In che modo?<\/b><br \/>\u00abNel rapporto Global Water Bankruptcy spieghi il fenomeno e poi dici: non \u00e8 solo un problema dell\u2019Africa, o del Medio Oriente e del Nord Africa; anche voi in Europa avete questi problemi, ed \u00e8 un problema di governance, \u00e8 un problema di cattiva gestione. Poi abbiamo pubblicato un rapporto in cui mettiamo in discussione la giustizia di quella che chiamiamo la transizione verde, guardando a quello che sta accadendo con i minerali critici. Quando sviluppiamo l\u2019intelligenza artificiale, quando guido la mia auto elettrica, delle persone possono morire a causa dell\u2019inquinamento prodotto dall\u2019estrazione dei minerali critici\u00bb.<br \/><b><br \/>\u00c8\u00a0 lo stesso approccio del rapporto sull\u2019Intelligenza artificiale dello scorso giugno.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abIl fatto \u00e8 che nel Nord del mondo il dibattito adesso \u00e8 molto sbilanciato sui data center e su dove vengono collocati. Le comunit\u00e0 rifiutano i data center: perch\u00e9 portate questo data center sul mio territorio, portatelo via, e cos\u00ec via. Ma se confronti l\u2019uso dell\u2019acqua, o l\u2019impatto sull\u2019acqua, dei data center con quello che succede lungo la catena di approvvigionamento, quell\u2019impatto \u00e8 minimo. Ci sono un sacco di altre cose che succedono, dal momento in cui estrai i minerali critici al momento in cui produci i semiconduttori e l\u2019infrastruttura che ti serve, e cos\u00ec via; e poi c\u2019\u00e8 la gestione dei rifiuti elettronici. Cosa voglio, nel mondo dell\u2019IA? Non voglio che la gente smetta di usare l\u2019IA, ma voglio che la usi quando aggiunge valore. E voglio che tutti gli attori, non solo le aziende di IA, si assumano pi\u00f9 responsabilit\u00e0. Vuol dire che, come utente, se posso risparmiare qualcosa, se posso fare qualcosa di meglio, se posso spegnere la videocamera mentre parlo con te, allora lo faccio, giusto? Riduco il mio impatto. E poi posso anche chiedermi se la prossima volta dovremmo parlarci su Zoom o su Teams, se uno dei due fa un lavoro migliore nel dichiarare la propria impronta ambientale e nel ridurla. Posso anche spingere i governi a prendere la cosa pi\u00f9 sul serio, a pretendere responsabilit\u00e0, a tassare l\u2019inquinamento. Poi ci sono gli sviluppatori e i fornitori di servizi, che possono fare un lavoro migliore nel dirci cosa sta succedendo. \u00c8 questo che serve. Forse sai che il nostro rapporto ha portato al lancio dell\u2019Iniziativa per la trasparenza ambientale dell\u2019IA da parte del Segretario generale dell\u2019Onu, che ha chiesto alle aziende di IA di dichiarare la loro impronta idrica, di carbonio e di suolo. Ne siamo molto orgogliosi, ma non sappiamo se vedremo le aziende di IA farlo davvero, a breve\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come si resta ottimisti in un mondo sempre pi\u00f9 complesso?\u00a0<\/b><br \/>\u00abPossiamo discutere se il mondo stia davvero diventando pi\u00f9 complesso ogni giorno, o se sia il nostro livello di percezione e di comprensione a cambiare. Alcune delle cose che oggi vi sembrano strane nel Nord del mondo, a noi sono molto familiari. Prendiamo un fatto recente. I canadesi sono usciti dai negoziati con gli Stati Uniti e hanno detto: non possiamo negoziare con loro, perch\u00e9 hanno chiesto queste modifiche all\u2019ultimo minuto e cos\u00ec via. Quel linguaggio mi \u00e8 molto familiare, perch\u00e9 ho sentito dire la stessa cosa dagli iraniani, giusto? Quindi alcune delle cose che sono nuove per i cittadini del Nord del mondo esistono da un pezzo. Ma oggi il mondo \u00e8 pi\u00f9 nudo di prima. Vediamo le ipocrisie pi\u00f9 chiaramente di prima. Alcune delle nazioni che mettevano molti soldi negli aiuti e parlavano di diritti umani stanno violando il diritto internazionale. A volte ci sentiamo molto disperati, molto delusi, molto frustrati. Ma il mondo \u00e8 cos\u00ec, \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Molto ingiusto, molto iniquo. Ma se poi guardiamo a ci\u00f2 che l\u2019umanit\u00e0 ha realizzato finora, sappiamo che oggi stiamo molto meglio di cento anni fa per quanto riguarda i diritti delle donne e i diritti umani; e sull\u2019uguaglianza e l\u2019equit\u00e0 di genere siamo messi meglio. Quindi lo considero un processo. E come ho detto, non credo che il mondo si fermer\u00e0 il giorno in cui morir\u00f2, e non credo nemmeno di poter risolvere i problemi entro quel momento. Quindi sono ottimista\u00bb.\u00a0<br \/><b><br \/>Come muoversi?<\/b><br \/>\u00abPenso che si debba lottare. Non perdiamo la speranza e lottiamo per i cambiamenti, restando realisti su quello che vediamo; senza liquidare le persone dandole per ingenue, ignoranti o irrazionali, ma provando invece a capire il loro modo di pensare e perch\u00e9 vanno in certe direzioni. Li chiami di destra, estremisti e cos\u00ec via, ma ci sono altri modi per capire perch\u00e9 lo fanno. Provate invece a capire perch\u00e9 prendono quelle strade, e a intervenire sulle cause profonde. Penso che l\u2019umanit\u00e0 stia facendo progressi. Nel complesso le cose vanno meglio. Nel complesso abbiamo una qualit\u00e0 della vita migliore &#8211; non so, si pu\u00f2 discutere. Ma sapete: l\u2019aspettativa di vita, l\u2019istruzione, tante cose sono migliorate rispetto a prima. Gradualmente stiamo migliorando. E poi ci sono momenti nella storia che ti aprono gli occhi, e penso che questo sia uno di quelli. \u00c8 un momento di riflessione per noi, uno schiaffo in faccia, vedere quella realt\u00e0 cos\u00ec nuda e ripensare ad alcune delle nostre percezioni e convinzioni. E spero che riusciremo a gestire meglio questo livello di realt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ultima domanda: la lezione pi\u00f9 importante che ti hanno trasmesso i tuoi genitori?<\/b><br \/>\u00abPenso che la cosa pi\u00f9 importante non riguardi affatto l\u2019acqua. E\u2019 questa: fare quello che puoi per gli altri. Penso che sia la lezione che ho imparato da loro: essere generoso per quanto \u00e8 possibile, ed essere disposto a rinunciare a qualcosa per gli altri. Se puoi dare, da\u2019 alla societ\u00e0, da\u2019 alle persone. Penso che sia la cosa pi\u00f9 importante che mi hanno insegnato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-26T21:38:02+02:00\">27 agosto 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Riccardo Luna Lo scienziato iraniano: \u00abQuella che viviamo \u00e8 molto pi\u00f9 di una crisi. 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