{"id":651759,"date":"2026-08-27T08:51:23","date_gmt":"2026-08-27T08:51:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/651759\/"},"modified":"2026-08-27T08:51:23","modified_gmt":"2026-08-27T08:51:23","slug":"un-giro-in-bici-sul-colle-del-sabbione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/651759\/","title":{"rendered":"Un giro in bici sul Colle del Sabbione"},"content":{"rendered":"<p>La proposta escursionistica di questa volta ci porta in valle Gesso, lungo un itinerario da percorrere in mountain bike o, preferibilmente, con una e-bike.<\/p>\n<p>La diffusione delle biciclette elettriche ha aperto negli ultimi anni nuove possibilit\u00e0 di esplorazione, permettendo a molte pi\u00f9 persone di affrontare itinerari di montagna lunghi e impegnativi. Quello qui proposto \u00e8, a mio parere, uno dei pi\u00f9 bei giri da effettuare in mountain bike nella valle Gesso, sia per gli ambienti attraversati sia per gli aspetti geologici, paesaggistici e storico-militari che si incontrano lungo il percorso.<\/p>\n<p>La strada verso il Colle del Sabbione<\/p>\n<p>La strada \u00e8 stata recentemente interessata da lavori legati alla realizzazione di opere acquedottistiche ed \u00e8 stata successivamente prolungata dagli operai forestali fino al tornante sottostante il Colle del Sabbione.<\/p>\n<p>Il tracciato risulta percorribile anche da mezzi 4&#215;4 per esigenze operative e di soccorso, ma il normale transito dei veicoli a motore rimane vietato. Prima di partire \u00e8 comunque opportuno verificare la regolamentazione vigente relativa al transito delle biciclette e delle e-bike.<\/p>\n<p>Particolare attenzione deve essere posta anche all&#8217;eventuale sconfinamento sul territorio francese, dove la regolamentazione della circolazione delle mountain bike sui sentieri pu\u00f2 essere differente e pi\u00f9 restrittiva. \u00c8 quindi fondamentale informarsi preventivamente sui divieti vigenti ed evitare di percorrere in bicicletta i tratti nei quali il transito non \u00e8 consentito.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/small_156456.jpg\" alt=\"Colle del Sabbione\"\/><\/p>\n<p>Un itinerario tra geologia e storia<\/p>\n<p>Nella cartografia allegata in scala 1:100.000 sono riportati il percorso e i principali geositi di interesse, insieme ai punti nei quali consiglio di fermarsi per scattare fotografie o effettuare brevi esplorazioni.<\/p>\n<p>Due localit\u00e0 meritano in particolare di lasciare temporaneamente la bicicletta e proseguire a piedi. La prima \u00e8 il geosito del Sabbione, dove vale la pena dedicare un po&#8217; di tempo all&#8217;osservazione delle forme del paesaggio e degli elementi geologici caratteristici della zona. La seconda \u00e8 rappresentata dall&#8217;area dei fortini militari presso il confine francese. Qui \u00e8 possibile effettuare una breve esplorazione a piedi delle opere fortificate e di alcuni tratti in galleria. \u00c8 indispensabile avere con s\u00e9 una torcia adeguata; quella del telefono pu\u00f2 essere utile come emergenza, ma per una visita pi\u00f9 sicura \u00e8 preferibile una lampada frontale.<\/p>\n<p>Il tratto pi\u00f9 impegnativo<\/p>\n<p>Dal geosito del Sabbione fino al Colle del Sabbione, per circa 3 km, bisogna mettere in conto di procedere per alcuni tratti con la bicicletta a spinta. Non si tratta soltanto di una questione di pendenza. In alcuni punti il sentiero \u00e8 particolarmente esposto e una perdita di equilibrio mentre si \u00e8 in sella potrebbe rendere impossibile appoggiare il piede sul lato di valle, con conseguenze potenzialmente molto gravi. Nei tratti ripidi o esposti \u00e8 quindi fortemente consigliato scendere dalla bicicletta e procedere a piedi.<\/p>\n<p>Chi utilizza una e-bike pu\u00f2 sfruttare la funzione Walk Assist, che permette al motore di accompagnare lentamente la bicicletta durante la salita a piedi. In questo modo anche una e-bike relativamente pesante pu\u00f2 essere condotta pi\u00f9 facilmente lungo i tratti ripidi.<\/p>\n<p>Un giro da esploratori<\/p>\n<p>Questo non \u00e8 soltanto un percorso ciclistico. \u00c8 un vero itinerario di esplorazione della montagna, nel quale la bicicletta diventa il mezzo per raggiungere luoghi di grande interesse naturalistico, geologico, paesaggistico e storico.<\/p>\n<p>Il consiglio \u00e8 quindi di non avere fretta: fermatevi nei geositi, lasciate la bici quando necessario, esplorate a piedi, fotografate il paesaggio e osservate le tracce della storia militare presenti lungo il confine.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio questa combinazione tra mountain bike, geologia, paesaggio, storia e avventura a rendere il giro del Colle del Sabbione uno degli itinerari pi\u00f9 interessanti della valle Gesso.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/small_156457.jpg\" alt=\"Escursione sul Colle del Sabbione\"\/><\/p>\n<p>Caratteristiche tecniche del giro<\/p>\n<p>\u2022 \u00a0 \u00a0Partenza e arrivo: Entracque<br \/>\u2022 \u00a0 \u00a0Quota di partenza: circa 850 m s.l.m.<br \/>\u2022 \u00a0 \u00a0Quota massima: Passo del Sabbione \u2013 2.620 m s.l.m.<br \/>\u2022 \u00a0 \u00a0Lunghezza complessiva: circa 30 km<br \/>\u2022 \u00a0 \u00a0Dislivello positivo: circa 1.770 m<br \/>\u2022 \u00a0 \u00a0Tratto \u00a0a \u00a0 spinta \u00a0 circa \u00a03 km\u00a0<br \/>\u2022 \u00a0 \u00a0Tipologia: itinerario ad anello<br \/>\u2022 \u00a0 \u00a0Mezzo consigliato: MTB, preferibilmente e-bike<br \/>\u2022 \u00a0 \u00a0Profilo altimetrico: una sola, lunga ascesa seguita dalla discesa verso Entracque<\/p>\n<p>Una delle particolarit\u00e0 pi\u00f9 interessanti di questo itinerario \u00e8 la semplicit\u00e0 del suo profilo altimetrico: si sale praticamente una volta sola. La prima met\u00e0 del giro \u00e8 sostanzialmente tutta in salita, partendo dai circa 850 metri di Entracque fino a raggiungere i 2.620 metri del Passo del Sabbione. Una volta conquistato il punto pi\u00f9 alto, cambia completamente il carattere dell&#8217;escursione: la seconda parte \u00e8 infatti quasi interamente in discesa, fino al ritorno verso Entracque.<\/p>\n<p>Non bisogna per\u00f2 sottovalutare l&#8217;impegno complessivo. I circa 1.770 metri di dislivello e la quota superiore ai 2.600 metri rendono il percorso un&#8217;escursione di vera montagna. In particolare, negli ultimi chilometri verso il Passo del Sabbione sono presenti tratti ripidi ed esposti nei quali \u00e8 opportuno scendere dalla bicicletta e procedere a spinta, utilizzando, nel caso delle e-bike, la funzione Walk Assist.<\/p>\n<p>Il geosito del Sabbione: un piccolo mondo da esplorare<\/p>\n<p>Il geosito del Sabbione rappresenta uno dei punti di maggiore interesse geologico e paesaggistico dell&#8217;intero itinerario. La zona \u00e8 caratterizzata dalla presenza di rocce sedimentarie e brecce di faglia dai caratteristici colori giallo-ocra, all&#8217;interno delle quali si possono osservare clasti di rocce calcaree e frammenti di diaspro dalle tonalit\u00e0 violacee.<\/p>\n<p>Il contatto geologico, ben riconoscibile a partire dal tornante, prosegue in direzione del Colle del Sabbione e rappresenta un elemento particolarmente significativo: ci troviamo infatti in corrispondenza del contatto tra rocce cristalline e successioni carbonatiche, una zona di grande interesse per comprendere l&#8217;assetto geologico di questo settore delle Alpi Marittime.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/small_156458.jpg\" alt=\"Colle del Sabbione\"\/><br \/>\nCalanchi, erosione e colori spettacolari<\/p>\n<p>Una delle caratteristiche pi\u00f9 affascinanti di questi terreni \u00e8 la loro elevata coesione associata, tuttavia, a una progressiva degradazione superficiale sotto l&#8217;azione degli agenti atmosferici. Acqua, gelo, neve e ruscellamento modellano continuamente il versante, creando piccoli calanchi, solchi di erosione e caratteristiche piramidi, che conferiscono al paesaggio un aspetto quasi irreale. Il risultato \u00e8 un ambiente particolarmente fotogenico, nel quale si alternano tonalit\u00e0 che vanno dal giallo all&#8217;ocra, dal bruno al violaceo dei diaspri, con piccoli pini che riescono a crescere anche sulle porzioni pi\u00f9 impervie ed erose del versante.<\/p>\n<p>Qui le fotografie sono veramente spettacolari.<\/p>\n<p>Lasciate per qualche minuto la bicicletta<\/p>\n<p>Il consiglio \u00e8 quello di parcheggiare temporaneamente la mountain bike e dedicare un po&#8217; di tempo all&#8217;esplorazione a piedi delle forme erosive, mantenendosi per\u00f2 su terreno sicuro e senza avvicinarsi a scarpate instabili. Con un po&#8217; di attenzione si possono osservare anche piccoli ciottoli e frammenti di diaspro violaceo. Secondo alcune credenze popolari, il diaspro sarebbe addirittura una \u201cpietra portafortuna\u201d: un piccolo aneddoto che aggiunge un pizzico di magia alla lettura geologica del luogo. \u00c8 comunque preferibile osservare e fotografare i campioni sul posto, soprattutto qualora vigano norme di tutela che ne vietino la raccolta.<\/p>\n<p>Non passate di qui troppo velocemente<\/p>\n<p>Molti escursionisti attraversano questa zona rapidamente, concentrati sull&#8217;obiettivo di raggiungere il confine francese, il Passo del Sabbione o il Bivacco Speranza, senza fermarsi a osservare ci\u00f2 che hanno intorno. \u00c8 un peccato.<\/p>\n<p>Il geosito del Sabbione non \u00e8 semplicemente un luogo di passaggio. Per variet\u00e0 geologica, forme erosive, colori e paesaggio, rappresenta una meta che potrebbe giustificare da sola un&#8217;escursione dedicata. Qui vale la pena lasciare la bicicletta, camminare lentamente e guardarsi intorno: il viaggio non \u00e8 soltanto raggiungere il colle, ma scoprire quello che la montagna racconta lungo la strada.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/small_156459.jpg\" alt=\"Escursione sul Colle del Sabbione\"\/><\/p>\n<p>Una notte al Bivacco Speranza<\/p>\n<p>Secondo il mio giudizio, il modo pi\u00f9 bello per vivere questo itinerario \u00e8 non completarlo tutto in una giornata, ma trasformarlo in una piccola avventura di due giorni, fermandosi a dormire al Bivacco Speranza. L&#8217;idea \u00e8 semplice: partire nel pomeriggio da Entracque, salire senza fretta, dedicare una vera sosta al geosito del Sabbione, raggiungere il bivacco e, verso il tramonto, esplorare a piedi le fortificazioni militari della zona. La mattina successiva ci si pu\u00f2 alzare all&#8217;alba, raggiungere una delle cime circostanti e soltanto nel pomeriggio riprendere la mountain bike per completare il giro e rientrare a Entracque. In questo modo una bella escursione in e-bike diventa una vera esperienza di montagna.<\/p>\n<p>Lo spirito del bivacco: lasciare qualcosa per chi arriver\u00e0 dopo<\/p>\n<p>Chi utilizza un bivacco dovrebbe ricordarsi che si tratta di un luogo condiviso. Per questo consiglio, quando possibile, di lasciare qualcosa di utile per gli escursionisti successivi: un po&#8217; di caff\u00e8, qualche alimento a lunga conservazione, una zuppa o altri piccoli generi di conforto.<\/p>\n<p>Al bivacco \u00e8 presente anche un QR code che permette di lasciare un contributo tramite Satispay, un gesto semplice per contribuire al mantenimento della struttura.<\/p>\n<p>\u00c8 inoltre disponibile una piccola batteria, sostanzialmente paragonabile a un power bank, utilizzabile per ricaricare il telefono. La sua capacit\u00e0 \u00e8 per\u00f2 limitata e tende a esaurirsi rapidamente: non bisogna assolutamente programmare il giro contando sulla possibilit\u00e0 di ricaricare la batteria dell&#8217;e-bike al bivacco. La bicicletta deve quindi arrivare con un&#8217;autonomia sufficiente per completare l&#8217;intero itinerario.<\/p>\n<p>Una notte sotto la Via Lattea<\/p>\n<p>Uno dei motivi principali per cui consiglio di trascorrere qui la notte \u00e8 il cielo.<\/p>\n<p>Dal Bivacco Speranza, nelle notti limpide, si pu\u00f2 osservare uno dei cieli pi\u00f9 bui e spettacolari di questo settore tra Italia e Francia. Lontani dalle luci dei centri abitati, la Via Lattea pu\u00f2 apparire con una nitidezza straordinaria. Vale persino la pena svegliarsi pi\u00f9 volte durante la notte.<\/p>\n<p>Con il trascorrere delle ore si pu\u00f2 infatti osservare il lento spostamento apparente delle costellazioni nel cielo. Il Grande Carro, quando visibile in relazione alla stagione e all&#8217;orario, costituisce uno dei riferimenti pi\u00f9 semplici da riconoscere.<\/p>\n<p>\u00c8 una di quelle notti nelle quali uscire dal bivacco, guardare verso l&#8217;alto e rimanere semplicemente in silenzio pu\u00f2 diventare uno dei ricordi pi\u00f9 belli dell&#8217;intera escursione.<\/p>\n<p>All&#8217;alba si riparte\u2026 a piedi<\/p>\n<p>La mattina consiglio di lasciare ancora per qualche ora la bicicletta al bivacco e dedicarsi all&#8217;esplorazione a piedi.<\/p>\n<p>Le possibilit\u00e0 sono numerose. Chi vuole affrontare un&#8217;escursione pi\u00f9 lunga pu\u00f2 dirigersi verso la Rocca dell&#8217;Abisso, scegliendo esclusivamente un itinerario adeguato alla propria esperienza e preparazione; gli eventuali percorsi alpinistici richiedono naturalmente competenze, attrezzatura e condizioni idonee.<\/p>\n<p>Per chi desidera qualcosa di pi\u00f9 tranquillo, le cime e le dorsali circostanti offrono numerose possibilit\u00e0 di escursione e magnifici punti panoramici.<\/p>\n<p>Tra le mete della zona si possono ricordare la Cima del Sabbione, la Cima della Garde e la Cima Scandeiera, oltre alle numerose opere militari disseminate lungo queste montagne. Nell&#8217;area delle strutture militari del Rhonvet \u00e8 inoltre presente un punto d&#8217;acqua, la cui disponibilit\u00e0 e potabilit\u00e0 devono comunque essere verificate sul posto.<\/p>\n<p>I fortini al tramonto<\/p>\n<p>Un&#8217;altra esperienza che consiglio \u00e8 quella di raggiungere a piedi le fortificazioni militari nel tardo pomeriggio. Il tramonto rende questo ambiente ancora pi\u00f9 suggestivo. Alcune opere possono essere esplorate internamente, dove l&#8217;accesso sia consentito e sicuro. \u00c8 opportuno avere una lampada frontale, prestare attenzione a buche, detriti, cedimenti e dislivelli e non avventurarsi in ambienti che presentino condizioni dubbie.<\/p>\n<p>Da queste postazioni si comprende anche quanto fosse strategico questo settore di confine: fortificazioni, creste e punti di osservazione dominano un panorama eccezionale.<\/p>\n<p>Le fortificazioni e i camminamenti nella montagna<\/p>\n<p>Nella zona del Sabbione sono presenti numerose strutture militari, alcune delle quali articolate in camminamenti interni, locali e gallerie scavate nella montagna. Esplorarle permette non soltanto di conoscere un pezzo della storia di questo territorio di confine, ma anche di rendersi conto delle enormi difficolt\u00e0 incontrate per costruire opere di queste dimensioni a oltre 2.000 metri di quota.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8, in particolare, un luogo che mi ha sempre incuriosito. In una zona nei pressi delle fortificazioni sono ancora riconoscibili i resti di quello che doveva essere un grande deposito di sacchi di cemento. Ne erano stati accumulati probabilmente centinaia. Con il tempo l&#8217;acqua e l&#8217;umidit\u00e0 penetrarono nei sacchi, facendo indurire il cemento e rendendo inutilizzabile buona parte del materiale. Ancora oggi se ne possono riconoscere le forme, quasi come una testimonianza pietrificata del cantiere militare.<\/p>\n<p>Ogni volta che passo di qui mi pongo la stessa domanda: Quanta fatica sar\u00e0 stata necessaria per portare tutto quel cemento fin quass\u00f9? In un&#8217;epoca senza le possibilit\u00e0 di trasporto di oggi, gran parte dei materiali necessari alla costruzione delle opere d&#8217;alta quota doveva essere movimentata con grandi difficolt\u00e0, anche mediante animali da soma. Immaginare centinaia di viaggi dei muli, lungo mulattiere di montagna, con i sacchi caricati sul dorso, permette di comprendere la dimensione dello sforzo logistico necessario per realizzare queste fortificazioni. E c&#8217;\u00e8 quasi qualcosa di paradossale nel pensare che una tale quantit\u00e0 di lavoro possa essere servita per trasportare fin lass\u00f9 una montagna di cemento che, dopo essere stata depositata, prese acqua e divenne inutilizzabile. Quei resti, apparentemente insignificanti, diventano cos\u00ec uno dei particolari pi\u00f9 interessanti dell&#8217;escursione: non raccontano soltanto la storia delle fortificazioni, ma soprattutto la fatica delle persone e degli animali che contribuirono alla loro costruzione.<\/p>\n<p>Quando passate di qui, fermatevi qualche minuto. Guardate quei vecchi resti e provate a immaginare il rumore degli zoccoli, i muli lungo la mulattiera e la lunga successione di viaggi necessaria per portare fin quass\u00f9 ogni singolo sacco. Anche questa \u00e8 archeologia della montagna.<\/p>\n<p>Le grandi mucche e la memoria della montagna<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un piccolo aneddoto che mi ha particolarmente incuriosito. Durante la stagione dell&#8217;alpeggio, nella zona del passo si possono incontrare grandi bovini scuri con i loro caratteristici campanacci. Se si rimane qui abbastanza a lungo, si pu\u00f2 osservare il branco spostarsi da un settore all&#8217;altro della montagna. Spesso \u00e8 un animale a iniziare il movimento e gli altri lo seguono, alla ricerca delle zone dove il pascolo \u00e8 migliore.<\/p>\n<p>Un margaro della zona mi ha raccontato una cosa ancora pi\u00f9 affascinante: gli animali conserverebbero memoria dei luoghi di pascolo frequentati negli anni precedenti e, quando ritorna la stagione dell&#8217;alpeggio, conoscerebbero gi\u00e0 molto bene questi versanti e le zone migliori dove alimentarsi. \u00c8 un piccolo racconto della vita d&#8217;alta montagna che vale la pena ricordare insieme alla geologia e alla storia militare di questi luoghi.<\/p>\n<p>La mia proposta: due giorni invece di poche ore<\/p>\n<p>Per vivere veramente questo giro, io lo organizzerei cos\u00ec:<br \/>&#8211; primo giorno: partenza nel pomeriggio da Entracque \u2192 salita in e-bike \u2192 lunga sosta ed esplorazione del geosito del Sabbione \u2192 arrivo al Bivacco Speranza \u2192 sistemazione della bicicletta \u2192 visita a piedi dei fortini al tramonto \u2192 cena \u2192 osservazione della Via Lattea e del cielo stellato;<br \/>&#8211; secondo giorno: sveglia all&#8217;alba \u2192 escursione a piedi verso una delle cime circostanti oppure, per gli escursionisti adeguatamente preparati, itinerario pi\u00f9 lungo verso la Rocca dell&#8217;Abisso \u2192 ritorno al bivacco \u2192 recupero della bicicletta \u2192 completamento del percorso e lunga discesa verso Entracque.<\/p>\n<p>Cos\u00ec non avrete semplicemente percorso 30 chilometri in mountain bike. Avrete esplorato un geosito, attraversato oltre 1.700 metri di dislivello, raggiunto i 2.620 metri di quota, visitato antiche fortificazioni, camminato su una cima all&#8217;alba, trascorso una notte in bivacco e osservato la Via Lattea. Avrete vissuto una piccola, autentica avventura nelle Alpi Marittime.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/small_156460.jpg\"\/><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/small_156461.jpg\"\/><\/p>\n<p>Giovanni Bertagnin<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/xluogo.png.pagespeed.ic.rIHr-GeQFq.png\" alt=\"luogo\" class=\"luogo_articolo\"\/> ENTRACQUE              <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La proposta escursionistica di questa volta ci porta in valle Gesso, lungo un itinerario da percorrere in mountain&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":651760,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1456],"tags":[3508,1824,359482,1825,67563,168283,155508,359481,66984,1537,90,89,18328,281267,245,244,94237],"class_list":["post-651759","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ciclismo","tag-bici","tag-ciclismo","tag-colle-del-sabbione","tag-cycling","tag-e-bike","tag-entracque","tag-escursione","tag-fortificazioni","tag-geologia","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-mountain-bike","tag-panorami","tag-sport","tag-sports","tag-via-lattea"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117166624396750789","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/651759","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=651759"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/651759\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/651760"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=651759"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=651759"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=651759"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}