{"id":652006,"date":"2026-08-27T12:16:19","date_gmt":"2026-08-27T12:16:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/652006\/"},"modified":"2026-08-27T12:16:19","modified_gmt":"2026-08-27T12:16:19","slug":"christian-brogna-neurochirurgo-che-opera-i-pazienti-al-cervello-da-svegli-mi-faccio-guidare-dalle-loro-parole-e-dai-loro-sguardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/652006\/","title":{"rendered":"Christian Brogna, neurochirurgo che opera i pazienti al cervello da svegli: \u00abMi faccio guidare dalle loro parole e dai loro sguardi\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-first-letter chapter-paragraph\">\u00ab.. E quando la superficie cerebrale mi appare in tutta la sua magnificenza, chiedo al paziente di suonare, disegnare, raccontare, descrivere immagini. Mentre lui si esprime, io asporto la lesione. Il mio obiettivo \u00e8 custodire la persona nella sua interezza: la sensibilit\u00e0, il senso dell\u2019umorismo, la capacita\u0300 di amare, ricordare, essere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Christian Brogna <\/b>\u00e8 tutto in questa frase. <b>Neurochirurgo specializzato in tumori cerebrali, \u00e8 tra gli specialisti pi\u00f9 noti della awake surgery, la tecnica che permette di operare il cervello mentre il paziente \u00e8 sveglio<\/b>. \u00abUna tecnica sicura che preserva le funzioni cognitive, emotive e relazionali che definiscono l\u2019identita\u0300 di ciascuno di noi\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma quella che vi stiamo per raccontare non \u00e8 la spiegazione di una tecnica se pur straordinaria, ma la storia di uomo che ha visto il nostro cervello da vicino, lo ha studiato, lo ha esplorato nel profondo e ne ha scoperto la meraviglia. <b>\u00ab\u00c8 un\u2019opera d\u2019arte, \u00e8 la struttura pi\u00f9 complessa che esista in natura\u00bb.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Brogna ha operato al cervello da sveglio un sassofonista, che altri sei neurochirurghi avevano dichiarato inoperabile, perch\u00e9 posizionato in un\u2019area che se danneggiata avrebbe comportato gravi deficit. Invece mentre il dottor Brogna gli asportava quel tumore al cervello, lui era sveglio e suonava Love Story.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il caso ha avuto un\u2019eco straordinaria in tutto il mondo ed \u00e8 diventato la storia da cui \u00e8 nato Awake, il libro scritto con Claudia Zanella (Rizzoli, 2025) che tra divulgazione e tensione narrativa racconta tante storie, compresa quella dello stesso chirurgo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Medico, ricercatore, filosofo: \u00abLa scienza e la medicina non possono essere separate dalla filosofia e dall\u2019arte\u00bb<\/b>, Brogna ha pubblicato diversi articoli scientifici, ha vinto premi e riconoscimenti. Di Roma, classe 1980, \u00e8 tornato in Italia dopo 12 anni all\u2019estero. La passione per la medicina e la chirurgia nasce fin da bambino.  \u00ab<b>Da piccolo dicevo: &#8220;Vorrei fare un lavoro di responsabilit\u00e0, che unisca umanit\u00e0 e tecnologia avanzatissima, in modo tale che tutte le mie azioni siano a vantaggio di qualcun altro&#8221;<\/b>. E la chirurgia \u00e8 questo: la puoi fare per mille motivi, passione, ambizione, ego, ma \u00e8 sempre a vantaggio di qualcun altro\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si laurea in medicina alla Sapienza di Roma, specializzazione in neurochirurgia. \u00ab<b>Sono molto orgoglioso di aver studiato in Italia\u00bb. I<\/b>nizia presto a frequentare le sale operatorie, nota un problema e si fa una promessa. \u00abAlcune volte vedevo pazienti entrare in sala operatoria neurologicamente integri ed uscirne lesi. Non riuscivo a tollerare queste menomazioni e mi sono ripromesso che un giorno avrei operato senza danneggiare\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E proprio durante il suo periodo di formazione specialistica scopre la tecnica.  \u00abAl terzo anno di specializzazione, sono stato invitato a moderare una sessione di neuro-oncologia a Firenze, durante un congresso internazionale. Si discuteva di avanzamenti tecnologici nel trattamento dei tumori primitivi. Ad un certo punto. ha preso la parola i<b>l professor Hugues Duffau di Montpellier.<\/b> Raccontava di come aveva rivitalizzato una tecnica quasi dimenticata: la chirurgia cerebrale da sveglio. <b>Sessant\u2019anni prima, il neurologo Wilder Penfield aveva gi\u00e0 utilizzato questa chirurgia per curare pazienti affetti da epilessia<\/b>, ma col tempo era stata inspiegabilmente abbandonata\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Finita la relazione, Brogna lo avvicina, inizia a riempirlo di domande fino a che Duffau gli fa una proposta: \u00abMi disse che lo specializzando che lo affiancava in sala operatoria sarebbe tornato a breve nel suo Paese di origine e che, se avessi voluto, avrei potuto prendere il suo posto per quattro mesi\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Christian Brogna, il neurochirurgo che opera da svegli. \u00abIl nostro cervello \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte in tutti i sensi. La struttura pi\u00f9 complessa che esista in natura. E lo possiamo cambiare\u00bb.\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a8c11273508c.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a8c11273508c.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    Il viaggio intorno al mondo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Brogna coglie immediatamente questa opportunit\u00e0. Comincia un viaggio lungo 12 anni che lo porter\u00e0 a studiare dai migliori neurochirurghi. <b>Quattro mesi a Montpellier, un anno a Istanbul, poi in Francia, a Marsiglia, in Sud America, a San Paolo in Brasile, a Vienna. Infine si ferma per sette anni al King&#8217;s College Hospital di Londra. E poi finalmente torna.<\/b> \u00abSentivo di aver terminato il mio viaggio. C\u2019\u00e8 una poesia di Kostantinos Kavafis che mi rappresenta: si intitola Itaca\u00bb. A questo punto Brogna apre il suo libro e legge: \u00abSempre devi avere in mente Itaca, raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto non affrettare il viaggio\u2026\u00bb. Poi chiude il libro e aggiunge: \u00abNoi siamo cervelli in viaggio. Non in fuga\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lui \u00e8 partito per cercare mentori. \u00ab<b>Volevo degli esempi, capire tutto. \u00c8 stata dura, durissima<\/b>. A Istanbul, mi lasciavano seduto su una sedia in sala operatoria, in un angolo, 12 ore al giorno, fermo a guardare. <b>Dovevo osservare in silenzio, senza fare domande. E le risposte provare a cercarmele da solo.<\/b> Non capivo: perch\u00e9 mi mettete su una sedia? Sono gi\u00e0 un neurochirurgo. Ma l\u00ec ho capito l\u2019importanza di osservare, ero giovane e ho visto dettagli che, operando, non avrei mai notato\u00bb. Il professor Yasargil, il chirurgo che ha inventato la microneurochirurgia moderna, turco di origine, dopo aver lavorato a Zurigo e in Arkansas, era tornato per trascorrere l&#8217;ultima parte della sua vita a Istanbul. Brogna gli si sedeva vicino e ascoltava ammaliato i commenti di Yasargil sugli interventi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Storia nella storia. A un certo punto della sua vita, <b>nel 2022, Brogna ha una meningite batterica.<\/b> Viene ricoverato in ospedale. Entra in coma.  \u00abEro imprigionato dentro di me, ma la mia mente continuava a vivere una vita intensa\u00bb.\u00a0Accanto al suo letto due colleghi parlano di un sassofonista con un tumore cerebrale localizzato in un&#8217;area particolarmente complessa. \u00abEra la mia expertise, non so come, mentre ero in coma, mi \u00e8 arrivata questa conversazione. Quando mi sono svegliato ho chiesto di conoscere questa persona, si chiama Giorgio, e di poterla operare\u2026\u00bb. E cos\u00ec \u00e8 stato.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Christian Brogna, il chirurgo che opera da svegli \u00abIl nostro cervello \u00e8 unico. Preservatelo....&lt;br&gt;\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a858ca0b5365.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a858ca0b5365.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E quando lo incontra che cosa succede?\u00a0<\/b><br \/>\u00abLui mi ha chiesto: mi promette che continuer\u00f2 a suonare? Non sapevo cosa rispondere: il suo tumore era localizzato in un&#8217;area che gestiva il movimento di met\u00e0 del corpo, il linguaggio, l&#8217;iniziazione motoria, il movimento coordinato di entrambe le mani, la matematica, la musica, tutto l\u00ec in due centimetri quadri. Potevo operare una persona rischiando di toglierle quello che la teneva in vita, la sua passione per la musica? Prima di farlo, devi conoscere il paziente, instaurare una relazione con lui, <b>comprendere in che punto della sua vita si trova, cosa non \u00e8 disposto a perdere<\/b>, quali sono le sue passioni, quali sono i suoi valori. Le sue parole, ma anche il suo sguardo, guideranno le mie mani tanto quanto le immagini radiologiche\u2026\u00bb\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 lo sguardo?<\/b><br \/>\u00a0\u00abLo dice la scienza: guardarsi negli occhi permette la sincronizzazione di alcune aree cerebrali, soprattutto quelle frontali, tra le pi\u00f9 evolute del nostro cervello. Sono quelle che ci permettono la socialit\u00e0. <b>Conosci la theory of mind, la teoria della mente? \u00c8 la capacit\u00e0 di provare a comprendere quello che l\u2019altro sta pensando<\/b>. Tutto passa dagli occhi. A volte durante un intervento il paziente si stanca, pu\u00f2 essere affranto. Basta che io faccia il giro dall\u2019altra parte, rimanendo sterile, lo guardi negli occhi, senza dire una parola. Se quella fiducia che abbiamo costruito prima \u00e8 forte, immediatamente si tranquillizza e l\u2019intervento pu\u00f2 andare avanti\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Immagino che questo richieda una fatica doppia\u2026?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abTripla, quadrupla. Richiede che io sia molto centrato. In medicina nulla \u00e8 automatico. La chirurgia, l\u2019atto tecnico, \u00e8 solo una parte: c\u2019\u00e8 tutto il resto,<b> c\u2019\u00e8 un fattore H, un human factor,<\/b> di una complessit\u00e0 che va oltre qualsiasi immagine\u2026\u00bb\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E poi arriva il momento di operare. Giorgio \u00e8 sveglio&#8230;<\/b><br \/>\u00abHa suonato Love Story e l&#8217;Inno di Mameli in sala operatoria con il suo sassofono. Tutti eravamo a conoscenza dello spartito, la neuropsicologa presente era un&#8217;esperta di musica, affinch\u00e9 mentre Giorgio suonava, potessimo registrare qualsiasi errore, anche minimo, durante il mappaggio del suo cervello\u2026\u00bb\u00a0<br \/><b><br \/>E un errore poteva dirle molto?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec. Quando posizionavo il mio probe elettrico, che emette un&#8217;elettricit\u00e0 subliminale sul cervello, e in quel momento esatto lui sbagliava una nota, significava che quella microarea cerebrale era necessaria alla funzione del suonare e non avrei potuto lederla. <b>Sapevo dove non potevo andare<\/b> e cos\u00ec dovevo cambiare strategia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel libro, lei racconta che prima dell\u2019intervento\u00a0fa bere ai pazienti una sostanza\u2026<\/b><br \/>\u00a0\u00abServe a localizzare meglio l\u2019estensione del tumore, perch\u00e9 le cellule tumorali, che assumono quella sostanza fluorescente, si illuminano di un rosa intenso, sotto la luce ultravioletta. Durante l\u2019intervento di Giorgio c&#8217;erano delle microaree del cervello dove non potevo agire perch\u00e9 funzionali al suonare, cosa che non mi avrebbe permesso di rimuovere tutto il tumore. Quindi dirigevo il mio microscopio in aree limitrofe. Fu straordinario che tornando dopo un\u2019ora di intervento di rimozione della lesione sulle aree che all\u2019inizio erano \u201cinoperabili\u201d, le trovai modificate, le funzioni erano migrate, altri network neuronali le avevano accolte. Come se il cervello, modificandosi, avesse fatto spazio per rimuovere il tumore. Come se  sapesse che in quel modo mi avrebbe aiutato. <b>Lo dico sempre: il cervello sa molto pi\u00f9 di me e lo sa anche molto prima\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 lei ha scelto di essere un chirurgo del cervello?\u00a0<\/b><br \/>\u00abPerch\u00e9 ho bisogno di stimoli complessi, e in medicina ci\u00f2 che mi poteva dare uno stimolo complesso, filosofico, scientifico, procedurale, manuale, tecnologico e umano, era operare ci\u00f2 che di pi\u00f9 sacro abbiamo: il nostro cervello. Che poi \u00e8 anche il luogo dove le nostre conoscenze hanno ancora dei grandissimi limiti. E c\u2019\u00e8 quella sensazione di voler scoprire che ti porta avanti e che ti d\u00e0 meraviglia&#8230;\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Qual \u00e8 la cosa pi\u00f9 bella che ha scoperto \u2026?\u00a0<\/b><br \/>\u00abIl nostro cervello ha un&#8217;architettura meravigliosa. <b>\u00c8 una vera opera d&#8217;arte in tutti i sensi.<\/b> Solo per imparare la sua anatomia ci vogliono anni e anni di studio. <b>Non sappiamo ancora come un organo costituito da materia, che pesa circa un chilo e mezzo, in realt\u00e0 produca pensieri, parole, emozioni. <\/b>E ci\u00f2 che \u00e8 ancora pi\u00f9 interessante \u00e8 che ognuno di noi abbia coscienza di tutto questo. Dovremmo riflettere sul fatto che qualcosa di tangibile possa produrre ci\u00f2 che non \u00e8 tangibile, come la capacit\u00e0 di guardarsi dentro, di avere metacognizione, di osservare i propri pensieri, di sapere quando ti svegli che sei proprio tu e non un&#8217;altra persona\u2026\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quando apre il cervello cosa vede?\u00a0<\/b><br \/>\u00abRicordo la prima volta da studente quando sono entrato in una sala operatoria. Il neurochirurgo faceva una craniotomia: apr\u00ec la meninge, espose il cervello e io rimasi un po&#8217; deluso. Sapevo che non avrei visto i pensieri, le memorie, i sogni di una persona, per\u00f2 un po&#8217; quasi ci speravo. Naturalmente non si vedono. Ma potendo mappare il cervello in sala operatoria, <b>siamo in grado di localizzare i vari gruppi di neuroni e le loro connessioni, che sottendono alle diverse funzioni, come quelle motorie, del linguaggio, della vist<\/b>a, dell&#8217;udito, della memoria, dell&#8217;attenzione. Questa mappatura \u00e8 unica per ogni individuo\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Christian Brogna, il chirurgo che opera da svegli \u00abIl nostro cervello \u00e8 unico. Preservatelo....&lt;br&gt;\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a858d87af58d.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a858d87af58d.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ogni cervello \u00e8 diverso da un altro?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abS\u00ec. Il nostro cervello \u00e8 unico. Da fuori un pochino assomiglia agli altri, ma ognuno ha una conformazione di reti neurali unica che non \u00e8 mai esistita in tutta la storia dell&#8217;umanit\u00e0. <b>E ci\u00f2 che \u00e8 ancora pi\u00f9 interessante \u00e8 che il nostro cervello di ieri \u00e8 diverso da quello di oggi e da quello di domani.<\/b> In questa neuroplasticit\u00e0, cio\u00e8 nella capacit\u00e0 dei neuroni di stabilire nuove connessioni, risiede la nostra libert\u00e0. <b>Siamo liberi di essere ci\u00f2 che desideriamo, perch\u00e9 i neuroni rispondono agli stimoli esterni cui ci esponiamo e anche ai nostri pensieri<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quindi ognuno di noi pu\u00f2 modificare il proprio cervello?\u00a0<\/b><br \/>\u00abSi possono scegliere gli stimoli a cui esporsi, perch\u00e9 questi modificheranno il nostro cervello. Si pu\u00f2 osservare la propria mente e instradarla verso pensieri che possano essere utili ad esprimerci al massimo.   <b>L&#8217;OMS definisce la salute cerebrale non come l\u2019assenza di malattia, ma come la capacit\u00e0 di ognuno di essere nelle condizioni di esprimersi al massimo delle proprie potenzialit<\/b>\u00e0. \u00c8 una definizione rivoluzionaria\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa rende invece vulnerabile il nostro cervello?\u00a0<\/b><br \/>\u00abDa un punto di vista anatomico \u00e8 molto delicato, anche se la natura ci ha pensato a proteggerlo bene: ci sono vari strati di protezione. C&#8217;\u00e8 lo strato esterno della calotta cranica, ci sono le meningi, che sono tre, c&#8217;\u00e8 il liquido cerebrospinale che fa una sorta di cuscinetto: ma malgrado questo,<b> il cervello rimane una delle strutture pi\u00f9 vulnerabili di tutto l&#8217;universo.\u00a0<\/b>E questa delicatezza purtroppo pu\u00f2 avere delle conseguenze importanti in alcune situazioni, come nei traumi, nelle malformazioni vascolari che danno emorragia, negli ictus ischemici, nei tumori cerebrali.   Ma dobbiamo porre anche molta attenzione a preservare il nostro cervello da un punto di vista funzionale, esponendolo ad ambienti positivi. <b>Se lo nutriamo bene avremo una riserva cognitiva che ci accompagner\u00e0 per tutta la vita e che potremo sfruttare anche in et\u00e0 avanzata<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00a0E come possiamo nutrirlo bene?<\/b><br \/>\u00a0\u00abSottoponendoci a stimoli positivi, in linea con noi stessi: <b>studiare, leggere, socializzare <\/b>&#8211; \u00e8 importantissimo-,<b> scambiare idee, nutrirsi in modo appropriato, fare movimento, camminare<\/b>. Solo camminare, per esempio, aumenta la neuroplasticit\u00e0 e la neurogenesi, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di produrre nuovi neuroni. <b>Ci\u00f2 di cui nutriamo il nostro cervello sar\u00e0 ci\u00f2 che siamo<\/b>. Non \u00e8 facile selezionare con cura gli stimoli a cui sottoporsi, tutti abbiamo delle d\u00e9faillance di qualche tipo, \u00e8 umano, \u00e8 anche la bellezza della vita. Per\u00f2 bisogna riflettere sull\u2019 importanza di questa scelta consapevole, ricentrandosi continuamente. E soprattutto <b>scegliendo di vivere sempre pi\u00f9 esperienze in presenza<\/b>.<b> Le esperienze digitali non hanno lo stesso valore per il cervello<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9?\u00a0<\/b><br \/><b>\u00ab<\/b>Quando comunichiamo con una persona al telefono o via WhatsApp, usiamo uno o due sensi al massimo, ma manca tutta quella miriade di colori esperienziale che si ha nel rapporto tra persone in presenza.  <b>Perch\u00e9 poi la vita cos&#8217;\u00e8? \u00c8 un insieme di esperienze spesso caotiche e meravigliose proprio nel loro caos, che cerchiamo di organizzare in una narrazione coerente\u00bb.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E questo vale ancora di pi\u00f9 per i giovani?<\/b><br \/>\u00abComunicare in presenza\u00a0 \u00e8 particolarmente importante nei giovani. La corteccia prefrontale \u00e8 quella pi\u00f9 evoluta, quella che ci permette di pianificare, di ragionare, di guardarci dentro, di cercare di capire cosa gli altri pensano. Ecco questa parte del cervello non \u00e8 matura fino ai 24-26 anni di et\u00e0. Significa che fino a quell\u2019et\u00e0 si \u00e8 pi\u00f9 vulnerabili. E l\u2019attenzione, la capacit\u00e0 di introspezione e lo spirito critico diminuiscono con l\u2019uso eccessivo dei social\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dovremmo buttare via il telefono o vietarne l\u2019uso ai pi\u00f9 piccoli?<\/b><br \/>\u00abVietarlo \u00e8 impossibile. Con mia figlia provo qualche esperimento: non le dico \u201cnon usare il telefono\u201d ma le spiego <b>quanto \u00e8 potente il suo cervello e cosa pu\u00f2 farne<\/b>. Perch\u00e9 se i ragazzi hanno consapevolezza della propria potenza, cominciano a starci attenti, a preservarlo. E a dirsi tra loro: ma noi siamo amici, che ci facciamo tutti sui cellulari? Togliamoli!\u00bb.\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Christian Brogna, il neurochirurgo che opera da svegli. \u00abIl nostro cervello \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte. La struttura pi\u00f9 complessa che esista in natura. E lo possiamo cambiare...\u00bb.\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a8c13849da49.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/6a8c13849da49.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00a0Nel cervello c\u2019\u00e8 anche la nostra anima?<\/b><br \/>\u00abNon lo escludo. Il cervello \u00e8 l&#8217;interfaccia dell\u2019 anima\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa c\u2019\u00e8 nel suo futuro?\u00a0<\/b><br \/>\u00abEssere in grado di direzionare la mia mente, ogni giorno, verso pensieri, parole, emozioni ed azioni che mi rendano orgoglioso\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>C\u2019\u00e8 un messaggio che vorrebbe lasciare a chi ci legge?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abSiamo unici, ve lo posso dire con certezza\u2026 <b>Coltivate la vostra unicit\u00e0\u00bb<\/b>.\u00a0 \u00a0<\/p>\n<p class=\"bck-copyright\" datetime=\"2026-08-27T12:13:56+02:00\">27 agosto 2026 ( modifica il 27 agosto 2026 | 12:13)<\/p>\n<p class=\"bck-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00ab.. 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