{"id":652226,"date":"2026-08-27T15:21:16","date_gmt":"2026-08-27T15:21:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/652226\/"},"modified":"2026-08-27T15:21:16","modified_gmt":"2026-08-27T15:21:16","slug":"prostata-dopo-il-psa-un-nuovo-esame-del-sangue-puo-evitare-molte-risonanze-e-biopsie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/652226\/","title":{"rendered":"Prostata, dopo il PSA un nuovo esame del sangue pu\u00f2 evitare molte risonanze e biopsie"},"content":{"rendered":"<p><strong>Un PSA superiore alla soglia<\/strong> significa necessariamente dover affrontare una <strong>risonanza magnetica<\/strong> e, successivamente, una <strong>biopsia della prostata<\/strong>? <strong>La risposta \u00e8 no.<\/strong> Il <strong>PSA<\/strong> rappresenta un importante campanello d\u2019allarme, ma non equivale a una <strong>diagnosi di tumore<\/strong>.<\/p>\n<p>Il valore pu\u00f2 aumentare anche in presenza di un <strong>ingrossamento benigno della prostata<\/strong>, di un\u2019<strong>infiammazione<\/strong>, di un\u2019<strong>infezione urinaria<\/strong> o in seguito ad alcune <strong>procedure urologiche<\/strong>. Il problema, dunque, consiste nel <strong>distinguere gli uomini realmente esposti al rischio di un carcinoma prostatico clinicamente significativo<\/strong> da quelli nei quali l\u2019alterazione non dipende da una neoplasia pericolosa.<\/p>\n<p>Una possibile soluzione arriva dalla Svezia. I ricercatori del <strong>Karolinska Institutet<\/strong> e della Regione Stoccolma hanno sperimentato un <strong>secondo esame del sangue<\/strong>, pi\u00f9 articolato del solo PSA, da utilizzare prima della risonanza magnetica.<\/p>\n<p>I risultati dello studio <strong>OPT Stockholm3<\/strong>, pubblicati online l\u20198 agosto 2026 su <strong>European Urology Oncology<\/strong>, indicano che questa strategia potrebbe ridurre del <strong>64%<\/strong> le risonanze magnetiche e di circa il <strong>33%<\/strong> le biopsie.<\/p>\n<p>Non significa che questi accertamenti diventino inutili. L\u2019obiettivo \u00e8 <strong>selezionare meglio gli uomini che hanno maggiori probabilit\u00e0 di trarne un beneficio<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019\u00e8 Stockholm3<\/strong><\/p>\n<p><strong>Stockholm3<\/strong> viene eseguito attraverso un normale prelievo, ma non misura una sola sostanza. Il test combina differenti informazioni: il <strong>PSA<\/strong> e altre proteine presenti nel sangue; numerose <strong>varianti genetiche<\/strong> associate al rischio di tumore prostatico; et\u00e0 e altri dati clinici; <strong>familiarit\u00e0<\/strong> e precedenti biopsie. Un algoritmo integra i risultati e restituisce una <strong>stima individuale della probabilit\u00e0 di avere un tumore prostatico clinicamente significativo<\/strong>. La distinzione \u00e8 importante. Non tutti i carcinomi della prostata hanno infatti la stessa pericolosit\u00e0. Alcuni crescono molto lentamente e potrebbero non diventare mai una minaccia concreta per la salute, soprattutto negli uomini anziani o affetti da altre patologie. Scoprire anche queste forme pu\u00f2 provocare <strong>sovradiagnosi<\/strong>: controlli ripetuti, biopsie, ansia e, in alcuni casi, trattamenti dai quali non deriva un beneficio proporzionato.<\/p>\n<p><strong>Stockholm3<\/strong> non cerca semplicemente di stabilire se nella prostata sia presente un tumore. Prova soprattutto a <strong>identificare le forme che potrebbero crescere, diffondersi e richiedere una terapia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Lo studio su oltre 13 mila uomini<\/strong><\/p>\n<p><strong>OPT Stockholm3<\/strong> \u00e8 uno studio prospettico di popolazione, interventistico ma non randomizzato. \u00c8 stato realizzato all\u2019interno del programma organizzato per la diagnosi precoce del tumore prostatico della regione Stoccolma-Gotland. I ricercatori hanno confrontato due percorsi applicati in anni consecutivi a oltre <strong>13 mila cinquantenni<\/strong>. Nel primo percorso, gli uomini con un <strong>PSA pari o superiore a 3 nanogrammi per millilitro<\/strong> venivano indirizzati direttamente alla risonanza magnetica multiparametrica.<\/p>\n<p>Nel secondo, dopo il superamento della soglia del PSA veniva effettuato <strong>Stockholm3<\/strong>. Soltanto gli uomini con un <strong>punteggio di rischio sufficientemente elevato<\/strong> proseguivano verso la risonanza e, quando necessario, verso la biopsia.<\/p>\n<p>Il nuovo esame \u00e8 stato quindi impiegato come <strong>\u201ctest reflex\u201d<\/strong>: un approfondimento attivato dopo il PSA per interpretarne meglio l\u2019aumento. Non ha sostituito il dosaggio tradizionale, ma \u00e8 stato inserito tra questo e la diagnostica per immagini.<\/p>\n<p><strong>Risonanze ridotte del 64%<\/strong>: il risultato pi\u00f9 evidente riguarda il ricorso alla risonanza magnetica. Con l\u2019introduzione di <strong>Stockholm3<\/strong>, gli esami si sono ridotti del <strong>64%<\/strong> rispetto al percorso basato sul solo PSA.<\/p>\n<p>Anche le biopsie sono diminuite. Il tasso \u00e8 passato indicativamente dallo <strong>0,6<\/strong> allo <strong>0,4%<\/strong> degli uomini coinvolti, corrispondente a una riduzione relativa di circa <strong>un terzo<\/strong>. Le percentuali assolute possono sembrare limitate, ma assumono un peso considerevole quando un programma di screening coinvolge centinaia di migliaia di persone.<\/p>\n<p>Significano meno attese, minori costi, un utilizzo pi\u00f9 appropriato delle apparecchiature e una riduzione del carico di lavoro per urologi, radiologi e anatomopatologi. Per i pazienti vogliono dire anche <strong>meno ansia<\/strong> e procedure invasive evitate quando il rischio risulta basso.<\/p>\n<p>Secondo il <strong>Karolinska Institutet<\/strong> che aveva presentato i risultati al congresso europeo di urologia, la rilevazione dei tumori pi\u00f9 aggressivi \u00e8 apparsa <strong>simile nei due gruppi<\/strong>. Lo studio, tuttavia, non era stato progettato per dimostrare con certezza l\u2019assenza di piccole differenze.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 il PSA da solo non basta<\/strong><\/p>\n<p>Il <strong>PSA<\/strong>, o antigene prostatico specifico, \u00e8 una proteina prodotta dalle cellule della prostata. Il suo dosaggio ha contribuito a individuare numerosi tumori in fase precoce, ma presenta un limite fondamentale: \u00e8 <strong>specifico della prostata, non del cancro<\/strong>.<\/p>\n<p>Un valore elevato pu\u00f2 dipendere da un carcinoma, ma anche da <strong>ipertrofia prostatica benigna<\/strong>, prostatite, infezioni o recenti manovre urologiche. Allo stesso tempo, un valore relativamente basso non esclude in modo assoluto la presenza di una neoplasia significativa.<\/p>\n<p>Per questo il risultato non dovrebbe mai essere interpretato isolatamente. Devono essere considerati l\u2019et\u00e0, la familiarit\u00e0, le condizioni generali, il volume della prostata e l\u2019andamento del PSA nel tempo.<\/p>\n<p>L\u2019aggiunta di <strong>altri biomarcatori<\/strong> e delle <strong>informazioni genetiche<\/strong> potrebbe rendere questa valutazione pi\u00f9 precisa, trasformando un unico numero in un <strong>profilo di rischio personalizzato<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La risonanza magnetica resta fondamentale<\/strong><\/p>\n<p><strong>La risonanza multiparametrica<\/strong> ha cambiato profondamente il <strong>percorso diagnostico<\/strong> del tumore prostatico. Consente di <strong>riconoscere le aree sospette<\/strong>, valutarne il grado di probabilit\u00e0 e <strong>guidare il prelievo dei campioni<\/strong> verso le lesioni pi\u00f9 rilevanti.<\/p>\n<p>Ha inoltre permesso di <strong>diminuire il ricorso<\/strong> alle tradizionali <strong>biopsie sistematiche<\/strong>, nelle quali i campioni venivano prelevati senza avere identificato con precisione l\u2019<strong>area sospetta<\/strong>.<\/p>\n<p>La risonanza, per\u00f2, \u00e8 un <strong>esame costoso<\/strong>. Richiede apparecchiature adeguate e radiologi con una formazione specifica. Eseguirla indiscriminatamente in tutti gli uomini con <strong>PSA alterato<\/strong> rischia di <strong>allungare le liste d\u2019attesa<\/strong> e <strong>sottrarre risorse<\/strong> ai pazienti con una probabilit\u00e0 pi\u00f9 elevata di malattia.<\/p>\n<p><strong>Stockholm3<\/strong> non si propone dunque come alternativa alla risonanza, ma come <strong>filtro<\/strong> per individuare chi dovrebbe effettuarla.<\/p>\n<p><strong>Meno biopsie, meno possibili complicanze<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>biopsia<\/strong> resta indispensabile per <strong>confermare la diagnosi<\/strong> e conoscere le <strong>caratteristiche biologiche<\/strong> del tumore. Non \u00e8 per\u00f2 una procedura completamente priva di rischi.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 provocare <strong>dolore<\/strong>, <strong>sangue nelle urine<\/strong> o nel liquido seminale, <strong>difficolt\u00e0 a urinare<\/strong> e, pi\u00f9 raramente, <strong>infezioni<\/strong>. La <strong>tecnica transperineale<\/strong>, oggi sempre pi\u00f9 utilizzata, ha ridotto il rischio infettivo rispetto alla tradizionale <strong>biopsia transrettale<\/strong>, ma rimane importante <strong>evitare i prelievi non necessari<\/strong>.<\/p>\n<p>Una <strong>selezione pi\u00f9 accurata<\/strong> prima della biopsia potrebbe quindi <strong>ridurre i rischi<\/strong> per il paziente sia il <strong>carico sostenuto dai servizi sanitari<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il punto pi\u00f9 delicato: non perdere i tumori aggressivi<\/strong><\/p>\n<p>Ridurre gli accertamenti rappresenta un vantaggio soltanto se non comporta la <strong>mancata diagnosi<\/strong> delle <strong>neoplasie clinicamente significative<\/strong>.<\/p>\n<p>Nello studio, i tumori diagnosticati sono stati pochi: <strong>15 nel percorso tradizionale<\/strong> e <strong>otto in quello con Stockholm3<\/strong>. Proprio il <strong>numero limitato degli eventi<\/strong> determina <strong>intervalli di confidenza ampi<\/strong> e impedisce di concludere definitivamente che le due strategie abbiano la <strong>stessa capacit\u00e0 di individuare<\/strong> le forme pi\u00f9 pericolose.<\/p>\n<p>Il lavoro dimostra quindi con maggiore solidit\u00e0 la <strong>riduzione delle risonanze e delle biopsie<\/strong>. Sono invece necessari <strong>campioni pi\u00f9 ampi<\/strong> e un <strong>follow-up prolungato<\/strong> per verificare gli effetti sulle diagnosi, sui tumori avanzati e, soprattutto, sulla <strong>mortalit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli autori hanno anche valutato quale <strong>soglia<\/strong> utilizzare per attivare <strong>Stockholm3<\/strong>. Sottoporre al nuovo esame gli uomini con <strong>PSA superiore a 2 nanogrammi per millilitro<\/strong>, invece che a 3, avrebbe richiesto <strong>circa 400 test aggiuntivi<\/strong> senza <strong>individuare altri tumori<\/strong> in questa popolazione di cinquantenni.<\/p>\n<p>Il risultato suggerisce che una <strong>soglia di 3<\/strong> possa essere pi\u00f9 efficiente, ma <strong>non pu\u00f2 essere applicato automaticamente a uomini di et\u00e0 diversa o con un rischio familiare pi\u00f9 elevato<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 ancora un esame di routine in Italia<\/strong><\/p>\n<p><strong>Stockholm3 \u00e8 disponibile<\/strong> in alcuni Paesi nordici e in altri mercati europei, ma <strong>non fa parte del normale percorso diagnostico organizzato del Servizio sanitario nazionale italiano<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>I risultati ottenuti in Svezia non possono essere trasferiti automaticamente al nostro sistema<\/strong>. Prima di un\u2019eventuale introduzione su larga scala <strong>devono essere valutati costi, capacit\u00e0 dei laboratori, sostenibilit\u00e0, riproducibilit\u00e0 e prestazioni nelle diverse popolazioni<\/strong>.<\/p>\n<p>Anche il <strong>britannico NICE<\/strong> ha esaminato questa tecnologia. Una precedente valutazione aveva riconosciuto risultati promettenti rispetto al PSA isolato, ma nel successivo processo di prioritizzazione ha giudicato <strong>ancora insufficienti le prove disponibili per sviluppare una raccomandazione diagnostica specifica<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il test comprende inoltre informazioni genetiche.<\/strong> L\u2019impiego su larga scala richiederebbe <strong>procedure rigorose per il consenso informato, la conservazione dei campioni e la protezione dei dati personali<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Stockholm3 non va infine confuso con una biopsia liquida capace di diagnosticare direttamente un tumore.<\/strong> \u00c8 <strong>un modello di valutazione del rischio<\/strong>: <strong>un punteggio elevato non dimostra la presenza del carcinoma<\/strong>, mentre <strong>un risultato basso non pu\u00f2 escluderlo con certezza<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Che cosa deve fare oggi chi ha il PSA alto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per il singolo paziente italiano, lo studio non modifica ancora il percorso previsto.<\/strong> Un <strong>PSA elevato<\/strong>, tuttavia, <strong>non deve essere interpretato come una diagnosi automatica di cancro n\u00e9 come un\u2019indicazione inevitabile alla biopsia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il valore deve essere discusso con il medico e, quando indicato, con l\u2019urologo.<\/strong> In alcuni casi pu\u00f2 essere opportuno <strong>ripetere il dosaggio, escludere infezioni o infiammazioni e considerare gli altri fattori di rischio<\/strong> prima di decidere come procedere.<\/p>\n<p><strong>Non bisogna sospendere o rinviare autonomamente una risonanza o una biopsia gi\u00e0 prescritta affidandosi alla notizia del nuovo test.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il futuro della diagnosi precoce del tumore prostatico<\/strong> potrebbe non consistere nell\u2019eseguire pi\u00f9 esami a tutti, ma nel <strong>combinare meglio le informazioni disponibili per riservare gli accertamenti pi\u00f9 complessi agli uomini che ne hanno davvero bisogno<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Fonti essenziali:<\/strong> <strong>studio OPT Stockholm3 su European Urology Oncology<\/strong>, <strong>Karolinska Institutet<\/strong>, <strong>valutazione NICE<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un PSA superiore alla soglia significa necessariamente dover affrontare una risonanza magnetica e, successivamente, una biopsia della prostata?&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":652227,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[359699,102928,359700,239,153372,1537,90,89,358089,47398,54679,54682,103461,240,19793,359698,8864],"class_list":["post-652226","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-biopsie-prostatica","tag-carcinoma-prostatico","tag-european-urology-oncology","tag-health","tag-ipertrofia-prostatica","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-karolinska-institutet","tag-nice","tag-prostata","tag-psa","tag-risonanza-magnetica","tag-salute","tag-stoccolma","tag-stockholm3","tag-svezia"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117168156614584792","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/652226","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=652226"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/652226\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/652227"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=652226"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=652226"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=652226"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}