{"id":652318,"date":"2026-08-27T16:36:14","date_gmt":"2026-08-27T16:36:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/652318\/"},"modified":"2026-08-27T16:36:14","modified_gmt":"2026-08-27T16:36:14","slug":"da-obama-a-napoli-obey-arriva-per-salutare-il-pubblico-prima-del-gran-finale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/652318\/","title":{"rendered":"Da Obama a Napoli: OBEY arriva per salutare il pubblico prima del gran finale"},"content":{"rendered":"<p>A Napoli arriva Shepard Fairey, l\u2019artista americano conosciuto in tutto il mondo come OBEY. Gioved\u00ec 3 settembre, alle ore 18, sar\u00e0 a Gallerie d\u2019Italia per il firmacopie del catalogo di OBEY: Power to the peaceful, in occasione del finissage della mostra, visitabile fino al 6 settembre.<\/p>\n<p>L\u2019appuntamento offrir\u00e0 al pubblico l\u2019opportunit\u00e0 di incontrare uno degli artisti che pi\u00f9 hanno segnato l\u2019immaginario della street art contemporanea. La sua produzione, infatti, non si limita alla dimensione estetica: attraverso poster, stampe, murales e campagne visive, Fairey ha trasformato la grafica urbana in uno strumento di riflessione sui temi del potere, della propaganda e della partecipazione civile.<\/p>\n<p>Dal volto di Obama alla street art<\/p>\n<p>Per molti, il suo nome \u00e8 legato soprattutto a HOPE, il celebre ritratto di Barack Obama realizzato nel 2008 durante la campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti. L\u2019immagine, costruita con una palette ridotta e un\u2019impostazione grafica ispirata alla comunicazione politica del Novecento, divenne rapidamente un simbolo della campagna e una delle opere pi\u00f9 riconoscibili della cultura visiva contemporanea.<\/p>\n<p>Il manifesto contribu\u00ec anche a rendere evidente la capacit\u00e0 di Fairey di muoversi tra arte, comunicazione e attivismo. Il suo linguaggio nasce infatti dalla strada e dalla cultura underground, ma riesce a raggiungere un pubblico molto ampio, entrando nei giornali, nelle campagne politiche e nell\u2019immaginario collettivo.<\/p>\n<p>Il lavoro dell\u2019artista, per\u00f2, nasce molto prima di HOPE. Nel 1989 Fairey aveva gi\u00e0 dato vita alla campagna Andr\u00e9 the Giant Has a Posse, poi evoluta nel progetto OBEY Giant. Partita dalla diffusione di adesivi e poster nello spazio urbano, l\u2019iniziativa rifletteva sul rapporto tra immagini, autorit\u00e0 e obbedienza, invitando il pubblico a interrogarsi sui meccanismi attraverso cui la pubblicit\u00e0 e la propaganda influenzano lo sguardo.<\/p>\n<p>Da allora, la sua ricerca ha attraversato temi come guerra, pace, disuguaglianze, diritti e giustizia sociale. La cifra stilistica \u00e8 fatta di immagini nette, colori decisi, contrasti forti e messaggi immediati, pensati per arrivare allo sguardo prima ancora che alla lettura. Volti, slogan e simboli vengono spesso rielaborati con un\u2019estetica che richiama i manifesti politici, la grafica sovietica, la pubblicit\u00e0 d\u2019epoca e la cultura punk.<\/p>\n<p>Oltre 130 opere alle Gallerie d\u2019Italia<\/p>\n<p>Curata da Giuseppe Pizzuto, OBEY: Power to the peaceful raccoglie oltre 130 opere, tra lavori iconici, pezzi inediti e materiali d\u2019archivio, ripercorrendo pi\u00f9 di trent\u2019anni della carriera di Shepard Fairey.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo \u00e8 organizzato attorno a quattro temi: People Power, Propaganda, Guerra e Pace e Giustizia Sociale. Le sezioni permettono di seguire l\u2019evoluzione dell\u2019artista e di osservare come il suo vocabolario visivo sia stato utilizzato per affrontare questioni diverse, mantenendo per\u00f2 una forte coerenza formale.<\/p>\n<p>La mostra mette insieme la dimensione urbana di Fairey e il suo interesse per le questioni politiche e sociali. Le opere non sono pensate soltanto per essere osservate in uno spazio museale: molte nascono per circolare, essere riprodotte, affisse sui muri e incontrate casualmente nella vita quotidiana. \u00c8 proprio questa origine pubblica a rendere centrale il rapporto tra immagine e comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Fairey ha costruito negli anni un linguaggio immediatamente riconoscibile, prendendo elementi della grafica dei manifesti, della cultura punk e dello skateboard e trasformandoli in immagini destinate a circolare nello spazio pubblico e nella cultura pop. La ripetizione dei simboli, l\u2019uso di slogan brevi e la struttura quasi pubblicitaria delle composizioni rendono le sue opere accessibili a un primo sguardo, ma spesso aprono a una lettura pi\u00f9 complessa.<\/p>\n<p>L\u2019appuntamento del 3 settembre<\/p>\n<p>Il firmacopie rappresenta uno degli ultimi appuntamenti legati alla mostra napoletana e permetter\u00e0 al pubblico di incontrare l\u2019artista e portare con s\u00e9 il catalogo dell\u2019esposizione, pubblicato da Societ\u00e0 Editrice Allemandi.<\/p>\n<p>Il volume non costituisce soltanto un ricordo della mostra, ma raccoglie e documenta il percorso presentato alle Gallerie d\u2019Italia, offrendo l\u2019occasione di approfondire opere, temi e riferimenti che caratterizzano la ricerca di OBEY. Per chi ha visitato l\u2019esposizione, sar\u00e0 anche uno strumento per rileggere il progetto attraverso immagini e materiali destinati a rimanere nel tempo.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 realizzata in collaborazione con Wunderkammern e rientra nel programma delle Gallerie d\u2019Italia di Intesa Sanpaolo dedicato al rapporto tra arte contemporanea, spazio urbano e societ\u00e0. La scelta di ospitare un artista come Fairey sottolinea il ruolo del museo come luogo di confronto tra linguaggi diversi: dalla pittura alla grafica, dalla comunicazione pubblica alla street art.<\/p>\n<p>Dopo Napoli, dunque, anche le opere di OBEY lasceranno le sale delle Gallerie d\u2019Italia. Ma alcune delle immagini esposte hanno una caratteristica difficile da perdere: sono costruite per restare nella memoria anche dopo che si \u00e8 smesso di guardarle. \u00c8 questa, forse, la forza principale del lavoro di Shepard Fairey: trasformare un\u2019immagine semplice e immediata in una domanda aperta sul modo in cui guardiamo il mondo e sulle idee a cui scegliamo di dare ascolto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A Napoli arriva Shepard Fairey, l\u2019artista americano conosciuto in tutto il mondo come OBEY. 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