{"id":652324,"date":"2026-08-27T16:42:08","date_gmt":"2026-08-27T16:42:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/652324\/"},"modified":"2026-08-27T16:42:08","modified_gmt":"2026-08-27T16:42:08","slug":"odissea-lanalisi-dal-70mm-imax-al-miglior-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/652324\/","title":{"rendered":"Odissea: l&#8217;analisi dal 70mm IMAX al miglior digitale"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;analisi dell&#8217;ultimo film di Nolan in vari cinema in giro per l&#8217;Europa, nei suoi 5 principali rapporti d&#8217;aspetto, da 1,43:1 fino a 2,39:1 e con otto diverse tecnologie, dalla pellicola 70mm IMAX al LED wall ONYX, passando per tutte le tecnologie di proiezione digitale, sia tradizionali che in HDR, con classifica per qualit\u00e0 e consigli per la scelta della sala migliore<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/01.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/01s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\nLa sala IMAX del British Film Institute a Londra<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>A pi\u00f9 di\u00a0un mese dall&#8217;uscita e mentre si avvicina <strong>miliardo e mezzo di incassi <\/strong>a livello globale (1,45 miliardi di USD a livello globale), <strong>Odissea<\/strong> di Christopher Nolan e Hoyte Van Hoytema continua la crescita al botteghino (fonte <a href=\"https:\/\/www.boxofficemojo.com\/title\/tt33764258\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">IMDbPro<\/a>) ad un ritmo quasi incredibile e con le sale IMAX 70mm europee che registrano il sold-out fino a fine ottobre e solo perch\u00e9 le date di novembre non sono ancora disponibili per l&#8217;acquisto. Nella classifica degli incassi, l&#8217;<strong>Italia \u00e8 al terzo posto assoluto<\/strong>\u00a0mondiale a quota <strong>60 Milioni di USD<\/strong>, dopo ovviamente gli USA che hanno superato i 540M di USD e il Regno Unito che invece \u00e8 sopra i 100M di USD.\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/02.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/02s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\nIl proiettore IMAX 70mm esposto nel foyer dell&#8217;Arcadia di Melzo<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>In questo primo mese, assieme al prode <strong>Alessandro Minelli<\/strong> abbiamo analizzato il film complessivamente con 8 diverse tecnologie e in tutti e 5 i rapporti d&#8217;aspetto in cui \u00e8 stato distribuito, il tutto per rispondere ad alcune domande del pubblico particolarmente scontate come, ad esempio, sulla qualit\u00e0 tecnica del film, su <strong>dove sarebbe meglio andarlo a vedere e sentire<\/strong> e se vale la pena viaggiare per vederlo in una delle pochissime sale IMAX 70mm in giro per il mondo, tra cui 6 in Europa. Trovate una anticipazione con la descrizione dei vari formati distribuiti a <a href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2119\/the-odyssey-odissea-in-imax-dove-vederlo-al-meglio_index.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">questo indirizzo<\/a>.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/03.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/03s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Oltre a questa breve introduzione, il lungo articolo \u00e8 diviso in <strong>quattro parti principali<\/strong>. Nel secondo paragrafo\u00a0far\u00f2 un breve riassunto a proposito delle<strong> note tecniche<\/strong> del film, sfatando alcuni miti che vengono purtroppo ripetuti senza alcuna verifica da parte dei vari influencer. Nel terzo\u00a0parler\u00f2 nel dettaglio dei <strong>cinque diversi rapporti d&#8217;aspetto<\/strong> in cui \u00e8 proposto il film. Dal quarto al dodicesimo\u00a0parler\u00f2\u00a0della mia esperienza a cavallo tra <strong>Milano<\/strong>, <strong>Londra<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>e <strong>Castel Di Lama<\/strong>\u00a0(<strong>AP<\/strong>), quindi anche della visione in IMAX 70mm nei due cinema londinesi.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/04.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Nel paragrafo 12\u00a0<strong>Andrea Manuti<\/strong>\u00a0ci descriver\u00e0 l&#8217;esperienza nella\u00a0sala IMAX Digital di Roma; a seguire, dal 13 al 17, lasceremo\u00a0la parola ad <strong>Alessandro Minelli<\/strong> che invece l&#8217;ha visto tra <strong>Milano<\/strong> e <strong>Parigi<\/strong>, tra Dolby Cinema e LED-Wall Onyx. Nelle conclusioni ci impegneremo nei consigli finali e\u00a0in<strong> tre diversi tipi di classifiche<\/strong>\u00a0e comunque <strong>per\u00a0ogni sala indicheremo\u00a0i posti migliori <\/strong>come miglior equilibrio soggettivo tra la ricerca del rapporto di visione unitario (distanza pari alla larghezza dello schermo) e qualit\u00e0 dell&#8217;ascolto. Buona lettura e <strong>passate parola<\/strong>.<\/p>\n<p>SOMMARIO<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/05.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/05s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\nLa nuova cinepresa IMAX <a href=\"https:\/\/www.imax.com\/it\/it\/news\/introducing-the-imax-keighley-film-camera\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Keighley<\/a> utilizzata nella produzione di Odissea<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Ormai lo sanno anche i sassi: Odissea \u00e8 il primo film girato interamente con cineprese IMAX e con negativo da 65mm a scorrimento orizzontale a 15 perforazioni per fotogramma, utilizzando vari tipi di negativo con sensibilit\u00e0 variabile da 50 a 500 ISO, con <strong>risoluzione orizzontale massima teorica equiparabile ad un 11K digitale<\/strong>\u00a0(ne parliamo diffusamente in <a href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/1893\/imax-70mm-e-risoluzione-tutta-la-verita_index.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">questo articolo<\/a>) ma con gli stessi limiti di gamma dinamica, gamut colore, grana, risoluzione e ricchezza di sfumature della pellicola e che il digitale ha superato ampiamente gi\u00e0 da alcuni anni.\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/06.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/06s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\nLa camera URSA Cine 17K 65 di <a href=\"https:\/\/www.blackmagicdesign.com\/it\/products\/blackmagicursacine\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Blackmagic Design<\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Oggi \u00e8 possibile girare in digitale con risoluzione orizzontale fino a 17K (es. Blackmagic Ursa 17K) e con gamma dinamica fino a 17 stop ed oltre (Arri Alexa 35), con gamut molto grandi e in genere con una estensione ben superiore a quella permessa dal negativo tradizionale. Non c&#8217;\u00e8 storia neanche nella ricchezza di sfumature: del resto la base del funzionamento del fotodiodi che costituiscono i sensori d&#8217;immagine\u00a0\u00e8 di tipo analogico e le pi\u00f9 moderne unit\u00e0 di registrazione digitale consentono di acquisire il segnale fino a 16 bit per componente cromatica.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/07.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/07s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\nUn momento della produzione di Odissea (fonte <a href=\"https:\/\/www.blackmagicdesign.com\/it\/products\/blackmagicursacine\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">IMAX.com<\/a>)<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Quando affermo che la\u00a0<strong>risoluzione orizzontale\u00a0massima teorica<\/strong> del negativo IMAX \u00e8 equiparabile ad un digitale 11K, mi riferisco all&#8217;utilizzo del negativo a bassa sensibilit\u00e0 (50 ISO) e con obiettivi di qualit\u00e0 assoluta e con rapporto d&#8217;apertura scelto per esaltare risoluzione e dettaglio. Al contrario, <strong>Nolan e Van Hoytema sono interessati alla minima profondit\u00e0 di campo<\/strong> mentre la risoluzione effettiva, anche nelle migliori inquadrature di Odissea, non solo non va oltre il 4K ma le rare volte a cui arriva a questi valori lo fa in zone dell&#8217;immagine molto piccole.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/08.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/08s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a>Fotogramma dal trailer IMAX #2 a risoluzione 3K su <a href=\"https:\/\/youtu.be\/sUtBLbDYdB4\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">YouTube<\/a><br \/>&#13;<br \/>\nN.B: per aprire alla risoluzione 3K click e &#8220;apri in altra finestra&#8221;<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire\u00a0&#8211;<\/b><\/p>\n<p>In questo paragrafo trovate alcune inquadrature con profondit\u00e0 di campo estremamente ridotta (quando va bene sono solo i riflessi di luce sulla pupilla ad essere a fuoco). Se volete divertirvi potete analizzare voi stessi il <a href=\"https:\/\/youtu.be\/sUtBLbDYdB4\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">trailer IMAX<\/a> a risoluzione 3K (3090&#215;2160 con rapporto d&#8217;aspetto in 1,43:1) e osservare quei pochi particolari perfettamente a fuoco. Vi renderete conto che la risoluzione reale \u00e8 ben al di sotto delle capacit\u00e0 del mezzo. Alcuni diranno che \u00e8 colpa di Youtube (possibile) oppure delle operazioni di conversione da pellicola a digitale scelte per la distribuzione del trailer. Possibile anche questo.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/09.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/09s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a>Fotogramma dal trailer IMAX #2 a risoluzione 3K su <a href=\"https:\/\/youtu.be\/sUtBLbDYdB4\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">YouTube<\/a><br \/>&#13;<br \/>\nN.B: per aprire alla risoluzione 3K click e &#8220;apri in altra finestra&#8221;<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire\u00a0&#8211;<\/b><\/p>\n<p>Io per\u00f2 sono stato in ben due cinema IMAX 70mm e ho osservato con attenzione il film anche da distanza molto ravvicinata, prendendo riferimenti molto precisi, anche e soprattutto rispetto al trailer IMAX che potete visionare a questo indirizzo. Con queste premesse posso confermare che risoluzione e dettaglio, come spesso accade per le sequenze IMAX di Nolan e Van Hoytema, sono ad un livello sensibilmente inferiore a molti contenuti 4K. Ve ne accorgerete quando il film uscir\u00e0 in Blu-ray 4K, esattamente come \u00e8 gi\u00e0 successo per Oppenheimer.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/10.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/10s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\nFotogramma dal trailer IMAX #2 a risoluzione 3K su <a href=\"https:\/\/youtu.be\/sUtBLbDYdB4\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">YouTube<\/a><br \/>&#13;<br \/>\nN.B: per aprire alla risoluzione 3K click e &#8220;apri in altra finestra&#8221;<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire\u00a0&#8211;<\/b><\/p>\n<p>Nella maggior parte delle inquadrature la risoluzione invece \u00e8 molto bassa e talvolta la messa a fuoco \u00e8 imprecisa o addirittura assente. Inoltre la scelta di Van Hoytema di utilizzare per la maggior parte del processo di produzione e post\u00a0produzione il dominio analogico limita enormemente la libert\u00e0 di correggere esposizione, gamma e colori. Motivo per cui spesso il livello del nero, gamma e tridimensionalit\u00e0 dell&#8217;immagine delle varie inquadrature di Odissea \u00e8 altalenante. In alcune scene (es. Lestrigoni e Ade) vince purtroppo la\u00a0spasmodica ricchezza di tagli e di inquadrature piuttosto che la coerenza della fotografia.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/14.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/14s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\nFotogramma dal trailer IMAX #2 a risoluzione 3K su <a href=\"https:\/\/youtu.be\/sUtBLbDYdB4\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">YouTube<\/a><br \/>&#13;<br \/>\nN.B: per aprire alla risoluzione 3K click e &#8220;apri in altra finestra&#8221;<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire\u00a0&#8211;<\/b><\/p>\n<p>Il fotogramma IMAX 70mm che va in proiezione\u00a0\u00e8 comunque gigantesco e soddisfa\u00a0due necessit\u00e0 che negli anni 70 erano impossibili da raggiungere con i sistemi in pellicola pi\u00f9 avanzati: da un lato sopportare un flusso luminoso anche sopra i 100.000 lumen, per riempire schermi anche oltre i 500 metri quadrati. L&#8217;altro riguarda la densit\u00e0 del mezzo che permette di avere rapporti di visione molto ridotti: con schermi larghi anche pi\u00f9 di 30 metri e persone a meno di 10. Oggi con un proiettore digitale 4K a quelle distanze si faticherebbe comunque a scorgere i pixel, con IMAX 70mm la densit\u00e0 \u00e8 ancora maggiore e fino a pochi anni fa il confronto con la risoluzione e la densit\u00e0 del 35mm era ovviamente impietoso.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/15.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/15s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a>Fotogramma dal trailer IMAX #2 a risoluzione 3K su <a href=\"https:\/\/youtu.be\/sUtBLbDYdB4\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">YouTube<\/a><br \/>&#13;<br \/>\nN.B: per aprire alla risoluzione 3K click e &#8220;apri in altra finestra&#8221;<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire\u00a0&#8211;<\/b><\/p>\n<p>Giova anche ricordare che la maggior parte delle sale attrezzate con proiettori IMAX 70mm sono dotate anche di una coppia di proiettori digitali a risoluzione 4K che proiettano in stacking (con immagini sovrapposte, una sull&#8217;altra) in modo da aumentare la densit\u00e0 dei pixel e diminuire la visibilit\u00e0 della struttura digitale anche a distanza molto ridotta. Del resto nelle sale IMAX i posti migliori NON sono certamente quelli a distanza ravvicinata. I posti &#8220;vip&#8221; da preferire sono quelli centrali nelle ultime file in modo che non ci siano problemi di uniformit\u00e0, conseguenza del rapporto di tiro molto corto dei proiettori IMAX 70mm,\u00a0 della superficie &#8220;silver&#8221; degli schermi utilizzati compatibili con 3D passivo e della posizione delle sedute.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/11.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/11s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\nI tre principali rapporti d&#8217;aspetto a confronto, con area reale, presa direttamente dai trailer<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Saprete ormai fino alla noia che il rapporto d&#8217;aspetto originale del film di Nolan \u00e8 di 1,43:1, molto vicino al 4:3 della vecchia TV, con il campo visivo umano pari invece a circa 1,65:1 che \u00e8 quindi a met\u00e0 strada tra l&#8217;IMAX 70mm e il Digitale FLAT 1,85:1. Ebbene, Odissea \u00e8 stato distribuito in 5 rapporti d&#8217;aspetto differenti: <strong>1,43:1<\/strong> per le 41 sale IMAX 70mm e qualche sala IMAX Digital GT ancora pi\u00f9 rara, 1,85:1 per la maggior parte delle sale digitali, <strong>1,89:1 <\/strong>(arrotondato spesso a 1,90:1) per le sale IMAX Digital, <strong>2,20:1<\/strong> per le proiezioni in 70mm a scorrimento\u00a0 verticale e 5 perforazioni per fotogramma e infine <strong>2,39:1 <\/strong>come seconda scelta per le sale digitali che hanno schermi con questo rapporto d&#8217;aspetto, lasciando comunque facolt\u00e0 agli esercenti di trovare un compromesso tra le versioni FLAT e SCOPE per quelle sale con schermi 2:1 o comunque diversi tra 1,85:1 e 2,39:1.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/12.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/12s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n\u00a0<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Dopo avero visto il film per ben due volte in 70mm IMAX con rapporto d&#8217;aspetto in 1,43:1 e anche in tutti gli altri formati, compreso il 2,39:1, posso dirvi che nelle sale IMAX l&#8217;esperienza dipende fortissimamente dalla posizione in cui si osserva il film. In posizione arretrata, ovvero in una delle ultime tre file, con rapporto di proiezione di circa 1:1 (es 20 metri di distanza e schermo con larghezza di 20 metri) potete osservare tutta la superficie dello schermo ma sembra comunque che ai lati &#8220;manchi qualcosa&#8221;, probabilmente perch\u00e9 il campo visivo umano si estende ancora di pi\u00f9 in larghezza rispetto al formato dello schermo. Sempre nelle sale IMAX 70mm, da\u00a0posizioni pi\u00f9 avanzate si finisce cos\u00ec vicini alla superficie dello schermo e cos\u00ec in basso che la porzione superiore dell&#8217;immagine \u00e8 praticamente invisibile poich\u00e9 capita spesso oltre il campo periferico.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/13.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/13s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\nConfronto tra le due pellicole 70mm con fotogramma reale<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Nella mia esperienza personale, tra tutte le versioni preferisco quella FLAT\u00a0con rapporto d&#8217;aspetto in 1,85:1 in cui si perde poco pi\u00f9 dell&#8217;11% in alto e altrettanto in basso. Anche nelle inquadrature pi\u00f9 al limite, dentro c&#8217;\u00e8 sempre tutto. Nelle sale IMAX Digital con rapporto d&#8217;aspetto in 1,89:1 cambia poco ma per assurdo c&#8217;\u00e8 comunque qualcosa in meno rispetto alle sale DCI con rapporto d&#8217;aspetto in 1,85:1. Le sale che proiettano la pellicola 70mm con rapporto d&#8217;aspetto in 2,20:1 rinunciano complessivamente al 35% dell&#8217;inquadratura ma le mancanze si notano davvero in pochissime inquadrature. Anche lo stesso Nolan in una recente intervista ha dichiarato che il formato 2,39:1 va benissimo in tema di immersivit\u00e0. Io <strong>non sono d&#8217;accordo<\/strong> con Nolan: le sale con il rapporto d&#8217;aspetto in 2,39:1 sono quelle\u00a0oltre il limite accettabile: in quel caso si rinuncia a pi\u00f9 del 40% dell&#8217;immagine rispetto al 70mm IMAX e in alcuni casi i tagli &#8211; secondo me &#8211; sono inaccettabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ZQWMo26oxdo?&amp;t=177\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/nolan_yt.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p>Per completezza, cito cosa dice Nolan in una recente intervista a proposito del rapporto d&#8217;aspetto di Odissea: &#8220;<strong>Il rapporto d&#8217;aspetto \u00e8 irrilevante<\/strong>. Ci\u00f2 che si ottiene con lo schermo IMAX da 1,43:1 &#8211; che \u00e8 gigantesco &#8211; \u00e8 che riempie il campo visivo periferico sia in alto che in basso. Quindi il materiale narrativo importante deve essere racchiuso in un&#8217;area pi\u00f9 ristretta ma allo stesso tempo crei una sensazione di immersivit\u00e0 rimepiendo la visione periferica. Con altre proiezioni come quella con formato 2,40:1, si riempie la visione periferica ai lati piuttosto che in alto e in basso&#8221;. Trovate l&#8217;intervista a questo indirizzo oppure potete cliccare sull&#8217;immagine qui in alto per riprodurla direttamente dalla sequenza che ho appena citato.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/16.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/16s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>L&#8217;occasione per mettere a confronto le varie versioni di Odissea era troppo ghiotta. Mi sono quindi organizzato a cavallo del 16 e 17 luglio per vedermi il Film in 6 ottimi cinema tra Milano e Londra, approfittando del fatto che\u00a0Odissea a Londra sarebbe uscito il giorno dopo rispetto all&#8217;Italia. Contavo anche\u00a0sul fatto che avrei acquistato i biglietti in largo anticipo, ancora senza il clamore che si sarebbe invece sviluppato a ridosso dell&#8217;uscita.\u00a0Ho selezionato come riferimento per l&#8217;Italia il quadrilatero che si sviluppa tra Melzo, Stezzano, Rozzano e Orio al Serio. A Melzo c&#8217;\u00e8 la sala Energia con il suo schermo da 30 metri di base, proiezione in 70mm a scorrimento verticale, con 5 perforazioni per fotogramma e un sistema audio che ancora oggi per me \u00e8 il riferimento assoluto sul globo terracqueo assieme all&#8217;altra sala Energia che invece \u00e8 a Stezzano, con\u00a0proiettore Christie Digital DLP 4K di ultima generazione con laser RGB, ottica ad alto contrasto e schermo &#8220;bianco&#8221; con gain non troppo elevato per limitare lo speckling.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/17.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/17s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>A Rozzano c&#8217;\u00e8 invece la prima sala Epic italiana, con proiettori HDR prodotti da Barco e con una qualit\u00e0 video che ritengo oggi superiore alle sale Energia di Melzo ma con audio che non \u00e8 all&#8217;altezza della situazione.\u00a0Infine c&#8217;\u00e8 la Sala IMAX Digital della struttura UCI dell&#8217;Orio Center, a due passi dall&#8217;aeroporto che mi avrebbe portato poi a Londra dove ci sono ben due sale IMAX 70mm oltre a sale Dolby Cinema di qualit\u00e0 comunque abbastanza elevata.\u00a0La prima cosa che ho prenotato \u00e8 il volo Ryanair con partenza il 16 luglio alle 20:35, con arrivo a Stansted prima delle 22:00 e con poco margine per la prima londinese di Odissea prevista per la mezzanotte e un minuto del 17 luglio. Per questo motivo ho acquistato il biglietto per lo spettacolo delle 4:00 di notte. Lasciandomi il tempo tra l&#8217;arrivo al BFI e l&#8217;inizio del secondo spettacolo per lavorare un poco al materiale raccolto, fare interviste, visitare la cabina di proiezione e magari anche riposare un poco. Cosa che purtroppo non \u00e8 successa e tra poco vi spiegher\u00f2 il perch\u00e9.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/18.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/18s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Poi ho acquistato due biglietti per lo spettacolo delle 10:30 al Ronson Theatre, l&#8217;altra sala IMAX 70mm che \u00e8 all&#8217;interno del museo della Scienza. Infine ho preso un biglietto per lo spettacolo delle 16:00 nella sala Dolby Cinema che si trova nel The Cinema In The Power Station, all&#8217;interno della vecchia centrale elettrica di Battersea, ora centro commerciale. Sarei poi tornato in Italia con un volo Ryanair su Orio con partenza alle 22:00 e arrivo in Italia per l&#8217;una di notte.\u00a0Mentre l&#8217;organizzazione a Londra era ben definita, ho avuto pi\u00f9 problemi in Italia a causa della finalizzazione delle programmazioni che sono arrivate molto tardi. L&#8217;unica certezza era la prima proiezione pubblica in 70mm all&#8217;Arcadia di Melzo, prevista per le 9:00 di mattina. L&#8217;altra era la proiezione delle 13:00 nella sala IMAX Digital di Orio, mentre la prima proiezione in HDR a Rozzano era prevista alle 17:30, troppo tardi in assoluto per poter arrivare in orario decente per il mio volo su Londra.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/19.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/19s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Mancavano pochi giorni e alla fine a Rozzano hanno inserito uno spettacolo alle 13:30. Ho quindi deciso di rinunciare al biglietto dello spettacolo IMAX Digital delle 13:00 e ho ripiegato per lo spettacolo delle 17:00, con la certezza che non avrei comunque finito di vedere tutto il film ma sarei arrivato in Aeroporto in un batti-baleno. Ho dovuto rinunciare a malincuore alla sala Energia di Stezzano. Le tre versioni italiane dovevano bastarmi. All&#8217;analisi della proiezione di Stezzano ci ha pensato <strong>Alessandro Minelli<\/strong> qualche giorno dopo. Potete leggere il suo resoconto pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/20.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/20s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\nPiero Fumagalli poco prima dell&#8217;inizio della prima proiezione<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La lunghissima giornata di gioved\u00ec 16 luglio \u00e8 iniziata con un po&#8217; troppa calma e ho rischiato di arrivare a Melzo in ritardo. In realt\u00e0 sono arrivato appena in tempo per salutare il proiezionista d&#8217;eccezione, <strong>Piero Fumagalli<\/strong>, per dare un&#8217;occhiata alla pellicola e per ritirare il piccolo e interessante cadeau: un pezzettino di un positivo 70mm con cinque fotogrammi che veniva omaggiato a tutti i partecipanti alle prime proiezioni e che \u00e8 andato esaurito prima della fine della giornata.\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/21a.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/21as.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\nLa pellicola 70mm 5 perf regalata da Arcadia nelle prime proiezioni<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La proiezione di Odissea \u00e8 iniziata circa 10 minuti dopo le 9:00 con una sala pienissima. Ero nella fila &#8220;I&#8221;, una posizione quasi perfetta per il rapporto di visione ma in una poltrona non perfettamente centrale e vicina al corridoio, per disturbare il meno possibile le altre persone quando sarei andato via prima della fine del film.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/22.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/22s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\nL&#8217;ingresso della sala Energia al primo piano della struttura<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La qualit\u00e0 video generale \u00e8 buona anche se la luminanza generale sembra leggermente pi\u00f9 bassa rispetto a quella possibile con la proiezione digitale disponibile nella stessa sala. Il rapporto di contrasto invece \u00e8 molto buono e sensibilmente superiore rispetto alla proiezione digitale e in linea con quella della sala Energia di Stezzano, con proiettore Christie Digital Laser RGB e con ottiche ad elevato contrasto. Anche la stabilit\u00e0 di quadro \u00e8 ottima e non \u00e8 un particolare scontato.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/23.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/23s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\nIl piatto con la pellicola 70mm a 5 perforazioni pronta per la proiezione<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Gli aspetti che sono invece inferiori al digitale sono due e riguardano una leggera vignettatura (l&#8217;immagine e pi\u00f9 scura ai bordi laterali e agli angoli) e un leggero sfarfallio, ovvero l&#8217;alternanza di luminosit\u00e0 che deriva dall&#8217;otturatore, il meccanismo che &#8220;nasconde&#8221; l&#8217;avanzamento dei fotogrammi della pellicola. La copia sembra invece di ottima qualit\u00e0, con caratteristiche di contrasto, colorimetria e risoluzione decisamente costanti per le mie due ore e un quarto di proiezione. L&#8217;audio \u00e8 straordinario. Si tratta di un 5.1 ma con una dinamica davvero eccellente.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/24.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/24s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\nUna immagine rubata della proiezione di Odissea nella sala Energia gremita<br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>I dialoghi sono ad un volume assolutamente normale ma gli effetti sonori raggiungono vette straordinarie di pressione sonora, con picchi che arrivano a 106 dB, misurati con app AudoTool di J.Bunn e microfono Dayton Audio calibrato. L&#8217;audio \u00e8 potente e con notevole estensione in frequenza, soprattutto nello spettro inferiore. Un sistema che, per la mia personale esperienza, si conferma un riferimento assoluto, quasi al pari della sala Energia di Stezzano. Con un occhio al navigatore e al traffico mi avvio verso l&#8217;uscita, pensando gi\u00e0 alla prossima tappa.<\/p>\n<p>Pagella<\/p>\n<ul>&#13;<\/p>\n<li>Immagine:<strong> 7,5<\/strong><\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Sonoro: <strong>9,5<\/strong><\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Complessivo: <strong>8,5<\/strong><\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Posti consigliati:<strong>\u00a0<\/strong>file <strong>E<\/strong> ed <strong>F<\/strong><\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Link:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.arcadiacinema.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">arcadiacinema.com<\/a><\/li>\n<p>&#13;\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/25.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/25s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Il viaggio verso Milano \u00e8 stato\u00a0meno traumatico del previsto e ha reso la\u00a0deviazione a Milano 2 breve e indolore. Per questa seconda proiezione mi ha accompagnato <strong>Fabio De Angelis<\/strong>, compagno di &#8220;merende&#8221; di lunga data e titolare della show-room <strong>Spazio 2M<\/strong>, teatro di numerose collaborazioni con la redazione di avmagazine. Un volta incontrato Fabio abbiamo raggiunto il\u00a0The Space Cinema di Rozzan verso le 13:00, appena in tempo per un &#8220;piccolo&#8221; spuntino a base di succulenti hamburger. La sala era piena per oltre due terzi. Il mio posto era in posizione centrale e in terz&#8217;ultima fila. Fabio invece ha trovato posto pi\u00f9 a destra.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/26.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/26s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Nella sala <strong>EPIC <\/strong>sono in funzione due proiettori <strong>Barco DLP 4K<\/strong> con sorgente luminosa Laser RGB e con il sistema &#8220;Light Steering&#8221; (ne ho parlato in <a href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/4K\/1928\/ces-light-steering-nei-laser-tv-hisense_index.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">questo articolo<\/a>) che permette di concentrare la luce dove \u00e8 necessario, sottraendola dove non serve. Questo meccanismo spinge il rapporto di contrasto percepito fino ad un ordine di grandezza superiore rispetto ai migliori proiettri DLP Laser RGB con ottiche ad elevato contrasto. Soggettivamente (parlo per esperienza personale), la tecnologia Light Steering di Barco permette di raggiungere un rapporto di contrasto nativo che \u00e8 molto simile a quello dei migliori proiettori JVC, quindi tra 50.000:1 e 60.000:1.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/27.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/27s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Nella sala EPIC di Rozzano<strong> il rapporto di contrasto percepito \u00e8 purtroppo molto pi\u00f9 basso<\/strong> a causa della eccessiva luminosit\u00e0 dei LED giallo-arancio che sono sui bordi superiori dei gradoni e che rimangono accesi per tutta la durata del film. Il Film ha inizio circa 20 minuti dopo le 13:30 e il formato \u00e8 l&#8217;ottimo FLAT che riempie uno schermo silver leggermente curvo. Noto con piacere che la convergenza tra i due proiettori sembra finalmente perfetta, anche nel quadrante in basso a sinistra che invece aveva qualche problema durante la visione di Super Mario Galaxy dello scorso aprile (trovate tutto in <a href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2105\/hdr-by-barco-le-sale-epic-a-rozzano-e-silea_index.html#06\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">questo ampio reportage<\/a>).\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/28.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/28s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dell&#8217;inquinamento luminoso causato dai LED e di cui vi abbiamo gi\u00e0 ampiamente parlato nell&#8217;articolo pubblicato a <a href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2105\/hdr-by-barco-le-sale-epic-a-rozzano-e-silea_index.html#06\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">questo indirizzo<\/a>, la qualit\u00e0 video \u00e8 molto buona e noto una dinamica sensibilmente superiore rispetto alla pellicola visionata poco prima in sala Energia a Melzo. Anche l&#8217;uniformit\u00e0 \u00e8 nettamente superiore ma <strong>sono le basse luci a mostrare l&#8217;aumento di qualit\u00e0\u00a0maggiore<\/strong> rispetto alla proiezione del positivo 5\/70, con una tridimensionalit\u00e0 generale che aumenta in maniera evidente.\u00a0Quello che invece non va \u00e8 l&#8217;<strong>audio con una gamma bassa quasi completamente assente<\/strong>. Approfitto della scena della tempesta a cavallo della prima ora di film per verificare l&#8217;estensione in frequenza e noto un taglio piuttosto netto al di sotto dei 100 Hz e un livello di pressione media di circa 6 dB in meno rispetto alla sala Energia,\u00a0come se la sezione sub fosse completamente spenta. Cose che capitano, anche nelle migliori sale.\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/29.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/29s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p><strong>La qualit\u00e0 video per\u00f2 \u00e8 davvero elevata<\/strong> e se si sceglie una posizione centrale nelle ultime quattro file, l&#8217;uniformit\u00e0 e il livello di luminanza sono davvero eccellenti. Spero davvero che, con l&#8217;aiuto dei vostri commenti e segnalazioni all&#8217;indirizzo della catena The Space Cinema, si riesca a convincere la direzione a <strong>trovare una soluzione per i LED sul bordo dei gradini<\/strong> delle tante scale che pregiudicano il rapporto di contrasto. Con la convergenza praticamente perfetta e dopo i tanti limiti che pian-piano sono stati superati, rimane davvero poco per arrivare all&#8217;eccellenza. Per quanto riguarda l&#8217;audio invece, cercheremo di approfondire cosa \u00e8 successo, sicuri che le possibilit\u00e0 del sistema sono ben altre, soprattutto in gamma bassa. Vi terremo aggiornati.\u00a0<\/p>\n<p>Pagella<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/30.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/30s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Usciti fin troppo presto dalla sala Epic (pi\u00f9 o meno a met\u00e0 film) lascio Fabio a Milano 2 e proseguo in direzione <strong>Orio Center<\/strong> per arrivare un po&#8217; in anticipo nella struttura UCI per la proiezione del film nella sala <strong>IMAX Digital<\/strong>. Il traffico \u00e8 ancora abbastanza scorrevole e nonostante i due rallentamenti sulla A4 riesco ad arrivare al parcheggio con qualche minuto in anticipo, tempo che ho utilizzato per qualche foto e video della struttura &#8211; molto bella e curata &#8211; e dell&#8217;interno della sala, dotata di doppio proiettore Laser DLP e schermo con superficie silver, leggermente curvo, e con rapporto d&#8217;aspetto di circa 1,89:1.\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/31.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/31s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Con il cambio di &#8220;organizzazione&#8221; il mio posto nella proiezione delle 17:30 \u00e8 in posizione pi\u00f9 avanzata rispetto alla prima scelta che avevo fatto settimane prima. La posizione \u00e8 comunque pi\u00f9 che adeguata per dare giudizi completi sulla qualit\u00e0 audio video generale, contando anche sulla possibilit\u00e0 di sostare qualche minuto su una delle poltrone lasciate libere pi\u00f9 in alto, prima di uscire dalla sala per la corsa verso l&#8217;aeroporto. All&#8217;ingresso in sala mi viene omaggiato un piccolo poster commemorativo.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/31b.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/31bs.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Le poltrone standard sono comode e con dimensioni generose, c&#8217;\u00e8 tanto spazio per le gambe e lo schienale \u00e8 reclinabile passivamente di alcuni gradi. Noto solo qualcosa di strano sulla superficie dello schermo. Ci sono delle\u00a0piccole zone quadrate in posizione centrale che per\u00f2 si notano soltanto quando lo schermo viene illuminato da tanta luce e in modo unforme. C&#8217;\u00e8 anche una piccola ombra, come se ci fosse qualcosa dietro che piega leggermente lo schermo ma in una zona abbastanza periferica. La grande scritta IMAX LED sulla sinistra si spegne ma le luci LED bianche ai lati delle file rimangono un po&#8217; troppo alte come intensit\u00e0 luminosa. Lo spettacolo inizia&#8230;<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/32.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/32s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La qualit\u00e0 video generale \u00e8 buona, con ottimo allineamento tra i due proiettori ma con luminanza fin troppo elevata &#8211; come sempre accade del resto nelle sale IMAX Digital &#8211; almeno per la dinamica a disposizione. Con tutta questa potenza luminosa sono pi\u00f9 gli svantaggi sulle bassi luci &#8211; con livello del nero davvero troppo alto &#8211; piuttosto che i vantaggi sulla luminanza generale, inutilmente elevata. Nelle scene pi\u00f9 scure, come nella grotta di Polifemo o nelle\u00a0serate ad Itaca in compagnia dei Proci, le basse luci sono fin troppo impastate e il &#8220;nero&#8221; che \u00e8 molto pi\u00f9 vicino al classico &#8220;grigione&#8221; dei proiettori con basso rapporto di contrasto nativo.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/32b.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/32bs.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Al confronto, l&#8217;immagine della sala Energia da pellicola 5\/70 ha una dinamica decisamente pi\u00f9 elevata nonostante la luminanza sar\u00e0 a meno della met\u00e0 rispetto a quella della sala di Orio.\u00a0L&#8217;audio \u00e8 sicuramente dignitoso, con pressione indiscutibilmente elevata ma con qualche dB in meno rispetto alla sala Energia di Melzo, ovvero 103 dB di picco contro i 106 a Melzo misurati sulla stessa sequenza della tempesta a cavallo della prima ora di film.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/33.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/33s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La timbrica del centrale di questa sala per\u00f2 non mi entusiasma, come anche l&#8217;estensione e il controllo della gamma bassa. Buona invece la ricostruzione spaziale con canali surround abbastanza &#8220;presenti&#8221; anche se la mia posizione fosse decisamente avanzata e pi\u00f9 a sinistra. Il confronto in estensione in frequenza, articolazione generale, oltre a piacevolezza e coerenza timbrica rispetto alla sala Energia \u00e8 impietoso. Fino a questo momento, nel complesso \u00e8 la sala che rimane pi\u00f9 indietro rispetto alle altre ma che si posiziona nel mezzo, tra Melzo e Rozzano, per quanto riguarda la qualit\u00e0 audio.\u00a0<\/p>\n<p>Pagella<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/34.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/34s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Il viaggio verso Londra \u00e8 iniziato nel peggiore dei modi, con partenza del volo <strong>FR 2739<\/strong> in ritardo, vettore Ryanair assente dal finger e una mancanza cronica di notizie. L&#8217;imbarco fortunatamente \u00e8 iniziato, anche se con quasi due ore di ritardo. Ero ancora abbastanza tranquillo perch\u00e9 avrei avuto comunque tempo a sufficienza non solo per raggiungere il BFI alla stazione di Waterloo ma anche per una cenetta leggera. E invece la situazione \u00e8 ulteriormente peggiorata, fermi sulla pista per altre\u00a0due ore con l&#8217;aereo pieno zeppo di adolescenti rumorosi, quindi con poche possibilit\u00e0 di riposare.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/34b.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/34bs.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Con l&#8217;atterraggio alle ore 01:18 (locali) e l&#8217;attraversamento della dogana alle 2:00, sono riuscito a prendere (correndo) il penultimo autobus per una zona centrale di Londra, con il servizio di treni gi\u00e0 terminato da tempo. Dopo un veloce cambio a Stratford sono arrivato al BFI appena in tempo per girare una breve clip che alcuni di voi avranno sicuramente visto e che potete recuperare sui nostri principali social (YT, IG e TikTok).<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/35.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/35s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>L&#8217;ingresso in sala, gi\u00e0 descritta ottimamente da <strong>Alessandro Minelli<\/strong> in occasione dell&#8217;analisi di Oppenheimer (in <a href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/1892\/oppenheimer-imax-vs-dolby-cinema_index.html#03\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">questo articolo<\/a>),\u00a0avviene dal basso, si salgono un paio di rampe di scale e si \u00e8 gi\u00e0 all&#8217;interno della sala per arrivare alla prima fila che si affaccia sul grande schermo come un terrazzo.\u00a0La sala ha proporzioni tipiche delle sale IMAX 70mm, con grande schermo da 26m di base e superficie con trattamento &#8220;silver&#8221; per la compatibilit\u00e0 con proiezioni 3D con luce polarizzata e occhialini passivi.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/35b.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/35bs.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>L&#8217;altezza dichiarata dello schermo \u00e8 di 20 mettri &#8211; quindi con proporzioni di 1,3:1 e altezza netta dell&#8217;immagine per il formato IMAX 70mm che sarebbe di quasi 18,2 metri ma con l&#8217;immagine IMAX 70mm proiettata che copre quasi completamente l&#8217;altezza: una particolarit\u00e0 che merita un approfondimento futuro. La gradinata \u00e8 piuttosto ripida. La prima fila \u00e8 sensibilmente pi\u00f9 in alto rispetto alla base dello schermo e la piccola balaustra copre solo parzialmente la parte inferiore dello schermo e solo quando viene proiettato materiale IMAX con rapporto d&#8217;aspetto in 1,43:1.\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/36.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/36s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 una scala centrale ma due coppie di scale laterali, con luci bianche ai lati, sul bordo inferiore delle scale, luci che rimangono accese\u00a0con intensit\u00e0 un po&#8217; troppo elevata -per i miei gusti &#8211; anche durante la proiezione. La pendenza della gradinata \u00e8 molto elevata in modo che le ultime tre file, ben 15 nella sezione centrale e 13 in quelle laterali, ci si trovi pi\u00f9 o meno al centro dello schermo in senso verticale e con rapporto di visione quasi unitario. Esattamente come per le poche altre sale IMAX 70mm che ho visitato, lo spazio tra le file \u00e8 davvero minimo con le mie ginocchia (sono alto 172cm) che sfiorano lo schienale della poltrona davanti.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/36b.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/36bs.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Le poltrone sono abbastanza rigide e piccole ma sufficientemente comode. Mi piacerebbe scoprire dove si sarebbero seduti Nolan e Van Hoytema in una sala del genere, ovvero se preferiscono stare in prosizione centrale rispetto alla verticale (quindi nelle ultime file) oppure pi\u00f9 vicini ma pi\u00f9 in basso e con la porzione superiore dell&#8217;immagine molto pi\u00f9 in alto&#8230;<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/37.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/37s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La sala \u00e8 al completo e prima di odissea vengono proiettati alcuni trailer &#8211; tra cui &#8220;Digger&#8221; che sar\u00e0 distribuito anche in IMAX 70mm a partire dal 1 ottobre. Prima dell&#8217;inizio del film viene proiettata una clip di &#8220;Dune parte III&#8221; di circa 4 minuti, quasi tutta con rapporto d&#8217;aspetto in 1,43:1: una sequenza spettacolare ed entusiasmante ma con qualit\u00e0 video pessima per quanto riguarda risoluzione, tridimensionalit\u00e0 e dettaglio. Prevedo per questo film in IMAX 70mm una polemica ben pi\u00f9 accesa. Vedremo. Mi siedo quindi nella mia poltrona nella fila J e mi godo l&#8217;inizio del film.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/37b.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/37bs.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>In ogni modo, nonostante la &#8220;comodit\u00e0&#8221; delle poltroncine e il poco spazio a disposizione per le gambe, dopo i primi 15 minuti del film \u00e8 arrivata la<strong> crisi di sonno <\/strong>da cui mi ha salvato prontamente il vicino di poltrona che mi ha subito richiamato all&#8217;ordine. Del resto vorrei vedere voi alla quarta proiezione di fila e dopo una veglia di ben\u00a020 ore\u2026 Superata brillantemente la &#8220;crisi&#8221; con un breve scambio di battute con il mio vicino di poltrona, dalla mia posizione ho notato che le luci che sono in basso, ai lati delle due gradinate laterali, non vengono spente. Questo particolare impedisce di apprezzare il reale rapporto di contrasto nativo della pellicola che in alcune zone dello schermo assomiglia pi\u00f9 a quello di un vecchio LCD IPS.\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/38.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/38s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La copia per\u00f2 \u00e8 di ottima qualit\u00e0 e noto le stesse &#8220;incongruenze&#8221; sul livello del nero, esposizione e\u00a0&#8220;gamma&#8221; che avevo gi\u00e0 notato nella proiezione a Rozzano, nella sala Epic, segno che il rapporto di contrasto e la ricchezza di sfumature sono pi\u00f9 che sufficienti per questo tipo di analisi. Qui al BFI, nonostante le luci laterali che rovinano un po&#8217; il rapporto di contrasto (pi\u00f9 che altro\u00a0nelle zone agli angoli inferiori), la qualit\u00e0 d&#8217;immagine \u00e8 comunque ottima, soprattutto per stabilit\u00e0, uniformit\u00e0 e potenza luminosa. La percezione della risoluzione dovrebbe essere leggermente superiore rispetto alla sala Energia di Melzo. Del resto il fotogramma IMAX 70mm\u00a0 a 15 perforazioni \u00e8 largo solo il 25% in pi\u00f9 rispetto a quello a 5 perforazioni proiettato al Melzo. Eppure non c&#8217;\u00e8 differenza, segno che la risoluzione effettiva del film \u00e8 decisamente inferiore a quello che millantano i vari\u00a0ciarlatani che parlano dei famigerati 18K. Anzi,\u00a0risoluzione e dettaglio delle migliori proiezioni digitali sono\u00a0addirittura superiori.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/38b.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/38bs.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Dalla mia poltrona la distanza di visione \u00e8 piuttosto ravvicinata e il rapporto di visione \u00e8 sicuramente inferiore a quello unitario. Come ho gi\u00e0 anticipato, la qualit\u00e0 d&#8217;immagine \u00e8 molto buona anche se la superficie &#8220;silver&#8221; del grande schermo curvo crea una zona pi\u00f9 luminosa sulla parte sinistra, mentre quella pi\u00f9 lontana \u00e8 sensibilmente pi\u00f9 scura.\u00a0Solo chi siede in posizione vicina al centro (anche verticalmente) potr\u00e0 apprezzare il massimo dell&#8217;uniformit\u00e0. L&#8217;audio \u00e8 potente, con la stessa pressione sonora dell&#8217;Arcadia di Melzo anche se la timbrica del canale centrale \u00e8 differente, con una gamma medio-alta un po&#8217; pi\u00f9 aggressiva, una gamma bassa ben presente, mai debordante, mentre quella ultra-bassa \u00e8 leggermente indietro rispetto a quella che potete ascoltare Arcadia di Melzo.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/39.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/39s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Gli effetti sonori sono ben presenti, anche dalla zona posteriore anche &#8211; probabilmente &#8211; un po&#8217; troppo in alto per chi \u00e8 seduto dalle prime file. Al termine della proiezione, ci viene consegnato un piccolo poster commemorativo.\u00a0Sono gi\u00e0 le 7:30 del mattino, sono sveglio da pi\u00f9 di 24 ore\u00a0e subito dopo la proiezione mi trattengo al BFI per gustarmi una buona colazione con prezzi dignitosi e un ambiente bello e confortevole. Decido quindi di rimanere per verificare le varie clip video e foto che ho catturato fino a quel punto e anche per prendere appunti sulla proiezione appena terminata.\u00a0Verso le 9:00 mi dirigo verso la mia prossima tappa.<\/p>\n<p>Pagella<\/p>\n<ul>&#13;<\/p>\n<li>Immagine:<strong> 7,5<\/strong><\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Sonoro: <strong>7,0<\/strong><\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Complessivo: <strong>7,5<\/strong><\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Posti consigliati:<strong>\u00a0<\/strong>file <strong>M<\/strong> ed <strong>N<\/strong><\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Link:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bfi.org.uk\/bfi-imax\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">bfi.org.uk\/bfi-imax<\/a><\/li>\n<p>&#13;\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/40.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/40s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Ronson Theatre<\/strong>, la seconda sala IMAX 70mm di Londra per dimensioni, \u00e8 all&#8217;interno dello <strong>Science Museum<\/strong>. L&#8217;ingresso \u00e8 quello principale in Exhibition Rd, vicino alla stazione di South Kensington, con collegamento diretto da Waterllo Station.\u00a0Bisogna prima attraversare buona parte del bellissimo museo che vale assolutamente la visita. Attenzione per\u00f2 ad un particolare: oltre al biglietto per la sala IMAX \u00e8 necessario prendere anche un ingresso al museo, assolutamente gratuito e disponibile online.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/40b.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/40bs.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>L&#8217;apertura del museo \u00e8 alle 10:00 e l&#8217;inizio del primo spettacolo di Odissea alle 10:30, quindi non ho avuto tempo e mi sono diretto subito al Ronson Theatre che \u00e8 quasi in fondo sulla destra, sopra l&#8217;area dedicata all&#8217;esplorazione spaziale. Lo schermo \u00e8 leggermente pi\u00f9 piccolo rispetto al BFI (molto grande e probabilmente sopra ai 22 metri di larghezza) ma non sono riuscito a trovare indicazioni ufficiali. La sala ha &#8220;solo&#8221; 400 posti rispetto ai 500 del BFI e ha meno diffusori &#8220;esposti&#8221;.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/41.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/41s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>L&#8217;aspetto generale \u00e8 sensibilmente pi\u00f9 &#8220;moderno&#8221; e la struttura\u00a0sembra quasi realizzata da poco. Le poltrone sono leggermente pi\u00f9 grandi e comode rispetto a quelle del BFI ma pendenza della gradinata e lo spazio tra le file sembra lo stesso. Valgono quindi le stesse regole per la scelta del posto: ultime 4-5 file e posti centrali, mi raccomando. Con questa seconda proiezione ho voluto esagerare e ho scelto ben due posti. Uno \u00e8 il peggiore che possiate immaginare, in prima fila e nell&#8217;angolo a sinistra. Il secondo invece \u00e8 centralissimo.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/41b.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/41bs.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>L&#8217;ho fatto per verificare come possa cambiare la qualit\u00e0 di visione (e anche di ascolto) con la scelta della poltrona anche e soprattutto in una sala IMAX 70mm. E visto il costo dei biglietti (al Ronson \u00e8 comunque pi\u00f9 economico rispetto al BFI) vi consiglio di non badare a spese e acquistare il posto migliore possibile.\u00a0Anche al Ronson la proiezione di Odissea viene anticipata da alcuni trailer e dalla clip di circa 4 minuti di Dune parte 3 in IMAX 70mm, con stessa pessima qualit\u00e0 video gi\u00e0 vista al BFI. All&#8217;inizio della proiezione l&#8217;inquinamento luminoso \u00e8 davvero ai minimi termini.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/42.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/42s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Anche i LED segnapasso vengono spenti quasi completamente e infatti il rapporto di contrasto percepito \u00e8 davvero pi\u00f9 alto rispetto al BFI e vale spannometricamente quasi 12 stop, praticamente lo stesso apprezzato all&#8217;Arcadia di Melzo (ne parler\u00f2 diffusamente nelle conlcusioni).\u00a0Ho iniziato la visione nella posizione pi\u00f9 penalizzante, con la balaustra che copre quasi un quarto della visuale e un effetto &#8220;spot&#8221; della porzione di schermo davanti al mio naso\u00a0davvero insopportabile e la parte destra e alta dello schermo sensibilmente pi\u00f9 scura e a distanza siderale.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/42b.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/42bs.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La\u00a0qualit\u00e0 d&#8217;immagine, specialmente da posizione centrale e superiore,\u00a0\u00e8 nettamente avanti a quella del BFI\u00a0da ogni punto di vista, ad iniziare dal rapporto di contrasto percepito.\u00a0Anche l&#8217;audio del Ronson secondo me \u00e8 superiore al BFI.\u00a0Mi ha convinto di pi\u00f9 la gamma bassa, pi\u00f9 piena e smorzata. Il canale centrale \u00e8 leggermente meno aggressivo, specialmente dalle file pi\u00f9 in basso che evidentemente sono fuori asse.\u00a0Le prime due file sono da evitare come la peste perch\u00e9 la balaustra di protezione vi impedir\u00e0 la visione della parte pi\u00f9 bassa dello schermo.\u00a0Vi consiglio di scartare le prime sei file perch\u00e9 siete troppo in basso rispetto al centro dello schermo e anche troppo avanti.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/43.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/43s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Cos\u00ec in basso la parte alta dello schermo sar\u00e0 troppo distante e molto pi\u00f9 scura rispetto all&#8217;area dello schermo che invece \u00e8 davanti al vostro naso. In pi\u00f9, allontanandovi dal centro dello schermo &#8211; e questo vale sia in senso orizzontale che verticale &#8211; aumenter\u00e0 l&#8217;effetto spot che \u00e8 causato da un lato dalla superficie silver dello schermo, dalla sua curvatura, dall&#8217;ottica grandangolare del proiettore IMAX 70mm e dalla posizione delle poltrone e dalla pendenza dalla gradinata.\u00a0Le stesse considerazioni generali sul posto valgono anche per il BFI ma tra le due preferisco sicuramente il Ronson Theatre per qualit\u00e0 generale, sia audio che video.\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/44.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/44s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La qualit\u00e0 della copia sembra leggermente inferiore, almeno in alcuni pezzi, con dinamica appena inferiore (come se il livello del nero fosse leggermente superiore rispetto alla proiezione del BFI. Inoltre in almeno due occasioni, durante la sessione di caccia, con Menelao e Telemaco che passeggiano impegnati in quello che sembra pi\u00f9 un &#8220;tiro al piattello&#8221;, c&#8217;era una riga orizzontale lungo tutto il fotogramma per parecchi secondi.\u00a0Dopo il termine dei titoli di coda sono tornato indietro per cercare informazioni sulla sala, almeno sulle dimensioni dello schermo visto che sul sito ufficiale dello Science Museum non sono stato in grado di trovare quello mi serviva. Purtroppo le due persone con cui ho scambiato qualche parola non sono state in grado di aiutarmi. Ho quindi scritto una mail all&#8217;ufficio stampa chiedendo anche il permesso di pubblicare le brevi clip che ho girato, all&#8217;interno del museo e della sala, senza chiedere preventivamente il permesso. Vi terr\u00f2 aggiornati.\u00a0<\/p>\n<p>Pagella<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/45.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/45s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Una volta uscito dallo\u00a0Science Museum sono arrivato alla stazione di &#8220;Battersea Power Station&#8221; in meno di 40 minuti e ho trovato ristoro in uno dei tanti posti lungo l&#8217;Electric Boulevard che porta all&#8217;ingresso SUD della vecchia centrale elettrica, quindi dal lato &#8220;giusto&#8221; per l&#8217;accesso al piccolo cinema dal nome particolare: The Cinema In The Power Station. Anche in questo caso trovate una esaustiva analisi della struttura e della sala principale con tecnologia Dolby Cinema in <a href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/1892\/oppenheimer-imax-vs-dolby-cinema_index.html#04\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">questo articolo<\/a> grazie ad <strong>Alessandro Minelli<\/strong>, in occasione dell&#8217;approfondimento sul film Oppenheimer.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/45b.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/45bs.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>In questo paragrafo mi concentrer\u00f2 quasi esclusivamente sull&#8217;analisi della qualit\u00e0 audio e video.\u00a0Prima di tutto per\u00f2 c&#8217;\u00e8 da sottolineare un particolare di questa sala Dolby Cinema\u00a0che abbiamo sempre dimenticato di sottolineare ma che stavolta assume una importanza fondamentale: l&#8217;ottimo <strong>schermo bianco microforato \u00e8 purtroppo con rapporto d&#8217;aspetto di 2,39:1<\/strong> e questo \u00e8 uno svantaggio enorme e i tagli in alcune scene sono davvero esagerati. Con l&#8217;occasione, cercher\u00f2 di capire se \u00e8 possibile stilare un elenco delle sale Dolby Cinema, almeno qui in Europa, con schermi FLAT 1,85:1. Anche in questo caso, continuate a seguirci per avere aggiornamenti.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/46.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/46s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Arrivato in sala appena in tempo per gustarmi trailer e pubblicit\u00e0 in HDR (circa 20 minuti), ho preso posizione nella poltrona F9 centralissima, magari un po&#8217; pi\u00f9 indietro rispetto al rapporto di visione unitario (in quella posizione siamo probabilmente a 1,3:1) ma con un maggior equilibrio per i canali effetti che arrivano dalla zona posteriore. Gi\u00e0 dai trailer in HDR riconosco la stessa eccellente qualit\u00e0 video, con rapporto di contrasto quasi da OLED, flusso luminoso perfettamente adeguato alle necessit\u00e0 e un dettaglio molto elevato, quasi come se ci fosse un solo proiettore, segno che la convergenza tra le due macchie \u00e8 praticamente perfetta.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/46b.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/46bs.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La proiezione inizia alle 16:20 e le luci ci spengono completamente: avete capito benissimo: COM-PLE-TA-MEN-TE. Soltanto grazie all&#8217;assenza di luce in sala \u00e8 possibile sottolineare il vantaggio tecnologico delle sale Dolby Cinema, con un rapporto di contrasto nativo inarrivabile da tutte le altre sale sull&#8217;intero globo terracqueo. La prima caratteristica che apprezzo \u00e8 un livello del nero sicuramente basso ma non esattamente a livello di una distribuzione in HDR, segno che probabilmente il master \u00e8 stato trattato dai tecnici Dolby con cura per evitare di stravolgere il look rispetto alla proiezione in 70mm.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/47.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/47s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Per essere chiari, ci sono film nativamente in Dolby Cinema che hanno un rapporto di contrasto ancora pi\u00f9 estremo rispetto a quello che ho potuto osservare in Odissea ma il vantaggio rispetto alla proiezione nella sala del Ronson Theatre \u00e8 comunque abissale. Non \u00e8 solo il rapporto di contrasto, la tridimensionalit\u00e0 generale e la vibilit\u00e0 dei particolari sulle bassissime luci a trarne giovamento. Sono anche i colori ai livelli pi\u00f9 bassi di luminanza che trovano nuova vita e che non vengono mortificati dai limiti della proiezione in pellicola e\/o da livelli di inquinamento luminoso da denuncia.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/48.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/48s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>In buona sostanza la qualit\u00e0 d&#8217;immagine \u00e8 cos\u00ec elevata che riesco a notare in maniera ancora pi\u00f9 netta tutti i limiti di una scarsa coerenza di esposizione in alcune sequenze, soprattutto nelle scene che riguardano l&#8217;attacco dei Lestrigoni e l&#8217;Ade, nel dialogo tra Sinone e l&#8217;Odisseo. L&#8217;audio \u00e8 potente, ben esteso in frequenza, con articolazione molto elevata e timbrica praticamente perfetta. Anche il mix con i canali surround bene in evidenza appare eccellente. La pressione sonora durante la tempesta a cavallo della prima ora di proiezione sfiora un picco di 105 dB, con i 30 Hz molto ben rappresentati e molto ben smorzati. Secondo me la qualit\u00e0 audio complessiva che ho sperimentato all&#8217;Arcadia di Melzo \u00e8 ancora avanti ma solo leggermente.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/49.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/49s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Qualit\u00e0 audio e video al top mi tolgono completamente il sonno, nonostante le 34 ore di veglia. Devo quasi &#8220;violentarmi&#8221; per uscire dalla sala prima della fine del film per non correre rischi e arrivare all&#8217;aeroporto di Stansted in orario, per riprendere il volo di ritorno FR2734 programmato per le 22:00 e partito &#8211; ma guarda un po&#8217; il caso &#8211; con 51 minuti di ritardo&#8230; Atterriamo a Bergamo all&#8217;una e mezza e riesco ad arrivare in hotel alle 2:30, sfrantumato di stanchezza ma felice per aver fatto questa ricca esperienza.<\/p>\n<p>Pagella<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/50.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/50s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Mentre l&#8217;articolo si arricchiva di contenuti, anche grazie ai contributi di <strong>Alessandro Minelli <\/strong>e <strong>Andrea Manuti<\/strong>, ho deciso di visionare Odissea per la settima volta in un cinema &#8220;normale&#8221;, con proiettore NEC Laser-fosfori a risoluzione 2K, presso il <strong>Multiplex delle Stelle<\/strong> a Castel Di Lama, in provincia di Ascoli Piceno e a circa 40 minuti da Teramo. Una struttura di qualit\u00e0, di propriet\u00e0 di un grande appassionato di cinema e di tecnologia e in cui &#8220;resiste&#8221; ancora (quasi incredibilmente) un proiettore <strong>Sony <\/strong>con tecnologia <strong>SXRD <\/strong>a risoluzione <strong>4K <\/strong>ma che sar\u00e0 sostituito a breve per far posto ad un nuovo proiettore NEC DLP. Il proiettore NEC Laser 2K \u00e8 ottimo ma la sala 5 dove era in programmazione Odissea non \u00e8 tra le migliori. Le prime quattro file sono pi\u00f9 in basso rispetto alla base dello schermo SCOPE 2,39:1 largo 12 metri. Le file consigliate sono quasi le ultime\u00a0pi\u00f9 in alto, tra la H e la L.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/51.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/51s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La proiezione ha inizio quasi perfettamente in orario, dopo alcuni trailer e spot pubblicari che iniziano poco prima dell&#8217;orario di programmazione del film. La qualit\u00e0 video \u00e8 molto buona, con luminanza corretta, buona uniformit\u00e0 e un rapporto di contrasto abbastanza elevato e pari a circa 10 stop, quindi lo stesso probabilmente delle sale IMAX digital 4K ma soggettivamente migliore, grazie ad un flusso luminoso pi\u00f9 consono al contenuto ma comunque un po&#8217; pi\u00f9 basso rispetto alle proiezioni in pellicola e le migliori sale DCI 4K. La superficie dello schermo microforato \u00e8 evidentemente di qualit\u00e0 e non noto imperfezioni oppure effetti spot o vignettature anche da posizioni laterali.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/52.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/52s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La messa a fuoco \u00e8 ottima e senza aberrazioni cromatiche apprezzabili. La perdita di risoluzione rispetto alle proiezioni 4K \u00e8 abbastanza evidente ma non in tutte le scene, segno che vale la pena vedere questo film in una sala con proiettori 4K oppure in pellicola 70mm.\u00a0L&#8217;audio invece non mi ha convinto per niente. Troppo asciutto, limitato agli estremi banda e con un canale centrale un po&#8217; troppo troppo &#8220;medioso&#8221;. L&#8217;esercente ha tenuto a precisare che a breve quella sala subir\u00e0 un adeguamento proprio dell&#8217;impianto audio, assieme ad altre sale. anche in questo caso cercheremo di tenervi aggiornati.<\/p>\n<p>Pagella<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/53.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/53s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Premetto che non ho assistito ad una proiezione personale, quindi la valutazione \u00e8 di uno che ha trovato il biglietto su Internet pensando \u201cGuarda che c\u2026 guarda come sono seduto comodo, che ho trovato posto in quarta fila!\u201d. La quarta fila, rispetto ad uno schermo di 150 mq. significa stare oggettivamente troppo sotto, e questo era evidente anche per una certa fatica nel dover girare leggermente la testa per vedete tutto. Questo per\u00f2 \u00e8 un problema legato al posto che ho trovato.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/56.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/56s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La sala \u00e8 dotata di uno schermo abbastanza curvo e di poltrone molto comode, che declinano di qualche grado ed hanno spazio per le gambe. Peccato che l\u2019aria condizionata, tenuta ad una temperatura di circa 31\u00b0 K (quindi poco sopra lo zero assoluto), rendesse l\u2019uscita (esterno a 32\u00b0 C) una sorta di shock termico. Ma noi vogliamo fare gli americani, anche nei casi in cui ci propinano delle\u2026 scelte discutibili!<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/55.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/55s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Vi assicuro che non era certo la posizione in sala a farmi percepire in maniera errata la qualit\u00e0 del proiettore, definito come \u201claser 4K\u201d. Era un doppio DLP 2K con lampade allo xeno fino a qualche tempo fa, ed ora \u00e8 stato sostituito. Ho chiesto informazioni direttamente al cinema, e sto aspettando la risposta. Risultato? <strong>Un pantano di grigi senza fine<\/strong>, un fastidio costante nel non riuscire a vedere le sfumature, un nero ridicolo anche per un proiettore cinese economico che compri per 100 \u20ac\u2026 Purtroppo, dato che il film \u00e8 mediamente scuro, il fatto era molto evidente. E fastidioso: se pretendi 15 \u20ac, mi devi anche dare un risultato di conseguenza. Solo elementi negativi? No, nelle scene a luminanza elevata i volti di Matt Demon, e soprattutto Charlize Theron (la parte migliore del film) erano equilibrati e ben calibrati. Per\u00f2 se neanche questo fosse stato a posto\u2026\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/54.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/54s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Parlo brevemente dell\u2019audio. Credo ci siano almeno 197 subwoofer da 1.5 metri l\u2019uno, perch\u00e9 i bassi sono debordanti ed eccessivi, e tendono a sopraffare tutto il resto: ho visto gente saltare sulla poltrona quando Polifemo ha spostato il masso nella grotta e chiedere un consulto medico immediato\u2026 Audio calibrato nei dialoghi, ma non particolarmente spinto nell\u2019uso dei canali laterali e posteriori. Il volume, poi, per uno vecchio come me e che ci sente poco, \u00e8 troppo alto: la pensava forse cos\u00ec anche quel signore, molto pi\u00f9 giovane, che dopo un\u2019ora e 49 minuti di proiezione ha abbandonato la postazione pagata a caro prezzo\u2026<\/p>\n<p>Pagella<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/58.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/58s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>L\u2019uscita di un novo film di Nolan, come credo sia ormai noto a chi frequenta queste pagine, \u00e8 sempre un evento per cui si scatena un turbinio di programmazioni e incastri per la ricerca della sala migliore dove vivere al meglio ogni volta \u201cl\u2019evento\u201d e alzare sempre di pi\u00f9 l\u2019asticella dell\u2019esperienza.\u00a0Tre estati fa, con l\u2019uscita di Oppenheimer, realizzai la comparativa tra Dolby Cinema (in particolare nella sala di The Cinema in The Power Station a Battersea) e IMAX 70mm, al famoso BFI, sempre in territorio londinese, il cui confronto potete leggere in <a href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/1892\/oppenheimer-imax-vs-dolby-cinema_index.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">questo articolo<\/a>.Odissea \u00e8 il primo film commerciale nella storia dell\u2019umanit\u00e0 interamente girato con macchine da presa IMAX 65mm, grazie anche all\u2019arrivo delle nuove versioni denominate \u201cKeighley\u201d, pi\u00f9 compatte, maneggevoli e silenziose rispetto alle macchine IMAX storiche, e ci\u00f2 si porta dietro anche, per la prima volta da quando Nolan usa questo tipo di macchine, il risultato di un film a formato costante dall\u2019inizio alla fine.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/59.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/59s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Giova specificare che il fatto di essere senza cambi formato in proiezione \u00e8 una informazione che \u00e8 emersa col tempo, ma al momento dell\u2019annuncio non era ovviamente nota.\u00a0Da tempo ho deciso di vedere i film in italiano prima di vederli all\u2019estero in lingua originale, quindi la prima scelta da fare era relativa alla sala italiana in cui fare la prima visione, e la mia scelta \u00e8 ricaduta ancora una volta sulla Sala Energia ad Arcadia Cinema Stezzano, posti C1 \u2013 C2, che garantiscono la visione perfetta anche in caso di film in formato flat, come poi si riveler\u00e0 essere Odissea. Come mai non ho scelto Melzo, col suo schermo gigante e la pellicola 70mm (peraltro \u00e8 possibile ammirare nell\u2019atrio il proiettore IMAX 70mm precedentemente in uso a Riccione, dove vidi all\u2019epoca The Dark Knight Rises)? Per quattro motivi essenzialmente: personalmente prediligo l\u2019assoluta e totale stabilit\u00e0 del digitale; l\u2019uso del Christie laser 4K con lenti ad alto contrasto garantisce una qualit\u00e0 d\u2019immagine eccellente; il formato flat \u00e8 il pi\u00f9 vicino (o meno lontano) a quello dell\u2019IMAX 70mm; anche per il sonoro preferisco il digitale, nonostante, come tutti i film di Nolan, esso si limiti ad un ridicolo 5.1 anzich\u00e9 Atmos come la totalit\u00e0 delle grandi produzioni moderne.\u00a0Non escludo comunque di vedere prossimamente anche la versione 70mm, all&#8217;Arcadia di Melzo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/60.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/60s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Appena caricati su Webtic gli orari, i primi biglietti venduti per la proiezione di sabato 18 luglio alle 17:00 furono i miei, in modo da assicurarmi i posti migliori: ero certo che le polemiche e lo scetticismo di chi non aveva ancora visto il film si sarebbero tramutate in un successo epico, riservando ad esse lo stesso trattamento operato da Circe ai compagni di Ulisse in cerca di cibo.\u00a0Gli addetti ai lavori sanno che originariamente almeno una delle due sale Energia di Stezzano avrebbe dovuto essere una sala Dolby Cinema, quindi troviamo uno schermo curvo Harkness Perlux\u00ae HiWhite in formato flat e un impianto audio Dolby Atmos Meyer Sound da riferimento, oltre alle comode poltrone reclinabili con portabottiglia.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/61.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/61s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La sala \u00e8 quasi completamente buia, e grazie allo schermo con gain non troppo elevato, lo\u00a0speckle &#8211; vero tallone d\u2019Achille (giusto per restare in tema) dei proiettori Christie &#8211; \u00e8 quasi invisibile, diventando appena apprezzabile solo durante il risveglio di Ulisse ad Itaca.\u00a0Il nero rimane rigoroso ma sempre definito, senza dare mai segni di \u201cimpastamento\u201d nonostante la presenza di scene anche molto buie, come nella la grotta di Polifemo.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/62.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/62s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>L\u2019audio (ALTO COME SI DEVE!!!) \u00e8 una assoluta goduria per i sensi, scena ampia, dialoghi cristallini, perfetta spazialit\u00e0, frequenze basse potentissime e al tempo stesso controllatissime.\u00a0Le tre ore scorrono rapide, totalmente prive di affaticamento per i sensi e con una perfetta fusione tra lo spettatore e il film che sta guardando, o forse sarebbe meglio dire vivendo.\u00a0Chiss\u00e0 come sarebbe l\u2019immagine se al posto del Christie 4440 ci fosse un Barco SP4K?<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Pagella<\/p>\n<ul>&#13;<\/p>\n<li>Immagine:<strong> 9<\/strong><\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Sonoro: <strong>11<\/strong><\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Complessivo: <b>10<\/b><\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Posti consigliati:\u00a0<strong>C1<\/strong> &#8211; <strong>C2<\/strong><\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Link:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.arcadiacinema.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">arcadiacinema.com<\/a><\/li>\n<p>&#13;\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/63.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/63s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La Multisala Colosseo, appartenente al circuito Il Regno del Cinema di Brescia, \u00e8 una struttura all\u2019interno della capitale meneghina, che ebbi modo di scoprire quasi per caso nel 2024, dove vidi una magnifica proiezione di Parthenope.\u00a0La struttura, come il resto del gruppo, sta aggiornando tutte le sale con i Barco SP2K e SP4K, pensionando i gloriosi Sony 4K, e la sala Venezia rappresenta il flaghsip all\u2019interno della stessa: schermo curvo bianco da 13 metri in formato scope, proiettore Barco SP4K, poltrone comode e correttamente posizionate, sala esteticamente molto bella e anche in questo caso quasi completamente buia, con impianto audio Dolby 7.1.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/64.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/64s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Una caratteristica a cui bisogna fare attenzione in questa struttura \u00e8 che il film inizia esattamente all\u2019orario indicato nel biglietto preciso spaccato, quindi mi organizzo in modo da essere seduto per tempo.\u00a0Il cavallo e Sinone mettono subito in chiaro le cose: siamo di fronte alla solita, splendida e spettacolare immagine Barco laser, con i suoi colori vividi e il suo contrasto morbido e al tempo stesso definito, una vera gioia per gli occhi, con speckle praticamente sempre assente, anche nella scena iper luminosa del risveglio ad Itaca.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/65.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/65s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La sala completamente buia aiuta ad aumentare ancora di pi\u00f9 l\u2019immersivit\u00e0, anche se, dopo aver visto il formato flat in Arcadia, il formato scope onestamente riduce un po\u2019 l\u2019immersivit\u00e0, seppur paradossalmente in poche scene l\u2019aumenti (ad es. la fuga dai Lestrigoni).\u00a0L\u2019audio si mantiene ottimo e controllato, con picchi vicini ai 100db (misurati da smartphone, che penso sia comunque cappato a tale valore).\u00a0Ringrazio il direttore Pino e il proiezionista per la disponibilit\u00e0 a rispondere alle mie domanda relativamente alla sala.<\/p>\n<p>Pagella<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/66.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/66s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Ed eccoci arrivati, al piatto forte dell\u2019articolo: La nuova sala Dolby Vision + Atmos presso Path\u00e9 Palace, a Parigi. La struttura \u00e8 frutto di una importante ristrutturazione che ha coinvolto anche Renzo Piano, al fine di farla diventare la struttura flagship dell\u2019insegna francese.\u00a0La sala Dolby Vision + Atmos (ai fini pratici la possiamo anche chiamare Dolby Cinema perch\u00e9 presenta le stesse caratteristiche) \u00e8 l\u2019unica dell\u2019intera struttura dotata di proiettori, in tutte le altre sale sono infatti installati schermi Samsung Onyx LED, 4K e 2K.\u00a0Originariamente avevo previsto di andare a godere Odissea nella eccellente sala Dolby a Monaco di Baviera, che ebbi modo di testare e apprezzare gi\u00e0 tempo addietro.\u00a0L\u2019idea era di andare il primo weeend di programmazione di Spider-Man: Brand New Day, in modo da riuscire a godere entrambi i film.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/67.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/67s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Monaco sembrava la scelta strategicamente ideale: treno diretto da Verona, vicinanza della struttura alla stazione, sala eccellente in cui sapevo gi\u00e0 che posti scegliere, e avendo previsto di fare 4 giorni ero certo sarei riuscito a vedere entrambi i film senza particolari difficolt\u00e0 (ovviamente stiamo parlando di film in lingua originale). Il mio stupore \u00e8 stato grande quando, appena caricati gli orari del nuovo capitolo di Spider-Man, ho scoperto che non ci sarebbero pi\u00f9 state proiezioni di Odissea nella sala Dolby: questo sanciva definitivamente l\u2019impossibilit\u00e0 di vedere Odissea l\u00ec, dato che il treno diretto non era disponibile nei giorni antecedenti a causa di lavori sulla rete ferroviaria.\u00a0Scartate le ipotesi di Amburgo e Londra per motivi di praticit\u00e0 e di costi, la mia attenzione \u00e8 andata quindi a Parigi, sulla sala che sia io sia il Direttore da tempo volevamo provare, e complici orari dei voli particolarmente comodi, la scelta \u00e8 stata quasi obbligata.\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/68.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/68s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>La struttura si presenta dall\u2019esterno come un elegante edificio storico, perfettamente integrata col contesto, mentre all\u2019interno lo sviluppo in verticale, con un grande albero al centro e uno schermo LED Samsung all\u2019ingresso della biglietteria contribuisce a dare un senso di accoglienza \u201ctecnologica\u201d calda e moderna. La sala dispone di uno schermo curvo in formato scope da circa 18 metri di base, poltrone Lino Sonego rosse senza portabottiglie e casse proprietarie Dolby, la proiezione inizia circa 20 minuti dopo l\u2019orario indicato sul biglietto.\u00a0Le luci si spengono completamente e anche in questo caso abbiamo una sala quasi completamente buia, l\u2019unica flebile luce di emergenza \u00e8 a sinistra e molto debole, mentre il rumore degli screen shacker \u00e8 quasi impercettibile.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/69.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/69s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>\u00a0E qui, il Dolby Vision dispiega tutta la sua magia, addirittura difficile da descrivere: Contrasto praticamente infinito, dettagli sempre ben visibili, colori vividi e al tempo stesso sempre naturali.\u00a0I capelli di Telemaco sono sempre ben visibili anche nelle scene pi\u00f9 buie, e l\u2019ingresso della grotta di Polifemo mostra orgoglioso il nero assoluto, con la luce che filtra dall\u2019ingresso che rimane dettagliata e visibile, e al tempo stesso leggera e rarefetta.\u00a0Ovviamente nessun problema di sincronia tra i due proiettori, nessuno speckling in nessuna scena ma solo un\u2019immagine sempre nitida, luminosa e rilassante, un\u2019assoluta gioia per gli occhi.\u00a0L\u2019audio \u00e8\u00a0ottimo, sempre potente, e bilanciato, ma inferiore come precisione e coinvolgimento alle sale Energia dell&#8217;Arcadia.<\/p>\n<p>Pagella<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/70.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/70s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Confesso che ero curiosissimo di testare per la prima volta questa tecnologia, perch\u00e9 mentre con Dolby Vision sapevo bene o male cosa aspettarmi, in questo caso non avevo alcun riferimento su cui basarmi.\u00a0Innazitutto la sala \u00e8 abbastanza piccola, da 100 posti, e lo schermo \u00e8 ovviamente dritto. Le poltroncine sono tutte dotate di tavolino e portabottiglia, e quelle dell\u2019ultima fila sono fisicamente contro il muro, con le casse a pochi centimetri dalla testa.\u00a0Visto da vicino sembra impossibile che lo schermo possa riprodurre un film in modalit\u00e0 \u201ccinema\u201d, arrivando per tempo (dopo la proiezione di Spider-Man: Brand New Day nella sala Dolby) ho tempo per guardarmi attorno e conoscere un po\u2019 meglio la sala, i diffusori sono Darkside, un marchio proprietario dell\u2019integratore francese ADDE leader del mercato locale.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/71.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/71s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Mi accomodo al mio posto, e la prima cosa che noto \u00e8 che lo schermo consente di cambiare qualsiasi formato senza far percepire alcuna tipologia di banda nera, il nero dello schermo si confonde sempre col nero della parete: In questo modo \u00e8 possibile garantire sempre l\u2019uso del miglior formato possibile, e infatti Odissea in questo caso sar\u00e0 proiettato visualizzato in formato flat finalmente: dopo le ultime 2 visioni in scope \u00e8 davvero un piacere ritornare a Itaca in formato flat.\u00a0Quindi? Com\u2019\u00e8 la qualit\u00e0 di questo Onyx?<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/72.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/72s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>In breve: molto buona, ma inferiore a quella di una sala moderna dotata di Barco SP4K, e non confrontabile con Dolby Vision, anche perch\u00e9 ovviamente il materiale non gode di una pipeline di sviluppo dedicata come nel caso di Dolby o Barco HDR.\u00a0L\u2019immagine risulta sempre molto definita e il contrasto \u00e8 molto buono, l\u2019ormai classico esempio della caverna regge molto bene il confronto, col nero che risulta anche qui definito ma mai impastato\u2026<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/73.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/73s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Rimane comunque una certa \u201cpiattezza\u201d e mancanza di tridimensionalit\u00e0 e profondit\u00e0 dell\u2019immagine, sembra inoltre mancare \u201cl\u2019organicit\u00e0\u201d a cui oltre un secolo di cinema ci ha abituati.\u00a0Purtroppo sono dovuto uscire poco dopo l\u2019incontro con Sinone per riuscire a prendere l\u2019aereo, quindi non sono riuscito a testare il risveglio ad Itaca.\u00a0L\u2019audio sicuramente di impatto anche qui, sia come volumi che come dinamica, ma sicuramente inferiore come coinvolgimento alle altre esperienze.<\/p>\n<p>Pagella<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/80.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/80s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Il grande vantaggio delle migliori sale IMAX 70mm \u00e8 che ci sono dei posti in posizione stupenda, ovvero quelli centrali delle ultime 4 file, che sono abbastanza vicini al centro dello schermo in senso verticale e in cui avete un rapporto di visione di 1:1 (distanza pari alla larghezza dello schermo). Invece nella maggioranza delle sale, le file con rapporto di visione di 1:1 sono sensibilmente pi\u00f9 basse rispetto al centro verticale dell&#8217;immagine. Al contrario, nelle sale IMAX 70mm la maggior parte dei posti non offrono altrettanta qualit\u00e0 di visione perch\u00e9 sono troppo decentrati, sia in senso orizzontale che verticale, con immaginabili effetti sull&#8217;uniformit\u00e0 e sul confort di visione a causa del rapporto di tiro molto corto del proiettore, della superficie silver dello schermo e della sua curvatura.\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/81.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/81s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Quindi se scegliete quel 10% dei posti migliori, ok, vale la pena volare fino a Londra. Per un altro 20% di posti (segnalati in giallo nella pianta del Ronson Theatre qui in basso) siamo comunque ancora entro la sufficienza. Oltre secondo me non vale la pena andare. E comunque, anche in uno dei posti migliori, il rapporto di contrasto sar\u00e0 sempre quello della pellicola, quindi al massimo circa 12 stop, quindi leggermente indietro rispetto alle migliori sale digitali DCI come quella di Stezzano o al Colosseo di Milano, mentre le sale con proiettori HDR permettono una qualit\u00e0 ancora pi\u00f9 elevata. C&#8217;\u00e8 anche da ricordare che i proiettori IMAX sono alimentari da lampade &#8220;tradizionali&#8221; che cambiano lo spettro luminoso con il passare delle ore e non \u00e8 possibile adeguare il bilanciamento del bianco o i colori per seguire l&#8217;invecchiamento della lampada.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/82.png\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/82s.png\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Questo per dire che la differenza di colori, bilanciamento del bianco e luminanza tra la prima e l&#8217;ultima proiezione IMAX prima del cambio della lampada, potrebbe essere evidente. Con i proiettori digitali laser, soprattutto quelli con laser RGB, l&#8217;invecchiamento \u00e8 molto pi\u00f9 lento e comunque le eventuali differenze possono essere controllate digitalmente, con la calibrazione periodica (ammesso che venga fatta e non sempre succede). L&#8217;altro limite delle sale IMAX 70mm londinesi (e probabilmente di tutte le altre) \u00e8 l&#8217;audio che non \u00e8 al top della qualit\u00e0 rispetto alle migliori sale Dolby Atmos. Per questi motivi, la posizione in classifica delle due sale IMAX londinesi \u00e8 indietro a molte altre sale.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/83.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/83s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Una nota la merita anche la sala <strong>Epic<\/strong> di <strong>Rozzano<\/strong> che ha una qualit\u00e0 d&#8217;immagine finalmente molto buona (a patto di scegliere una posizione abbastanza centrale e dalle ultime 4 file) e che potrebbe essere ancora migliore se spegnessero (o abbassassero notevolmente) le luci LED sul bordo dei gradini che limitano quasi tutti i vantaggi di un rapporto di contrasto molto elevato. L&#8217;audio merita un discorso a parte. \u00c8 una sala Dolby Atmos ma la qualit\u00e0 non \u00e8 al top rispetto alle migliori sale Italiane. Inoltre nella proiezione del 16 luglio i sub sembravano assenti ed \u00e8 questo che ne ha drammaticamente limitato la posizione in classifica. Confido nel fatto che il problema, qualunque fosse, sia stato risolto. Fatecelo sapere nei commenti. Noi torneremo in quella sala a settembre, anche per riconsiderarne la posizione in classifica.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/84.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/84s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Un commento anche su Melzo e sulla proiezione in pellicola 5\/70mm. Il feeling \u00e8 dannatamente simile a quello che potreste sperimentare in una delle sale IMAX 70mm e mi riferisco alla colorimetria generale, al rapporto di contrasto e anche alla risoluzione percepita che, almeno sulla carta, \u00e8 solo il 25% in meno rispetto al positivo IMAX a 15 perforazioni. La stabilit\u00e0 di quadro del proiettore Victoria VIII di Melzo \u00e8 sorprendente ma uniformit\u00e0, livello di luminanza e flicker invece sono pi\u00f9 indietro rispetto alle sale IMAX di Londra. Per quanto riguarda il rapporto d&#8217;aspetto, rispetto al formato 1,85:1 di Stezzano e Rozzano che preferisco in assoluto, a Melzo si perde complessivamente solo il 16% dell&#8217;area (8% in alto e 8% in basso) e anche lo stesso Nolan ha detto che il formato 2,20:1 va benissimo.\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/85.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/85s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Le\u00a0due sale <strong>Dolby Cinema<\/strong>, con qualit\u00e0 audio e video ai vertici assoluti, anche rispetto alle due sale IMAX 70mm, sono nettamente davanti a tutte le altre. L&#8217;unico cruccio \u00e8 il rapporto d&#8217;aspetto di 2,39:1 che \u00e8 un po&#8217; troppo sacrificato. Ho chiesto a Dolby se esiste un database con il rapporto d&#8217;aspetto degli schermi delle sale Dolby Cinema in modo da dare indicazioni pi\u00f9 precise. Nell&#8217;attesa, vi consigliamo una sala con schermo &#8220;FLAT&#8221; che conosciamo benissimo e di cui vi abbiamo gi\u00e0 parlato in <a href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/1697\/the-batman-dolby-cinema-vs-dci_index.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">questo articolo<\/a>: quella che \u00e8 nel centro di Amsterdam.\u00a0Confermiamo comunque che, al netto delle rinunce per colpa del formato 2,39:1, visione e ascolto nelle due sale Dolby sono al top senza discussione, con il Path\u00e8 davanti grazie alle dimensioni e alle proporzioni della sala, con quella di Battersea troppo lunga e con schermo un po&#8217; troppo piccolo, soprattutto in relazione alla posizione migliore per l&#8217;ascolto.<\/p>\n<p align=\"center\"><a data-lightbox=\"01\" href=\"https:\/\/www.avmagazine.it\/articoli\/cinema\/2127\/86.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/86s.jpg\" width=\"730\"\/><\/a><br \/>&#13;<br \/>\n<b>&#8211; click per ingrandire &#8211;<\/b><\/p>\n<p>Menzione particolare per la sala <strong>EPIC di Rozzano<\/strong>, nell&#8217;attesa di una analisi della <strong>nuova sala EPIC<\/strong> che \u00e8 stata da poco aperta <strong>a Roma<\/strong>, presso la struttura The Space Cinema di Parco De&#8217; Medici. L&#8217;assenza di basse frequenze per un probabile problema occasionale nella proiezione delle 13:30 del 16 luglio pesa tantissimo, non solo nella classifica audio ma anche in quella generale. Se dovessero risolvere il problema nella gamma bassa e anche modulare correttamente i LED gialli sui bordi delle gradinate, la sala di Rozzano salirebbe senza alcun dubbio al terzo posto assoluto.\u00a0<\/p>\n<p>Prossima tappa, dopo Itaca\u2026 Arrakis!<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n\t&#13;<\/p>\n<tr style=\"background:#222; color:#fff;\">&#13;<br \/>\n\t\t\tVideo&#13;<br \/>\n\t\t\tAudio&#13;<br \/>\n\t\t\tGenerale&#13;<br \/>\n\t\t<\/tr>\n<p>&#13;<br \/>\n\t&#13;<br \/>\n\t&#13;<\/p>\n<tr style=\"background:#f2f2f2;\">&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>1.<\/strong> Dolby Path\u00e9 Paris<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>1.<\/strong> Energia Melzo<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>1.<\/strong> Dolby Path\u00e9 Paris<\/td>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t<\/tr>\n<p>&#13;<\/p>\n<tr>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>2.<\/strong> Dolby Battersea<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>2.<\/strong> Energia Stezzano<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>2.<\/strong> Dolby Battersea<\/td>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t<\/tr>\n<p>&#13;<\/p>\n<tr style=\"background:#f2f2f2;\">&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>3.<\/strong> EPIC Rozzano<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>3.<\/strong> Dolby Path\u00e9 Paris<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>3.<\/strong> Energia Stezzano<\/td>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t<\/tr>\n<p>&#13;<\/p>\n<tr>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>4.<\/strong> Energia Stezzano<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>4.<\/strong> Dolby Battersea<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>4.<\/strong> Colosseo Milano<\/td>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t<\/tr>\n<p>&#13;<\/p>\n<tr style=\"background:#f2f2f2;\">&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>4.<\/strong> Colosseo Milano<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>5.<\/strong> Colosseo Milano<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>5.<\/strong> IMAX Ronson<\/td>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t<\/tr>\n<p>&#13;<\/p>\n<tr>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>6.<\/strong> IMAX Ronson<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>6.<\/strong> IMAX Ronson<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>6.<\/strong>\u00a0Energia Melzo<\/td>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t<\/tr>\n<p>&#13;<\/p>\n<tr style=\"background:#f2f2f2;\">&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>7.<\/strong> Energia Melzo<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>7.<\/strong> IMAX BFI<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>7.<\/strong> IMAX BFI<\/td>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t<\/tr>\n<p>&#13;<\/p>\n<tr>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>8.<\/strong> IMAX BFI<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>8.<\/strong> ONYX Path\u00e9 Paris<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>8.<\/strong> EPIC Rozzano<\/td>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t<\/tr>\n<p>&#13;<\/p>\n<tr style=\"background:#f2f2f2;\">&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>9.<\/strong> Onyx Path\u00e9 Paris<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>9.<\/strong> IMAX Orio<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>9.<\/strong> Onyx Path\u00e9 Paris<\/td>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t<\/tr>\n<p>&#13;<\/p>\n<tr>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>10.<\/strong> IMAX Orio<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>10.<\/strong> IMAX Roma<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>10.<\/strong> IMAX Orio<\/td>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t<\/tr>\n<p>&#13;<\/p>\n<tr style=\"background:#f2f2f2;\">&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>11.<\/strong> IMAX Roma<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>11.<\/strong> EPIC Rozzano<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>11.<\/strong> IMAX Roma<\/td>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t<\/tr>\n<p>&#13;<\/p>\n<tr>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>12.<\/strong>\u00a0Castel di Lama<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>12.<\/strong>\u00a0Castel di Lama<\/td>\n<p>&#13;<\/p>\n<td style=\"padding:9px 12px; border:1px solid #ddd;\"><strong>12.<\/strong>\u00a0Castel di Lama<\/td>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t<\/tr>\n<p>&#13;<br \/>\n\t&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;analisi dell&#8217;ultimo film di Nolan in vari cinema in giro per l&#8217;Europa, nei suoi 5 principali rapporti d&#8217;aspetto,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":652325,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1442],"tags":[12731,203,454,80605,335260,204,1537,90,89,1521,267485,5445,8970,196,185521,2392],"class_list":["post-652324","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-film","tag-audio","tag-entertainment","tag-film","tag-fotocamere","tag-home-theater","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-movies","tag-proiettori","tag-recensioni","tag-smartphone","tag-tecnologia","tag-televisori","tag-video"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117168480380326729","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/652324","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=652324"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/652324\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/652325"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=652324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=652324"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=652324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}