{"id":652333,"date":"2026-08-27T16:47:15","date_gmt":"2026-08-27T16:47:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/652333\/"},"modified":"2026-08-27T16:47:15","modified_gmt":"2026-08-27T16:47:15","slug":"social-e-minori-meta-patteggia-e-paga-fino-a-18-miliardi-oltre-a-limitare-facebook-e-instagram-gli-psichiatri-non-bastano-due-ore-serve-una-stretta-fino-a-15-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/652333\/","title":{"rendered":"Social e minori: Meta patteggia e paga fino a 18 miliardi oltre a limitare Facebook e Instagram. Gli psichiatri: \u00abNon bastano due ore, serve una stretta fino a 15 anni\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Lo storico accordo<\/strong> negli Stati Uniti introduce <strong>blocchi notturni<\/strong>, <strong>silenzio durante le lezioni<\/strong> e <strong>pause obbligatorie<\/strong> contro lo \u201c<strong>scroll infinito<\/strong>\u201d. Lo psichiatra <strong>Giuseppe Ducci<\/strong>: \u00abI danni sono documentati, l\u2019<strong>Europa<\/strong> intervenga anche sulle <strong>responsabilit\u00e0 delle famiglie<\/strong>\u00bb. Cozzuto: \u00abIl genitore non pu\u00f2 essere ridotto a una spunta sul parental control\u00bb<\/p>\n<p><strong>Due ore al giorno al massimo su Facebook e Instagram<\/strong>. <strong>Accesso bloccato dalla mezzanotte alle sei del mattino<\/strong>, <strong>notifiche disattivate durante le lezioni<\/strong> e <strong>pause obbligatorie<\/strong> per interrompere lo scorrimento continuo dei contenuti. Sono le restrizioni destinate agli adolescenti previste dallo storico accordo con cui <strong>Meta<\/strong> ha chiuso la causa promossa negli Stati Uniti con l\u2019accusa di avere progettato piattaforme capaci di creare dipendenza nei pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p>Il gruppo guidato da <strong>Mark Zuckerberg<\/strong> si \u00e8 impegnato a pagare fino a <strong>18 miliardi di dollari<\/strong> nell\u2019arco di dieci anni e a <strong>modificare alcune delle funzioni centrali di Facebook e Instagram<\/strong>. Meta non ha ammesso responsabilit\u00e0 e l\u2019intesa dovr\u00e0 essere approvata dal giudice federale, ma il precedente \u00e8 destinato ad avere ripercussioni ben oltre i confini americani.<\/p>\n<p>Non si tratta, infatti, soltanto di una sanzione economica. Per la prima volta un accordo giudiziario interviene direttamente sui meccanismi con cui le piattaforme conquistano e trattengono l\u2019attenzione degli adolescenti.<\/p>\n<p><strong>Cosa cambia per gli adolescenti<\/strong><\/p>\n<p>Il limite ordinario sar\u00e0 di <strong>due ore complessive al giorno tra Facebook e Instagram<\/strong>. Durante l\u2019utilizzo compariranno pause dopo i primi 15 minuti e successivamente al raggiungimento di determinate soglie, con l\u2019obiettivo di spezzare l\u2019automatismo dello \u201c<strong>scroll infinito<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Dalla mezzanotte alle sei del mattino l\u2019accesso ai feed sar\u00e0 <strong>bloccato<\/strong>, mentre le notifiche resteranno <strong>silenzate<\/strong> gi\u00e0 dalle ore serali. Durante l\u2019orario scolastico, indicativamente dalle 8 alle 15, saranno <strong>disattivate le notifiche push<\/strong> per ridurre le interferenze con lo studio e la concentrazione.<\/p>\n<p>Saranno inoltre rafforzati i sistemi per <strong>riconoscere l\u2019et\u00e0 degli utenti<\/strong>, i <strong>filtri contro i contenuti che promuovono autolesionismo, disturbi alimentari e bullismo<\/strong>, nonch\u00e9 gli <strong>strumenti a disposizione dei genitori<\/strong>. Per gli account degli adolescenti dovrebbero essere limitati anche i <strong>filtri estetici<\/strong> e la visualizzazione del numero dei \u201cmi piace\u201d, elementi che possono alimentare il confronto sociale e l\u2019insoddisfazione per la propria immagine.<\/p>\n<p>Le impostazioni potranno essere modificate soltanto con il consenso di un genitore. <strong>Un revisore indipendente<\/strong> dovr\u00e0 controllare periodicamente l\u2019effettiva applicazione delle misure.<\/p>\n<p>L\u2019accordo riguarda, per\u00f2, <strong>Facebook e Instagram<\/strong>. <strong>TikTok<\/strong>, indicato da molti esperti come una delle piattaforme con il sistema di raccomandazione pi\u00f9 coinvolgente e pervasivo, non \u00e8 direttamente compreso nell\u2019intesa. Se TikTok, YouTube, Snapchat e altri operatori dovessero accettare condizioni analoghe, il limite potrebbe scendere fino a <strong>un\u2019ora al giorno<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ducci: \u00abL\u2019Europa tratti i social come un problema collettivo\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono d\u2019accordo con una restrizione dell\u2019uso dei social da parte dei minori: esiste ormai un\u2019enorme mole di dati scientifici che indica la necessit\u00e0 di intervenire\u00bb, afferma <strong>Giuseppe Ducci<\/strong>, medico psichiatra, psicoterapeuta e direttore del Dipartimento di Salute mentale della Asl Roma 1.<\/p>\n<p>Secondo Ducci, il punto pi\u00f9 debole dell\u2019accordo americano \u00e8 proprio il suo carattere parziale: \u00abResta fuori <strong>TikTok<\/strong>, che probabilmente rappresenta il problema peggiore per la rapidit\u00e0 dei contenuti, la personalizzazione del flusso e la capacit\u00e0 di mantenere continuamente agganciata l\u2019attenzione\u00bb.<\/p>\n<p>Lo psichiatra invita l\u2019<strong>Unione europea<\/strong> a non limitarsi a imitare le misure americane piattaforma per piattaforma: \u00abServirebbe un <strong>provvedimento collettivo europeo<\/strong>, con regole comuni per tutti gli erogatori. Le restrizioni dovrebbero riguardare l\u2019accesso ai social almeno <strong>fino ai 15 anni<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Ducci pone anche il tema delle <strong>responsabilit\u00e0 familiari<\/strong>: \u00abNon possono esserci soltanto sanzioni per le aziende. Occorre discutere anche della responsabilit\u00e0 dei genitori quando permettono sistematicamente ai figli pi\u00f9 piccoli di aggirare i limiti. Naturalmente le famiglie vanno prima informate, sostenute e messe nelle condizioni di far rispettare le regole\u00bb.<\/p>\n<p>Tra le conseguenze pi\u00f9 documentate dell\u2019uso problematico lo specialista indica \u00abla <strong>disregolazione affettiva ed emotiva<\/strong>, le difficolt\u00e0 nel controllo degli impulsi, il deficit di attenzione, le alterazioni del sonno e la progressiva sostituzione delle relazioni reali con quelle mediate dallo schermo\u00bb.<\/p>\n<p>Questo non significa che ogni adolescente che utilizza un social svilupper\u00e0 un disturbo psichico. Gli studi mostrano soprattutto associazioni e individuano una maggiore vulnerabilit\u00e0 nei ragazzi che presentano gi\u00e0 <strong>ansia, depressione, isolamento, difficolt\u00e0 familiari<\/strong> o fragilit\u00e0 nell\u2019immagine di s\u00e9. Intensit\u00e0, modalit\u00e0 d\u2019uso e tipo di contenuti contano almeno quanto il numero complessivo delle ore.<\/p>\n<p><strong>I dati: un adolescente su dieci mostra un uso problematico<\/strong><\/p>\n<p>Secondo l\u2019<strong>Organizzazione mondiale della sanit\u00e0<\/strong>, nella regione europea la quota di adolescenti con segnali di uso problematico dei social \u00e8 passata dal <strong>7% del 2018 all\u201911% del 2022<\/strong>. Tra le ragazze raggiunge il <strong>13%<\/strong>, contro il <strong>9%<\/strong> dei ragazzi.<\/p>\n<p>Per uso problematico si intende la difficolt\u00e0 a controllare il tempo trascorso online, il disagio quando non \u00e8 possibile collegarsi, l\u2019abbandono di altre attivit\u00e0 e la prosecuzione dell\u2019utilizzo nonostante le conseguenze negative sulla vita quotidiana.<\/p>\n<p>Il rapporto dell\u2019autorit\u00e0 sanitaria statunitense sulla salute mentale giovanile ha segnalato che <strong>oltre tre ore al giorno sui social sono associate a un rischio circa doppio<\/strong> di manifestare sintomi di ansia e depressione. Non \u00e8 la prova che le piattaforme siano l\u2019unica causa del disagio, ma \u00e8 un segnale che rende difficile continuare a considerarle ambienti neutrali.<\/p>\n<p><strong>Sonno insufficiente, risvegli notturni, calo dell\u2019attenzione scolastica, confronto costante con corpi e vite idealizzate, cyberbullismo<\/strong> e accesso a contenuti che esaltano magrezza estrema, violenza o autolesionismo rappresentano le aree di maggiore preoccupazione.<\/p>\n<p>Esistono anche aspetti positivi: per alcuni adolescenti i social favoriscono <strong>contatti, creativit\u00e0, accesso alle informazioni<\/strong> e appartenenza a comunit\u00e0 dalle quali possono ricevere sostegno. Il problema nasce quando l\u2019ambiente digitale non integra pi\u00f9 la vita reale, ma tende a sostituirla.<\/p>\n<p><strong>Cozzuto: \u00abUn limite imposto protegge, uno compreso aiuta a crescere\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe misure annunciate vanno nella direzione giusta perch\u00e9 intervengono non soltanto sul tempo trascorso online, ma anche sui <strong>meccanismi attraverso i quali le piattaforme catturano e mantengono la nostra attenzione<\/strong>\u00bb, osserva <strong>Armando Cozzuto<\/strong>, psicologo, psicoterapeuta e presidente dell\u2019Ordine degli Psicologi della Campania.<\/p>\n<p>Il riferimento \u00e8 allo <strong>scorrimento continuo, alle notifiche, alla gratificazione immediata<\/strong> e alla ricerca di approvazione attraverso \u201clike\u201d e interazioni: \u00abUn adolescente, proprio per la fase evolutiva che attraversa, pu\u00f2 avere maggiori difficolt\u00e0 di autoregolazione. <strong>Limitare l\u2019utilizzo nelle ore notturne, ridurre le interferenze durante la scuola e introdurre pause<\/strong> sono quindi misure di protezione sensate\u00bb.<\/p>\n<p>Per Cozzuto, tuttavia, sarebbe illusorio affidare la soluzione a un blocco automatico: \u00abUn limite tecnologico non pu\u00f2, da solo, risolvere un problema educativo e sociale molto pi\u00f9 complesso. <strong>Un limite imposto protegge; un limite compreso aiuta a crescere<\/strong>. Perch\u00e9 questo accada servono adulti capaci di accompagnare i ragazzi nella progressiva costruzione della loro autonomia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il rischio della pressione sui genitori<\/strong><\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 di superare alcune restrizioni con l\u2019autorizzazione familiare apre un nuovo problema. Che cosa accade quando \u00e8 proprio il genitore a non riuscire a dire di no? E come reagir\u00e0 un adolescente se tutti gli amici potranno continuare a utilizzare liberamente le piattaforme grazie al consenso delle rispettive famiglie?<\/p>\n<p>\u00abLa pressione del gruppo rischia di trasferirsi sui genitori: \u201cTutti i miei amici possono farlo, perch\u00e9 io no?\u201d\u00bb, avverte Cozzuto. \u00ab<strong>Non possiamo considerare il genitore come il semplice titolare di un consenso, chiamato a mettere o togliere una spunta. Il genitore non \u00e8 un interruttore del parental control<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Se gli adulti vengono investiti della responsabilit\u00e0 di stabilire il limite, devono ricevere conoscenze, strumenti e sostegno per affrontare anche il conflitto che quel limite inevitabilmente pu\u00f2 produrre.<\/p>\n<p>\u00abDobbiamo sostenere famiglie e scuole, non colpevolizzarle. Stiamo chiedendo a genitori e insegnanti di educare dentro una trasformazione tecnologica rapidissima, per la quale nessuna generazione precedente disponeva di strumenti gi\u00e0 pronti\u00bb, sottolinea il presidente degli psicologi campani.<\/p>\n<p>Serve perci\u00f2 un\u2019alleanza tra famiglie, scuola, psicologi, educatori, pediatri e servizi territoriali. E serve una responsabilit\u00e0 della politica: prevenzione, salute mentale e sostegno psicologico non possono tornare al centro dell\u2019attenzione soltanto quando il disagio \u00e8 gi\u00e0 diventato un\u2019emergenza.<\/p>\n<p><strong>Il nuovo confine dei chatbot<\/strong><\/p>\n<p>La stessa riflessione riguarda l\u2019<strong>intelligenza artificiale<\/strong>. Un <strong>chatbot<\/strong> pu\u00f2 aiutare a cercare informazioni, studiare o organizzare un testo, ma diventa problematico quando un adolescente gli attribuisce il ruolo di confidente, terapeuta, educatore o sostituto di una relazione significativa.<\/p>\n<p>Le risposte di un sistema automatico possono apparire empatiche, ma non derivano dalla comprensione umana della sofferenza e non possono sostituire un adulto affidabile o un professionista.<\/p>\n<p>\u00abAnche l\u2019intelligenza artificiale deve essere inserita in una cornice educativa e relazionale\u00bb, osserva Cozzuto. \u00ab<strong>Dobbiamo aiutare i ragazzi a comprenderne opportunit\u00e0, limiti e rischi<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>La risposta, dunque, non pu\u00f2 essere la demonizzazione della tecnologia. Il patteggiamento americano segna per\u00f2 un cambio di paradigma: <strong>la tutela dei minori non pu\u00f2 dipendere soltanto dalla loro forza di volont\u00e0 davanti a prodotti progettati per prolungare il coinvolgimento<\/strong>.<\/p>\n<p>Dopo la sanzione miliardaria a Meta, la domanda si sposta ora sull\u2019Europa: <strong>introdurre un\u2019et\u00e0 minima comune, imporre limiti uniformi a tutte le piattaforme e aiutare concretamente genitori e scuole a farli rispettare<\/strong>. La sfida non \u00e8 tenere i ragazzi lontani dal futuro, ma impedire che quel futuro venga costruito sfruttando le loro vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Fonti essenziali<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019accordo e le restrizioni previste sono stati ricostruiti attraverso <strong>Reuters<\/strong> e <strong>Associated Press<\/strong>. I dati sull\u2019uso problematico provengono dall\u2019<strong>Organizzazione mondiale della sanit\u00e0<\/strong>; il quadro sui rischi per la salute mentale \u00e8 illustrato nell\u2019<strong>advisory del Surgeon General statunitense<\/strong>. Per il dibattito europeo: <strong>Commissione europea \u2013 protezione dei minori online<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lo storico accordo negli Stati Uniti introduce blocchi notturni, silenzio durante le lezioni e pause obbligatorie contro lo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":652334,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,359820,177,10538,8277,230,1537,90,89,15307,3334,92847,242,3161,6371],"class_list":["post-652333","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-armando-cozzuto","tag-business","tag-facebook","tag-giuseppe-ducci","tag-instagram","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-mark-zuckerberg","tag-meta","tag-snapchat","tag-stati-uniti","tag-tiktok","tag-youtube"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117168494937688165","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/652333","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=652333"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/652333\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/652334"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=652333"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=652333"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=652333"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}