{"id":652426,"date":"2026-08-27T18:05:19","date_gmt":"2026-08-27T18:05:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/652426\/"},"modified":"2026-08-27T18:05:19","modified_gmt":"2026-08-27T18:05:19","slug":"alzheimer-perche-i-vecchi-calcoli-genetici-funzionavano-peggio-per-milioni-di-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/652426\/","title":{"rendered":"Alzheimer, perch\u00e9 i vecchi calcoli genetici funzionavano peggio per milioni di persone"},"content":{"rendered":"<p>Uno strumento genetico pu\u00f2 fare tutti i conti giusti e partire comunque da una mappa incompleta. \u00c8 il paradosso affrontato da un nuovo studio pubblicato il <strong>27 agosto su Nature Genetics<\/strong>: nella medicina di precisione, anche un metodo rigoroso pu\u00f2 perdere accuratezza quando viene applicato a popolazioni diverse da quelle sulle quali \u00e8 stato costruito. Nel caso dell\u2019Alzheimer, i ricercatori hanno sviluppato un punteggio poligenico ricavato integrando dati provenienti da pi\u00f9 ascendenze e progettato per funzionare meglio anche nei gruppi finora meno rappresentati. \u00c8 un progresso significativo, ma non una sfera di cristallo: non \u00e8, e non deve essere raccontato come, un test capace di stabilire con certezza chi si ammaler\u00e0.<\/p>\n<p>Occorre innanzitutto chiarire che cosa sia un <strong>punteggio poligenico<\/strong>. Non \u00e8 un singolo gene che pronuncia un verdetto, ma una stima ottenuta sommando il contributo di un vasto numero di varianti del DNA: ciascuna parla a voce bassissima, ma insieme possono spostare la predisposizione complessiva. Il principio \u00e8 relativamente semplice; assai meno semplice \u00e8 costruire il metro con cui effettuare la misurazione. Per molti anni, infatti, gran parte degli studi genomici ha incluso soprattutto persone di ascendenza europea. Poich\u00e9 la frequenza delle varianti e i rapporti con cui vengono ereditate insieme possono differire fra gruppi di diversa ascendenza genetica, un calcolo accurato in una popolazione pu\u00f2 perdere precisione in un\u2019altra.<\/p>\n<p>Il punto va sottolineato, perch\u00e9 corregge un equivoco frequente: il limite non risiede nel patrimonio genetico delle persone afroamericane, ispaniche o dell\u2019Asia orientale, bens\u00ec nei dati utilizzati per addestrare i modelli. In altre parole, non era la realt\u00e0 biologica a essere inadeguata; era incompleto lo strumento chiamato a interpretarla. E quando uno strumento incompleto entra nella ricerca o nella pratica clinica, la distorsione scientifica rischia di trasformarsi in una disuguaglianza sanitaria.<\/p>\n<p>Per ridurre questo squilibrio, gli autori hanno seguito tre direttrici. Innanzitutto hanno riunito dati genetici provenienti da coorti degli Stati Uniti, dell\u2019Europa e dell\u2019Asia orientale: oltre <strong>63.000 persone con Alzheimer<\/strong> e 484.000 controlli della stessa fascia d\u2019et\u00e0. In secondo luogo hanno verificato il modello in un campione indipendente, formato da 10.612 casi e 16.625 controlli anziani. Infine hanno replicato l\u2019analisi in circa 77.000 ulteriori partecipanti. Questa ampiezza non elimina ogni incertezza, ma rende la verifica pi\u00f9 solida e consente confronti che i modelli basati soltanto su popolazioni europee non permettevano con la stessa precisione.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/108583\/cosa-succede-se-bevi-troppa-acqua.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_26_ago_2026__22_38_07-1787776752128.png--cosa_succede_se_bevi_troppa_acqua_.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Il nuovo punteggio si \u00e8 dimostrato pi\u00f9 predittivo della diagnosi clinica in tutti i gruppi esaminati, con vantaggi particolarmente rilevanti fra afroamericani, ispanici caraibici e statunitensi e persone dell\u2019Asia orientale. I ricercatori hanno inoltre escluso deliberatamente dal calcolo la regione di <strong>APOE<\/strong>, nella quale si trova il gene omonimo: il suo allele \u03b54 rappresenta il pi\u00f9 importante fattore genetico conosciuto per l\u2019Alzheimer a esordio tardivo. Questo non significa che APOE abbia perduto importanza. Gli autori hanno piuttosto abbassato il volume del segnale dominante per ascoltare il coro pi\u00f9 sommesso, ma complessivamente rilevante, delle numerose varianti distribuite nel resto del genoma.<\/p>\n<p>Ma il dato pi\u00f9 interessante \u00e8 che il punteggio non restava confinato al foglio di calcolo: valori pi\u00f9 elevati erano associati a risultati peggiori nei test della memoria, del linguaggio e delle funzioni esecutive, cio\u00e8 quelle capacit\u00e0 che consentono di pianificare, organizzare e controllare comportamenti complessi. Erano inoltre collegati a un volume inferiore dell\u2019ippocampo, struttura cerebrale essenziale per la memoria, e a segni biologici pi\u00f9 marcati della malattia.<\/p>\n<p>Nel liquido cerebrospinale, il fluido che circonda cervello e midollo spinale, un punteggio maggiore si accompagnava a livelli pi\u00f9 bassi di beta-amiloide 42 \u2014 un profilo compatibile con un maggiore deposito della proteina nel cervello \u2014 e a livelli pi\u00f9 alti di tau totale e tau fosforilata. Nei tessuti cerebrali esaminati dopo la morte, valori pi\u00f9 elevati del punteggio erano associati anche a una maggiore presenza degli indicatori neuropatologici delle placche e dei grovigli caratteristici dell\u2019Alzheimer. Le persone comprese nel decimo pi\u00f9 alto mostravano inoltre un declino cognitivo pi\u00f9 rapido, soprattutto fra quelle che nel tempo progredivano verso la malattia. \u00c8 emersa anche un\u2019associazione pi\u00f9 forte fra punteggio e tau fosforilata nelle donne; si tratta per\u00f2 di un segnale da approfondire, non di una conclusione definitiva.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108513\/otto-ore-di-sonno-sfatato-il-mito-della-regola-universale.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_26\/ChatGPT_Image_26_ago_2026__08_19_00-1787725344878.png--otto_ore_di_sonno__sfatato_il_mito_della_regola_universale.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Che cosa possiamo dunque dedurre? E, soprattutto, che cosa non possiamo dedurre? Un valore genetico elevato indica un\u2019associazione con una maggiore predisposizione, ma <strong>non equivale a una diagnosi<\/strong>; allo stesso modo, un valore basso non garantisce alcuna immunit\u00e0. L\u2019Alzheimer nasce dall\u2019interazione fra et\u00e0, varianti genetiche, salute vascolare, ambiente, condizioni sociali e altri fattori modificabili. Confondere il rischio con la certezza significherebbe trasformare uno strumento di conoscenza in una fonte di ansia o di falsa rassicurazione.<\/p>\n<p>Anche l\u2019espressione \u201cmulti-ascendenza\u201d deve essere interpretata correttamente. Non significa che il modello sia gi\u00e0 universale. Saranno necessarie validazioni prospettiche, cio\u00e8 verifiche condotte seguendo le persone nel tempo; occorrer\u00e0 calibrarlo in altre popolazioni e confrontarlo con gli strumenti clinici gi\u00e0 disponibili. La prudenza metodologica non diminuisce il valore del risultato. Al contrario, lo protegge dal miracolismo e indica la strada necessaria affinch\u00e9 una buona evidenza scientifica possa diventare uno strumento affidabile.<\/p>\n<p>La ricaduta pi\u00f9 vicina riguarda dunque la <strong>ricerca<\/strong>, non lo screening indiscriminato della popolazione. Un punteggio pi\u00f9 rappresentativo potrebbe aiutare a individuare gruppi con differenti traiettorie di rischio, migliorare l\u2019arruolamento negli studi e consentire di osservare con maggiore precisione le fasi biologiche che precedono la comparsa dei sintomi. Perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga, tuttavia, servono campioni pi\u00f9 inclusivi, coordinamento fra centri, continuit\u00e0 dei finanziamenti e una comunicazione capace di spiegare limiti e possibilit\u00e0 senza produrre falsi allarmismi.<\/p>\n<p>A mio parere, la lezione pi\u00f9 importante supera il singolo algoritmo. Non possiamo costruire una medicina definita \u201cdi precisione\u201d se i dati sui quali essa si fonda rappresentano soltanto una parte dell\u2019umanit\u00e0. Ampliare la partecipazione alla ricerca non \u00e8 un adempimento formale, ma un requisito di qualit\u00e0 scientifica e una responsabilit\u00e0 civile. <strong>La precisione senza inclusione rimane una precisione incompleta<\/strong>: progredire significa rendere la conoscenza pi\u00f9 rigorosa, ma anche pi\u00f9 giusta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_27_ago_2026,_15_10_00-1787836208071.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p data-start=\"0\" data-end=\"257\" class=\"PDq2pG_selectionAnchorContainer\">Kurniansyah N., Tasaki S., et al. \u201cA multiancestry polygenic risk score for Alzheimer\u2019s disease is associated with cognitive decline and neuropathological hallmarks in diverse populations\u201d. Nature Genetics, 27 agosto 2026. DOI: 10.1038\/s41588-026-02722-8.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41588-026-02722-8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Uno strumento genetico pu\u00f2 fare tutti i conti giusti e partire comunque da una mappa incompleta. \u00c8 il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":652427,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[2998,359852,359850,127858,239,359849,1537,90,89,359848,359847,240,359851],"class_list":["post-652426","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-alzheimer","tag-disuguaglianza-sanitaria","tag-diversita-popolazioni","tag-genomica","tag-health","tag-inclusione-genetica","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-multi-ascendenza","tag-punteggio-poligenico","tag-salute","tag-validazione-indipendente"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117168802082166252","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/652426","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=652426"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/652426\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/652427"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=652426"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=652426"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=652426"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}