{"id":653441,"date":"2026-08-28T09:51:24","date_gmt":"2026-08-28T09:51:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/653441\/"},"modified":"2026-08-28T09:51:24","modified_gmt":"2026-08-28T09:51:24","slug":"crohn-e-colite-la-miccia-delle-ricadute-resta-accesa-anche-quando-i-sintomi-scompaiono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/653441\/","title":{"rendered":"Crohn e colite, la miccia delle ricadute resta accesa anche quando i sintomi scompaiono"},"content":{"rendered":"<p>Un gruppo di ricercatori coordinato dal <strong>Walter and Eliza Hall Institute<\/strong>, insieme al Royal Melbourne Hospital, ha individuato nell\u2019intestino di persone con malattia di Crohn o colite ulcerosa un\u2019attivit\u00e0 anomala che pu\u00f2 sopravvivere alla remissione: i sintomi tacciono, gli esami non mostrano pi\u00f9 infiammazione evidente, eppure alcune cellule della mucosa restano predisposte a morire. La scoperta, pubblicata il 27 agosto su Science, apre dunque una distinzione sorprendente fra una malattia sotto controllo e una malattia davvero spenta.<\/p>\n<p>Lo studio ha esaminato oltre <strong>900 biopsie intestinali<\/strong>, prelevate da 52 persone con malattia infiammatoria intestinale \u2014 25 con Crohn e 27 con colite ulcerosa \u2014 e da 28 controlli privi di queste patologie. I campioni provenivano dalle lesioni, dai loro margini e da zone che apparivano sane; sono stati poi sottoposti a esame istologico, analisi delle proteine, sequenziamento dell\u2019RNA e studio mediante organoidi, cio\u00e8 piccoli modelli di intestino coltivati in laboratorio a partire dai tessuti degli stessi pazienti. Non ci si \u00e8 limitati, insomma, a osservare la superficie: si \u00e8 cercato di leggere il programma operativo delle cellule.<\/p>\n<p>\u00c8 qui che \u00e8 comparsa la <strong>necroptosi<\/strong>, una forma regolata di morte cellulare. Regolata significa che la cellula non soccombe semplicemente a un danno accidentale, ma esegue una precisa sequenza biologica; ed \u00e8 sconcertante che i segnali di questa sequenza siano stati rilevati anche nei tessuti senza infiammazione visibile, persistendo nonostante il trattamento o la remissione accertata mediante l\u2019esame della mucosa. Nel monitoraggio durato pi\u00f9 di due anni, inoltre, livelli pi\u00f9 elevati di tali segnali risultavano associati a un maggior numero di ricadute.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108659\/un-rna-fa-ripartire-le-proteine-fermate-da-un-errore-genetico.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_28\/ChatGPT_Image_28_ago_2026__01_55_13-1787875289003.png--un_rna_fa_ripartire_le_proteine_fermate_da_un_errore_genetico.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Come pu\u00f2 un tessuto apparentemente guarito conservare una simile vulnerabilit\u00e0? La ricostruzione compiuta sui tessuti umani e sugli organoidi indica che, nelle prime fasi dell\u2019infiammazione, due messaggeri del sistema immunitario \u2014 il TNF e l\u2019interferone-gamma \u2014 riprogrammano le cellule epiteliali, quelle che assorbono i nutrienti e formano la barriera intestinale. Queste cellule cominciano allora ad assumere caratteristiche proprie dei macrofagi, gli elementi immunitari specializzati nel riconoscere e fronteggiare il pericolo, alimentando un segnale di necroptosi indipendente da RIPK1, una proteina normalmente coinvolta in alcuni circuiti di morte cellulare.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 tutto. TNF e interferone-gamma attivano anche l\u2019apoptosi mitocondriale \u2014 la morte programmata che passa attraverso le strutture energetiche della cellula \u2014 seguendo due percorsi differenti: quello di iNOS nelle cellule assorbenti e quello di PUMA nelle cellule staminali incaricate di rinnovare l\u2019epitelio. Per intenderci, \u00e8 come se un impianto continuasse a impartire l\u2019ordine di disattivazione non soltanto agli elementi gi\u00e0 in servizio, ma anche all\u2019officina che deve fabbricarne i ricambi. Vengono cos\u00ec minacciate sia la barriera sia la riserva destinata a ripararla; ci\u00f2 potrebbe lasciare l\u2019intestino meno preparato quando l\u2019infiammazione torna ad avanzare.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108618\/tumore-della-prostata-le-cellule-dormienti-fanno-scorta-per-tornare.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_27\/ChatGPT_Image_27_ago_2026__13_59_30-1787832171195.png--tumore_della_prostata__le_cellule_dormienti_fanno_scorta_per_tornare.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>La conseguenza \u00e8 notevole: alla remissione clinica e istologica potrebbe doversi affiancare, in futuro, una <strong>\u201cguarigione molecolare\u201d<\/strong>, vale a dire lo spegnimento dei programmi cellulari che mantengono il tessuto vulnerabile anche in assenza di segni evidenti. Se confermata, questa firma biologica potrebbe aiutare a riconoscere i pazienti maggiormente esposti alle riacutizzazioni, a sorvegliarli con pi\u00f9 precisione e, forse, a individuare nuovi bersagli terapeutici.<\/p>\n<p>A scanso di equivoci, per\u00f2, non si tratta ancora di un test prognostico utilizzabile nella pratica. Le persone coinvolte erano complessivamente 80; l\u2019associazione fra segnali cellulari e ricadute non dimostra da sola un rapporto di causa ed effetto; manca inoltre una soglia clinica che consenta di decidere che cosa fare nel singolo caso. N\u00e9 lo studio prova che bloccare il circuito impedisca una nuova crisi. Per chi sta bene, dunque, questi risultati non giustificano alcun cambiamento di terapia.<\/p>\n<p>Da notare, infine, che alcuni autori hanno dichiarato collaborazioni con Anaxis Pharma per lo sviluppo di inibitori della necroptosi e che uno di essi ha ricevuto finanziamenti dall\u2019azienda. La scoperta conserva tuttavia un significato preciso: nei tessuti umani ha reso visibile uno spazio biologico finora assai difficile da cogliere, quello compreso fra la scomparsa dei sintomi e lo spegnimento profondo della malattia. Resta ora da stabilire se quella traccia molecolare possa davvero diventare una misura affidabile del rischio \u2014 e, soprattutto, un bersaglio sul quale intervenire.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_28_ago_2026,_08_35_25-1787898931899.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Jiyi Pang et al., \u201cA necroptotic-to-apoptotic signaling axis underlies inflammatory bowel disease\u201d, Science, 27 agosto 2026, DOI: 10.1126\/science.aeh7112.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.science.org\/doi\/10.1126\/science.aeh7112\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un gruppo di ricercatori coordinato dal Walter and Eliza Hall Institute, insieme al Royal Melbourne Hospital, ha individuato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":653442,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[211079,104773,83564,239,1537,90,89,275681,360466,342032,47941,121486,240],"class_list":["post-653441","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-barriera-intestinale","tag-biomarcatori","tag-colite-ulcerosa","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-malattia-di-crohn","tag-necroptosi","tag-organoidi","tag-remissione","tag-ricadute","tag-salute"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117172522313847258","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/653441","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=653441"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/653441\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/653442"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=653441"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=653441"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=653441"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}