{"id":653652,"date":"2026-08-28T12:47:15","date_gmt":"2026-08-28T12:47:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/653652\/"},"modified":"2026-08-28T12:47:15","modified_gmt":"2026-08-28T12:47:15","slug":"mcdonald-rivela-agli-us-open-giocano-anche-gli-infortunati-per-guadagnare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/653652\/","title":{"rendered":"McDonald rivela: &#8220;Agli US Open giocano anche gli infortunati per guadagnare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nel tennis professionistico<\/strong>, a volte, il problema non \u00e8 soltanto quanto si guadagna vincendo, ma <strong>quanto costa permettersi di non giocare<\/strong>. \u00c8 il paradosso evidenziato da <strong>Mackenzie McDonald<\/strong> alla vigilia degli <strong>US Open<\/strong>, dove <strong>il primo turno vale 140mila dollari<\/strong>: una cifra che pu\u00f2 spingere anche giocatori infortunati a scendere in campo pur di garantirsi un\u2019entrata fondamentale.<\/p>\n<p>\u201cConosco in questo momento almeno una buona manciata di giocatori che sono seriamente infortunati\u201c, <strong>racconta McDonald al Guardian<\/strong>. \u201cMa so che si presenteranno agli US Open e scenderanno in campo per assicurarsi di poter guadagnare qualcosa, perch\u00e9 hanno delle spese da pagare. Vogliono prendere un appartamento e pagare il proprio team: allenatore, fisioterapista, preparatore atletico\u2026 Gli Slam sono il motore che permette loro di vivere di tennis e devono sfruttare al massimo queste opportunit\u00e0. Per alcuni segna la differenza tra riuscire a mettere il cibo in tavola e potersi mantenere. \u00c8 questo ci\u00f2 che \u00e8 in gioco\u201c.<\/p>\n<p>Il 31enne statunitense, che in carriera ha superato i 7 milioni di dollari di guadagni, conosce bene anche l\u2019altra faccia del circuito. <strong>Un infortunio al ginocchio nel 2019 lo costrinse a fermarsi proprio quando era entrato tra i primi 60 del mondo<\/strong>. \u201cLa parte pi\u00f9 dura \u00e8 che quando ti infortuni non guadagni soldi e allo stesso tempo perdi posizioni nel ranking, cosa che limita anche la tua possibilit\u00e0 di competere in futuro\u201c.<\/p>\n<p><strong> E ancora<\/strong>: \u201cNon puoi semplicemente tornare sulla ruota e ripartire. Sono passato dall\u2019essere giovane e affamato di successi al ritrovarmi seduto nel mio appartamento, incapace di camminare e intento a cercare di rimettere insieme i pezzi per tornare a guadagnare. Sono stato fortunato perch\u00e9 era il 2019 e i medici avevano le conoscenze necessarie per curare quel tipo di infortunio\u201c.<\/p>\n<p><strong>Il problema riguarda soprattutto chi vive lontano dai compensi delle superstar<\/strong>. \u201cLe cose sono cambiate, ma ai livelli pi\u00f9 bassi i soldi sono sempre stati piuttosto insignificanti\u201c, <strong>spiega McDonald<\/strong>. \u201cDirei che se oggi sei numero 250 del mondo guadagni circa 200.000 dollari. So per certo che lo scorso anno soltanto 88 giocatori hanno guadagnato un milione di dollari. Ma questa \u00e8 una cifra al lordo delle tasse e prima di tutte le spese, che sono molto significative\u201c.<\/p>\n<p><strong>Tra viaggi e staff, il conto pu\u00f2 diventare pesante<\/strong>: \u201cMolti giocatori passano direttamente dal college, dove \u00e8 tutto pagato, al tennis professionistico, dove devono prenotare da soli i voli e spesso, alla fine della settimana, pagare costosi biglietti aerei per raggiungere il torneo successivo. Sono diventato un maestro dei trucchi per risparmiare sui viaggi, ma bisogna anche pagare il proprio team, che pu\u00f2 comprendere un preparatore atletico, un fisioterapista, uno psicologo o il proprio allenatore principale. E anche le loro spese di viaggio\u201c.<\/p>\n<p><strong>Da qui la battaglia per una maggiore redistribuzione dei ricavi degli Slam<\/strong>, con<strong> i top player che chiedono di portare la quota destinata ai prize money dall\u2019attuale 15% circa fino al 22%<\/strong>. \u201cCome giocatori, siamo un asset sottovalutato rispetto alla quantit\u00e0 di tempo televisivo che garantiamo alle emittenti e ai ricavi che generiamo per gli operatori delle scommesse\u201c.<\/p>\n<p><strong>La precariet\u00e0, secondo McDonald, riguarda anche la quotidianit\u00e0<\/strong>. \u201cEssere in grado di adattarsi a come stai, fisicamente e mentalmente, \u00e8 una capacit\u00e0 a s\u00e9 stante. Puoi vivere una stagione fantastica e guadagnare, diciamo, una cifra a sette zeri, ma poi ti infortuni e improvvisamente non incassi pi\u00f9 nulla\u00bb. E racconta: \u00abSe vedeste le cose assurde con cui abbiamo a che fare ogni giorno, sarebbe quasi comico. Quest\u2019anno ho perso la mia borsa pi\u00f9 volte e mi sono ritrovato a volare da una parte all\u2019altra del mondo senza avere con me praticamente nulla\u201c.<\/p>\n<p><strong>La metafora finale riassume la sua visione del tennis professionistico<\/strong>: \u201cSe scendi dalla ruota del criceto, non guadagni pi\u00f9 soldi. Quando ci sei sopra, devi continuare a correre. \u00c8 davvero brutale. Spero che in futuro i motori economici del tennis contribuiscano maggiormente al welfare dei giocatori. Ci stiamo muovendo in quella direzione, ma quanto velocemente accadr\u00e0 \u00e8 un\u2019altra questione\u201c.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel tennis professionistico, a volte, il problema non \u00e8 soltanto quanto si guadagna vincendo, ma quanto costa permettersi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":653653,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1457],"tags":[1537,90,89,47587,245,244,1273,165556],"class_list":["post-653652","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-tennis","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-mackenzie-mcdonald","tag-sport","tag-sports","tag-tennis","tag-us-open-2026"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117173213242989941","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/653652","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=653652"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/653652\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/653653"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=653652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=653652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=653652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}