{"id":654494,"date":"2026-08-29T07:05:24","date_gmt":"2026-08-29T07:05:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/654494\/"},"modified":"2026-08-29T07:05:24","modified_gmt":"2026-08-29T07:05:24","slug":"xilitolo-dolcificante-di-chewing-gum-e-marmellate-sotto-accusa-rischi-di-infarto-e-ictus-piu-alti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/654494\/","title":{"rendered":"Xilitolo, dolcificante di chewing gum e marmellate, sotto accusa: rischi di infarto e ictus pi\u00f9 alti"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 presente in numerosi prodotti di uso quotidiano, dalle gomme da masticare al dentifricio, passando per marmellate, yogurt e gelati. Si tratta dello\u00a0<strong>xilitolo<\/strong>, un dolcificante appartenente alla categoria degli alcoli dello zucchero che viene utilizzato come alternativa allo zucchero tradizionale.<\/p>\n<p>Una nuova ricerca ha per\u00f2 acceso l&#8217;attenzione sui possibili effetti cardiovascolari di questa sostanza. Secondo i risultati presentati a <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/monaco-di-baviera\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Monaco di Baviera<\/a> durante il congresso annuale della\u00a0<strong>European Society of Cardiology <\/strong>(ESC), le persone che presentano concentrazioni pi\u00f9 elevate di xilitolo nel sangue avrebbero una maggiore probabilit\u00e0 di andare incontro a eventi cardiovascolari gravi, tra cui infarto, ictus e morte. Lo xilitolo \u00e8 presente naturalmente in alcuni alimenti, ma in quantit\u00e0 molto ridotte. Nei prodotti industriali, invece, pu\u00f2 essere utilizzato in concentrazioni decisamente superiori, anche fino a\u00a01.000 volte maggiori\u00a0rispetto a quelle che si trovano naturalmente negli alimenti.<\/p>\n<p> Lo studio su 17.710 persone <\/p>\n<p>La ricerca rappresenta una delle analisi pi\u00f9 ampie mai condotte sul rapporto tra xilitolo e salute cardiovascolare. Gli scienziati hanno esaminato i dati relativi a\u00a017.710 persone, confrontando il gruppo con le concentrazioni pi\u00f9 alte di xilitolo nel sangue con quello che presentava i livelli pi\u00f9 bassi.<\/p>\n<p>Nel corso dei sei anni successivi, le persone appartenenti al gruppo con i livelli pi\u00f9 elevati hanno mostrato una probabilit\u00e0\u00a0del 57% maggiore\u00a0di morire oppure di essere colpite da infarto o ictus rispetto a quelle con le concentrazioni pi\u00f9 basse. L&#8217;associazione, secondo i ricercatori, sembra inoltre mantenersi nel lungo periodo. A distanza di 30 anni, il gruppo con i livelli inizialmente pi\u00f9 elevati presentava ancora un rischio superiore, pari al\u00a018%, di andare incontro a uno di questi eventi cardiovascolari.<\/p>\n<p> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/8d53c19d2e17e47878cbcb15dac4722e314bd45cf0001e15f99a46c0f640d109.jpg\"\/>  Pi\u00f9 xilitolo, maggiore rischio? <\/p>\n<p>L&#8217;analisi dei diversi gruppi di partecipanti ha evidenziato quello che gli autori descrivono come un possibile\u00a0rapporto dose-risposta: all&#8217;aumentare della quantit\u00e0 di xilitolo rilevata nel sangue aumentava anche la frequenza degli eventi cardiovascolari.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 rimasto sostanzialmente coerente anche considerando caratteristiche di base differenti, come et\u00e0 e sesso.<\/p>\n<p>Gli autori hanno inoltre tenuto conto di diversi fattori che possono influenzare il rischio cardiovascolare, tra cui\u00a0indice di massa corporea, pressione alta, diabete e livelli di lipidi nel sangue. L&#8217;associazione tra xilitolo ed eventi cardiovascolari \u00e8 rimasta anche dopo queste correzioni statistiche.<\/p>\n<p>Il possibile ruolo della coagulazione <\/p>\n<p>A condurre lo studio \u00e8 stato un gruppo di ricercatori guidato da\u00a0Marco Witkowski, del Charit\u00e9 University Hospital di Berlino. La nuova analisi si inserisce in un filone di ricerca precedente dello stesso gruppo. In studi precedenti, gli scienziati avevano osservato che lo xilitolo pu\u00f2 aumentare la capacit\u00e0 delle\u00a0piastrine\u00a0di aggregarsi e quindi favorire la formazione di coaguli.<\/p>\n<p>In un&#8217;altra ricerca, inoltre, livelli elevati di xilitolo nel sangue erano stati associati a un maggior numero di eventi cardiovascolari in persone considerate ad alto rischio, seguite per un periodo di tre anni.<\/p>\n<p>Secondo i ricercatori, questi risultati rendono necessario approfondire ulteriormente gli effetti dell&#8217;esposizione prolungata allo xilitolo, soprattutto considerando il crescente utilizzo di dolcificanti nei prodotti alimentari.<\/p>\n<p> Lo studio non dimostra che lo xilitolo provochi infarti e ictus <\/p>\n<p>Un elemento fondamentale riguarda per\u00f2 la natura della ricerca, si tratta di uno\u00a0studio osservazionale, cio\u00e8 di un&#8217;analisi che individua associazioni tra determinate caratteristiche e gli eventi verificatisi nel tempo, senza poter stabilire con certezza un rapporto di causa-effetto.<\/p>\n<p>Di conseguenza, i risultati non permettono di affermare che sia stato lo xilitolo a provocare direttamente gli infarti, gli ictus o i decessi osservati.<\/p>\n<p>Dan Atar, componente del comitato di comunicazione scientifica della European Society of Cardiology e non coinvolto nello studio, ha sottolineato proprio questo limite. Secondo l&#8217;esperto, il lavoro suggerisce un possibile effetto negativo dello xilitolo sulla salute cardiovascolare nel lungo periodo, ma saranno necessari ulteriori studi per stabilire se esista effettivamente un rapporto causale.<\/p>\n<p>Non significa che lo zucchero sia una scelta migliore <\/p>\n<p>I risultati non devono essere interpretati come un invito a sostituire automaticamente i dolcificanti con lo zucchero.<\/p>\n<p>Dell Stanford, dietista senior della\u00a0British Heart Foundation, ha evidenziato che dolcificanti come lo xilitolo sono presenti in molti alimenti e bevande e possono essere percepiti dai consumatori come un&#8217;opzione necessariamente pi\u00f9 salutare. Questo pu\u00f2 portare, in alcuni casi, a consumarne quantit\u00e0 maggiori senza rendersene conto.<\/p>\n<p>L&#8217;esperta ha ribadito tuttavia che la ricerca non rappresenta una ragione per aumentare il consumo di zucchero, il cui apporto deve comunque essere limitato.<\/p>\n<p> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/4b627bb65b5f83213dcd6cb22cc256efb07b0636f06b39d435c41e7f76f5a643.jpg\"\/>  L&#8217;attenzione resta sulla qualit\u00e0 della dieta <\/p>\n<p>Secondo gli esperti, il risultato dello studio rappresenta soprattutto un motivo per continuare a indagare sugli effetti a lungo termine dei dolcificanti e, pi\u00f9 in generale, degli alimenti ultraprocessati.<\/p>\n<p>La raccomandazione resta quella di privilegiare una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/dieta\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dieta<\/a> equilibrata, limitando il consumo abituale di prodotti industriali che possono contenere elevate quantit\u00e0 di zuccheri, sale o <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/dolcificanti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dolcificanti<\/a>.<\/p>\n<p>Lo xilitolo, quindi, non pu\u00f2 essere definito sulla base di questo studio come una causa diretta di infarti o ictus. I dati indicano per\u00f2 un&#8217;associazione che, vista la crescente diffusione della sostanza negli alimenti e nei prodotti di uso quotidiano, secondo i ricercatori merita ulteriori approfondimenti.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Ricerca, salute e nuove terapie, il gioved\u00ec alle 18<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 presente in numerosi prodotti di uso quotidiano, dalle gomme da masticare al dentifricio, passando per marmellate, yogurt&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":654495,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[8165,239,1537,90,89,70197,240,243,11,328896],"class_list":["post-654494","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-alimentazione","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-monaco-di-baviera","tag-salute","tag-ultima-ora","tag-ultime-notizie","tag-xilitolo"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117177532309033927","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/654494","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=654494"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/654494\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/654495"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=654494"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=654494"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=654494"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}