{"id":654571,"date":"2026-08-29T08:02:13","date_gmt":"2026-08-29T08:02:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/654571\/"},"modified":"2026-08-29T08:02:13","modified_gmt":"2026-08-29T08:02:13","slug":"la-corsa-delle-big-tech-americane-ora-valgono-piu-del-pil-europeo-e-macinano-3-miliardi-di-utili-al-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/654571\/","title":{"rendered":"La corsa delle big tech americane: ora valgono pi\u00f9 del pil europeo e macinano 3 miliardi di utili al giorno"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Francesco Bertolino e Giuliana Ferraino<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Da Nvidia ad Apple, i colossi digitali capitalizzano quasi 24 mila miliardi. E realizzano profitti senza precedenti, mentre la quota di ricchezza destinata ai salari dei dipendenti tocca il minimo dal 1947<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Con oltre 440 miliardi di dollari aggiunti in una sola seduta e una capitalizzazione salita gioved\u00ec in chiusura a 5.517 miliardi<\/b>, <b>Nvidia<\/b> porta i numeri dell\u2019intelligenza artificiale fuori dai confini dell\u2019analisi societaria per proiettarli nella dimensione della macroeconomia. Il gruppo che <b>progetta i chip sui quali poggia l\u2019infrastruttura dell\u2019AI vale pi\u00f9 del Pil annuale della Germania e circa una volta e mezzo il debito pubblico italiano.<\/b> Ieri, nelle prime ore di contrattazione, il titolo ha perso slancio, ma conservava una capitalizzazione superiore a 5.400 miliardi. Il valore raggiunto e la rotta verso quota 6 mila miliardi segnano un cambio di passo: <b>non soltanto per le dimensioni dei giganti tecnologici, ma per la velocit\u00e0 con cui continuano ad aumentare.<\/b><\/p>\n<p>    Il confronto con il pil<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ieri a met\u00e0 mattinata a New York (le 17.30 a Milano)<b> le Magnifiche Sette \u2014 Nvidia, Apple, Alphabet, Microsoft, Amazon, Meta e Tesla \u2014 valevano insieme 23.885 miliardi di dollari, 855 miliardi in pi\u00f9 del Pil dell\u2019intera Unione europea <\/b>stimato dal Fondo monetario internazionale per il 2026. Sono grandezze diverse, ma il confronto ne rende visibile la misura. Apple vale pi\u00f9 del Pil del Regno Unito, Alphabet pi\u00f9 di quello francese, Microsoft supera il Pil italiano e Amazon quello spagnolo del 39%. Meta ha oltrepassato l\u2019economia dei Paesi Bassi e Tesla quella svizzera. <b>Nvidia, da sola, vale oltre cinque volte tutte le societ\u00e0 del Ftse Mib.<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    La progressione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La velocit\u00e0 dell\u2019aumento emerge dalla progressione. <b>Apple, fondata nel 1976, ha impiegato 42 anni per raggiungere il primo trilione di dollari nell\u2019agosto 2018; Microsoft 44 anni, fino all\u2019aprile 2019.<\/b> Ad Apple sono poi serviti altri due anni per raddoppiare. Nvidia, quotata nel 1999, ha atteso 24 anni per superare i mille miliardi nel maggio 2023, ma<b> appena 9 mesi per arrivare a 2 mila e altri 4 mesi per toccare quota 3 mila nel giugno 2024.<\/b> Nel luglio 2025 ha infranto la barriera dei 4 mila miliardi e tre mesi pi\u00f9 tardi quella dei 5 mila. Il rialzo di gioved\u00ec ha aggiunto 442 miliardi.<\/p>\n<p>    Il caso SpaceX<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La corsa di SpaceX racconta un\u2019ulteriore accelerazione.<\/b> Valutata 350 miliardi a  dicembre 2024, l<b>a societ\u00e0 di Elon Musk \u00e8 arrivata all\u2019Ipo di giugno a 1.770 miliardi, ha superato i 2 mila miliardi al debutto <\/b>e ieri ne valeva 1.860: quasi il 90% del Pil del Messico.<\/p>\n<p>    Gli extraprofitti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019esplosione delle capitalizzazioni si collega a un altrettanto eccezionale incremento dei loro profitti. <b>Nei 91 giorni fra aprile e giugno le Magnifiche Sette hanno registrato utili netti per 317 miliardi di dollari: quasi 3,5 miliardi ogni 24 ore.<\/b> Gli otto maggiori produttori petroliferi quotati si sono fermati a poco pi\u00f9 di 90 miliardi; le principali banche italiane a 7,6 miliardi. <b>Nella gara degli extraprofitti le Big Tech vincono per distacco.<\/b><\/p>\n<p>    Multe e investimenti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Forti di questa redditivit\u00e0, i giganti tecnologici hanno avviato monumentali piani di investimento sull\u2019intelligenza artificiale che quest\u2019anno sfioreranno gli 800 miliardi.<\/b> Ma la maxi-redditivit\u00e0 consente loro di godere di un ampio cuscinetto per assorbire eventuali spese impreviste, per esempio in caso di sanzioni e multe. Pochi giorni fa, per esempio, <b>Meta ha accettato di pagare fino a 16,7 miliardi per chiudere il processo che la vedeva accusata negli Stati Uniti di indurre negli adolescenti la dipendenza dai social; dall\u2019inizio del 2026 il gruppo di Facebook e Instagram ha gi\u00e0 incassato oltre 42,6 miliardi di utili,<\/b> pi\u00f9 del doppio, tanto da sollevare dubbi sull\u2019efficacia deterrente di simili accordi di patteggiamento.<\/p>\n<p>    La parte dei salari<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I risultati delle big tech stanno spingendo la profittabilit\u00e0 complessiva dell\u2019America Inc ad aggiornare un record dopo l\u2019altro. Quest\u2019anno, secondo le proiezioni del Bureau of Economic Analysis citate dal Financial Times,<b> i profitti ante-imposte delle aziende americane toccheranno i 4,827 miliardi di dollari, somma pari al 18% del reddito nazionale Usa. <\/b>Questo flusso di denaro sta alimentando gli investimenti e le remunerazioni per azionisti e manager delle imprese Usa. Meno gli stipendi dei loro dipendenti. <b>Nel secondo trimestre del 2026, infatti, i lavoratori americani hanno ricevuto sotto forma di salari il 52,9% della ricchezza prodotta negli Stati Uniti, il dato pi\u00f9 basso dal 1947, <\/b>ossia da che il Bureau of Labor Statistics calcola questo parametro.<\/p>\n<p>    I dipendenti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il crollo si spiega in parte con il declino del potere negoziale dei sindacati, a sua volta collegato alla trasformazione dell\u2019industria americana. <b>Negli anni \u201950 General Motors, allora prima azienda per capitalizzazione a Wall Street, impiegava 600 mila dipendenti. Nvidia ne ha poco pi\u00f9 di 40 mila <\/b>e, con costi cos\u00ec bassi, riesce a trasformare in profitti oltre il 60% dei suoi ricavi (96 miliardi nel secondo trimestre). <b>Questo squilibrio fra remunerazione del capitale e lavoro potrebbe aggravarsi con l\u2019avvento dell\u2019Ai e dei robot<\/b> intelligenti, se queste due tecnologie manterranno la promessa (o minaccia) di sostituire il lavoro umano in molte mansioni, ripetitive e intellettuali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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