{"id":654651,"date":"2026-08-29T09:00:19","date_gmt":"2026-08-29T09:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/654651\/"},"modified":"2026-08-29T09:00:19","modified_gmt":"2026-08-29T09:00:19","slug":"il-potere-della-scu-sai-come-funziona-prendi-una-cosa-di-soldi-e-gliela-dai-allo-zio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/654651\/","title":{"rendered":"Il potere della Scu: &#8220;Sai come funziona, prendi una cosa di soldi e gliela dai allo Zio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align:justify;\">LECCE &#8211; \u201cSai come funziona, prendi una cosa di soldi e gliela dai allo Zio\u201d. Una sola frase, captata dai finanzieri del Gico, spiega cosa voglia dire il controllo del clan su un territorio, la sua forza di intimidazione, che quasi sempre non ha necessit\u00e0 di gesti eclatanti. Chi parla \u00e8 il 44enne Antonio Caliandro. Lo \u201cZio\u201d \u00e8 il presunto capo del sodalizio: il 61enne Pietro Soleti.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Chi ascolta, e non fa una piega, \u00e8 un piccolo imprenditore locale che vuole avviare un&#8217;attivit\u00e0 di fast food a Casalabate. Insomma, una richiesta di \u201cpensiero\u201d, cio\u00e8 pizzo, da manuale. Svelata dall&#8217;operazione \u201cFuori Gioco\u201d, coordinata dalla pm Carmen Ruggiero (Dda di Lecce), che ha svelato come i presunti membri e fiancheggiatori del clan Soleti sapessero fare affari.<\/p>\n<p>Confermato l&#8217;impianto accusatorio<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Nei giorni scorsi, sono state depositate le motivazioni della sentenza di primo grado, con rito abbreviato, con la quale la gup Valeria Fedele ha inflitto oltre due secoli di reclusione (<a href=\"https:\/\/www.brindisireport.it\/cronaca\/operazione-fuori-gioco-san-donaci-brindisi-lecce-sentenza-abbreviato.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui, l&#8217;articolo<\/a>) a carico di 25 imputati. Venti anni per Soleti, Benito Clemente (47enne di San Pietro Vernotico) e Vincenzo Preste (52enne di San Donaci).\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"aspect-ratio:1200\/675;\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/whatsapp-image-2026-08-28-at-17-13-49.jpeg\" alt=\"WhatsApp Image 2026-08-28 at 17.13.49\" width=\"1200\" height=\"675\" title=\"WhatsApp Image 2026-08-28 at 17.13.49\"\/>Il pubblico ministero Carmen Ruggiero.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Altri pronunciamenti, in passato, avevano accertato la mafiosit\u00e0 del sodalizio. La lettura delle oltre 500 pagine di motivazioni spiega perch\u00e9 il tribunale di Lecce abbia confermato l&#8217;impianto accusatorio di Dda e Gico.<\/p>\n<p>\u201cBucate\u201d le chat ritenute ultra-sicure<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Una \u201cmano\u201d \u00e8 arrivata dall&#8217;estero, con la decrittazione del contenuto delle chat di SkyEcc, utilizzate da alcuni imputati. Grazie ad alcune indagini, in Belgio e Olanda, anche gli inquirenti italiani hanno \u201cbucato\u201d questa rete, che sembrava a prova di occhi indiscreti. E hanno ricostruito, anche traimite le conversazioni, gli affari del clan. C&#8217;\u00e8 la droga, certamente. Ma anche le scommesse illegali (gaming on line): dopotutto le mafie sfruttano sempre debolezze e dipendenze altrui. Cocaina e ludopatia. Ma c&#8217;\u00e8 anche lo smaltimento degli oli esausti. E poi c&#8217;\u00e8 sempre il controllo del territorio.<\/p>\n<p>La violenza evocata e quella concreta<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Tra le accuse contestate, oltre alle associazioni per mafia e droga, ci sono estorsioni, ma anche pestaggi, illecita concorrenza, minacce. Gi\u00e0, perch\u00e9 il clan \u00e8 inquadrato nell&#8217;arcipelago Sacra Corona Unita, quindi basta il \u201cbrand\u201d, il nome per ottenere \u201crisultati\u201d. Ma spesso gli accoliti sarebbero passati alle vie di fatto. Non evocando la violenza, ma concretizzandola. Per esempio nei confronti degli spacciatori \u201cindipendenti\u201d. A San Donaci non funziona cos\u00ec: si versa il \u201cpunto\u201d nelle casse del clan e si compra la cocaina o la marijuana dai canali giusti (a proposito, i rifornimenti avvenivano spesso tramite quelli leccesi).<\/p>\n<p>Il pusher picchiato che \u201cora prende la 104\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Un pusher che non aveva capito l&#8217;antifona era stato picchiato a sangue. \u201cOra prende la 104\u201d, si sente dire da un imputato, compiaciuto. Il fatto non viene contestato perch\u00e9 la vittima e l&#8217;episodio non sono stati identificati. Un altro, dopo il \u201ctrattamento\u201d a opera di Preste, Caliandro (condannato a 13 anni e mezzo) e Vincenzo Fortunato (31enne di San Donaci condannato a otto anni) era stato visto correre spaventato e malconcio per le vie del paese.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">E poi c&#8217;\u00e8 il cittadino marocchino che, durante una lite, aveva ferito con un coltello un parente di Soleti. Per gli inquirenti, il boss non interviene tanto per il grado di parentela, ma ordina una spedizione punitiva per il consenso sociale.<\/p>\n<p>Il \u201cpactum sceleris\u201d per gli oli esausti<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Passando propriamente agli affari nel settore dello smaltimento degli oli esausti, ci sono una data e un luogo che spiegherebbero come sia nato quello che viene definito dagli inquirenti il \u201cpactum sceleris\u201d tra il clan e un imprenditore del settore: Francesco Cosimo Barone (55enne di Matino). Deve rispondere di quattro capi d&#8217;imputazione, concorso esterno compreso. Per lui \u00e8 tuttora in corso un processo con rito ordinario, a Brindisi. Il 4 settembre 2020, in un ristorante di Porto Cesareo, l&#8217;imprenditore avrebbe incontrato Soleti, Caliandro e Antonio Diviggiano (34enne di Torre Santa Susanna, dodici anni e mezzo in primo grado).<\/p>\n<p>Si punta al monopolio in un settore inquinato<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Da qui, l&#8217;ascesa dell&#8217;azienda Barone srls in un settore &#8211; come emerge dalla sentenza &#8211; gi\u00e0 fortemente inquinato dalla criminalit\u00e0 organizzata. Grazie ai nomi elencati sopra e a un altro riconducibile al clan Pepe, l&#8217;obiettivo era il monopolio nel Brindisino e l&#8217;espansione nel Leccese. Un esempio: c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 un accordo con un&#8217;altra azienda per lo smaltimento? L&#8217;olio va comunque alla Barone srls, senza recedere dal contratto precedente.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">\u00c8 il caso di una nota pizzeria di Brindisi. Nella sentenza ci sono i contrasti con un&#8217;altra azienda attiva nel settore, \u201cscacciata\u201d con metodi poco ortodossi. Insomma, per operare in questo settore, occorre fare i conti, o scendere a patti, anche obtorto collo, con i clan.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"aspect-ratio:1200\/675;\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/whatsapp-image-2026-02-24-at-19-34-07-2.jpeg\" alt=\"WhatsApp Image 2026-02-24 at 19.34.07-2\" width=\"1200\" height=\"675\" title=\"WhatsApp Image 2026-02-24 at 19.34.07-2\"\/>Militari del Gico duranre l&#8217;operazione.Le scommesse on line illegali<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Per il settore delle scommesse il discorso parte invece dal periodo pandemico, quando gli incassi per la Gaming Hall (con sede a Carmiano, confiscata dalla gup) calano. Ed entrano in gioco le \u201cforze fresche\u201d del clan. L&#8217;imprenditore Damiano Miglietta (42enne di Trepuzzi) \u00e8 stato condannato a cinque anni, Ernesto Puca (39enne di San Donaci) a quattro anni, nove mesi e dieci giorni. Entrambi rispondevano di concorso esterno.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Anche in questo caso, a fare da volano sarebbe stato il clan Soleti, con il beneplacito del clan Pepe per il Leccese. Le agenzie affiliate utilizzavano portali illegali, in modo tale da ottenere guadagni maggiori sulle scommesse. Nel Brindisino, nel Leccese, ma anche nel Tarantino. Sullo sfondi, il marchio \u201cScu\u201d a fare da garanzia.<\/p>\n<p>Verso l&#8217;appello: le difese<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Come anticipato, la sentenza e le relative condanne sono di primo grado. Le difese stanno preparando l&#8217;appello. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Francesco Cascione, Ladislao Massari, Dario Budano, Rocco Vincenti; Raffaele Benfatto; Cosimo Lodeserto; Massimo Manfreda; Vito Epifani; Simona De Rocco; Mariangela Cal\u00f2; Stefano Stefanelli; Alessandro Stomeo; Loredana Pasca; Francesco Fasano; Gabriella Mastrolia; Fabrizio Tommasi; Antonio Savoia; Lucia Longo; Pantaleo Cannoletta; Alessandro Diddi; Anna Centonze; Domenico Palombella; Pasquale Morleo; Ada Flores; Gino Gioffredi; Stefano Prontera; Francesco Gentile; Francesca Conte; Daniele Scala; Mario Pede; Selene Mariano.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">LeccePrima \u00e8 anche su Whatsapp. <a href=\"https:\/\/www.whatsapp.com\/channel\/0029VaGh03R4inorimgaQX0C\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Seguici sul nostro canale.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"LECCE &#8211; \u201cSai come funziona, prendi una cosa di soldi e gliela dai allo Zio\u201d. 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