{"id":65470,"date":"2025-08-24T04:31:15","date_gmt":"2025-08-24T04:31:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/65470\/"},"modified":"2025-08-24T04:31:15","modified_gmt":"2025-08-24T04:31:15","slug":"il-generale-camporini-e-lunico-modo-per-trattare-con-putin-perche-lucraina-sara-sicura-solo-con-i-nostri-soldati-sul-terreno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/65470\/","title":{"rendered":"Il generale Camporini e l&#8217;unico modo per trattare con Putin: \u00abPerch\u00e9 l&#8217;Ucraina sar\u00e0 sicura solo con i nostri soldati sul terreno\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Serve una catena di comando chiara da parte delle forze europee, spiega l&#8217;ex capo di stato maggiore dell&#8217;Aeronautica e della Difesa. L&#8217;analisi sulle pretese \u00abinfantili\u00bb del Cremlino, i dubbi sulle capacit\u00e0 dei Volenterosi di schierare truppe a difesa dei confini di Kiev<\/p>\n<p>Il generale Vincenzo Camporini, ex capo di stato maggiore dell\u2019Aeronautica e della Difesa, fissa una condizione imprescindibile perch\u00e9 sia garantita la sicurezza dell\u2019Ucraina, e quindi dell\u2019Europa. Le \u00abgaranzie\u00bb frutto di accordi politici rischiano di avere fiato corto, spiega Camporini che al Messaggero cita il precedente storico del 1939 che port\u00f2 all\u2019invasione della Polonia da parte di Adolf Hitler. Secondo il generale non c\u2019\u00e8 alternativa al dispiegamento di forze militari a difesa del confine ucraino per garantire davvero la sicurezza del paese. Oggi responsabile Difesa e sicurezza di Azione, Camporini insiste che qualsiasi accordo di pace deve prevedere garanzie concrete che solo la presenza fisica di truppe pu\u00f2 assicurare. Soldati che agiscano su mandato dei \u00abVolenterosi\u00bb e non della Nato.<\/p>\n<p>Le condizioni per la vera garanzia di pace e il precedente \u00abpericoloso\u00bb<\/p>\n<p>\u00abUn accordo sar\u00e0 possibile solo se a Kiev si sentiranno abbastanza sicuri \u2013 spiega Camporini a Marco Ventura \u2013 Pace e garanzie vanno viste insieme\u00bb. La <strong>disponibilit\u00e0 a trattare<\/strong> svanisce senza la certezza della sicurezza, dice il generale, perch\u00e9 <a href=\"https:\/\/www.open.online\/temi\/vladimir-putin\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Putin<\/a> deve sapere che \u00abin caso di nuovo attacco, ci sarebbe una risposta armata di altri Paesi. Non della Nato, che non considera un interlocutore, ma dei volenterosi\u00bb. Il generale definisce la coalizione dei Volenterosi <strong>\u00abtecnicamente possibile, politicamente pericolosa\u00bb<\/strong>. Il riferimento storico \u00e8 illuminante: il 25 agosto 1939 la Gran Bretagna stipul\u00f2 un patto di mutuo soccorso con la Polonia, ma Hitler non lo ritenne credibile e sei giorni dopo invase. \u00abCos\u00ec funzionano le garanzie\u00bb, osserva Camporini.<\/p>\n<p>Presenza fisica sul terreno: l\u2019unica garanzia credibile<\/p>\n<p>Lo scenario ipotizzato prevede ucraini lungo i 1200 chilometri di fronte, <strong>forze occidentali nelle citt\u00e0 interne<\/strong> e americani nei cieli. Per il generale non si tratta di un gioco strategico: \u00abQualsiasi garanzia militare non pu\u00f2 prescindere da uno schieramento di forze sul terreno. Se in caso di aggressione devo spostare le unit\u00e0 dal confine polacco, il gioco non funziona\u00bb. La <strong>presenza in prossimit\u00e0 della prima linea<\/strong>, anche se non direttamente sul fronte, risulta imprescindibile. Il problema \u00e8 che Mosca ha chiarito che un accordo con questa clausola non pu\u00f2 essere stipulato. \u00abAllora non ha senso neanche sedersi a un tavolo\u00bb.<\/p>\n<p>La pretesa del diritto di veto dei russi<\/p>\n<p>Il parallelo con i negoziati di Istanbul del 2022 \u00e8 eloquente: la Russia pretendeva il <strong>veto sull\u2019intervento occidentale<\/strong> in caso di nuovo attacco. \u00abSe c\u2019\u00e8 una garanzia fornita da potenze in cui ciascuna ha un diritto di veto, parliamo del nulla\u00bb, commenta il generale. \u00abIo che voglio attaccare mi accordo che ci sar\u00e0 una reazione, poi per\u00f2 vi proibisco di intervenire? \u00c8 infantile\u00bb.<\/p>\n<p>La situazione militare sul campo<\/p>\n<p>Riguardo agli sviluppi sul terreno, Camporini spiega sotto il profilo tecnico che i russi continuano ad avanzare senza riuscire a sfondare. \u00abC\u2019\u00e8 stata la penetrazione di alcune unit\u00e0 di assalto russe in una specifica direzione e sarebbero state fermate. Un\u2019avanzata di qualche centinaio di metri pagata a carissimo prezzo e non risolutiva\u00bb. La <strong>pressione russa<\/strong> continua grazie alla superiorit\u00e0 numerica, ma non riesce a superare le difese ucraine. \u00abChi attacca deve sempre avere forze di gran lunga superiori: i russi sono in vantaggio strutturale, ma non vedo una irresistibile avanzata\u00bb, osserva il generale.<\/p>\n<p>La guerra di resistenza e le sfide intelligence<\/p>\n<p>\u00abVince chi resiste di pi\u00f9\u00bb, sintetizza Camporini, sottolineando l\u2019importanza del lavoro dei sistemi di intelligence, che per\u00f2 <strong>attraversano difficolt\u00e0<\/strong>. La nomina di Tulsi Gabbard a capo dell\u2019intelligence americana potrebbe comportare il divieto di scambio informazioni nei Five Eyes, indebolendo la condivisione tra Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Il punto cruciale rimane verificare se gli europei possano <strong>sostenere l\u2019Ucraina<\/strong> con le proprie risorse o acquistandole dagli americani. Il dispiegamento di truppe resta \u00abmolto difficile\u00bb perch\u00e9 un contingente non \u00e8 solo uomini e mezzi: serve una struttura di comando e controllo che non si improvvisa, insiste il generale che aggiunge: \u00abLa disponibilit\u00e0 europea dipende anche dall\u2019identificazione di una catena di comando e controllo ad hoc, non Nato\u00bb.<\/p>\n<p>Le capacit\u00e0 militari ucraine<\/p>\n<p>Il generale riconosce le <strong>competenze tecnologiche<\/strong> dell\u2019Ucraina, che \u00abnon \u00e8 un paese del terzo mondo\u00bb ma era una centrale tecnologica dell\u2019Urss. Non sorprende quindi lo sviluppo di droni avanzati o del missile Neptun utilizzato per affondare il Moskva, l\u2019ammiraglia russa del Mar Nero. Il nuovo missile <strong>Flamingo da 3.000 chilometri<\/strong> rappresenta una minaccia seria: \u00abPu\u00f2 colpire ben all\u2019interno della Russia, \u00e8 una minaccia che rende vulnerabile gran parte del territorio russo: il Cremlino fa bene a essere preoccupato\u00bb.<\/p>\n<p>Il contributo italiano: \u00abIl massimo possibile\u00bb<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha fornito un <strong>contributo secretato<\/strong> che Camporini ritiene \u00abil massimo possibile con i nostri arsenali\u00bb. Incerta rimane la capacit\u00e0 produttiva per rimpinguare le scorte. Il paese partecipa all\u2019air policing e mantiene reparti a rotazione nei paesi Nato confinanti, mentre i <strong>velivoli di intelligence<\/strong> raccolgono informazioni di valore strategico sorvolando spazi aerei vicino al confine ucraino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Serve una catena di comando chiara da parte delle forze europee, spiega l&#8217;ex capo di stato maggiore dell&#8217;Aeronautica&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":65471,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-65470","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65470","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65470"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65470\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/65471"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65470"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65470"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65470"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}