{"id":655041,"date":"2026-08-29T14:21:11","date_gmt":"2026-08-29T14:21:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/655041\/"},"modified":"2026-08-29T14:21:11","modified_gmt":"2026-08-29T14:21:11","slug":"nanoparticelle-nei-colliri-per-portare-i-farmaci-dentro-locchio-la-nuova-frontiera-contro-glaucoma-e-malattie-della-retina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/655041\/","title":{"rendered":"Nanoparticelle nei colliri per portare i farmaci dentro l\u2019occhio: la nuova frontiera contro glaucoma e malattie della retina"},"content":{"rendered":"<p>Di ogni goccia di collirio depositata nell\u2019occhio, <strong>meno del 5%<\/strong> riesce generalmente a <strong>superare la cornea<\/strong> e a <strong>raggiungere i tessuti<\/strong> nei quali dovrebbe agire. Il resto viene allontanato dalle <strong>lacrime, dalle palpebre e dal drenaggio nasolacrimale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 uno dei principali limiti delle terapie oftalmiche:<\/strong> il farmaco viene applicato nel punto giusto, ma <strong>l\u2019occhio possiede barriere tanto efficienti<\/strong> da impedirgli di penetrare in quantit\u00e0 sufficiente. Per raggiungere la <strong>retina<\/strong>, situata nella parte posteriore del bulbo, la difficolt\u00e0 aumenta ulteriormente. In diverse malattie \u00e8 ancora necessario ricorrere a <strong>iniezioni intravitreali ripetute<\/strong>.<\/p>\n<p>Una possibile soluzione arriva dalle <strong>nanoparticelle lipidiche<\/strong>: minuscoli trasportatori formati da <strong>grassi biocompatibili<\/strong>, progettati per <strong>incorporare un principio attivo<\/strong>, <strong>proteggerlo<\/strong> e <strong>rilasciarlo gradualmente<\/strong> vicino al bersaglio.<\/p>\n<p>La prospettiva \u00e8 illustrata da una <strong>revisione pubblicata su Frontiers in Molecular Biosciences<\/strong>, recentemente rilanciata dalla stessa rivista. Gli autori hanno esaminato <strong>circa cento studi<\/strong> sulle nanoparticelle lipidiche destinate alla somministrazione oculare.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 il collirio perde quasi tutta la dose<\/strong><\/p>\n<p>La superficie dell\u2019occhio \u00e8 protetta da un sistema di difesa molto efficace. Il <strong>film lacrimale<\/strong> diluisce le sostanze estranee, l\u2019<strong>ammiccamento<\/strong> le distribuisce e le rimuove, mentre il <strong>canale nasolacrimale<\/strong> ne accelera il drenaggio.<\/p>\n<p>La <strong>cornea<\/strong> costituisce un\u2019altra barriera. I suoi diversi strati non lasciano passare con la stessa facilit\u00e0 le <strong>molecole idrosolubili e quelle liposolubili<\/strong>. A ci\u00f2 si aggiungono la <strong>congiuntiva<\/strong>, gli <strong>enzimi delle lacrime<\/strong> e le <strong>barriere che separano il sangue dalla parte anteriore dell\u2019occhio e dalla retina<\/strong>.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che un <strong>collirio convenzionale<\/strong> rimane sulla superficie per poco tempo. Per mantenere una concentrazione efficace pu\u00f2 essere necessario <strong>ripetere frequentemente l\u2019applicazione<\/strong>, con possibili <strong>irritazioni<\/strong> e una <strong>minore aderenza alla terapia<\/strong>.<\/p>\n<p>Instillare pi\u00f9 gocce contemporaneamente non risolve il problema: il <strong>sacco congiuntivale<\/strong> pu\u00f2 contenerne solo una <strong>quantit\u00e0 limitata<\/strong> e l\u2019<strong>eccesso viene rapidamente eliminato<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Che cosa sono le nanoparticelle lipidiche<\/strong><\/p>\n<p>Le nanoparticelle lipidiche sono <strong>strutture estremamente piccole<\/strong>, realizzate con <strong>materiali grassi compatibili con l\u2019organismo<\/strong>. Al loro interno o nella loro matrice pu\u00f2 essere inserito un <strong>farmaco<\/strong>.<\/p>\n<p>La loro composizione permette di trasportare sia <strong>molecole poco solubili in acqua<\/strong> sia <strong>principi attivi delicati<\/strong> che potrebbero essere degradati prima di raggiungere il bersaglio.<\/p>\n<p>Le principali piattaforme analizzate dalla revisione comprendono: <strong>nanoparticelle lipidiche solide<\/strong>; <strong>trasportatori lipidici nanostrutturati<\/strong>; <strong>trasportatori lipidici con carica positiva<\/strong>; <strong>liposomi e altri sistemi vescicolari<\/strong>.<\/p>\n<p>Le <strong>nanoparticelle lipidiche solide<\/strong> possiedono una <strong>matrice compatta<\/strong> nella quale viene incorporato il farmaco. I <strong>trasportatori nanostrutturati<\/strong> combinano invece <strong>lipidi solidi e liquidi<\/strong>: una <strong>struttura pi\u00f9 irregolare<\/strong> pu\u00f2 accogliere maggiori quantit\u00e0 di principio attivo e <strong>ridurne l\u2019espulsione durante la conservazione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La carica positiva le trattiene sull\u2019occhio<\/strong><\/p>\n<p>Particolarmente interessanti sono le <strong>nanoparticelle lipidiche cationiche<\/strong>, dotate cio\u00e8 di una <strong>carica elettrica positiva<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>superficie dell\u2019occhio<\/strong> presenta componenti con <strong>carica prevalentemente negativa<\/strong>. L\u2019<strong>attrazione elettrostatica<\/strong> pu\u00f2 quindi favorire l\u2019<strong>adesione delle particelle<\/strong>, <strong>prolungandone la permanenza<\/strong> prima che vengano allontanate dalle lacrime.<\/p>\n<p>Una maggiore <strong>permanenza precorneale<\/strong> potrebbe consentire al farmaco di <strong>penetrare meglio<\/strong>, <strong>agire pi\u00f9 a lungo<\/strong> e <strong>richiedere un numero inferiore di somministrazioni<\/strong>. Questo vantaggio deve per\u00f2 essere bilanciato con la <strong>sicurezza<\/strong>: una <strong>carica positiva troppo elevata<\/strong> o determinati tensioattivi possono <strong>irritare o danneggiare le cellule oculari<\/strong>.<\/p>\n<p>La formulazione deve quindi trovare un <strong>equilibrio fra adesione, capacit\u00e0 di attraversare le barriere e tollerabilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Dai farmaci per le infezioni a quelli per il glaucoma<\/strong><\/p>\n<p>Nei lavori preclinici esaminati sono stati incorporati nelle nanoparticelle diversi principi attivi, tra cui <strong>antibiotici<\/strong>, <strong>antinfiammatori<\/strong>, <strong>antifungini<\/strong>, <strong>antivirali<\/strong>, <strong>ciclosporina<\/strong> e <strong>molecole impiegate per ridurre la pressione intraoculare<\/strong>.<\/p>\n<p>In modelli animali, nanoparticelle contenenti <strong>tobramicina<\/strong> hanno aumentato la presenza dell\u2019<strong>antibiotico nell\u2019umore acqueo<\/strong> rispetto a una <strong>soluzione convenzionale<\/strong> della stessa concentrazione.<\/p>\n<p>Sono state studiate anche formulazioni con <strong>levofloxacina<\/strong> e <strong>gatifloxacina<\/strong> per le infezioni, <strong>diclofenac<\/strong> e <strong>indometacina<\/strong> per l\u2019infiammazione, <strong>clotrimazolo<\/strong> contro le micosi e <strong>aciclovir<\/strong> per le infezioni erpetiche.<\/p>\n<p><strong>Nanoparticelle caricate con melatonina<\/strong> sono state valutate sperimentalmente per <strong>prolungare l\u2019effetto di riduzione della pressione oculare<\/strong>. Questo non significa che la <strong>melatonina in gocce<\/strong> rappresenti oggi una terapia approvata per il glaucoma: si tratta di <strong>studi di formulazione e di modelli preclinici<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019obiettivo pi\u00f9 difficile \u00e8 arrivare alla retina<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le malattie della parte anteriore dell\u2019occhio<\/strong>, come <strong>congiuntiviti, cheratiti e uveiti anteriori<\/strong>, sono relativamente pi\u00f9 accessibili a un trattamento locale.<\/p>\n<p><strong>Molto pi\u00f9 complesso \u00e8 raggiungere il segmento posteriore<\/strong>, dove si trovano <strong>retina, coroide e nervo ottico<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 qui che si sviluppano patologie come:<\/strong><\/p>\n<p><strong>degenerazione maculare legata all\u2019et\u00e0;<\/strong><\/p>\n<p><strong>edema maculare;<\/strong><\/p>\n<p><strong>retinopatia diabetica;<\/strong><\/p>\n<p><strong>alcune forme di uveite posteriore;<\/strong><\/p>\n<p><strong>malattie ereditarie della retina.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per diverse di queste condizioni, i farmaci biologici devono essere iniettati nel corpo vitreo.<\/strong> Le <strong>iniezioni intravitreali<\/strong> hanno cambiato la prognosi di milioni di pazienti, ma possono dover essere ripetute frequentemente e comportano disagio, carico assistenziale e un piccolo rischio di complicanze.<\/p>\n<p><strong>La grande sfida della nanomedicina<\/strong> consiste nel realizzare un <strong>collirio, un gel, un inserto o un\u2019altra piattaforma non invasiva capace di trasportare una dose terapeutica fino alla retina<\/strong>. Al momento questo obiettivo non pu\u00f2 essere considerato raggiunto nella pratica clinica ordinaria.<\/p>\n<p><strong>Non soltanto nanoparticelle<\/strong><\/p>\n<p>Nel luglio 2026 <strong>Frontiers in Drug Delivery<\/strong> ha aperto una raccolta dedicata alle <strong>nuove piattaforme per la terapia oculare di precisione<\/strong>. Accanto alle <strong>nanoparticelle lipidiche<\/strong> vengono considerate diverse tecnologie:<\/p>\n<p><strong>gel che diventano pi\u00f9 densi dopo l\u2019applicazione;<\/strong><\/p>\n<p><strong>microaghi oculari dissolvibili;<\/strong><\/p>\n<p><strong>lenti a contatto capaci di rilasciare farmaci;<\/strong><\/p>\n<p><strong>inserti oculari stampati in 3D;<\/strong><\/p>\n<p><strong>micropompe e dispositivi microfluidici;<\/strong><\/p>\n<p><strong>vettori ispirati a strutture biologiche;<\/strong><\/p>\n<p><strong>sensori capaci di controllare distribuzione ed effetto del farmaco.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I gel sensibili alla temperatura o al pH<\/strong>, per esempio, possono essere instillati in forma liquida e trasformarsi successivamente in una struttura semisolida, rimanendo pi\u00f9 a lungo sulla superficie dell\u2019occhio.<\/p>\n<p><strong>Le lenti terapeutiche<\/strong> potrebbero invece funzionare come serbatoi a rilascio controllato. I <strong>microaghi dissolvibili<\/strong> cercano di superare le barriere senza ricorrere a un\u2019iniezione tradizionale profonda.<\/p>\n<p><strong>Meno dosi e maggiore aderenza<\/strong><\/p>\n<p>Il vantaggio delle nanoparticelle non consiste necessariamente nell\u2019impiegare un farmaco nuovo. In molti casi si tenta di migliorare il modo in cui un principio attivo gi\u00e0 conosciuto raggiunge il tessuto.<\/p>\n<p>Una somministrazione pi\u00f9 precisa potrebbe permettere di:<\/p>\n<p><strong>aumentare la quota di farmaco che arriva al bersaglio;<\/strong><\/p>\n<p><strong>utilizzare dosi complessive inferiori;<\/strong><\/p>\n<p><strong>prolungare la durata dell\u2019effetto;<\/strong><\/p>\n<p><strong>ridurre il numero di applicazioni quotidiane;<\/strong><\/p>\n<p><strong>limitare l\u2019esposizione degli altri tessuti;<\/strong><\/p>\n<p><strong>migliorare la continuit\u00e0 della terapia.<\/strong><\/p>\n<p>Questo aspetto \u00e8 particolarmente importante nel <strong>glaucoma<\/strong>. I colliri funzionano solo se vengono applicati con regolarit\u00e0, ma molti pazienti dimenticano le dosi, incontrano difficolt\u00e0 nel centrare l\u2019occhio oppure interrompono il trattamento perch\u00e9 non avvertono sintomi.<\/p>\n<p>Una <strong>formulazione a rilascio prolungato<\/strong> potrebbe ridurre questi ostacoli. Non sostituirebbe per\u00f2 la necessit\u00e0 di controllare la pressione intraoculare e seguire le prescrizioni dell\u2019oculista.<\/p>\n<p><strong>Le difficolt\u00e0 ancora da superare<\/strong><\/p>\n<p>Il passaggio dal laboratorio all\u2019ambulatorio \u00e8 complesso. Una formulazione efficace negli animali non \u00e8 automaticamente sicura nell\u2019occhio umano.<\/p>\n<p>Occorre verificare:<\/p>\n<p><strong>tossicit\u00e0 per cornea e retina;<\/strong><\/p>\n<p><strong>infiammazione e irritazione;<\/strong><\/p>\n<p><strong>stabilit\u00e0 durante la conservazione;<\/strong><\/p>\n<p><strong>sterilit\u00e0;<\/strong><\/p>\n<p><strong>rilascio uniforme del principio attivo;<\/strong><\/p>\n<p><strong>possibilit\u00e0 di produrre grandi quantit\u00e0 identiche;<\/strong><\/p>\n<p><strong>destino delle particelle nei tessuti;<\/strong><\/p>\n<p><strong>efficacia rispetto alle terapie gi\u00e0 disponibili.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dimensioni, composizione, forma e carica superficiale<\/strong> possono modificare profondamente il comportamento delle nanoparticelle. Anche i <strong>materiali considerati biocompatibili<\/strong> devono essere studiati nella formulazione completa e alle concentrazioni realmente utilizzate.<\/p>\n<p><strong>Che cosa \u00e8 gi\u00e0 disponibile<\/strong><\/p>\n<p>Alcune formulazioni oftalmiche basate su <strong>liposomi, nanoemulsioni o sistemi lipidici<\/strong> sono gi\u00e0 oggetto di impiego o sviluppo avanzato. Ci\u00f2 non significa, per\u00f2, che esista un <strong>nanocollirio universale<\/strong> capace di trattare indifferentemente glaucoma, cataratta e malattie retiniche.<\/p>\n<p><strong>La cataratta<\/strong> continua a essere curata <strong>chirurgicamente<\/strong> quando compromette la vista. <strong>Le maculopatie neovascolari<\/strong> e <strong>l&#8217;edema maculare<\/strong> richiedono spesso <strong>iniezioni intravitreali<\/strong>. <strong>Il glaucoma<\/strong> viene trattato con <strong>colliri, laser o chirurgia<\/strong> in base alla forma e alla <strong>gravit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le nanoparticelle<\/strong> rappresentano un <strong>sistema di trasporto, non una cura in s\u00e9<\/strong>: il risultato dipende dal <strong>farmaco incorporato<\/strong>, dalla malattia, dal tessuto da raggiungere e dalla <strong>sicurezza della formulazione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La prospettiva<\/strong><\/p>\n<p>Il dato dal quale parte la ricerca \u00e8 eloquente: <strong>meno di cinque parti su cento<\/strong> di un <strong>collirio convenzionale<\/strong> riescono normalmente a <strong>penetrare nell&#8217;occhio<\/strong>. <strong>Aumentare anche soltanto questa quota<\/strong> potrebbe <strong>rendere pi\u00f9 efficaci molti trattamenti<\/strong> e <strong>ridurre il numero delle somministrazioni<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>obiettivo pi\u00f9 ambizioso<\/strong> \u00e8 <strong>superare senza iniezioni le barriere<\/strong> che proteggono la <strong>retina<\/strong>. \u00c8 una possibilit\u00e0 affascinante, ma ancora <strong>prevalentemente sperimentale<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel futuro pi\u00f9 vicino, le <strong>nanoparticelle lipidiche<\/strong> potrebbero trovare spazio soprattutto nel <strong>prolungamento dell&#8217;azione dei colliri<\/strong> e nel <strong>miglioramento della penetrazione corneale<\/strong>. La <strong>sostituzione delle iniezioni intravitreali<\/strong> richieder\u00e0 invece <strong>prove cliniche solide<\/strong>, <strong>controlli di sicurezza prolungati<\/strong> e una dimostrazione che <strong>il farmaco raggiunga davvero la retina in quantit\u00e0 terapeutiche<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Fonti:<\/strong> revisione originale su Frontiers in Molecular Biosciences, nuova raccolta di Frontiers sulle piattaforme oculari di precisione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Di ogni goccia di collirio depositata nell\u2019occhio, meno del 5% riesce generalmente a superare la cornea e a&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":655042,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[223262,338635,361411,361410,361414,239,361415,1537,90,89,361413,120426,360313,21792,240,361412],"class_list":["post-655041","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-colliri","tag-diclofenac","tag-frontiers-in-drug-delivery","tag-frontiers-in-molecular-biosciences","tag-gatifloxacina","tag-health","tag-indometacina","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-levofloxacina","tag-melatonina","tag-nanoparticelle-lipidiche","tag-retina","tag-salute","tag-tobramicina"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117179245200328147","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/655041","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=655041"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/655041\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/655042"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=655041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=655041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=655041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}