{"id":655518,"date":"2026-08-29T21:06:19","date_gmt":"2026-08-29T21:06:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/655518\/"},"modified":"2026-08-29T21:06:19","modified_gmt":"2026-08-29T21:06:19","slug":"un-rene-una-nuova-catena-di-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/655518\/","title":{"rendered":"Un rene, una nuova catena di speranza"},"content":{"rendered":"<p>Da un <strong>solo rene proveniente da un donatore deceduto<\/strong> pu\u00f2 prendere avvio una catena capace di moltiplicare le possibilit\u00e0 di trapianto. \u00c8 il principio su cui si fonda il programma italiano <strong>DEC-K (Deceased Donor Initiated Kidney Paired Exchange)<\/strong>, sviluppato a Padova e oggi adottato su scala nazionale.<\/p>\n<p>L\u2019innovativo modello \u00e8 stato ideato dalla professoressa <strong>Lucrezia Furian<\/strong>, direttrice dell\u2019UOC Chirurgia dei Trapianti di Rene e Pancreas dell\u2019Azienda Ospedale Universit\u00e0 Padova. I risultati dei primi sei anni di attivit\u00e0 sono ora al centro di uno studio pubblicato sull\u2019<strong>American Journal of Transplantation<\/strong>, una delle principali riviste scientifiche internazionali dedicate alla materia. Il programma nasce per affrontare uno dei principali ostacoli nel trapianto da vivente: l\u2019<strong>incompatibilit\u00e0 immunologica<\/strong> tra il paziente e la persona disposta a donare un rene.<\/p>\n<p>In condizioni tradizionali, questa incompatibilit\u00e0 pu\u00f2 impedire il trapianto nonostante la presenza di un donatore. Il sistema DEC-K introduce invece un meccanismo di <strong>scambio incrociato<\/strong>, mettendo in relazione diverse coppie di donatori e riceventi che, singolarmente, non potrebbero procedere al trapianto.<\/p>\n<p>La particolarit\u00e0 del modello italiano consiste nell\u2019utilizzo di un <strong>rene proveniente da un donatore deceduto come elemento iniziale della catena<\/strong>. L\u2019organo consente di attivare lo scambio tra le coppie incompatibili. Al termine del percorso, il rene messo a disposizione dall\u2019ultimo donatore vivente viene destinato a un paziente inserito nella lista d\u2019attesa, estendendo ulteriormente il beneficio del sistema.<\/p>\n<p>I risultati ottenuti nei primi sei anni confermano la portata del programma. Sono state realizzate <strong>34 catene DEC-K<\/strong>, dalle quali sono derivati complessivamente <strong>84 trapianti di rene<\/strong>. Ogni catena ha prodotto in media 2,5 trapianti.<\/p>\n<p>Particolarmente rilevanti sono anche gli esiti nel lungo periodo. Secondo lo studio, i risultati ottenuti attraverso il programma sono <strong>comparabili a quelli dei trapianti da donatore vivente<\/strong>, confermando la solidit\u00e0 del modello anche sul piano clinico.<\/p>\n<p>L\u2019approccio assume un valore ancora maggiore per i pazienti caratterizzati da <strong>elevata complessit\u00e0 immunologica<\/strong>, per i quali trovare un organo compatibile pu\u00f2 risultare particolarmente difficile e tradursi in tempi di attesa pi\u00f9 lunghi.<\/p>\n<p>Quello sviluppato all\u2019interno del <strong>Centro Trapianti di Padova<\/strong> \u00e8 progressivamente diventato un modello applicato oltre i confini della struttura veneta. L\u2019estensione nazionale \u00e8 stata resa possibile dalla collaborazione con il <strong>Centro Nazionale Trapianti<\/strong> e con numerosi centri specializzati italiani.<\/p>\n<p>Lo studio rappresenta inoltre la <strong>prima analisi internazionale a lungo termine<\/strong> di un programma nazionale di scambio renale avviato attraverso un donatore deceduto. Un risultato che porta l\u2019esperienza padovana al centro del dibattito internazionale sull\u2019organizzazione dei trapianti.<\/p>\n<p>Per Furian, il progetto nasce dall\u2019incontro tra <strong>ricerca, innovazione e pratica clinica<\/strong>, con l\u2019obiettivo di superare i limiti dei sistemi tradizionali e utilizzare in modo pi\u00f9 efficace le risorse disponibili. La collaborazione tra professionisti e strutture diventa cos\u00ec parte integrante di un modello orientato a costruire percorsi pi\u00f9 efficienti e personalizzati.<\/p>\n<p>Il principio alla base del DEC-K \u00e8 trasformare una situazione di incompatibilit\u00e0 in una <strong>possibilit\u00e0 concreta di trapianto<\/strong>. L\u2019obiettivo \u00e8 ampliare il numero di pazienti che possono accedere a un organo compatibile e, quando possibile, contenere i tempi di attesa.<\/p>\n<p>Il modello consente infatti di valorizzare anche quelle coppie che, nei percorsi convenzionali, rischierebbero di non poter procedere proprio a causa dell\u2019incompatibilit\u00e0 tra donatore e ricevente.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza nata a Padova si \u00e8 quindi trasformata in una <strong>strategia nazionale<\/strong>, sostenuta dalla collaborazione tra centri trapianto, professionisti e istituzioni. Il DEC-K mostra come un\u2019innovazione sviluppata in ambito locale possa essere integrata in una rete pi\u00f9 ampia e diventare uno strumento capace di aumentare le opportunit\u00e0 di cura per pazienti che attendono un trapianto di rene.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da un solo rene proveniente da un donatore deceduto pu\u00f2 prendere avvio una catena capace di moltiplicare le&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":655519,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[361631,361633,87875,361632,358949,361630,239,1537,90,89,361629,9839,240,361635,361634],"class_list":["post-655518","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-american-journal-of-transplantation","tag-azienda-ospedale-universita-padova","tag-centro-nazionale-trapianti","tag-centro-trapianti-di-padova","tag-dec-k","tag-deceased-donor-initiated-kidney-paired-exchange","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lucrezia-furian","tag-padova","tag-salute","tag-trapianti-di-rene","tag-uoc-chirurgia-dei-trapianti-di-rene-e-pancreas"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117180838015311076","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/655518","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=655518"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/655518\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/655519"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=655518"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=655518"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=655518"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}