{"id":655636,"date":"2026-08-29T22:54:16","date_gmt":"2026-08-29T22:54:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/655636\/"},"modified":"2026-08-29T22:54:16","modified_gmt":"2026-08-29T22:54:16","slug":"rabbia-quante-morti-sfuggono-davvero-tre-donatori-riaprono-i-conti-negli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/655636\/","title":{"rendered":"Rabbia, quante morti sfuggono davvero? Tre donatori riaprono i conti negli Usa"},"content":{"rendered":"<p>Nel dicembre del <strong>2024<\/strong>, in Idaho, un uomo mor\u00ec dopo aver manifestato sintomi neurologici. Settimane prima, durante un incontro con una puzzola, aveva riportato un graffio; un episodio piccolo, quasi certamente facile da perdere nel disordine dei giorni e delle diagnosi. Nessuno riconobbe la rabbia. L\u2019uomo divent\u00f2 donatore, un suo rene venne trapiantato e il ricevente si ammal\u00f2. Mor\u00ec nel gennaio successivo.<\/p>\n<p>Fu necessario tornare indietro, ai tessuti conservati del donatore, perch\u00e9 l\u2019indagine del <strong>CDC<\/strong> trovasse il virus e ricomponesse la catena: il graffio, i sintomi, la morte, il trapianto, un\u2019altra morte. Era il quarto episodio documentato negli Stati Uniti, dal 1978, di trasmissione della rabbia attraverso un trapianto. Quarto. Non molti, si dir\u00e0. Ma ne basta uno per mostrare quanto pu\u00f2 costare una diagnosi mancata.<\/p>\n<p>La rabbia umana, negli Stati Uniti, \u00e8 considerata un evento eccezionale. Tra il 2000 e il 2024 sono stati confermati in media appena <strong>2,4 casi l\u2019anno<\/strong>. Eppure tre persone \u2014 nel 2004, nel 2011 e poi nel 2024 \u2014 morirono, divennero donatori di organi o tessuti e soltanto dopo si scopr\u00ec che avevano la malattia. <strong>In tutti e tre gli episodi il virus venne trasmesso ad almeno un ricevente.<\/strong> \u00c8 da questi tre morti, non da un archivio pieno di cartelle riesaminate, che due ricercatrici dell\u2019Universit\u00e0 di Oxford hanno cominciato a fare una domanda scomoda: se la rabbia \u00e8 riuscita a nascondersi proprio l\u00e0 dove un corpo viene sottoposto a valutazioni mediche approfondite, quante volte pu\u00f2 essersi nascosta altrove?<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108746\/fibrillazione-atriale-la-miccia-potrebbe-partire-dallintestino.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_29\/ChatGPT_Image_29_ago_2026__18_05_11-1788019997052.png--fibrillazione_atriale__la_miccia_potrebbe_partire_dall_intestino.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Il loro calcolo, pubblicato su Communications Health, mette da una parte i <strong>239.251 donatori deceduti<\/strong> registrati in quei venticinque anni e, dall\u2019altra, gli oltre 68,2 milioni di morti complessive negli Stati Uniti. Le ricercatrici hanno misurato la frequenza dei tre casi non diagnosticati fra i donatori e hanno proiettato quella proporzione sull\u2019intera popolazione dei deceduti. Ne risulta una stima centrale di 856 morti per rabbia non riconosciute, circa 34 ogni anno.<\/p>\n<p>Ottocentocinquantasei. Il numero impressiona, ma bisogna guardarlo senza lasciarsene ipnotizzare. L\u2019intervallo statistico si estende da <strong>213 a 2.220 decessi<\/strong>; sommando la stima ai casi registrati, gli autori suggeriscono che solo il 7 per cento circa delle morti sarebbe stato identificato. Ma quelle centinaia di morti non corrispondono a persone identificate, cartelle cliniche riesaminate, luoghi e date ricostruiti. Non sono casi scoperti. Sono il risultato di un\u2019estrapolazione.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che il congegno statistico mostra il suo punto fragile. Perch\u00e9 funzioni, occorre supporre che un donatore deceduto abbia avuto lo stesso rischio medio di contrarre la rabbia di qualsiasi altra persona morta nel paese. Ma i donatori non sono una miniatura casuale dell\u2019America: possono differire per et\u00e0, salute, residenza, lavoro e circostanze della morte. Se differisce il campione, pu\u00f2 cambiare anche la stima. Le stesse autrici lo riconoscono.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108740\/statine-dopo-i-70-anni-il-grande-trial-scioglie-un-dubbio-durato-decenni.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_29\/ChatGPT_Image_29_ago_2026__15_05_51-1788008873339.png--statine_dopo_i_70_anni__il_grande_trial_scioglie_un_dubbio_durato_decenni.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Dobbiamo allora liquidare tutto come un esercizio numerico? Sarebbe troppo facile. La rabbia pu\u00f2 incubare per settimane o mesi; il contatto con un pipistrello pu\u00f2 essere minimo e passare inosservato; i primi sintomi non portano necessariamente il nome della malattia scritto addosso. Solo pi\u00f9 tardi possono apparire encefalite, difficolt\u00e0 a deglutire, alterazioni neurologiche e idrofobia. Se manca il racconto di un morso, di un graffio, di un animale incontrato quasi per caso, perch\u00e9 un medico dovrebbe pensare subito a una malattia tanto rara? Proprio per questo il CDC raccomanda di considerarla fra le possibili cause delle <strong>encefaliti inspiegate<\/strong>.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dunque, in questo studio, la prova di un\u2019epidemia sommersa. Non c\u2019\u00e8 neppure la dimostrazione che ogni anno trentaquattro americani muoiano davvero di rabbia senza diagnosi. C\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 limitato e, proprio per questo, pi\u00f9 difficile da respingere: tre casi sfuggiti dentro la piccola popolazione dei donatori. Tre anomalie capaci di incrinare la sicurezza del numero ufficiale.<\/p>\n<p>La domanda resta l\u00ec: il dato conosciuto racconta tutta la storia? Per rispondere non basta moltiplicare tre morti fino a farne centinaia; servono dati migliori, indagini pi\u00f9 attente, il dubbio davanti a un\u2019encefalite senza causa. Talvolta la verit\u00e0 comincia cos\u00ec: da un graffio dimenticato e da un campione di tessuto rimasto, in silenzio, in un archivio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_29_ago_2026,_21_45_57-1788032895382.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Kim Y, Donnelly CA. \u201cSubstantial under-detection of human rabies cases in the United States\u201d. Communications Health, 29 agosto 2026. DOI: 10.1038\/s44528-026-00031-4.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s44528-026-00031-4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel dicembre del 2024, in Idaho, un uomo mor\u00ec dopo aver manifestato sintomi neurologici. 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