{"id":656127,"date":"2026-08-30T07:35:17","date_gmt":"2026-08-30T07:35:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/656127\/"},"modified":"2026-08-30T07:35:17","modified_gmt":"2026-08-30T07:35:17","slug":"lo-stipendio-non-basta-piu-azioni-ai-dipendenti-per-trattenerli-in-azienda-cosi-si-combatte-la-fuga-dei-talenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/656127\/","title":{"rendered":"Lo stipendio non basta pi\u00f9, azioni ai dipendenti per trattenerli in azienda: cos\u00ec si combatte la fuga dei talenti"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Redazione Economia<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Dalle azioni gratuite alle stock option, sempre pi\u00f9 aziende assegnano quote della societ\u00e0 per fidelizzare i dipendenti e attrarre talenti. La mappa dei piani di azionariato diffuso<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sempre pi\u00f9 aziende, anche in Italia, puntano sull\u2019azionariato diffuso tra i dipendenti, trasformando il lavoratore anche in socio. I Pad, piani di azionariato diffuso, non sono una novit\u00e0: negli Stati Uniti il modello Esop esiste dal 1956 ed \u00e8 stato regolamentato nel 1974. <b>In Italia, invece, per decenni \u00e8 rimasto soprattutto una curiosit\u00e0 da consiglio di amministrazione. Ora sta diventando una tendenza. Sei dipendenti su dieci.<\/b> \u00c8 la quota di lavoratori Snam che ha aderito a Noi Snam, il piano di azionariato diffuso del gruppo. <b>Oltre il 70% degli aderenti alla seconda edizione ha convertito in azioni il proprio premio di risultato: non un regalo, dunque, ma una parte della retribuzione trasformata volontariamente in titoli.<\/b> Eni, qualche mese prima, aveva chiuso il piano 2025 con oltre 26 mila adesioni e pi\u00f9 di tre milioni di azioni distribuite: circa il 95% dei 22.700 dipendenti italiani e oltre il 70% dei 6.200 lavoratori dei 37 Paesi coinvolti. Prima erano arrivate, tra le altre, A2A e Fincantieri, poi Leonardo.<\/p>\n<p>    Attenzione al 95% di Eni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I numeri, per\u00f2, vanno letti con cautela. Il piano Eni 2024-2025 era interamente gratuito: 2.000 euro di azioni l\u2019anno senza esborso per il dipendente. <b>Diverso il caso di Leonardo, dove il piano Wibe chiede di acquistare azioni, offrendo un titolo gratuito ogni tre acquistati, oltre a quattro azioni gratuite all\u2019adesione. L\u2019investimento va da 200 a 2.000 euro.\u00a0<\/b>Il risultato \u00e8 stato di circa 11 mila adesioni, pari al 22% della forza lavoro globale: 35% nel Regno Unito e 18% in Italia. <b>Un dato superiore alle attese aziendali, ferme al 15%, ma molto lontano dal 95% di Eni. <\/b>Anche Fincantieri si era fermata al 22%. La fotografia \u00e8 quindi abbastanza chiara: quando le azioni sono gratuite o derivano dalla conversione di un premio, l\u2019adesione \u00e8 elevata; quando il dipendente deve investire denaro proprio, aderisce circa un lavoratore su cinque. <b>\u00c8 anche il segnale di quanto l\u2019azionariato dei dipendenti sia ancora poco radicato in Italia<\/b>, tanto che Snam ha affiancato al piano un programma di educazione finanziaria.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Il paradosso europeo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo l\u2019Efes, nel 2025 le azioni detenute dai dipendenti europei valevano complessivamente 497 miliardi di euro, circa 45 mila euro per dipendente azionista. Il 95% delle grandi societ\u00e0 dispone di qualche forma di azionariato interno e il 59% di piani aperti a tutti i lavoratori. <b>Nelle Pmi, invece, i Pad restano rari. Il paradosso \u00e8 che cresce il valore, ma diminuisce la platea. Gli azionisti-dipendenti sono scesi a 6,5 milioni dai 6,9 milioni del 2011 e oggi solo un lavoratore su cinque possiede azioni dell&#8217;azienda per cui lavor<\/b>a, contro uno su quattro qualche anno fa. La quota di capitale detenuta dai dipendenti \u00e8 invece rimasta sostanzialmente stabile: 3,07% nel 2025 contro il 3,04% del 2013. In sintesi: si distribuisce di pi\u00f9, ma a meno persone.<\/p>\n<p>    Stock option, azioni gratuite e formule ibride<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sotto l\u2019etichetta equity compensation convivono strumenti diversi. Le stock option danno al dipendente il diritto di acquistare in futuro azioni a un prezzo prefissato: se il titolo sale, guadagna sulla differenza; se scende, l\u2019opzione pu\u00f2 perdere valore. <b>Sono tipiche del management e delle startup. Le azioni gratuite, o stock grant e performance share, sono invece assegnazioni vere e proprie, spesso legate a obiettivi e soggette a un periodo di lock-up<\/b>. Le formule ibride, sempre pi\u00f9 diffuse tra tutto il personale, prevedono che il dipendente investa anche risorse proprie, eventualmente convertendo il premio di risultato, ricevendo in cambio azioni gratuite aggiuntive.<b> \u00c8 la formula adottata da Eni nel 2026: per ogni azione acquistata dal dipendente vengono assegnate gratuitamente azioni pari al 50% dell\u2019investimento, fino a un controvalore di 1.000 euro<\/b>. Le azioni acquistate sono soggette a un anno di lock-up, quelle gratuite a tre anni.<\/p>\n<p>    Perch\u00e9 alle aziende conviene<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le ragioni sono meno filantropiche di quanto raccontino i comunicati. La prima \u00e8 la guerra dei talenti. <b>Nei settori dove le competenze scarseggiano \u2014 tecnologia, energia, difesa, farmaceutica \u2014 lo stipendio non basta pi\u00f9. L\u2019equity consente di offrire al lavoratore una quota del valore futuro dell\u2019impresa e di competere anche con multinazionali<\/b> che possono offrire remunerazioni pi\u00f9 elevate. La seconda \u00e8 la fidelizzazione: azioni vincolate alla permanenza in azienda possono incentivare il dipendente a restare, anche se l\u2019effetto dipende dal valore effettivo del beneficio. La terza \u00e8 l\u2019allineamento degli interessi. <b>Gli studi mostrano per\u00f2 un rapporto positivo e statisticamente significativo, ma modesto, tra azionariato dei dipendenti e performance aziendale.<\/b> Gli effetti pi\u00f9 robusti emergono quando la partecipazione azionaria \u00e8 accompagnata da altre forme di coinvolgimento e da premi collettivi. L\u2019azione, da sola, non basta. C\u2019\u00e8 infine il vantaggio fiscale, particolarmente rilevante in Italia.<\/p>\n<p>    La fiscalit\u00e0 italiana<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019articolo 51 del Tuir prevede che il valore delle azioni assegnate ai dipendenti non concorra al reddito fino a 2.065,83 euro l\u2019anno, senza Irpef n\u00e9 addizionali, a tre condizioni: l\u2019offerta deve essere rivolta alla generalit\u00e0 o a categorie di dipendenti;<b> le azioni non possono essere cedute per tre anni; non possono essere riacquistate dalla societ\u00e0 o dal datore di lavoro<\/b>. Se una condizione viene meno, il beneficio precedentemente escluso dal reddito torna imponibile. <b>Non \u00e8 quindi casuale che i 2.000 euro annui del piano Eni si collochino appena sotto la soglia.<\/b> L\u2019Agenzia delle Entrate, con l\u2019interpello 147 del 2025, ha inoltre chiarito che l\u2019esclusione di dirigenti, direttori generali o lavoratori a termine non fa necessariamente perdere l\u2019agevolazione, purch\u00e9 risponda a criteri oggettivi e non a favoritismi.\u00a0<\/p>\n<p>    La partecipazione agli utili<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un regime ancora pi\u00f9 favorevole riguarda startup e Pmi innovative: l\u2019articolo 27 del decreto 179\/2012 prevede l\u2019esenzione fiscale e contributiva sui redditi da lavoro derivanti dall\u2019assegnazione di strumenti finanziari e dall\u2019esercizio delle opzioni, senza il tetto dei 2.065 euro e senza l\u2019obbligo di rivolgersi a tutti i dipendenti. <b>Resta il vincolo sul riacquisto degli strumenti. Il beneficiario paga il 26% sulla plusvalenza quando vende<\/b>. A completare il quadro c\u2019\u00e8 la legge 76 del 2025 sulla partecipazione dei lavoratori, che ha introdotto un\u2019esenzione del 50% sui dividendi delle azioni assegnate in sostituzione dei premi di risultato, fino a 1.500 euro annui, misura estesa al 2026. <b>La legge di bilancio ha inoltre portato da 3.000 a 5.000 euro il limite per la detassazione dei premi di produttivit\u00e0 e della partecipazione agli utili<\/b>, riducendo l\u2019aliquota sostitutiva dal 5 all\u20191% per il 2026 e 2027, per chi nell\u2019anno precedente non ha superato gli 80 mila euro di reddito.<\/p>\n<p>    Il nodo delle multinazionali<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il capitolo pi\u00f9 complesso riguarda i dipendenti italiani di gruppi esteri. Le azioni maturano spesso in tre o quattro anni e, nel frattempo, il lavoratore pu\u00f2 aver cambiato Paese. <b>Dove si tassa il beneficio? Dopo orientamenti non sempre uniformi, l\u2019Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 8 del 16 gennaio 2026, ha confermato il principio secondo cui, se il lavoratore \u00e8 fiscalmente residente in Italia quando riceve le azioni<\/b>, l\u2019intero valore viene tassato in Italia, anche se remunera anni di lavoro svolti all\u2019estero. Il rischio \u00e8 quello della doppia imposizione: il Paese estero pu\u00f2 infatti rivendicare a sua volta la propria quota. Esiste il credito per le imposte pagate all\u2019estero previsto dall\u2019articolo 165 del Tuir, ma la gestione ricade sul lavoratore e pu\u00f2 diventare molto complessa se i due Paesi considerano imponibile il beneficio in momenti diversi. <b>A questo si aggiungono, per i titoli detenuti all\u2019estero, gli obblighi di monitoraggio fiscale, l\u2019imposta sulle attivit\u00e0 finanziarie estere e la tassazione di dividendi e plusvalenze. <\/b>Come spiega Gianni Orlandi, senior manager per l\u2019equity compensation di Weltix Fiduciaria, chi riceve azioni dalla casa madre straniera deve verificare subito come sar\u00e0 gestita anche la componente fiscale. Non tutte le aziende se ne fanno carico e il rischio \u00e8 ritrovarsi a ricostruire anni dopo tutti i benefit ricevuti. Il problema riguarda numeri tutt\u2019altro che marginali. EssilorLuxottica, per esempio, ha oltre 12 mila dipendenti residenti in Italia coinvolti in questo tipo di meccanismi, compresi molti lavoratori senza competenze fiscali specifiche. Per questo il gruppo ha affidato a Weltix Fiduciaria la gestione degli adempimenti fiscali dei dipendenti italiani.<\/p>\n<p><a class=\"chiedi-esperto-box\" href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/chiedi-esperto\/fai-una-domanda\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/box_esperto_dsk.png\" alt=\"Chiedi agli esperti\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-30T08:10:05+02:00\">30 agosto 2026 ( modifica il 30 agosto 2026 | 08:10)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Redazione Economia Dalle azioni gratuite alle stock option, sempre pi\u00f9 aziende assegnano quote della societ\u00e0 per fidelizzare&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":656128,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[18381,185299,7705,31990,178,763,10061,1495,17858,3749,119194,308001,4072,5609,271750,362014,362015,2482,873,362016,362013,362017,21283,177,631,13746,362018,10325,3636,7349,2588,258055,2391,26712,10468,752,151066,362019,32166,13093,5427,724,79946,201869,42768,3724,6768,24373,44497,362020,2615,21432,362021,31379,118701,113693,16265,1537,90,627,89,191,362022,9324,1207,6775,123143,143739,76237,1294,45614,78688,110801,857,19537,27384,5534,975,3522,13736,776,9609,4194,7301,6811,120136,1359,78689,78690,9899,7989,3806],"class_list":["post-656127","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-acquistare","tag-acquistare-azioni","tag-adesione","tag-adesioni","tag-affari","tag-agenzia","tag-agenzia-entrate","tag-altre","tag-annui","tag-articolo","tag-articolo-tuir","tag-assegnate","tag-azienda","tag-aziende","tag-azionariato","tag-azionariato-diffuso","tag-azionariato-dipendenti","tag-azione","tag-azioni","tag-azioni-assegnate","tag-azioni-gratuite","tag-azioni-gratuite-stock","tag-beneficio","tag-business","tag-cinque","tag-coinvolti","tag-compensation","tag-competenze","tag-diffuso","tag-dipendente","tag-dipendenti","tag-dipendenti-italiani","tag-diversi","tag-dividendi","tag-eni","tag-entrate","tag-equity","tag-equity-compensation","tag-esenzione","tag-esiste","tag-estero","tag-euro","tag-euro-annui","tag-euro-azioni","tag-fiduciaria","tag-fincantieri","tag-fiscale","tag-fiscali","tag-formule","tag-formule-ibride","tag-gestione","tag-gratuite","tag-gratuite-stock","tag-gratuito","tag-ibride","tag-imponibile","tag-investimento","tag-it","tag-italia","tag-italiani","tag-italy","tag-lavoratore","tag-lavoratore-cinque","tag-lavoratori","tag-legge","tag-leonardo","tag-lock","tag-lock-up","tag-multinazionali","tag-numeri","tag-offrire","tag-option","tag-pad","tag-paesi","tag-paradosso","tag-partecipazione","tag-piani","tag-piano","tag-possono","tag-premi","tag-premio","tag-quota","tag-reddito","tag-riguarda","tag-risultato","tag-snam","tag-societa","tag-stock","tag-stock-option","tag-strumenti","tag-talenti","tag-valore"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/656127","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=656127"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/656127\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/656128"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=656127"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=656127"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=656127"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}