{"id":656451,"date":"2026-08-30T12:05:14","date_gmt":"2026-08-30T12:05:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/656451\/"},"modified":"2026-08-30T12:05:14","modified_gmt":"2026-08-30T12:05:14","slug":"istruzione-in-ue-chi-spende-di-piu-non-ha-gli-studenti-migliori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/656451\/","title":{"rendered":"Istruzione in Ue, chi spende di pi\u00f9 non ha gli studenti migliori"},"content":{"rendered":"<p>Si avvicina il giorno del rientro a scuola per milioni di studenti in tutta Europa. Il tema dell\u2019istruzione torna cos\u00ec sotto i rifrettori del dibattito pubblico, anche in Italia dove si avvicina la nuova legge di Bilancio. L\u2019Europa sta vivendo anni e mesi di incertezze, tra pandemia, guerra in Ucraina e le conseguenze del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Una realt\u00e0 che si abbatte anche sulla <strong>scuola<\/strong>, sulle carenze presenti in certi Paesi e sugli investimenti.<\/p>\n<p>Euronews ha cercato di rispondere al quesito se una maggiore spesa produca competenze pi\u00f9 solide. Ha quindi analizzato <strong>i Paesi che spendono di pi\u00f9 per l\u2019istruzione<\/strong> e quali sono stati i risultati.\n<\/p>\n<p>Quali Paesi europei spendono di pi\u00f9 per l\u2019istruzione?<\/p>\n<p>Complessivamente i Paesi Ue hanno speso<strong> 806 miliardi di euro per l\u2019Istruzione<\/strong> nel 2023 (ultimo dato aggiornato), pari al 4,7% del Pil. Si tratta di un dato elevato, ma se si guarda all\u2019ultimo decennio, \u00e8 in calo. Infatti secondo Eurostat, la spesa pubblica per l\u2019istruzione in percentuale del Pil \u00e8 diminuita, passando dal 4,96% del 2014 al 4,65% nel 2023.<\/p>\n<p>La<strong> spesa pi\u00f9 alta<\/strong> si registra in:<\/p>\n<ul>\n<li>Svezia con 6,8% del Pil;<\/li>\n<li>Finlandia con 6,29% del Pil;<\/li>\n<li>Islanda con 6,27% del Pil;<\/li>\n<li>Belgio con 6,21% del Pil;<\/li>\n<li>Danimarca con 6,11% del Pil;<\/li>\n<li>Norvegia con 5,74% del Pil;<\/li>\n<li>Francia con 5,26% del Pil;<\/li>\n<li>Olanda con 5,17% del Pil;<\/li>\n<li>Austria con 5,16% del Pil.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Dove si spende pi\u00f9 vicini alla <strong>media Ue<\/strong> (sotto il 5% del Pil):<\/p>\n<ul>\n<li>Slovacchia con 4,92% del Pil;<\/li>\n<li>Svizzera con 4,83% del Pil;<\/li>\n<li>Slovenia con 4,82% del Pil;<\/li>\n<li>Cipro con 4,80% del Pil;<\/li>\n<li>Germania con 4,77% del Pil;<\/li>\n<li>Polonia con 4,54% del Pil;<\/li>\n<li>Portogallo con 4,48% del Pil;<\/li>\n<li>Bulgaria con 4,44% del Pil;<\/li>\n<li>Lettonia con 4,34% del Pil;<\/li>\n<li>Lituania con 4,34% del Pil;<\/li>\n<li>Spagna con 4,34% del Pil;<\/li>\n<li>Cechia con 4,27% del Pil;<\/li>\n<li>Italia con 4,06% del Pil.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Dove si <strong>spende meno<\/strong> (sotto il 3% del Pil):<\/p>\n<ul>\n<li>Lussemburgo con 3,93% del Pil;<\/li>\n<li>Ungheria con 3,62% del Pil;<\/li>\n<li>Malta con 3,44% del Pil;<\/li>\n<li>Grecia con 3,33% del Pil;<\/li>\n<li>Romania con 2,97% del Pil.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La classifica non tiene conto della differenza di ricchezza tra i paesi, ma dello sforzo finanziario di un paese nell\u2019istruzione.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 correlazione tra investimenti e risultati?<\/p>\n<p>Ci sono differenze notevoli tra il <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/pil-crescita-i-semestre-2026\/1010393\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pil<\/a> che una nazione mette nell\u2019istruzione e le risorse disponibili per ogni studente. Per esempio, il <strong>Lussemburgo<\/strong> ha speso il 3,74% del Pil per l\u2019istruzione, al di sotto della media europea, ma ha registrato la spesa per studente pi\u00f9 alta, pari a 18.422 (parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto) che \u00e8 pari al doppio della media europea.<\/p>\n<p>La <strong>Bulgaria<\/strong> ha invece un andamento opposto, con una spesa per l\u2019istruzione vicina alla media europea in percentuale del Pil, ma una spesa per studente bassa, la pi\u00f9 bassa in Europa.<\/p>\n<p>Come questi dati si ripercuotono sui risultati degli studenti? Sappiamo che la <strong>Norvegia<\/strong> \u00e8 tra i Paesi che spendono di pi\u00f9 per ogni studente, mentre la <strong>Lettonia<\/strong> spende molto meno. Secondo l\u2019analisi di Euronews, per\u00f2, gli studenti lettoni ottengono risultati di gran lunga migliori rispetto ai Paesi nordici in quanto a competenze di base.<\/p>\n<p>Cosa significa? Che<strong> spendere di pi\u00f9 non produce automaticamente risultati migliori.<\/strong><\/p>\n<p>I risultati dell\u2019OCSE<\/p>\n<p>Il Programma per la valutazione internazionale degli studenti (PISA) mette a confronto le competenze di lettura, matematica e scienze dei quindicenni. Certo non si pu\u00f2 cogliere ogni aspetto della qualit\u00e0 di un sistema educativo da un dato ristretto, ma pu\u00f2 dare alcune indicazioni sul livello raggiunto.<\/p>\n<p>Nel 2022 il 26,2% degli studenti dell\u2019Unione Europea ha ottenuto <strong>risultati insufficienti<\/strong> in lettura e il 29,5% in matematica. Sono dati in peggioramento rispetto al 2012, quando si attestavano rispettivamente al 18% e al 22,1%.<\/p>\n<p>I Paesi che spendono di pi\u00f9 per studente registrano i risultati migliori in matematica, ma non \u00e8 una relazione automatica, sottolinea l\u2019analisi. L\u2019Estonia per esempio ha registrato la percentuale pi\u00f9 bassa di studenti con scarsi risultati in matematica nell\u2019Unione Europea, seguita da Irlanda e Danimarca. Gli stessi tre paesi hanno registrato percentuali pi\u00f9 basse in lettura.<\/p>\n<p>E la <strong>Danimarca<\/strong> \u00e8 tra i paesi europei che spendono di pi\u00f9 per l\u2019istruzione. La Lettonia invece ottiene risultati buoni, considerando le scarse risorse che mette nell\u2019istruzione. Basti guardare i risultati degli studenti in matematica e lettura, che sono migliori rispetto alla media europea.<\/p>\n<p>L\u2019Europa \u00e8 lontana dai livelli minimi<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea ha un obiettivo, ovvero quello di <strong>ridurre il tasso di insuccesso<\/strong> nelle competenze di base a meno del 15% entro il 2030. Ma quasi <strong>3 studenti su 10 non raggiungono il livello minimo<\/strong> richiesto in <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/attualita\/prove-invalsi-2026-rapporto\/1008592\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">matematica<\/a>.<\/p>\n<p>Il dato \u00e8 alimentato dalla disparit\u00e0 socioeconomica: i risultati del PISA sottolineano una correlazione tra risultati inferiori e studenti appartenenti a fasce di reddito basse.<\/p>\n<p>Se i livelli di investimento nell\u2019istruzione dovessero restare simili agli attuali, il paradosso del <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/attualita\/crisi-demografica-europa-italia\/818790\/\" data-doctype=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">calo demografico<\/a> \u00e8 che aumenterebbe la qualit\u00e0 dell\u2019istruzione per singolo studente. Si prevede infatti che <strong>con il<\/strong> <strong>diminuire della popolazione<\/strong>, per esempio in Italia, Grecia e Spagna, cresca lo spazio per <strong>investire di pi\u00f9<\/strong> in ogni singolo alunno.<\/p>\n<p>Secondo il rapporto della Commissione europea \u201cInvestire nell\u2019istruzione 2025\u201d, al cui interno \u00e8 descritto l\u2019obiettivo dell\u2019istruzione per il 2030, classi meno numerose e un insegnamento personalizzato migliorano la formazione e quindi le competenze di base. Queste favorirebbero la produttivit\u00e0, l\u2019innovazione e la crescita economica.<\/p>\n<p>Secondo le stime, il Pil dei Paesi europei potrebbe<strong> superare l\u20198-10%<\/strong> rispetto alle proiezioni attuali entro il 2030 se un maggior numero di persone raggiungesse un livello sufficiente di competenze di base. Un obiettivo possibile solo in due modi: mantenendo gli investimenti attuali nei paesi dove si presenta il fenomeno del calo demografico e investendo di pi\u00f9 in quelli dove la popolazione cresce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Si avvicina il giorno del rientro a scuola per milioni di studenti in tutta Europa. 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