{"id":656661,"date":"2026-08-30T15:12:13","date_gmt":"2026-08-30T15:12:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/656661\/"},"modified":"2026-08-30T15:12:13","modified_gmt":"2026-08-30T15:12:13","slug":"rabbia-lallarme-parte-da-quattro-caprette-cosa-succede-quando-il-virus-entra-nellorganismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/656661\/","title":{"rendered":"Rabbia, l\u2019allarme parte da quattro caprette: cosa succede quando il virus entra nell\u2019organismo"},"content":{"rendered":"<p>Piccole <strong>caprette<\/strong> da prendere in braccio, accarezzare e nutrire con il biberon. \u00c8 difficile immaginare una situazione pi\u00f9 innocua. Eppure proprio alcuni cuccioli di uno zoo itinerante sono diventati il centro di un\u2019<strong>allerta sanitaria<\/strong> in North Carolina, riportando sotto i riflettori una malattia oggi rara nei Paesi occidentali, ma ancora tra le pi\u00f9 letali conosciute: la <strong>rabbia<\/strong>.<\/p>\n<p>Il <strong>North Carolina Department of Health and Human Services<\/strong> ha confermato il virus in <strong>tre caprette<\/strong> di <strong>Farm Adventures<\/strong>, mentre una quarta, non sottoposta al test, viene considerata infetta. La probabile origine del contagio \u00e8 una <strong>moffetta<\/strong> entrata nel recinto alla fine di luglio.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 accaduto dopo. Tra il <strong>28 luglio e il 27 agosto<\/strong> le caprette sono state portate a numerosi eventi in diverse contee, alcuni frequentati anche da <strong>bambini e anziani<\/strong>. I visitatori potevano accarezzarle, tenerle in braccio e nutrirle. Ora le autorit\u00e0 stanno cercando chi potrebbe avere avuto un <strong>contatto a rischio<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Accarezzare un animale non significa essere contagiati<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 il primo punto da chiarire. La rabbia <strong>non si trasmette semplicemente<\/strong> trovandosi vicino a un animale infetto o accarezzandolo.<\/p>\n<p>Il virus \u00e8 presente soprattutto nella <strong>saliva<\/strong>. Il contagio avviene generalmente attraverso un <strong>morso<\/strong> o un <strong>graffio<\/strong>, oppure quando la <strong>saliva<\/strong> dell\u2019animale raggiunge una <strong>ferita<\/strong> o le <strong>mucose<\/strong> di occhi, bocca o naso.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019<strong>Organizzazione mondiale della sanit\u00e0<\/strong>, toccare o nutrire un animale e ricevere una leccata sulla pelle integra non <strong>costituiscono, da soli, un\u2019esposizione che richieda la profilassi<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel caso americano l\u2019attenzione nasce proprio dalla vicinanza fisica con i cuccioli: <strong>biberon, coccole e contatto prolungato<\/strong> possono aumentare le occasioni di entrare in contatto con la <strong>saliva<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Cosa fa la rabbia al nostro organismo<\/strong><\/p>\n<p>La rabbia \u00e8 una <strong>malattia virale<\/strong> che colpisce il <strong>sistema nervoso centrale<\/strong> e pu\u00f2 infettare <strong>tutti i mammiferi<\/strong>.<\/p>\n<p>Dopo essere entrato nell\u2019organismo, il virus pu\u00f2 raggiungere progressivamente i <strong>nervi periferici<\/strong> e risalire verso <strong>cervello e midollo spinale<\/strong>. Ed \u00e8 qui che si trova la caratteristica pi\u00f9 insidiosa della malattia: tra l\u2019esposizione e i primi sintomi pu\u00f2 passare <strong>molto tempo<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>incubazione<\/strong> \u00e8 in genere di due-tre mesi, ma pu\u00f2 variare da circa una settimana fino a un anno. All\u2019inizio possono comparire <strong>febbre<\/strong>, <strong>debolezza<\/strong>, <strong>mal di testa<\/strong>, dolore e una particolare sensazione di <strong>formicolio<\/strong>, <strong>prurito<\/strong> o <strong>bruciore<\/strong> nel punto in cui \u00e8 avvenuto il contagio.<\/p>\n<p>Quando il virus raggiunge il <strong>sistema nervoso centrale<\/strong> la situazione precipita. Nella forma cosiddetta <strong>\u201cfuriosa\u201d<\/strong> possono comparire <strong>agitazione<\/strong>, <strong>allucinazioni<\/strong>, <strong>difficolt\u00e0 di coordinazione<\/strong> e <strong>idrofobia<\/strong>, la caratteristica difficolt\u00e0 o paura provocata dal tentativo di bere. Esiste anche una <strong>forma paralitica<\/strong>, che rappresenta circa un quinto dei casi e provoca una <strong>paralisi progressiva<\/strong>.<\/p>\n<p>Quando compaiono i sintomi clinici, la rabbia \u00e8 <strong>praticamente sempre fatale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La particolarit\u00e0: si pu\u00f2 intervenire dopo l\u2019esposizione<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 ci\u00f2 che distingue la rabbia da molte altre infezioni. Essere stati esposti al virus non significa necessariamente ammalarsi: esiste una <strong>finestra di tempo<\/strong> nella quale \u00e8 possibile impedire che raggiunga il sistema nervoso.<\/p>\n<p>Per questo <strong>non bisogna aspettare di avere sintomi<\/strong>.<\/p>\n<p>Dopo un morso, un graffio o un possibile contatto della saliva di un animale sospetto con una ferita o una mucosa, l\u2019<strong>OMS<\/strong> raccomanda innanzitutto di <strong>lavare immediatamente e accuratamente la zona con acqua e sapone per almeno 15 minuti<\/strong> e <strong>rivolgersi rapidamente a un sanitario<\/strong>.<\/p>\n<p>In base al tipo di esposizione pu\u00f2 essere indicata la <strong>vaccinazione antirabbica<\/strong> e, nei contatti pi\u00f9 gravi, anche la somministrazione di <strong>immunoglobuline specifiche<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Nel mondo provoca ancora migliaia di morti<\/strong><\/p>\n<p>Nei Paesi occidentali i casi umani sono rarissimi, ma la rabbia non \u00e8 scomparsa. Secondo l\u2019<strong>OMS<\/strong> \u00e8 presente in <strong>oltre 150 Paesi e territori<\/strong> e provoca ancora <strong>decine di migliaia di morti<\/strong> ogni anno, soprattutto in <strong>Asia e Africa<\/strong>. A livello mondiale il <strong>cane<\/strong> \u00e8 responsabile della quasi totalit\u00e0 dei casi umani, mentre nelle Americhe hanno un ruolo importante anche gli <strong>animali selvatici<\/strong>.<\/p>\n<p>In North Carolina non viene segnalato un caso umano dal <strong>2011<\/strong>. L\u2019allerta delle caprette, dunque, non indica un <strong>rischio generalizzato per la popolazione<\/strong>: riguarda chi potrebbe aver avuto un\u2019<strong>esposizione diretta<\/strong> agli animali nel periodo indicato.<\/p>\n<p>Ma la vicenda ricorda una regola fondamentale: <strong>con la rabbia il momento decisivo viene prima dei sintomi<\/strong>. <strong>Quando il virus non ha ancora raggiunto il cervello, la medicina pu\u00f2 fermarlo<\/strong>. Dopo, purtroppo, le possibilit\u00e0 cambiano radicalmente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ChatGPT_Image_30_ago_2026,_11_17_54-1788081491577.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p><strong>Fonti:<\/strong><\/p>\n<p><strong>North Carolina Department of Health and Human Services (NCDHHS)<\/strong>, NCDHHS Shares New Details About Rabies at Mobile Petting Zoo, 29 agosto 2026. (ncdhhs.gov)<\/p>\n<p><strong>North Carolina Division of Public Health<\/strong>, NCDHHS Confirms Rabies at Mobile Petting Zoo, 29 agosto 2026. (dph.ncdhhs.gov)<\/p>\n<p><strong>World Health Organization (WHO)<\/strong>, Rabies \u2013 Fact Sheet. (who.int)<\/p>\n<p><strong>World Health Organization (WHO)<\/strong>, Rabies \u2013 Vaccinations and immunization: Recommendations for post-exposure. (who.int)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Piccole caprette da prendere in braccio, accarezzare e nutrire con il biberon. \u00c8 difficile immaginare una situazione pi\u00f9&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":656662,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[362278,362275,239,1537,90,89,362276,169494,362277,810,5892,162981,240,362279,333648],"class_list":["post-656661","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-caprette","tag-farm-adventures","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-ncdhhs","tag-north-carolina","tag-north-carolina-department-of-health-and-human-services","tag-oms","tag-rabbia","tag-saliva","tag-salute","tag-vaccinazione-antirabbica","tag-world-health-organization"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/656661","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=656661"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/656661\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/656662"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=656661"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=656661"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=656661"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}