{"id":657286,"date":"2026-08-31T00:45:11","date_gmt":"2026-08-31T00:45:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/657286\/"},"modified":"2026-08-31T00:45:11","modified_gmt":"2026-08-31T00:45:11","slug":"dario-franceschini-ho-il-parkinson-e-stata-una-botta-tremenda-agli-altri-malati-dico-non-isolatevi-combattete-vivendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/657286\/","title":{"rendered":"Dario Franceschini: \u00abHo il Parkinson, \u00e8 stata una botta tremenda. Agli altri malati dico: non isolatevi, combattete vivendo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Fabrizio Roncone, nostro inviato a Cagliari\u200b<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Intervista esclusiva con il senatore pd, uno dei politici pi\u00f9 influenti in Italia, che al Corriere rivela di convivere con il Parkinson. \u00abIl primo pensiero \u00e8 stato per  Michela  e per le mie figlie, immaginavo   il loro dolore.  E il riflesso \u00e8 nascondersi\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abHo<b> il Parkinson.<\/b> Mi \u00e8 stato diagnosticato nel<b> novembre del 2020. <\/b>Un amico ha notato come muovevo le mani. Il senatore Graziano Delrio, che \u00e8 medico, mi ha detto: trascini i piedi, fatti visitare. Si tratta di una malattia ancora avvolta dal mistero. Non se ne conoscono le cause. \u00c8  impossibile da prevenire. E se ne possono curare solo i sintomi: non si guarisce, n\u00e9 regredisce. <b>La progressione varia a seconda dei casi, ma \u00e8 inarrestabile<\/b>. Sul mio Parkinson, recentemente, s\u2019\u00e8 pure innestata una forma di <b>parkinsonismo atipico: incide sull\u2019equilibrio<\/b>, che diventa sempre pi\u00f9 precario, e provoca una difficolt\u00e0 della parola. Il che, intendiamoci, per un politico pu\u00f2 anche essere un bene&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il senatore <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/argomenti\/dario-franceschini\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Dario Franceschini<\/a> trascorre le sue vacanze in un paesino a dieci chilometri dall\u2019aeroporto di Cagliari. Il navigatore fa imboccare un rettilineo che prima costeggia le acque trasparenti del Poetto, poi taglia i campi arsi dal sole a picco: nel riverbero bollente, ecco le case basse, le persiane socchiuse, nella piazzetta deserta ci sono la chiesa e il monumento che ricorda i caduti della Grande Guerra, mancano duecento metri, un vicolo stretto, si gira a sinistra, c\u2019\u00e8 una frutteria e, subito dopo, un portone semplice, di legno. Che si apre su un grande cortile di alberi e cespugli: lo sguardo scorre allora di colpo su una dimensione rurale, ottocentesca \u2014 <b>Franceschini e sua moglie Michela Di Biase, anche lei parlamentare del Pd, hanno lasciato la vecchia casa campidanese cos\u00ec com\u2019era <\/b>\u2014 con le camere a vista, le pareti di colori diversi, un lungo tavolo sbilenco, un porticato da dove escono le amichette della figlia Irene, perch\u00e9 \u2014 dopo aver fatto colazione \u2014 tutti si stanno ora preparando per andare al mare in un\u2019atmosfera di allegria e spensieratezza.<br \/>Dieci minuti dopo, siamo soli, in un piccolo soggiorno. <b>Franceschini siede su una poltrona<\/b>. Indossa una maglietta grigia, calzoncini, ai piedi ha un paio di sneakers. Parla piano, cercando di scandire le parole.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa diagnosi \u00e8 stata una botta tremenda. Avevo avuto un infarto nel 2014, pi\u00f9 qualche altro acciacco ben risolto. Per\u00f2, insomma, si trattava d\u2019incidenti di percorso che un po\u2019 tutti mettiamo in preventivo. Il Parkinson \u00e8 una malattia diversa, ti accompagna per sempre\u00bb. <b>Qual \u00e8 stato il suo primo pensiero? <\/b>\u00abHo pensato a mia moglie, che \u00e8 molto pi\u00f9 giovane di me, e alle mie figlie. Irene, che all\u2019epoca aveva appena 5 anni.<b> Caterina e Maria Elena, che oggi ne hanno rispettivamente 38 e 31.<\/b> Ho immaginato il dolore, la sofferenza, i disagi che avrei procurato a tutti\u00bb. Il pensiero successivo? \u00abPi\u00f9 che un pensiero, s\u2019\u00e8 trattato d\u2019un riflesso istintivo: tentare di nascondere la malattia. <b>Chi \u00e8 colpito dal Parkinson tende a vergognarsi<\/b>. Parla male, biascica, oppure cammina barcollando, sembra un ubriaco. Altri sono scossi da un tremore irrefrenabile. Nell\u2019immaginario collettivo ci sono il pugile Muhammad Ali, che trema tutto, o papa Wojty\u0142a, no? Si tratta di sintomi diversi che, nella maggior parte dei casi, scatenano per\u00f2 sempre il medesimo <b>feroce senso di imbarazzo<\/b>. Molti malati sono perci\u00f2 inclini, letteralmente, a nascondersi. Qualcuno arriva addirittura a celare la diagnosi ai propri familiari, c\u2019\u00e8 chi decide di lasciare il proprio posto di lavoro. <b>Invece..<\/b>.\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00a0Continui. \u00ab<b>\u00c8  fondamentale non scoraggiarsi, svegliarsi al mattino con qualcosa da realizzare.<\/b> Per cercare di combattere il Parkinson, oltre ai farmaci, \u00e8 decisivo riuscire a riempire le proprie giornate e ripetersi: io non mollo, io continuo a vivere, a esserci. Il giornalista<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/25_agosto_17\/vincenzo-mollica-intervista-03f394a1-c4b1-48c4-887c-5b94859fdxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> Vincenzo Mollica,<\/a> che pure \u00e8 costretto ad affrontare questa malattia, spiega tutto molto bene in alcuni bellissimi video pubblicati su YouTube. E, in fondo, \u00e8 proprio questa la ragione per cui anche io ho deciso di raccontare la mia esperienza\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nonostante la malattia, lei continua a lavorare, a incidere, \u00e8 uno dei politici pi\u00f9 influenti del nostro Paese&#8230; \u00abTutti i medici, i neurologi, gli psicologi, i fisioterapisti che ho incontrato, mi hanno detto: \u201c<b>Se lei raccontasse la sua realt\u00e0, la sua vita quotidiana, spronerebbe tanti malati a uscire dalla penombra<\/b>\u201d. Parlare pubblicamente della mia malattia, \u00e8 chiaro, <b>mi costa,<\/b> e molto. Per numerose ragioni: compreso <b>un certo, credo comprensibile, pudore<\/b>. Per\u00f2 ci ho riflettuto a lungo: e, mettendo sulla bilancia i pro e i contro, mi sono convinto che<b> sia giusto descrivere questa particolare stagione della mia vita.<\/b> Per dire a tutti gli altri malati di Parkinson: non isolatevi, continuate a vivere. Lo so bene che, in alcuni momenti della giornata, diventa tutto tremendamente faticoso, anche solo allacciarsi un bottone&#8230; <b>Ma si pu\u00f2 e si deve restare attivi.<\/b> Io proseguo nel mio lavoro, anche se oggi ho, inevitabilmente, ritmi un po\u2019 diversi dal passato. Una volta, per dire, mi organizzarono in Puglia un tour con undici comizi in un giorno\u00bb. Undici? \u00abEsatto. Sebbene il vero capolavoro fu per\u00f2 quello di Franco Marini\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Racconti. \u00ab<b>Anche lui arriva in Puglia.<\/b> Sbarca all\u2019aeroporto di Bari, lo infilano in macchina e lo portano in giro per comizi: ne ha uno in programma pure a Lecce, solo che, lungo la strada, gli fanno fare una deviazione e, senza dirglielo, lo trasferiscono in Basilicata. Cos\u00ec lui, convinto d\u2019essere ancora in Puglia, sale sul palco e inizia ad attaccare la giunta regionale, che per\u00f2, l\u00ec in Basilicata, era guidata da noi&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dario Franceschini \u00e8 nato a Ferrara 67 anni fa e vive la politica come una passione primordiale.<\/b> Suo padre Giorgio, cattolico e partigiano, fu deputato della Democrazia cristiana e cos\u00ec adesso dovreste provare a immaginarvelo, il giovane Dario, con un eskimo verde, il cappuccio con il pellicciotto sintetico bianco, nell\u2019autunno del 1974, fuori il portone del liceo scientifico Roiti: travestito da gruppettaro mentre distribuisce volantini firmati dai \u00abgiovani democristiani\u00bb. <b>Uno di quei volantini lo conserva ancora e una volta lo tir\u00f2 fuori, mostrandolo come un prezioso cimelio. <\/b>C\u2019era scritto: \u00abCi siamo anche noi\u00bb. Una frase molto dicc\u00ec. \u00abI ragazzi, infatti, prendevano il volantino con aria distratta e, dopo qualche passo, lo appallottolavano e gettavano via\u00bb. Ha raccontato Pier Ferdinando Casini, suo caro amico.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abQuando, a 27 anni, mi candidai per la prima volta alla Camera, andai a chiedere i voti anche ai gruppi giovanili dei morotei. E al loro leader di Ferrara, Dario Franceschini. Le correnti della dicc\u00ec, all\u2019epoca, erano una cosa seria. Con Dario, perci\u00f2, ci vedevamo di notte al casello dell\u2019autostrada. Io arrivavo con la mia Golf Gti nera e lui spuntava dal buio con l\u2019eskimo come un guerrigliero&#8230;\u00bb.<b> Franceschini sarebbe poi diventato uno dei ragazzi di Zac&#8230; di Benigno Zaccagnini.<\/b> La mia cultura politica \u2014 ha raccontato spesso \u2014 \u00e8 quella del cattolicesimo democratico, sono stato educato alla laicit\u00e0 dell\u2019impegno politico\u00bb. Conclusa l\u2019esperienza dentro la Dc, Franceschini passa con i Cristiano Sociali, quindi con il Ppi, con la Margherita, per diventare anche segretario del Pd. <b>A lungo deputato, \u00e8 stato una volta ministro per i Rapporti con il Parlamento e quattro volte ministro della Cultura, rifiutando, in numerose occasioni, l\u2019offerta di dicasteri pi\u00f9 importanti. <\/b>Un politico serio, autorevole, potente. Che controlla, organizza, osa, decide. E che, per questo, \u00e8 temuto e blandito.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abC\u2019\u00e8 da dire che la malattia ti toglie, ma poi, per uno che fa il mio lavoro, finisce anche per darti\u00bb. In che termini? \u00abAzzera le ambizioni personali, ti fa perdere quel senso di invincibilit\u00e0 che il politico si presume debba trasmettere, mostrando di non avere, quasi per definizione, debolezze, timori, fragilit\u00e0. <b>Svanisce, di colpo, l\u2019obbligo di essere super performante.<\/b> La malattia ti impone un radicale cambio di prospettiva. E infatti, inevitabilmente, vedi anche cose che prima non vedevi, oppure inizi a considerarle con la dovuta importanza\u00bb. <b>Pu\u00f2 essere pi\u00f9 preciso?<\/b> \u00abIntanto, cresce il disincanto. Prima, ad esempio, davo un certo peso ai vari retroscena. Mi arrabbiavo quando mi attribuivano una linea non mia, come sta succedendo anche in questi giorni nel dibattito interno al Campo largo. Adesso, sorrido e me ne disinteresso. In Aula, al Senato, succede poi un\u2019altra cosa: spesso, ascoltando i vari interventi, mi capita di pensare, di riconoscere che persino con l\u2019avversario pi\u00f9 lontano, quello con le idee del tutto contrapposte alle mie, condividiamo in fondo la stessa passione per la politica&#8230; <b>Con la malattia, inoltre, ti convinci ancora di pi\u00f9 che tutti hanno diritto di essere curati allo stesso modo e che non devono contare le differenze di reddito, sesso, estrazione sociale. <\/b>Con<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/argomenti\/parkinson\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> il Parkinson<\/a>, per restare in tema, oltre ai farmaci, contano, anzi direi che sono assolutamente fondamentali, anche gli psicologi, i fisioterapisti, i logopedisti&#8230; Ed <b>\u00e8 profondamente ingiusto che qualcuno possa permetterseli e altri no, magari solo perch\u00e9 vivono nella regione sbagliata, dove la sanit\u00e0 funziona male<\/b>. In questo, mi faccia dire con forza che il dibattito sull\u2019assistenza sanitaria nazionale non dovrebbe mai seguire binari ideologici, mai diventare un tema divisivo tra destra e sinistra\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Prima, tra l\u2019altro, mi accennava a numeri spaventosi&#8230; \u00ab<b>In Italia, si stima che i malati di Parkinson e parkinsonismi siano circa 400 mila. <\/b>A essere colpite sono prevalentemente le persone anziane, ma \u00e8 un morbo capace di aggredire anche i trentenni. Non solo: nel mondo, la maggior parte degli studiosi \u00e8 propensa a credere che, nei prossimi dieci anni, il numero dei malati sia destinato a raddoppiare. <b>E nessuno, purtroppo, \u00e8 in grado di spiegare le ragioni di una tale crescita esponenziale. <\/b>Davanti a questo scenario, si capisce bene quanto fondamentale sia la ricerca, per cercare di arrivare almeno alla diagnosi precoce e a migliorare la cura dei sintomi\u00bb. <b>La ricerca su cosa punta? <\/b>\u00abSi sperimenta molto con le cellule staminali e quelle embrionali. Purtroppo, servirebbero investimenti massicci, aumentando i fondi pubblici e incentivando le donazioni. L\u2019esempio dell\u2019attore e produttore americano <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/spettacoli\/cinema-serie-tv\/25_ottobre_15\/michael-j-fox-un-giorno-mi-piacerebbe-non-svegliarmi-piu-non-ci-sono-molte-persone-che-hanno-il-parkinson-da-35-anni-101dcdf7-afc7-42c7-9aca-932c9ea8axlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Michael J. Fox \u00e8 clamoroso:<\/a> scoperto a 30 anni di essere affetto dal morbo, ha dato vita a una fondazione che ha finora raccolto e investito in studi scientifici oltre 3 miliardi di dollari\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ci prendiamo una pausa, sono quasi due ore che parliamo. Il senatore beve un sorso d\u2019acqua. Poi prende il cellulare e continua ad aggiornarsi sulle condizioni di <a href=\"https:\/\/roma.corriere.it\/notizie\/cronaca\/26_agosto_30\/di-battista-commento-instagram-561ddbaa-8def-4068-8067-23213413exlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Alessandro Di Battista<\/a>. Quindi, con il telecomando, alza la temperatura dell\u2019aria condizionata. Gli ricordo di quella volta \u2014 s\u2019era nel giugno del 2007 \u2014 che, da capogruppo dell\u2019Ulivo, organizz\u00f2 un\u2019iniziativa politica sul Po, una sorta di comizio galleggiante, portando i deputati a bordo di una motobarca che attraversava il fiume e sulla quale, a un certo punto, sal\u00ec pure<b> Romano Prodi, assalito come tutti, nell\u2019aria umida, da zanzare di proporzioni mai viste, d\u2019una cattiveria da film di fantascienza.<\/b> C\u2019era un salame squisito affettato a poppa, i marinai stappavano bottiglie di bonarda.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Entra <b>Michela Di Biase, portando un\u2019aria festosa<\/b>. \u00abEcco, questi sono i fichi appena colti&#8230; E qui c\u2019\u00e8 un po\u2019 d\u2019uva. No, dico: noi sardi siamo famosi per l\u2019ospitalit\u00e0!\u00bb. Ha un sorriso magnetico. Gli occhi neri sprigionano un guizzo di amore verso il marito. <b>Ma dentro tutta questa dolcezza, c\u2019\u00e8 del fil di ferro.<\/b> Per stare accanto a una persona che affronta una malattia occorre custodire una forza prodigiosa, devi essere docente di pazienza e leggerezza, e quanto poi alla paura:<b> il coraggio spiega qualcosa, non tutto<\/b>. La paura non \u00e8 prevista, non la vedi, semplicemente \u2014 forse \u2014 non puoi permetterti di pensare che esista.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si conobbero, tanti anni fa, quando lei lo invit\u00f2 a una Festa dell\u2019Unit\u00e0 organizzata a Roma, nel suo quartiere, l\u2019Alessandrino, periferia sud-est. Era l\u2019appassionata e impetuosa capogruppo dem al Quinto municipio; lui, il compassato vicesegretario del Pd, all\u2019epoca guidato da Walter Veltroni. \u00ab<b>Quando tornai a casa \u2014 racconta Michela \u2014 dissi a mia madre: \u201cNon puoi capire quanto \u00e8 stato gentile Franceschini!<\/b> Tutti raccontano che \u00e8 sempre tanto schivo, e invece \u00e8 rimasto fino alla fine, stava l\u00ec che parlava con tutti&#8230;\u201d. Mia madre si volt\u00f2 e disse: \u201c<b>Se se&#8230; Lo so io perch\u00e9 \u00e8 stato cos\u00ec gentile sto\u2019 Franceschini\u2026<\/b>\u201d\u00bb. Interviene lui: \u00abIn realt\u00e0, cominciai a corteggiarla dopo la mia separazione. Ma, sul serio, non pensavo di avere speranze. Una cos\u00ec bella&#8230;\u00bb. Lei: \u00abE invece t\u2019ha detto bene, eh?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Restiamo di nuovo soli. A Franceschini chiedo se a qualche amico ha gi\u00e0 raccontato del Parkinson. \u00ab<b>Guardi, sono sincero: all\u2019inizio, come ho spiegato, tendevo a nascondere<\/b>. Poi, con il trascorrere del tempo, hanno iniziato a circolare voci, chiacchiere, dubbi&#8230; Del resto, se va su Google, le ricerche pi\u00f9 frequenti sono \u201cFranceschini malattia\u201d, \u201cFranceschini cos\u2019ha?\u201d&#8230;\u00bb. <b>Quindi a qualcuno l\u2019ha detto? Se capitava che mi fosse fatta una domanda precisa&#8230; S\u00ec, ho raccontato la verit\u00e0. <\/b>Per\u00f2 molti sono stati anche riservati e hanno sorvolato. Del resto, il Parkinson colpisce il corpo, non le capacit\u00e0 cognitive. Cali il ritmo del lavoro, lo adegui. Per\u00f2 io ho continuato, e continuo, con telefonate, incontri, riunioni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come \u00e8 noto, il senatore \u2014 quando non \u00e8 a Palazzo Madama \u2014 riceve in una vecchia officina dell\u2019Esquilino, che lui ha trasformato in ufficio. <b>Un divano, il bancone, una motocicletta, ancora le chiavi inglesi originali appese alla parete. <\/b>\u00abE l\u00ec, davanti a quel pannello, fotografo poi tutti gli ospiti\u00bb. Prende il cellulare. <b>Ecco Luigi Zanda, Pier Ferdinando Casini, Romano Prodi<\/b>. I suoi ex presidenti del Consiglio: D\u2019Alema, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte. Pi\u00f9 decine di ex ministri, parlamentari, giornalisti. \u00abAvr\u00e0 notato \u2014 scherza Franceschini \u2014 che dei miei presidenti, mancano solo Amato e Draghi&#8230; Ma penso che verranno anche loro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sul cellulare ha pure il pdf del suo ultimo libro, La Fiuma, che uscir\u00e0, per la Nave di Teseo, il prossimo 6 ottobre. \u00ab\u00c8 il proseguimento della storia iniziata con Aqua e tera, che si chiude il giorno della liberazione di Ferrara, il 24 aprile del 1945&#8230;\u00bb. Raccontava gli anni pi\u00f9 difficili e tremendi del Ferrarese, la sua terra, dal primo Novecento: sullo sfondo,<b> le violente lotte tra socialisti e fascisti e, in primo piano, le donne, protagoniste indiscusse all\u2019interno di un percorso di emancipazione, <\/b>non solo lavorativa, ma anche sentimentale. \u00abScrivere \u00e8 sempre stata una grande passione\u00bb \u2014 spiega il senatore che, nel 2007, con il suo primo romanzo, Nelle vene quell\u2019acqua d\u2019argento, vinse il premio Bacchelli e anche il Premier roman di Chamb\u00e9ry, uno dei pi\u00f9 autorevoli riconoscimenti letterari della Francia, dove i suoi libri sono tradotti per Gallimard. \u00ab<b>Ora, purtroppo, devo ammettere che scrivere un romanzo qualche controindicazione la presenta: perch\u00e9 scrivere significa chiudersi in una stanza e poi accendere il computer e restare soli con la storia che hai in testa e che vuoi raccontare.<\/b>.. Una dimensione di solitudine che, se stai bene, \u00e8 affascinante e, in qualche modo, esaltante, ma che se hai il Parkinson rischia di rivelarsi una vera e propria trappola: perch\u00e9, come dicevo, non devi mai isolarti, ma continuare invece a frequentare il mondo sino all\u2019ultima stilla di energia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Franceschini, a questo punto, si alza: <b>\u00e8 l\u2019ora della sua pillola<\/b>. Torna poco dopo. Si risiede. Mi sorride. E, per rilassarci, cominciamo a parlare di politica.<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/roma.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_roma\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Roma<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=52&amp;intcmp=NL-artic_nd_050624_corriere_ss_roma\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter di Corriere Roma<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-31T00:47:43+02:00\">31 agosto 2026 ( modifica il 31 agosto 2026 | 00:47)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Fabrizio Roncone, nostro inviato a Cagliari\u200b Intervista esclusiva con il senatore pd, uno dei politici pi\u00f9 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