{"id":657538,"date":"2026-08-31T05:41:23","date_gmt":"2026-08-31T05:41:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/657538\/"},"modified":"2026-08-31T05:41:23","modified_gmt":"2026-08-31T05:41:23","slug":"singapore-inaugura-il-primo-data-center-ai-al-mondo-alimentato-da-16-milioni-di-neuroni-umani-vivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/657538\/","title":{"rendered":"Singapore inaugura il primo data-center AI al mondo alimentato da 16 milioni di neuroni umani vivi"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">Nasce il primo data center biologico formato da neuroni creati da staminali pluripotenti:  vanno nutriti con zuccheri e micronutrienti ma consumano pochissima energia e non hanno bisogno di essere raffreddati<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sedici milioni di neuroni umani vivi<\/b>: \u00e8 questo l\u2019impressionante numero di cellule necessarie ad alimentare il <b>primo data center \u00abbiologico\u00bb al mondo<\/b> recentemente inaugurato a <b>Singapore<\/b>, frutto della stretta collaborazione tra <b>Nus Medicine<\/b> (l\u2019Universit\u00e0 nazionale di Singapore), <b>Day One<\/b> (un\u2019azienda di infrastrutture digitali) e <b><a href=\"https:\/\/corticallabs.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\">Cortical Labs<\/a><\/b>, una startup australiana specializzata in biotecnologie.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019intelligenza artificiale, ormai entrata a pieno regime nelle vite quotidiane di milioni di persone in tutto il mondo, richiede un <b>fabbisogno energetico sempre pi\u00f9 crescente<\/b>, difficile da sostenere con i mezzi tradizionali (lo sa bene il <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_maggio_22\/data-center-ai-di-microsoft-il-governo-del-kenya-dice-no-dovremmo-spegnere-meta-nazione-per-alimentarlo-36d4e76a-9ede-484a-8069-e40d5147exlk.shtml?intcmp=Leggi_anche_nd_270526_corriere_ss_nd\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">governo del Kenya<\/a>): \u00e8 proprio qui che entra in gioco l\u2019idea, sviluppata da Cortical Labs, di <b>alimentare i server dedicati all\u2019AI con cellule neuronali<\/b>.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una struttura \u00abpulsante\u00bb, completamente diversa nella sua architettura da tutte quelle che abbiamo conosciuto sinora: il sistema \u00e8 composto da <b>20 computer biologici \u00ab<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_febbraio_05\/il-computer-biologico-dotato-di-neuroni-umani-sbarca-in-europa-il-primo-studio-all-universita-statale-di-milano-4f51fea0-af44-4510-a367-572280a3dxlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">CL1<\/a>\u00bb<\/b> che operano in sinergia tra di loro, alimentati da 800.000 neuroni ciascuna. Ogni unit\u00e0 CL1 fa riferimento al sistema operativo proprietario <b>biOS<\/b>, che permette al software di interagire con la rete neurale in tempo reale.<\/p>\n<p>    I neuroni come \u00abmotore\u00bb per l\u2019AI<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tutto inizia dalle <b>cellule staminali pluripotenti<\/b> coltivate in laboratorio, che poi si differenziano in <b>neuroni<\/b> e vengono posizionati sopra una <b>piattaforma in silicio<\/b>, contenente una <b>matrice di microelettrodi<\/b>. Sono proprio questi microelettrodi, in particolare, a mandare segnali elettrici alla rete neurale, permettendo di registrare l\u2019attivit\u00e0 elettrica prodotta a loro volta dalle cellule. \u00c8 come uno <b>scambio biunivoco<\/b> tra giocatori di ping-pong: i microelettrodi inviano un\u2019informazione sottoforma di <b>input<\/b>, i neuroni lo elaborano e rispondono con un certo segnale di <b>output<\/b> capace di <b>influenzare un ambiente simulato<\/b> o la successiva operazione di calcolo del computer, alla stregua di un classico processore.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dimenticatevi dunque i tradizionali server con chip in silicio, capaci di spegnersi o accendersi al bisogno: per vivere e funzionare, le cellule che compongono questo innovativo data center <b>devono essere quotidianamente nutrite<\/b>, al pari di un qualsiasi essere umano o di un Tamagotchi. Ogni tre giorni, i tecnici di laboratorio alimentano i neuroni con un \u00abcocktail\u00bb a base di <b>zuccheri<\/b>, <b>micronutrienti<\/b> e <b>soluzioni tampone<\/b>, utili a stabilizzare il pH dell\u2019ambiente in cui sono immersi. A questo si aggiunge un miscelatore di gas, che infonde <b>anidride carbonica<\/b>, <b>ossigeno<\/b> e <b>azoto<\/b>\u00a0e funge da sistema di supporto vitale. Le colture di neuroni possono essere mantenute in vita per un <b>massimo di 6 mesi<\/b>, al termine dei quali devono essere sostituite da nuove cellule.<\/p>\n<p>    Perch\u00e8 il futuro \u00e8 nei data center biologici<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Bench\u00e9 il progetto di Singapore si trovi ad un livello ancora sperimentale, la combinazione tra neuroni e hardware tradizionale potrebbe rappresentare un\u2019<b>alternativa valida e sostenibile<\/b> per il futuro dei data center dedicati all\u2019intelligenza artificiale. A suggerirlo \u00e8 <b>Chong Hon Weng<\/b>, fondatore e amministratore delegato di Cortical Labs, secondo cui <b>i data center biologici rappresentano la soluzione ideale in caso di banche dati pi\u00f9 piccole e limitate<\/b>, al contrario di quelli tradizionali che necessitano di un numero spropositato di esempi statistici per addestrarsi e funzionare correttamente.\u00a0A questo si aggiunge poi l\u2019<b>alta plasticit\u00e0 dei neuroni<\/b>, in grado di adattarsi alle condizioni pi\u00f9 imprevedibili stabilendo nuove connessioni (o sinapsi, nello specifico) tra loro.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non ultimo, il <b>minor consumo energetico<\/b>: ogni unit\u00e0 CL1 che compone il data center di Singapore richiede all\u2019incirca <b>30 Watt<\/b>, un valore infinitamente piccolo se confrontato con i chip in silicio, come H100 Sxm di Nvidia, che a pieno regime consumano oltre 700 Watt. Numeri alla mano, un data center tradizionale composto da 8 chip H100 Sxm pu\u00f2 arrivare ad un consumo complessivo di 10.200 Watt, considerando anche l\u2019energia richiesta dall\u2019hardware di supporto.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Infine, <b>i neuroni non necessitano di sistemi di raffreddamento<\/b> e possono essere tranquillamente mantenuti in vita ad una temperatura media di <b>37 gradi centigradi<\/b>, al contrario dei server tradizionali che generano un enorme quantitativo di calore che va necessariamente dissipato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Al netto di questi vantaggi le sfide da affrontare sono ancora tante, prime tra tutte la<b> velocit\u00e0 di calcolo e la ripetibilit\u00e0 nettamente inferiori rispetto ai server in silicio<\/b>, ad oggi indispensabili per il funzionamento di modelli linguistici di grandi dimensioni come ChatGpt e simili.<\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-25T10:35:31+02:00\">29 agosto 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nasce il primo data center biologico formato da neuroni creati da staminali pluripotenti: vanno nutriti con zuccheri e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":657539,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[173],"tags":[1237,9281,4924,666,92572,38980,37,79766,48491,23000,362819,362820,14661,362821,39446,20682,116795,9002,5372,362817,362818,7881,36709,362822,362823,9018,822,27011,3566,23309,79037,667,668,1537,90,89,4947,15292,298672,124162,54555,79785,55085,342802,362824,1312,195,198,199,197,200,201,193310,216974,11025,2099,194,196,17760,3546],"class_list":["post-657538","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-scienza-e-tecnologia","tag-aggiunge","tag-alimentare","tag-ambiente","tag-artificiale","tag-biologici","tag-biologico","tag-bisogno","tag-calcolo","tag-cellule","tag-center","tag-center-biologici","tag-center-biologico","tag-chip","tag-chip-silicio","tag-composto","tag-computer","tag-consumano","tag-consumo","tag-contrario","tag-cortical","tag-cortical-labs","tag-data","tag-data-center","tag-data-center-biologici","tag-data-center-biologico","tag-dedicati","tag-devono","tag-energetico","tag-energia","tag-funzionare","tag-hardware","tag-intelligenza","tag-intelligenza-artificiale","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-laboratorio","tag-labs","tag-microelettrodi","tag-micronutrienti","tag-necessitano","tag-neurale","tag-neuroni","tag-neuroni-umani","tag-neuroni-umani-vivi","tag-numero","tag-science","tag-science-and-technology","tag-scienceandtechnology","tag-scienza","tag-scienza-e-tecnologia","tag-scienzaetecnologia","tag-server","tag-silicio","tag-singapore","tag-sistema","tag-technology","tag-tecnologia","tag-tradizionali","tag-watt"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/657538","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=657538"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/657538\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/657539"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=657538"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=657538"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=657538"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}