{"id":657654,"date":"2026-08-31T07:31:12","date_gmt":"2026-08-31T07:31:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/657654\/"},"modified":"2026-08-31T07:31:12","modified_gmt":"2026-08-31T07:31:12","slug":"carburanti-e-allarme-raffinazione-il-gasolio-corre-piu-del-greggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/657654\/","title":{"rendered":"Carburanti, \u00e8 allarme raffinazione. Il gasolio corre pi\u00f9 del greggio"},"content":{"rendered":"<p>Il motivo per cui <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/donald-trump\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Donald Trump<\/a> ha convocato il <strong>primo settembre 10, tra grandi e meno grandi, raffinatori americani<\/strong> (non produttori di petrolio puri) \u00e8 preciso. A luglio sono mancati nel mondo <strong>cinque milioni di barili al giorno di prodotti raffinati<\/strong>, quindi benzina, diesel e jet fuel preziosi, perch\u00e9 non ci sono pi\u00f9 raffinerie sufficienti a produrre certi volumi di prodotto raffinato. <strong>Tra lo stop dal Golfo e dalla Russia si stima che manchi praticamente il 40% della raffinazione mondiale<\/strong>. Cos\u00ec anche in Europa si sta assottigliando il cuscinetto disponibile. Secondo gli ultimi dati dell&#8217;IEA <strong>le scorte di gasolio Ue all&#8217;hub Amsterdam-Rotterdam-Anversa sono sotto del 24% rispetto alla loro media quinquennale<\/strong>. Mentre le riserve di carburante per aerei \u00e8 fotografato in <strong>39% sotto i livelli medi<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli ultimi attacchi agli impianti russi hanno solo <strong>peggiorato la situazione<\/strong>. Lavorare un barile di greggio per trasformarlo in carburante \u00e8 diventato un po&#8217; come maneggiare una miniera d&#8217;oro per chi lo fa. Ma \u00e8 senz&#8217;altro un <strong>buco nero per chi vive di quel carburante<\/strong> per fare il pieno. \u00c8 questa la storia della crisi della raffinazione mondiale scattata certamente con gli <strong>attacchi in Iran<\/strong> ma ora esplosa con i <strong>colpi di droni ucraini sulle raffinerie russe<\/strong> (la produzione in questo caso \u00e8 scesa ai <strong>minimi degli ultimi vent&#8217;anni<\/strong>).<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che a <strong>gennaio un barile raffinato costava 80 dollari<\/strong> (60 di greggio e 20 di raffinazione). Mentre nell&#8217;ultima settimana di agosto, secondo il monitoraggio di Jefferies, il cosiddetto <strong>crack-spread 3-2-1<\/strong>, e cio\u00e8 il premio del diesel sul greggio, la differenza di prezzo iniziale e finale, tra greggio e raffinato, \u00e8 salito alle stelle, dove non era mai arrivato da marzo a oggi (per convenzione si calcola che da 3 barili di greggio si producano 2 barili di benzina e 1 di diesel, ndr). Questo <strong>spread viaggia oggi sui 70 dollari, contro i 20 della media storica<\/strong>. Ovvero (90 di greggio e 70 di raffinazione) si arriva a <strong>160 dollari di barile lavorato, il doppio di gennaio<\/strong> (mentre il Brent costa il <strong>39% in pi\u00f9 da inizio anno<\/strong>). Al picco della crisi del 2022 questo premio era arrivato al massimo a 60 dollari. Ecco perch\u00e9 <strong>trovare il modo di abbassare questi prezzi \u00e8 diventata una priorit\u00e0 per l&#8217;America di Trump, ma anche per il resto del mondo<\/strong>, in primis per l&#8217;Europa che ha <strong>rinunciato da anni a un bel pezzo della sua capacit\u00e0 di raffinazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Nuovi impianti (la <strong>prima scelta di Trump<\/strong>) possono essere una via. Ma ci vogliono anni. <strong>Almeno 5-10 a seconda degli impianti<\/strong>, dicono gli esperti. E allora va trovata un&#8217;altra soluzione nel frattempo. Ridurre la domanda, a questi prezzi, aiuter\u00e0. Di solito \u00e8 cos\u00ec che funziona: <strong>prezzi alti tagliano la domanda<\/strong>. Ma forse non basta e <strong>non \u00e8 nemmeno facile tagliare il pieno dei camion<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli interventi <\/p>\n<p>Dunque non \u00e8 tanto colpa del petrolio se <strong>il pieno di diesel o di jet fuel \u00e8 gi\u00e0 salito ai massimi e rischia nuovi picchi<\/strong>. La colpa \u00e8 di quei <strong>margini di raffinazione che ben fotografano un mercato &#8220;corto&#8221; di prodotti raffinati<\/strong>. Anche gli investitori se ne sono accorti. <strong>Le azioni di tre colossi della raffinazione americana come Valero Energy, Marathon Petroleum e Phillips 66 hanno registrato guadagni generosi, rispettivamente del 73%, dell&#8217;86% e del 56% negli ultimi sei mesi<\/strong>. Non hanno fatto altrettanto big del petrolio come ExxonMobil (+3%), Chevron (+8%), Shell (+11%), BP (+8%) e TotalEnergies (+11%).<\/p>\n<p>La divergenza ha il suo perch\u00e9: <strong>le raffinerie stanno beneficiando come detto di margini di lavorazione insolitamente elevati<\/strong>, mentre le major petrolifere hanno una maggiore esposizione ai prezzi del greggio, scesi drasticamente dal loro picco di crisi (avevano superato quota 120 dollari al barile). Mentre il greggio Brent \u00e8 <strong>salito del 22% dai minimi di fine giugno<\/strong>, l&#8217;Ice Future Europe del gasolio, un punto di riferimento globale \u00e8 aumentato di <strong>oltre il 50% nello stesso periodo<\/strong>. Oltre il doppio.<\/p>\n<p>Le mosse <\/p>\n<p>Un po&#8217; di sollievo potrebbe arrivare dalle <strong>nuove produzioni in cantiere<\/strong>. Impianti nuovi e in espansione in <strong>Asia, Medio Oriente, Africa e anche Stati Uniti, aggiungeranno capacit\u00e0 di lavorazione<\/strong>. Ma le prospettive di capacit\u00e0 a lungo termine erano strette anche senza l&#8217;attuale interruzione. <strong>Gli analisti di Morgan Stanley si aspettano che la domanda di carburante raffinato cresca di 2,5 milioni di barili al giorno nei prossimi tre anni, mentre la capacit\u00e0 netta aumenter\u00e0 di soli 1,2 milioni di barili al giorno<\/strong>. Tenendo presente che le nuove raffinerie possono richiedere anni per essere costruite.<\/p>\n<p>Le <strong>tensioni sui prezzi del carburanti rappresentano dunque la nuova realt\u00e0 a cui abituarsi<\/strong>? Il mondo \u00e8 cambiato e i mercati continueranno a dare i loro segnali di turbolenza, sintetizzano gli esperti. Un vero accordo di pace con l&#8217;Iran, spiegano gli operatori, <strong>potrebbe, infatti, calmierare i prezzi del petrolio ma non ricostruir\u00e0 le raffinerie danneggiate in tempi record o ricostituir\u00e0 altrettanto rapidamente le scorte di carburante esaurite<\/strong>. Ci\u00f2 significa che anche un <strong>calo dei prezzi del greggio potrebbe richiedere pi\u00f9 tempo per raggiungere i consumatori<\/strong>. Valero Energy e i suoi competitors possono godersi l&#8217;attesa a suoi di guadagni record. Ma <strong>Trump far\u00e0 di tutto, dicono sul mercato, per mettere una toppa ai prezzi di diesel e jet fuel in vista delle elezioni di Midterm<\/strong>. Un patto con il mondo della raffinaria che incontrer\u00e0 il 1\u00b0 settembre, dopo che ha incassato uno storico accordo per controllare le riserve venezuelane (per quanto non proprio pregiate) potrebbe essere un <strong>punto di svolta<\/strong>. A quel punto anche l&#8217;Europa potrebbe avvantaggiarsene, considerata la dipendenza, anche su questo fronte, dalle esportazioni Usa.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Risparmio e investimenti, ogni venerd\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il motivo per cui Donald Trump ha convocato il primo settembre 10, tra grandi e meno grandi, raffinatori&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":657655,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,177,47252,206,40029,1537,90,89,9864,116483],"class_list":["post-657654","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-business","tag-diesel","tag-donald-trump","tag-gasolio","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-petrolio","tag-raffinazione"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117188957885173588","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/657654","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=657654"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/657654\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/657655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=657654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=657654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=657654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}