{"id":65780,"date":"2025-08-24T08:39:10","date_gmt":"2025-08-24T08:39:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/65780\/"},"modified":"2025-08-24T08:39:10","modified_gmt":"2025-08-24T08:39:10","slug":"allarme-sanita-il-personale-e-poco-e-demotivato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/65780\/","title":{"rendered":"Allarme sanit\u00e0, il personale \u00e8 poco e demotivato"},"content":{"rendered":"<p>La lettura degli articoli e delle lettere che \u201cCitt\u00e0 della Spezia\u201d ha pubblicato nelle settimane e nei mesi scorsi sui problemi della sanit\u00e0 \u00e8 illuminante. Alla fine il puzzle si compone e rivela qual \u00e8 la principale criticit\u00e0 del sistema: il personale \u00e8 poco e demotivato. Vale per l\u2019Italia e vale particolarmente per la nostra provincia. E\u2019 questo uno dei problemi pi\u00f9 importanti che dovrebbe preoccupare la politica. Se non il pi\u00f9 importante, perch\u00e9 riguarda la vita umana.<\/p>\n<p>Ma andiamo per ordine. Le cronache ci parlano innanzitutto di una situazione del pronto soccorso ormai al limite della sopportazione: sovraffollamento; ambulanze in attesa, bloccate in fila, con conseguenti gravi ritardi nell\u2019assistenza sanitaria; pazienti che spesso si trovano costretti a passare la notte in lettighe di fortuna o su sedie, senza un\u2019assistenza dignitosa, a causa della cronica mancanza di posti letto all\u2019interno dell\u2019ospedale. Il pronto soccorso, il primo presidio sanitario per i cittadini e le cittadine, si presenta oggi come un luogo inadatto, insicuro e inospitale.<\/p>\n<p>Una notizia recentissima in materia sanitaria \u00e8 quella sulla decisione della Regione di accentrare su Genova la centrale operativa del 118, riducendo le attuali cinque centrali presenti sul territorio regionale a una sola, nel capoluogo. Ma il personale che attualmente lavora nelle centrali locali dove finir\u00e0? Andr\u00e0 a tappare qualche buco qua e l\u00e0? Si perderebbe un patrimonio di professionalit\u00e0 utilissimo ai pazienti: per come \u00e8 fatto il territorio ligure, per le conseguenti problematiche connesse alla geolocalizzazione e alla copertura telefonica e radio, siamo sicuri che non emergeranno difficolt\u00e0 e problemi per coloro che hanno patologie \u201ctempo dipendenti\u201d?<\/p>\n<p>Il quadro si completa con il problema pi\u00f9 grave: la sanit\u00e0 pubblica non \u00e8 pi\u00f9 in grado di garantire le prestazioni in tempi compatibili con i bisogni di salute. Se le liste di attesa hanno tempi inaccettabili, i pazienti sono costretti a rivolgersi al privato. Ma se i costi superano le capacit\u00e0 di spesa, la conseguenza obbligata \u00e8 la rinuncia alle prestazioni sanitarie da parte delle fasce pi\u00f9 povere della popolazione: \u00e8 quello che sta avvenendo.<\/p>\n<p>Ancora: la medicina e le strutture territoriali languono, i privati dilagano. Ma i costi per i ricoveri dei \u201cnon autosufficienti\u201d sono sempre pi\u00f9 alti, e anche in questo caso non sono sostenibili per molte famiglie.<\/p>\n<p>Una buona notizia \u00e8 che il cantiere del nuovo ospedale del Felettino pare finalmente avviato. Solo quando il nuovo ospedale entrer\u00e0 in funzione \u2013 non prima \u2013 si potr\u00e0 risolvere il problema a cui ho accennato scrivendo del pronto soccorso: quello dei posti letto insufficienti. Ma, oltre alla questione delle casse pubbliche che saranno devastate dal pagamento dei canoni al privato che realizzer\u00e0 l\u2019ospedale, va affrontata la questione sollevata, tra i tanti, dal dottor Giorgio Ferrari \u2013 primario e direttore del dipartimento di chirurgia dell\u2019ospedale Sant\u2019Andrea: \u201cIl Felettino rappresenta un salto di qualit\u00e0 per la sanit\u00e0 spezzina, ma senza un numero adeguato di medici, infermieri e tecnici, rischia di rimanere un contenitore vuoto\u201d. Nessuna innovazione strutturale o tecnologica pu\u00f2 sostituire il capitale umano, ha detto Ferrari: \u201cserve un piano urgente di reclutamento e formazione del personale sanitario, per accompagnare sin da ora la fase di transizione e garantire che il nuovo ospedale sia non solo moderno, ma anche funzionale e realmente operativo\u201d.<br \/>Tutto porta al punto chiave: le gravi carenze di infermieri e di alcune specialit\u00e0 mediche, ma anche il livello di demotivazione e disaffezione del personale, dimostrato dai pensionamenti anticipati e dai licenziamenti volontari. Il problema \u00e8 anche quello degli stipendi tra i pi\u00f9 bassi d\u2019Europa, sia per medici che per infermieri: anche rispetto a Paesi come la Spagna, la Polonia, e perfino (extraeuropeo) la Turchia.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/veduta-della-spezia-da-marinasco-2020-foto-giorgio-pagano-472612.jpg\" alt=\"Marinasco, la Pieve di Santo Stefano (2020) (foto Giorgio Pagano)\"\/><\/p>\n<p>Marinasco, la Pieve di Santo Stefano (2020) (foto Giorgio Pagano)<\/p>\n<p>A Spezia c\u2019\u00e8 pure un problema peculiare di scarsa attrattivit\u00e0 del sistema: come mai c\u2019\u00e8 una cos\u00ec scarsa partecipazione ai concorsi? Dipende anche dai costi della citt\u00e0? Come pu\u00f2 un infermiere che viene da fuori sobbarcarsi con il suo stipendio i costi dell\u2019affitto della casa e pure del parcheggio \u2013 perch\u00e9 il Sant\u2019Andrea non lo ha per i propri dipendenti? Non sono forse temi su cui riflettere in una citt\u00e0 in cui le case in affitto si trasformano in b&amp;b e in cui chi amministra pensa ai parcheggi gratuiti solo per chi va in b&amp;b? Bene puntare sul turismo: ma i turisti a volte hanno purtroppo bisogno del pronto soccorso o dell\u2019ospedale, e se li trovano inospitali certo non torneranno in futuro.<\/p>\n<p>A livello nazionale \u2013 spiega Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe \u2013 \u201cserve un rifinanziamento progressivo e costante per recuperare l\u2019enorme gap accumulato in 15 anni\u201d. Nel 2010 l\u2019Italia aveva una spesa pubblica pro capite pari a quella della media dei Paesi europei; nel 2023 il gap \u00e8 di circa 700 euro a testa, ovvero circa 40 miliardi.<br \/>Servono anche \u2013 aggiunge \u2013 \u201ccoraggiose riforme di sistema, in grado di permettere anche il recupero di risorse da sprechi e inefficienze\u201d. Da molti anni scrivo che occorre tornare al pubblico ma anche che il pubblico deve diventare pi\u00f9 efficiente; e ho fatto qualche proposta, anche per la sanit\u00e0. Confesso che sono diventato nel tempo \u2013 fino a scriverne molto meno \u2013 parecchio pessimista: il motivo \u00e8 la crisi radicale del regionalismo. Sono sempre stato un \u201cneomunicipalista\u201d, sostenitore dei Comuni e non delle Regioni, istituzioni senza una storia alle spalle e senza un radicamento popolare. Ma mai mi sarei aspettato che le Regioni diventassero cos\u00ec decisive nella politica italiana e che lo scarto tra aspettative e risultati fosse cos\u00ec enorme. Una volta si viveva pi\u00f9 a lungo al Sud che al Nord, ora \u00e8 il contrario. I fattori sono pi\u00f9 d\u2019uno, ma certamente c\u2019entra anche la regionalizzazione della sanit\u00e0, che ci rende cos\u00ec diversi di fronte alla vita e alla morte. Le Regioni si sono trasformate in uno dei principali ostacoli al miglioramento delle funzioni pubbliche \u2013 forse anche perch\u00e9 sono gli unici enti che spendono quasi esclusivamente soldi trasferiti dallo Stato e non provenienti da tasse proprie \u2013 e stanno anche favorendo una rifeudalizzazione della politica. Non a caso tanti presidenti di Regione \u2013 i nuovi cacicchi \u2013 vorrebbero restarci a vita.<\/p>\n<p>Abolire le Regioni non si pu\u00f2, oggi sarebbe utopia. Non dobbiamo mai rinunciare all\u2019utopia ma al contempo dobbiamo fare qualcosa di concreto per rendere le Regioni pi\u00f9 efficienti e per togliere radici al cacicchismo.<br \/>Il cacicchismo ligure ha fatto del gran male, tra l\u2019altro, alla sanit\u00e0 spezzina. Cito le parole pronunciate da Luca Comiti alla grande manifestazione \u201cSiamo stufi di essere pazienti\u201d del 14 giugno 2024:<br \/>\u201cSiamo all\u2019ultimo posto per numero di addetti e posti letto in relazione alle altre province liguri. Mancano oltre 1000 medici e infermieri rispetto alla media delle altre provincie liguri; mancano 164 posti letto negli ospedali Sant\u2019Andrea della Spezia e San Bartolomeo di Sarzana rispetto allo standard nazionale; mancano 1500 posti letto nelle residenze sanitarie rispetto alle media delle altre province liguri\u201d.<\/p>\n<p>Quando discuto sui miei libri sul Sessantotto faccio sempre l\u2019esempio della riforma sanitaria del 1978, frutto di quella stagione. Fu la pi\u00f9 importante realizzazione universalista del welfare italiano, in attuazione della Costituzione. Il suo nome era \u201cIstituzione del Servizio sanitario nazionale\u201d. Non possiamo che ripartire da l\u00ec: da un modello di salute nazionale, universalistico, pubblico, gratuito. La salute non \u00e8 una merce, \u00e8 un diritto garantito dal welfare pubblico, un diritto sociale e di libert\u00e0 sancito dalla Costituzione.<br \/>Serve una visione alternativa alla retorica secondo cui non possiamo pi\u00f9 permetterci un Servizio sanitario nazionale, falsamente dichiarato \u201cinsostenibile\u201d. Non spendete nel riarmo, diventer\u00e0 sostenibilissimo! Quello che non possiamo permetterci \u00e8 invece il silenzio. Continuiamo sulla scia del 14 giugno 2024, impegnandoci per dare priorit\u00e0 alla salute, per allocare pi\u00f9 risorse nazionali, per investire sul personale, per dare vita in Liguria e alla Spezia a un rinnovato e pi\u00f9 efficiente modello di sanit\u00e0 pubblica e di cura.<\/p>\n<p>Le fotografie di oggi \u2013 una veduta dall\u2019alto della citt\u00e0 e una della Pieve di Santo Stefano \u2013 sono state scattate nel 2020 a Marinasco.<\/p>\n<p>lucidellacitta2011@gmail.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La lettura degli articoli e delle lettere che \u201cCitt\u00e0 della Spezia\u201d ha pubblicato nelle settimane e nei mesi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":65781,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-65780","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65780","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65780"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65780\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/65781"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65780"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65780"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65780"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}