{"id":657805,"date":"2026-08-31T09:43:25","date_gmt":"2026-08-31T09:43:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/657805\/"},"modified":"2026-08-31T09:43:25","modified_gmt":"2026-08-31T09:43:25","slug":"tumore-al-pancreas-la-prima-terapia-orale-con-il-daraxonrasib-la-nuova-pillola-funziona-meglio-della-chemioterapia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/657805\/","title":{"rendered":"Tumore al pancreas, la prima terapia orale con il Daraxonrasib: &#8220;La nuova pillola funziona meglio della chemioterapia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Pisa, 31 agosto 2026 \u2013 Non un punto di arrivo, ma un punto di partenza. L\u2019approvazione da parte della Food and Drug Administration americana (<strong>Fda<\/strong>) del <a rel=\"follow nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.lanazione.it\/la-spezia\/cronaca\/tumore-pancreas-farmaco-eqwxuc7l\" target=\"_blank\"><strong>Daraxonrasib<\/strong><\/a>, prima terapia orale mirata contro il\u00a0<strong>tumore al pancreas<\/strong> <strong>in fase metastatica,<\/strong> segna una breccia in quello che per decenni \u00e8 stato considerato il muro pi\u00f9 alto e impenetrabile della <strong>ricerca oncologica<\/strong>. Una malattia complessa, spesso diagnosticata in fase avanzata, tanto da esser definita \u2018<strong>killer silenzioso\u2019<\/strong>.<\/p>\n<p>I dati clinici confermano un aumento significativo della sopravvivenza con l\u2019utilizzo del Daraxonrasib rispetto alla sola <strong>chemioterapia<\/strong>, ma la prudenza resta d&#8217;obbligo: <strong>non si tratta di una guarigione<\/strong> e la molecola non \u00e8 ancora accessibile in <strong>Italia<\/strong>, dove si attendono i passaggi regolatori di <strong>Ema<\/strong> e <strong>Aifa<\/strong>.<\/p>\n<p>Per capire la reale portata di questa <strong>scoperta<\/strong>\u00a0abbiamo intervistato la <a rel=\"follow nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.lanazione.it\/cronaca\/tumore-pancreas-possibilita-cura-r1kljs1w\" target=\"_blank\"><strong>professoressa Chiara Cremolini<\/strong><\/a>, oncologa dell&#8217;azienda ospedaliero universitaria Pisana (<a rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ao-pisa.toscana.it\/\" target=\"_blank\">Aoup<\/a>) e direttrice del programma di sperimentazioni cliniche dell\u2019Aoup,\u00a0che ha partecipato alla sperimentazione del Daraxonrasib ed \u00e8 tra gli autori dello studio pubblicato sul New England Journal of Medicine che dimostra per la prima volta l\u2019efficacia di un farmaco a <strong>bersaglio molecolare<\/strong> per il tumore del pancreas metastatico.<\/p>\n<p> <img alt=\"Tumore al pancreas, la prima terapia orale con il Daraxonrasib: &quot;La nuova pillola funziona meglio della chemioterapia&quot;\" loading=\"lazy\" width=\"762\" height=\"429\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/xacky9c.jpeg\"\/> <\/p>\n<p><strong>Professoressa, come si \u00e8 arrivati allo sviluppo del Daraxonrasib,\u00a0molecola capace di colpire un bersaglio a lungo ritenuto inattaccabile?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abGli studi preclinici, cio\u00e8 quelli condotti in laboratorio sulle cellule e sui topi per provare a disattivare la proteina mutata responsabile della crescita del tumore, sono in realt\u00e0 iniziati molti anni fa. La vera novit\u00e0 \u00e8 che questo farmaco ha dimostrato di funzionare non solo sui topi (come purtroppo succede spesso per tante nuove molecole che poi falliscono), ma ha dato risultati molto convincenti fin dai primi test sulle persone.\u00a0Si \u00e8 arrivati cos\u00ec allo studio decisivo, chiamato Rasolute 302. \u00c8 stata proprio questa ricerca a dare la prova definitiva: la nuova pillola funziona meglio della classica chemioterapia che usiamo tutti i giorni nei nostri ambulatori per i pazienti con un tumore al pancreas metastatico, cio\u00e8 quei malati in cui il tumore si \u00e8 gi\u00e0 diffuso ad altri organi\u00bb.<\/p>\n<p> <img alt=\"La spezzina Chiara Cremolini direttrice delle sperimentazioni cliniche dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa\" loading=\"lazy\" width=\"2560\" height=\"1408\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;max-width:100%;height:auto\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/la-spezzina-chiara-cremolini-direttrice-delle-sperimentazioni-cliniche-delluniversita-di-pisa.webp\"\/><\/p>\n<p>La spezzina Chiara Cremolini direttrice delle sperimentazioni cliniche dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa<\/p>\n<p><strong>Per decenni il tumore al pancreas \u00e8 stato definito &#8220;un muro&#8221; per la ricerca. Perch\u00e9 questa molecola rappresenta una svolta dove altri farmaci a bersaglio molecolare hanno fallito?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un traguardo fondamentale proprio perch\u00e9 finora non eravamo in grado di bloccare\u00a0la\u00a0proteina che fa crescere la malattia. Oggi in oncologia la chemioterapia sta lasciando sempre pi\u00f9 spazio alle target therapy, cio\u00e8 ai farmaci intelligenti a bersaglio molecolare per una medicina personalizzata. Questo nuovo farmaco \u00e8 una target therapy a tutti gli effetti: abbiamo un bersaglio preciso, una molecola capace di colpirlo con efficacia e un beneficio clinico reale e concreto per i pazienti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dunque in Italia\u00a0gli strumenti tradizionali contro il tumore al pancreas restano la chirurgia e la chemioterapia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa chirurgia si riserva solo a quei casi in cui la malattia \u00e8 confinata al pancreas, e anche in quelle situazioni viene talvolta preceduta o seguita dalla chemioterapia. Nella malattia metastatica, invece, l&#8217;intervento chirurgico non si fa e l&#8217;unica opzione classica resta la chemioterapia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il Daraxonrasib \u00e8 indicato quindi soltanto per i pazienti con tumore in fase metastatica e che hanno gi\u00e0 fatto la chemioterapia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEsattamente. I due requisiti per poter utilizzare il Daraxonrasib sono proprio questi: avere un tumore con metastasi ed essere gi\u00e0 stati trattati in precedenza con una prima chemioterapia. \u00c8 solo a questo punto che lo studio ha arruolato i pazienti, per capire se fosse meglio somministrare questo nuovo farmaco oppure proseguire con lo standard attuale, cio\u00e8 con la chemioterapia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa l\u2019ha colpita di pi\u00f9 durante la sperimentazione diretta sui pazienti?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abI risultati dello studio sono stati presentati a giugno al congresso della Societ\u00e0 Americana di Oncologia (Asco), dove sono stati resi noti i dati ufficiali, che sono estremamente importanti. Ma noi che abbiamo utilizzato il farmaco sui pazienti abbiamo percepito subito il valore concreto della molecola. Al di l\u00e0 del dato numerico emerso dallo studio, che pure conferma il raggiungimento dell&#8217;obiettivo di aumentare la sopravvivenza, abbiamo visto persone che stavano molto male per i sintomi della malattia riacquistare una buona qualit\u00e0 di vita. E questo grazie a risposte alla cura e a blocchi della crescita del tumore che si sono dimostrati duraturi nel tempo. Utilizzando il farmaco in corsia, l&#8217;efficacia ci \u00e8 apparsa chiara fin da subito.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Avete sperimentato il farmaco anche su pazienti italiani?<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, in Italia sono stati coinvolti quattro centri in questa sperimentazione: due a Milano, uno a Padova e noi a Pisa. E abbiamo visto risultati estremamente tangibili sui pazienti con tumore metastatico, proprio con un grande miglioramento della loro qualit\u00e0 di vita. Oltre ai dati della Tac, che ci confermavano che il tumore si era rimpicciolito o si era bloccato, l\u2019aspetto pi\u00f9 importante \u00e8 che incontrando queste persone a distanza di un mese dalla prima dose stavano nettamente meglio. Avevano un viso migliore, riferivano di riuscire a portare avanti le attivit\u00e0 di tutti i giorni in maniera pi\u00f9 autonoma rispetto a prima e si sentivano pi\u00f9 in forma per fare tutto ci\u00f2 che dovevano fare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come viene somministrato il farmaco?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 una compressa. La dose \u00e8 di 300 milligrammi al giorno. Sono comunque farmaci che poi necessitano di un monitoraggio, per quanto anche il profilo di tollerabilit\u00e0 del Daraxonrasib sia molto buono\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono gli effetti collaterali di questo farmaco? Ci sono tossicit\u00e0 particolari e quanto sono gestibili rispetto alla chemioterapia? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abC&#8217;\u00e8 una reazione cutanea che pu\u00f2 colpire il volto, il tronco e la schiena. \u00c8 un effetto che va affrontato fin da subito, si gestisce bene con creme specifiche ed eventualmente con il cortisone. Non porta a situazioni gravi, anche se richiede molta attenzione nell&#8217;evitare l&#8217;esposizione al sole. Questo problema diventa severo solo in una percentuale molto ridotta di casi, circa il 10%. Gli altri effetti da tenere sotto controllo sono l&#8217;infiammazione delle mucose, in particolare con la comparsa di stomatiti in bocca, e qualche disturbo intestinale come la diarrea. Si tratta comunque di effetti collaterali ampiamente gestibili\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il farmaco, dopo l\u2019ok della Fda negli Stati Uniti, \u00e8 in commercio solo in America. Arriver\u00e0 anche in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNegli Stati Uniti il Daraxonrasib \u00e8 gi\u00e0 disponibile per i pazienti idonei, ma in Europa il percorso \u00e8 pi\u00f9 lungo. Il farmaco ha ottenuto dall&#8217;Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) la designazione di &#8220;farmaco orfano&#8221;, un riconoscimento che offre supporto scientifico e regolatorio allo sviluppo ma non equivale a un&#8217;autorizzazione all&#8217;uso. Dunque in questo momento il farmaco non \u00e8 prescrivibile in Italia, dove occorre l\u2019autorizzazione dell\u2019Aifa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Neanche per uso compassionevole?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPurtroppo no. Per l&#8217;uso compassionevole serve un programma specifico che deve essere aperto direttamente dalla casa farmaceutica: \u00e8 l&#8217;azienda a decidere di mettere a disposizione gratuitamente la molecola per un singolo paziente. Noi medici non possiamo attivare nulla da soli, anche se stiamo lavorando e spingendo molto affinch\u00e9 l&#8217;azienda metta in piedi questo canale in Italia. Lo auspichiamo fortemente, ma oggi questa possibilit\u00e0 purtroppo non c&#8217;\u00e8\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quindi l\u2019unica alternativa per un paziente italiano sarebbe quella di recarsi negli Stati Uniti e acquistarlo a proprie spese?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPurtroppo, ad ora s\u00ec. Ma il costo negli Stati Uniti \u00e8 di 37 mila dollari per un solo mese di terapia. Ovviamente tutta la comunit\u00e0 scientifica e l&#8217;Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) stanno lavorando per cercare una soluzione e garantire un accesso precoce. Bisogna per\u00f2 considerare la sostenibilit\u00e0 economica: anche per l&#8217;Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) sarebbe insostenibile acquistare dagli Stati Uniti un farmaco a 37 mila dollari a scatola al mese prima ancora dell&#8217;approvazione dell&#8217;Ema\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il Daraxonrasib \u00e8 stato testato su pazienti gi\u00e0 trattati con chemioterapia. Ci sono studi in corso per valutarlo anche come prima linea di trattamento? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa sopravvivenza dei pazienti con metastasi \u00e8 raddoppiata. Questo \u00e8 il dato principale, ma rappresenta soltanto un punto di partenza: \u00e8 il primo risultato ottenuto con questo farmaco. L&#8217;obiettivo ora \u00e8 anticiparne l&#8217;utilizzo lungo il percorso di cura. Infatti stiamo gi\u00e0 partecipando alle nuove sperimentazioni che cercano di impiegarlo prima, cos\u00ec da ottenere risultati ancora migliori: l&#8217;auspicio non \u00e8 solo estendere la durata della sopravvivenza, ma arrivare a guarire questi pazienti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>State sperimentando questo farmaco anche per un utilizzo nelle fasi pi\u00f9 precoci della malattia proprio qui a Pisa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, assolutamente. Siamo attivi in questi nuovi studi per l&#8217;impiego del farmaco nelle fasi precoci e le sperimentazioni sono gi\u00e0 aperte presso il nostro centro. Qui a Pisa abbiamo entrambi gli studi attualmente attivi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Avete gi\u00e0 osservato dei risultati su queste fasi precoci?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuesto non lo posso ancora dire, perch\u00e9 abbiamo aperto la sperimentazione davvero da pochissimo. Abbiamo proposto lo studio ad alcuni pazienti e avviato i primi screening, ma non \u00e8 ancora passato abbastanza tempo per poter osservare i risultati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sar\u00e0 mai possibile introdurre uno screening di massa per il tumore al pancreas per intercettarlo prima?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abProporre uno screening sulla popolazione generale \u00e8 molto difficile, soprattutto per le caratteristiche anatomiche del pancreas, che \u00e8 un organo poco visibile e sfuggente. Un esame semplice e non invasivo per l&#8217;addome come l&#8217;ecografia non riesce a studiare il pancreas con la dovuta attenzione e accuratezza. D&#8217;altra parte, proporre a tutti i cittadini un&#8217;indagine pi\u00f9 complessa e pesante come una risonanza magnetica sarebbe un&#8217;opzione decisamente fuori scala per uno screening di massa. L\u2019obiettivo \u00e8 diventare sempre pi\u00f9 capaci a identificare delle categorie a rischio a cui invece proporre un programma di screening\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Si potr\u00e0 sconfiggere definitivamente il tumore al pancreas?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSicuramente questa scoperta ha dato il via a una nuova stagione di sperimentazioni e tentativi mirati a ottenere risultati pi\u00f9 precisi rispetto ai trattamenti tradizionali. Sfruttare al meglio queste conoscenze significa provare ad anticipare l&#8217;utilizzo del farmaco e colpire quello che \u00e8 il vero tallone d&#8217;Achille del tumore. Tuttavia, non credo che con il Daraxonrasib risolveremo il problema in modo definitivo. Non abbiamo scritto la parola fine alla lotta contro il tumore al pancreas, ma abbiamo forse scritto l&#8217;inizio di una storia che cammina verso qualche successo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Speranza&#8221; in campo medico \u00e8 un termine sempre delicato da usare. Come \u00e8 stata accolta questa scoperta dalla comunit\u00e0 scientifica e come dobbiamo raccontarla ai pazienti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo credo che questi risultati abbiano rappresentato un enorme sollievo. Quando al congresso sono state mostrate le curve di sopravvivenza c&#8217;\u00e8 stata una vera standing ovation: per la comunit\u00e0 oncologica, che di fronte al tumore al pancreas ha sempre preso &#8220;schiaffi&#8221; a causa di tentativi e studi falliti, vedere che finalmente siamo riusciti a fare qualcosa \u00e8 stata una sorta di liberazione. Sulla rilevanza clinica della scoperta non ci sono dubbi. In futuro arriveranno molecole ancora migliori, con un meccanismo d&#8217;azione pi\u00f9 potente e ampio, capaci di fare del bene a un numero ancora maggiore di pazienti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa significa per lei guidare queste sperimentazioni?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abVuol dire dare opportunit\u00e0 concrete, che \u00e8 la vera sostanza della speranza. Aderire a uno studio clinico \u00e8 un grande atto di generosit\u00e0 e di fiducia: il paziente nella sperimentazione si affida a te, perch\u00e9 accetta un margine di rischio credendo nelle tue parole quando gli dici che quella cura \u00e8 promettente e pu\u00f2 essere migliore rispetto alla routine. Questa fiducia non va mai tradita. Quando uno studio d\u00e0 un risultato di questa portata, ti restituisce un&#8217;enorme carica per il futuro. Ti fa capire che tutto l&#8217;investimento e il lavoro enorme che c&#8217;\u00e8 dietro la ricerca servono a fare davvero qualcosa di importante\u00bb.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pisa, 31 agosto 2026 \u2013 Non un punto di arrivo, ma un punto di partenza. 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