{"id":658142,"date":"2026-08-31T14:14:18","date_gmt":"2026-08-31T14:14:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/658142\/"},"modified":"2026-08-31T14:14:18","modified_gmt":"2026-08-31T14:14:18","slug":"survivalisti-che-fanno-anche-cose-buone-la-rece-di-the-dog-stars","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/658142\/","title":{"rendered":"Survivalisti che fanno anche cose buone: la rece di The Dog Stars"},"content":{"rendered":"<p class=\"isSelectedEnd\">Questa volta, ve lo dico subito, sono in difficolt\u00e0. Ci sono poche cose sulle quali ho costruito una posizione sufficientemente solida da poterle chiamare dogmi. La prima: mai mangiare in un ristorante del quale non vedi l\u2019interno. L\u2019ho imparato a mie spese, una fredda sera d\u2019inverno a Saint Vincent, ma non penso vi interessino i dettagli. La seconda: \u00e8 legittimo preferire il panettone al pandoro, ma chi lo mangia senza canditi \u00e8 un ipocrita e un vigliacco. La terza: non esistono western brutti. Su questa non transigo proprio, perch\u00e9 se un western viene male non \u00e8 colpa sua: \u00e8 colpa di chi non \u00e8 stato capace di sfruttare il genere drammaturgicamente pi\u00f9 perfetto che l\u2019essere umano abbia inventato dopo la tragedia greca e prima di Temptation Island. Prendi un uomo, dagli una cavalcatura, una frontiera, qualcosa da difendere e qualcuno dall\u2019altra parte che vuole prenderselo e hai gi\u00e0 met\u00e0 film. Sostituisci il cavallo con una carovana di mongolfiere aliene e viene fuori <a href=\"https:\/\/www.i400calci.com\/2025\/12\/blue-in-the-face-la-recensione-di-avatar-fuoco-e-cenere\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Avatar: Fuoco e Cenere<\/a>, con un camion hai Mad Max, con un tizio che consegna un bambino hai <a href=\"https:\/\/www.i400calci.com\/2026\/05\/a-spasso-con-uomo-casco-e-pupazzo-verde-la-rece-di-the-mandalorian-and-grogu\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The Mandalorian<\/a>. Con Kevin Costner hai Kevin Costner, che \u00e8 praticamente un genere a parte riconosciuto dall\u2019UNESCO.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">The Dog Stars, per\u00f2, mi mette proprio in difficolt\u00e0. Perch\u00e9 \u00e8 un western post-apocalittico con tutti i crismi, e in quanto western possiede una struttura talmente robusta che mi risulta quasi impossibile dire che sia un film brutto nel senso pieno del termine. Ridley Scott, oltretutto, \u00e8 ancora Ridley Scott: sa dove mettere una macchina da presa, sa fotografare un paesaggio, sa girare un assalto e a ottantotto anni continua ad avere pi\u00f9 mestiere nel mignolo di certa gente. Per\u00f2 \u00e8 contemporaneamente uno dei film pi\u00f9 smaccatamente americani che abbia visto da parecchio tempo. Non americano nel senso di Hollywood, Coca-Cola e aquile che planano sul tramonto, ma americano nel senso \u2019MMMMURICA: bunker, fucili, autosufficienza, propriet\u00e0 privata difesa col calibro grosso e soprattutto quell\u2019idea molto precisa per cui il mondo l\u00e0 fuori \u00e8 pieno di gente che vuole venire a prenderti le cose, gente a cui sparare senza troppi complimenti. Andiamo con ordine, che non mi va neppure di accusare Ridley Scott di aver diretto Make America Great Again: Fury Road. SIGLA!<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">The Dog Stars \u00e8 tratto dal romanzo omonimo di Peter Heller del 2012, che non ho letto e quindi vi risparmier\u00f2 quella cosa meravigliosa per cui uno passa met\u00e0 recensione a spiegare che \u00abnel libro questo personaggio \u00e8 molto pi\u00f9 approfondito\u00bb basandosi sulla sinossi di Wikipedia. Il film \u00e8 scritto da Mark L. Smith, gi\u00e0 sceneggiatore di <a href=\"https:\/\/www.i400calci.com\/2016\/01\/riccioli-doro-e-i-tre-orsi-la-recensione-di-the-revenant\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The Revenant<\/a>, e racconta di Hig, Jacob Elordi, ex meccanico e pilota sopravvissuto a una pandemia che ha praticamente spazzato via il mondo. Vive in un piccolo aeroporto abbandonato del Colorado insieme al cane Jasper e a Bangley, Josh Brolin, ex militare e survivalista talmente sotto che immagino prima dell\u2019apocalisse comprasse l\u2019acqua in taniche da cinquanta litri perch\u00e9 \u00abnon si sa mai cosa combinano i democratici\u00bb. I due sono chiaramente una coppia ideologica prima ancora che narrativa: Hig continua a pensare che l\u00e0 fuori possano esserci persone, comunit\u00e0, qualcosa per cui valga la pena uscire dal proprio recinto; Bangley considera invece gli estranei alla stregua di scarafaggi e segue una filosofia molto semplice: prima spari e poi eventualmente fai le domande al cadavere.\u00a0Per tutta la prima ora la traiettoria sembra chiarissima. Hig vola, cerca medicine, aiuta una comunit\u00e0 mennonita e pensa ai bambini, mentre Bangley difende il perimetro. Uno pensa che la sopravvivenza senza umanit\u00e0 non abbia senso, l\u2019altro pensa che l\u2019umanit\u00e0 sia esattamente quella cosa che ti fa abbassare il fucile cinque secondi prima di prenderti una pallottola in fronte.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Siamo tematicamente dalle parti degli ultimi <a href=\"https:\/\/www.i400calci.com\/2026\/01\/la-vita-secondo-i-jimmy-la-rece-di-28-anni-dopo-il-tempio-delle-ossa\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">28 anni dopo<\/a>, a ben vedere. E infatti il film sembra porsi in dialogo con una parte recente della filmografia di questo periodo, quella che continua a ragionare su colpa, responsabilit\u00e0, comunit\u00e0 e sulla necessit\u00e0 di mettere in crisi le proprie certezze senza per questo trasformare ogni essere umano in un santo perch\u00e9 #volemosebene. <a href=\"https:\/\/www.i400calci.com\/2021\/10\/the-great-ridley-scott-swindle-the-last-duel\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The Last Duel<\/a>, per esempio, era costruito letteralmente sulla moltiplicazione dei punti di vista e sull\u2019impossibilit\u00e0 di continuare a raccontarsi una versione comoda della realt\u00e0. Anche <a href=\"https:\/\/www.i400calci.com\/2026\/07\/metti-la-tela-togli-la-tela-la-recensione-di-odissea\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Odissea<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.i400calci.com\/2026\/08\/old-man-locksley-la-rece-di-robin-hood-il-prezzo-del-sangue\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The Death of Robin Hood<\/a>, pur in forme molto diverse, riflettono su individui costretti a riconoscere i limiti del proprio sguardo. Qui sembra persino pi\u00f9 semplice. Hig vuole partire perch\u00e9 da anni riceve un segnale proveniente da Grand Junction. Bangley gli dice di non andarci perch\u00e9 fuori c\u2019\u00e8 la merda. Hig parte perch\u00e9 crede che Bangley abbia torto. Fine del primo atto, appare la scritta invisibile \u00abora il protagonista dimostrer\u00e0 che senza fiducia e solidariet\u00e0 siamo soltanto animali con un AR-15\u00bb, sipario. Solo che no, proprio per il cazzo. Da qualche parte dopo la prima ora, mentre attraversiamo le montagne del Colorado pi\u00f9 abruzzesi che siano mai apparse su uno schermo \u2013 perch\u00e9 parecchio film \u00e8 stato girato in Italia e ogni tanto ti aspetti che dietro una curva spunti qualcuno a venderti arrosticini \u2013 Ridley Scott viene improvvisamente posseduto dal fantasma di House of Gucci. Si insomma, avete capito: inizia la fase MATTA.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Da qui in poi non c\u2019\u00e8 modo di continuare senza entrare pesantemente negli SPOILER, quindi considerate questa la LINEA DELLO SPOILER, tracciata con venti metri di filo spinato e Bangley appostato sopra un capanno con un fucile di precisione, anzi ve lo lascio proprio qui sotto con tutto il suo abbagliante sorriso.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-85219 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/the-dog-stars-2-710x399.png\" alt=\"josh brolin in the dog stars\" width=\"710\" height=\"399\"  \/>Se volete varcare la linea dello spoiler, fatelo a vostro rischio e pericolo<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Succede innanzitutto una cosa curiosa: il mondo di The Dog Stars \u00e8 devastato, certo, ma non \u00e8 The Road. Non siamo arrivati al livello \u00abmangio uno scarafaggio trovato dentro una scarpa e ringrazio il Signore per il banchetto\u00bb. Ci sono carburante, medicine, aerei funzionanti, generatori, dentifricio, gente che riesce addirittura a mantenere una certa igiene personale. Poi per\u00f2 compaiono improvvisamente delle bande di uomini rasati, tatuati, urlanti, conciati come se fossero usciti da un casting per i War Boys dopo che qualcuno aveva scritto sul foglio \u00abmeno George Miller, pi\u00f9 maranza in giro per Desenzano\u00bb, e attaccano la base di Bangley gridando sostanzialmente \u00abAmmiratemi\u00bb. Subito dopo succede praticamente la stessa cosa al ranch di Pops, il vostro australianissimo Guy Pearce, dove nel frattempo Hig ha incontrato Cima, la vostra [inserire aggettivo superlativo appropriato] Margaret Qualley, e scoperto che forse il futuro dell\u2019umanit\u00e0 comprende ancora innamorarsi di qualcuno senza dover prima verificare se abbia nascosto carne umana nel freezer. Qui gli invasori arrivano a cavallo, urlano, assaltano la propriet\u00e0 e vengono ripresi attraverso un immaginario che richiama in modo piuttosto evidente quello del vecchio western con gli \u201cindiani\u201d che attaccano l\u2019insediamento dei coloni.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 da qui che le cose iniziano a diventare matte mattissime. Fino a quel momento Hig e Bangley erano stati usati come due modi opposti di guardare il mondo: apertura contro isolamento, fiducia contro paranoia, comunit\u00e0 contro fortezza. Poi, quasi senza accorgersene, The Dog Stars comincia a rappresentare gli estranei proprio come li vede Bangley: orde ferali, corpi minacciosi, gente priva di linguaggio o di una vera identit\u00e0, puro pericolo che arriva da fuori e invade il tuo spazio. Cinematograficamente, vi dir\u00f2, il cambio di marcia potrebbe pure funzionare. Sono due momenti di rara cafonaggine, ma dopo un\u2019ora molto comoda fanno l\u2019effetto di due Red Bull bevute una dietro l\u2019altra. L\u2019assalto visto attraverso il visore notturno, in particolare, \u00e8 Ridley Scott che si ricorda di essere Ridley Scott e organizza corpi, spazio, buio e violenza con quella scioltezza da vecchio del cantiere che guarda tutti usare il laser e poi tira su un muro perfettamente dritto con lo spago.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-85218 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/the-dog-stars-1-710x399.png\" alt=\"the dog stars\" width=\"710\" height=\"399\"  \/>\u00abABRUZZO: TERRA DA AMARE\u00bb<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">A quel punto, comunque, il discorso potrebbe ancora reggere. Potrebbe essere il momento in cui il film smette di essere schematico e ammette che forse Bangley non ha completamente torto, che essere umani non significa essere coglioni e che la solidariet\u00e0 non richiede necessariamente di aprire la porta di casa a chiunque arrivi urlando con una mazza. Sarebbe una complicazione interessante, adulta, persino coerente con quello Scott che nei film migliori ama mettere i personaggi davanti a sistemi morali troppo semplici per sopravvivere al contatto con la realt\u00e0. Il problema \u00e8 che The Dog Stars non si ferma l\u00ec e va dritto verso Grand Junction, dove da anni Hig intercetta la voce radiofonica di Darlene, Allison Janney, e dove il film decide che non aveva ancora usato abbastanza cartucce dal caricatore delle post-apocalissi viste in altri film.<\/p>\n<p>Grand Junction sembra uscita dalla fusione a freddo tra Fallout e soprattutto BioShock: comunit\u00e0 apparentemente perfetta, sorrisi larghi mezzo metro, estetica congelata negli anni Cinquanta, cordialit\u00e0 cos\u00ec innaturale che dopo venti secondi stai gi\u00e0 pensando al cannibalismo. E infatti. Il problema non \u00e8 neanche che sia prevedibile, perch\u00e9 The Dog Stars \u00e8 un western e abbiamo appena stabilito che i western funzionano proprio perch\u00e9 puoi vedere arrivare certe cose da cento chilometri e goderti comunque il modo in cui arrivano. \u00c8 che questa svolta completa il cortocircuito iniziato poco prima: Hig \u00e8 partito perch\u00e9 rifiutava l\u2019idea che il mondo esterno fosse soltanto merda e, tappa dopo tappa, incontra precisamente la merda che Bangley gli aveva promesso. Il survivalista armato fino ai denti viene attaccato a casa propria, Pops viene assediato nel suo isolamento boschivo e la comunit\u00e0 finalmente trovata oltre l\u2019orizzonte \u00e8 composta da cannibali matti in culo. L\u2019unico gruppo davvero affidabile resta quello dei Mennoniti, che vive separato, coltiva la terra e suona la chitarrina nei prati. Non \u00e8 quindi tanto che \u201cBangley aveva ragione\u201d in senso assoluto, quanto che il film accumula talmente tante prove a favore della sua paranoia da rendere sempre pi\u00f9 difficile capire su quale terreno morale voglia stare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-85221 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/the-dog-stars-4-710x399.png\" alt=\"the dog stars\" width=\"710\" height=\"399\"  \/>Introducing: candidatura al premio Miglior Matto ai Sylvester 2027<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Attribuire questa lettura direttamente a Ridley Scott sarebbe esagerato e ingeneroso. Durante la promozione il regista ha definito The Dog Stars un film speranzoso e ha spiegato di non volerlo costruire attorno a un\u2019agenda politica precisa. Le sue dichiarazioni pubbliche, oltretutto, non delineano certo un improvviso convertito al bunkeraggio armato e al \u201cnoi contro tutti\u201d. Niente Scott con un cappellino rosso davanti allo specchio, quindi, ma bisogna prendere atto di qualcosa di interessante: il film sembra produrre un significato molto pi\u00f9 chiuso e isolazionista di quello che, sulla carta, vorrebbe sostenere.\u00a0Il cuore teorico dovrebbe essere la tensione tra sopravvivere e restare umani. Hig vede possibilit\u00e0 di connessione dove Bangley vede minacce, e il suo viaggio dovrebbe servire a verificare se fuori dal recinto esista ancora qualcosa che meriti di essere salvato. Solo che il mondo costruito intorno a lui trasforma continuamente la fiducia in ingenuit\u00e0 e la prudenza in buon senso. \u00c8 come girare due ore di film sull\u2019importanza di superare la paura dell\u2019acqua e chiudere con il protagonista divorato da uno squalo cinque secondi dopo essere entrato in mare: puoi anche mettere sui titoli di coda \u00ababbiate coraggio\u00bb, ma io intanto domani compro i braccioli e una fiocina pure per andare in piscina.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Per questo The Dog Stars \u00e8 un film difficile da liquidare. Non \u00e8 semplicemente reazionario, perch\u00e9 l\u2019impianto e le intenzioni dichiarate puntano altrove; non \u00e8 nemmeno soltanto confuso, perch\u00e9 per lunghi tratti sa esattamente quali idee vuole mettere in campo. \u00c8 piuttosto un film che cambia pelle nella seconda met\u00e0 e, insieme al ritmo, cambia anche il peso delle proprie immagini. Passa dalla malinconia al pulp, da The Road a Fallout, dalla poesia del paesaggio ad Allison Janney che sembra la presentatrice di un quiz televisivo prodotto dall\u2019Enclave, e nel farlo rende molto meno stabile il discorso che aveva costruito fino a quel momento.\u00a0Resta comunque Ridley Scott, e questo basta a impedire che tutto collassi. Ci sono due o tre sequenze in cui ricorda a chiunque perch\u00e9 ha passato mezzo secolo a insegnare come si mette in scena uno spazio, come si fa entrare la violenza dentro un paesaggio e come si gestisce un western anche quando il cavallo \u00e8 diventato un Cessna. Potrei anche arrivare a sostenere una posizione molto controversa: Elordi funziona \u2013 peccato, niente battute sul fatto che sia un attore (con un) cane \u2013 proprio perch\u00e9 Hig ha qualcosa di fragile e irrisolto sotto quella faccia da statua greca cresciuta a proteine; Brolin invece si diverte tantissimo e ogni volta che prende in mano un\u2019arma sembra finalmente essere arrivato il Natale, mentre il segmento di Grand Junction \u00e8 talmente fuori asse da possedere almeno il pregio di restare impresso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-85220 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/the-dog-stars-3-710x399.png\" alt=\"the dog stars\" width=\"710\" height=\"399\"  \/>\u00abMa tu ci pensi, che culo? Siamo rimasti in dodici al mondo e solo gente fregna\u00bb<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Forse, alla fine, \u00e8 davvero il western a salvare tutto. Perch\u00e9 restano gli uomini, le armi, il territorio, la frontiera e quella domanda antichissima su quanto siamo disposti a perdere di noi stessi per difendere ci\u00f2 che consideriamo casa. I western migliori prendono quella domanda e la complicano fino a renderla dolorosa; The Dog Stars la apre in modo promettente, poi si diverte talmente tanto a riempire la frontiera di pazzi, predoni e cannibali da rendere la risposta parecchio meno chiara di quanto dovrebbe.\u00a0Non riesco a dire che sia un brutto film, perch\u00e9 abbiamo stabilito che di western brutti non ne esistono. Ma se il prossimo sconosciuto che bussa alla mia porta finisce impallinato prima ancora di presentarsi, sappiamo almeno chi denunciare per il danno culturale.<\/p>\n<p>P.s: non chiedetemi che fine fa il cane, non mi va di parlarne.<\/p>\n<p>Poster-quote:<\/p>\n<blockquote>\n<p>\u201cMake Abruzzo Colorado Again\u201d<br \/>Lou Ferragni, i400calci.com<\/p>\n<p>&gt;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.imdb.com\/title\/tt21285562\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">IMDb<\/a>\u00a0|\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=XXw_nGxIdAc\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Trailer<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Condividi questo articolo:<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Questa volta, ve lo dico subito, sono in difficolt\u00e0. 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