{"id":658558,"date":"2026-08-31T19:39:18","date_gmt":"2026-08-31T19:39:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/658558\/"},"modified":"2026-08-31T19:39:18","modified_gmt":"2026-08-31T19:39:18","slug":"melanoma-cosi-i-pazienti-con-metastasi-vivono-anche-10-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/658558\/","title":{"rendered":"Melanoma, cos\u00ec i pazienti con metastasi vivono anche 10 anni"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Vera Martinella<\/p>\n<p class=\"summary-art is--xlarge is-mr-b-15\">Quindici anni fa la sopravvivenza era solo di pochi mesi. La storia \u00e8 cambiata con l&#8217;arrivo dell&#8217;immunoterapia e dei nuovi vaccini a mRna<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Era il 2011, quando con grande entusiasmo degli esperti durante il congresso annuale della Societ\u00e0 americana di oncologia (Asco) vennero annunciati <b>i primi dati sull&#8217;immunoterapia nei pazienti con melanoma cutaneo<\/b>. Questo tumore <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/sportello_cancro\/16_agosto_01\/immunoncologia-nuova-strategia-allungare-vita-malati-cancro-a7271456-57d2-11e6-9ac8-f2906f94989e.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">fece allora da apripista a questa nuova strategia<\/a> che mira a <b>stimolare il sistema immunitario dei pazienti<\/b> contro le cellule neoplastiche e che oggi d\u00e0 risultati importanti in molte neoplasie per le quali c\u2019erano poche speranze.<br \/>Prima dell\u2019arrivo dell\u2019immunoterapia nel 2011, <b>la speranza di vita dei malati con un melanoma metastatico era di circa 6-12 mesi<\/b> perch\u00e9 la chemio o le altre strategie contro questa neoplasia non funzionano. Oggi, invece, esistono diversi farmaci immunoterapici efficaci e in molti casi \u00e8 possibile\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/sportello_cancro\/22_giugno_04\/immunoterapia-melanoma-tumore-e9f2a4be-e1cc-11ec-bf4e-5693ecc91028.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cronicizzare la malattia\u00a0 con molti pazienti metastatici ancora vivi parecchi anni (anche pi\u00f9 di 10) dopo la diagnosi<\/a>.\u00a0<br \/>Durante l&#8217;ultimo congresso Asco 2026, tenutosi recentemente a Chicago, sono arrivate ulteriori\u00a0<b>nuove buone notizie per quanto riguarda la sopravvivenza<\/b> delle persone con questo tumore.<\/p>\n<p>    Lo studio NIBIT-M2: doppia immunoterapia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come dimostrano i risultati finali dello studio NIBIT-M2, promosso da Fondazione NIBIT,<b> a\u00a010 anni <\/b>dall\u2019inizio della terapia per <b>metastasi cerebrali asintomatiche<\/b>\u00a0<b>il 32% dei pazienti trattati con la doppia immunoterapia ipilimumab e nivolumab \u00e8 ancora in vita<\/b>.\u00a0<br \/>\u00abE&#8217; un risultato di particolare rilievo per una condizione storicamente associata a una prognosi del tutto sfavorevole e si tratta del follow-up pi\u00f9 lungo disponibile al mondo in pazienti con melanoma e metastasi cerebrali asintomatiche, da sempre associate a una prognosi particolarmente sfavorevole e a una gestione clinica molto complessa\u00a0&#8211; dice A<b>nna Maria Di Giacomo, presentatrice dello studio\u00a0e responsabile del programma di sperimentazioni cliniche di Fase I\/II del Centro di Immuno-Oncologia dell\u2019Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese &#8211;<\/b>. Per molti anni questi pazienti non hanno avuto opzioni terapeutiche efficaci e una sopravvivenza di pochi mesi\u00bb.<br \/>Proprio per rispondere a questa esigenza clinica, Fondazione NIBIT ha promosso lo studio NIBIT-M2, nato per valutare se l\u2019immunoterapia potesse essere efficace anche nei pazienti con metastasi cerebrali asintomatiche.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    <b>Un paziente su tre vivo a 10 anni<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">NIBIT-M2 \u00e8 uno studio\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/sportello_cancro\/22_giugno_03\/malati-tumore-sperimentazione-5a2712bc-e0fe-11ec-92f8-10b00f50cbf2.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">di fase tre (l\u2019ultima prima dell\u2019approvazione di una nuova cura<\/a>), multicentrico e randomizzato, che ha coinvolto pazienti con melanoma metastatico e metastasi cerebrali attive, non trattate e asintomatiche, arruolati in <b>nove centri italiani.<\/b> I partecipanti non avevano ricevuto precedenti terapie sistemiche per la malattia avanzata.<br \/><b>Lo studio ha confrontato tre strategie<\/b>: la chemioterapia con fotemustina, la combinazione di ipilimumab e fotemustina, e la d<b>oppia immunoterapia con ipilimumab e nivolumab<\/b>. L\u2019obiettivo principale era valutare la sopravvivenza globale: dopo un follow-up mediano di 125 mesi, i risultati confermano il <b>beneficio duraturo della doppia immunoterapia<\/b>.<br \/>Nel gruppo trattato con ipilimumab e nivolumab, la sopravvivenza globale a 10 anni \u00e8 risultata pari al 32% (quella specifica per melanoma ha raggiunto il 36%) e pre il controllo della malattia a livello cerebrale si mantiene nel tempo: la sopravvivenza libera da progressione intracranica a 10 anni \u00e8 infatti pari al 29%.<br \/>\u00abQuesti dati dimostrano che una quota significativa di pazienti con melanoma e metastasi cerebrali pu\u00f2 ottenere un beneficio molto prolungato nel tempo dalla doppia immunoterapia &#8211; sottolinea <b>Michele Maio, ordinario di Oncologia Medica presso l\u2019Universit\u00e0 di Siena e direttore del Centro di Immuno-Oncologia\u00a0senese<\/b> -. Inoltre tra i pazienti vivi a 10 anni,\u00a0 il 70%\u00a0non riceve pi\u00f9 alcuna terapia antitumorale. Un fatto che ci fa sperare nella guarigione\u00bb.<\/p>\n<p>    Lo studio\u00a0<b>KEYNOTE-942: combinare vaccino e immunoterapia<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per quelle persone che non traggono i risultati sperati con l&#8217;immunoterapia nascono le sperimentazioni condotte utilizzando anche i <b>vaccini mRna<\/b>, creati con l&#8217;obiettivo di <b>stimolare la produzione di anticorpi e cellule immunitarie<\/b> in grado di riconoscere particolari proteine poste sulla superficie delle sole cellule cancerose per distruggerle.<br \/>A tal proposito ad Asco 2026 sono stati presentati, dai ricercatori della NYU Langone Health,\u00a0i risultati a 5 anni dello<b> studio di fase 2b KEYNOTE-942<\/b>\u00a0che confermano la solidit\u00e0 e la tenuta nel tempo del vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma. I dati, <a href=\"https:\/\/ascopubs.org\/doi\/10.1200\/JCO-26-00835\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">pubblicati in contemporanea sul Journal of Clinical Oncology<\/a>, certificano un traguardo importante: <b>la combinazione del vaccino anti-cancro personalizzato (intismeran) e dell\u2019immunoterapia standard (pembrolizumab) riduce del 49% il rischio di recidiva o morte<\/b> rispetto alla sola immunoterapia nei pazienti con melanoma ad alto rischio.<br \/>In\u00a0<b>Italia,<\/b> cos\u00ec come in altre parti del mondo, <b>\u00e8 in corso lo studio di fase tre:<\/b><br \/>\u00abQuesti risultati confermano che la strada intrapresa con il vaccino a mRNA \u00e8 quella giusta e che l&#8217;efficacia della combinazione con l\u2019immunoterapia si mantiene costante nel tempo &#8211; commenta<b> Paolo Ascierto,\u00a0<\/b><b>direttore dell\u2019Unit\u00e0 di Oncologia melanoma dell&#8217;Istituto Tumori Pascale di Napoli<\/b>, primo centro italiano ad avviare la sperimentazione\u00a0<b\/>-. Ridurre del 49% il rischio di recidiva e <b>del 59% quello di metastasi a distanza a cinque anni<\/b> apre prospettive cliniche importantissime per il futuro dei pazienti ad alto rischio\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    <b>Come funziona il <\/b>vaccino mRna basato sul singolo paziente<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo studio ha coinvolto 157 pazienti con melanoma operati, divisi in due gruppi per valutare l\u2019efficacia della terapia adiuvante (post-chirurgica): a cinque anni dall\u2019intervento,<b> il 68,8% dei pazienti trattati con l&#8217;accoppiata vaccino pi\u00f9 immunoterapia \u00e8 completamente libero da tumore<\/b>, contro il 49,1% di chi ha ricevuto solo l\u2019immunoterapia.<br \/>\u00abInoltre, la combinazione ha ridotto del 59% il rischio che il melanoma si diffonda in altri organi del corpo. Ma il dato forse pi\u00f9 impressionante \u00e8 che il 92,2% dei pazienti del gruppo vaccino \u00e8 vivo a cinque anni, rispetto al 71,3% del gruppo di controllo\u00bb sottolinea Ascierto, ordinario di Oncologia all\u2019Universit\u00e0 Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus.<br \/>Sia chiaro, per\u00f2: nonostante gli esperti lo chiamino vaccino, <b>non si tratta di una strategia preventiva\u00a0<\/b>che immunizza contro la patologia (come accade per i vaccini disponibili contro molte malattie). \u00abE&#8217; una <b>terapia creata &#8220;su misura&#8221; per ogni singolo paziente <\/b>&#8211; spiega<b> <\/b>Ascierto<b> &#8211;<\/b>. Attraverso l&#8217;analisi del tumore rimosso chirurgicamente, sono stati identificati fino a 34 neoantigeni, ovvero le &#8220;firme&#8221; proteiche specifiche ed esclusive di quel determinato melanoma. Sulla base di queste informazioni, \u00e8 stato sintetizzato un filamento di mRNA che, una volta iniettato, istruisce i linfociti T, cio\u00e8 i soldati del sistema immunitario, a riconoscere e distruggere qualsiasi cellula tumorale residua che tenti di nascondersi o riprodursi\u00bb. L\u2019immunoterapia con <b>pembrolizumab toglie il \u00abfreno\u00bb al sistema immunitario <\/b>che il tumore usa per difendersi; <b>il vaccino intismeran, invece, fornisce ai linfociti T l\u2019identikit esatto del bersaglio da colpire<\/b>.<\/p>\n<p>    Sperimentazioni su altri tipi di tumori<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La sicurezza del trattamento \u00e8 ormai comprovata, con effetti collaterali gestibili e sovrapponibili a quelli di una normale reazione influenzale.<br \/>\u00abLa vera notizia \u00e8 che questo approccio fa da apripista &#8211; conclude l&#8217;esperto -: la tecnologia dell\u2019mRNA applicata ai tumori ad alto tasso di mutazione, come il melanoma, sta gi\u00e0 venendo<b> testata con successo anche per il tumore al polmone<\/b> e altre neoplasie difficili da trattare. Siamo di fronte a un potenziale cambio di paradigma: se i dati della fase tre confermeranno questi trend, la medicina di precisione diventer\u00e0 uno standard terapeutico consolidato per queste patologie\u00bb.<\/p>\n<p class=\"overtitle\">Hai un dubbio o un quesito medico?<\/p>\n<p class=\"caption\">I nostri medici e specialisti rispondo ai tuoi quesiti su temi sanitari<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-08-31T06:40:04+02:00\">31 agosto 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Vera Martinella Quindici anni fa la sopravvivenza era solo di pochi mesi. 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