{"id":658657,"date":"2026-08-31T21:04:20","date_gmt":"2026-08-31T21:04:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/658657\/"},"modified":"2026-08-31T21:04:20","modified_gmt":"2026-08-31T21:04:20","slug":"caracas-il-petrolio-al-centro-eni-e-chevron-pronte-a-firmare-nuovi-accordi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/658657\/","title":{"rendered":"Caracas, il petrolio al centro: Eni e Chevron pronte a firmare nuovi accordi"},"content":{"rendered":"\n<p>Dopo mesi di trattative, diverse grandi compagnie energetiche, tra cui l&#8217;italiana Eni, le americane Chevron e GE Vernova, l&#8217;indiana ONGC e la colombiana GeoPark, sono ormai a un passo dal firmare i contratti definitivi in Venezuela.\u00a0<\/p>\n<p>A rivelarlo \u00e8 l&#8217;agenzia Reuters, le firme potrebbero arrivare gi\u00e0 in settimana e si muovono su un binario diverso rispetto al maxi-accordo politico tra Washington e Caracas, pensato per garantire agli Stati Uniti una fetta delle riserve energetiche del Paese.<\/p>\n<p>La maggior parte di queste intese serve a completare la transizione (durata sei mesi) verso le regole della nuova legge sugli idrocarburi. Q<strong>uesto cambio di rotta offre alle aziende straniere molta pi\u00f9 libert\u00e0 d&#8217;azione<\/strong>: possono gestire i giacimenti con meno vincoli, esportare direttamente il greggio e incassare i profitti in modo pi\u00f9 agile.\u00a0<\/p>\n<p>Questi accordi commerciali non vanno confusi con il pi\u00f9 ampio patto tra i due governi annunciato la settimana scorsa. Con quell&#8217;intesa, <strong>la Casa Bianca punta a mettere le mani su una quota di 17 giacimenti che custodiscono circa 65 miliardi di barili di riserve<\/strong> provate, vale a dire un quinto di tutto il petrolio venezuelano.<\/p>\n<p>Per Chevron si preannuncia un affare enorme. L&#8217;azienda punta ad aggiungere al proprio portafoglio un blocco nella vastissima cintura dell&#8217;Orinoco, mossa che le permetterebbe di espandere una joint venture gi\u00e0 attiva con la compagnia di Stato locale, la PDVSA. Inoltre, Chevron vuole negoziare un&#8217;area nel nord di Monagas, strategica per produrre i diluenti necessari a trattare il greggio extra-pesante.<\/p>\n<p>I dettagli pratici su come funzioner\u00e0 l&#8217;operazione non sono ancora stati svelati dal presidente americano. Tuttavia, Bloomberg e altre testate hanno svelato che <strong>dietro le quinte si muove Alejandro Betancourt, un controverso imprenditore venezuelano indagato per riciclaggio in Svizzera e in Spagna<\/strong>. Nonostante i sospetti e le forti polemiche in patria, Betancourt si sta confermando una figura centrale negli equilibri geopolitici del Paese, oggi come in passato.<\/p>\n<p>L&#8217;imprenditore \u00e8 il socio di maggioranza della North American Blue Energy Partners (NABEP), la seconda realt\u00e0 petrolifera del Paese dopo Chevron, e da mesi fa da ponte con Washington. Secondo le ricostruzioni, <strong>il governo americano acquisterebbe una quota &#8220;passiva&#8221; del 35% in NABEP, ottenendo il diritto prioritario di comprare a prezzo di costo il 20% di quanto estratto<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa maxi-operazione sta per\u00f2 sollevando parecchi dubbi tra giuristi ed <strong>esperti del settore, che chiedono massima trasparenza sui contratti e ne mettono in discussione la stessa legalit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Il patto, annunciato venerd\u00ec dal presidente Donald Trump e confermato dalla presidente ad interim venezuelana Delcy Rodriguez, metterebbe sotto l&#8217;influenza di Washington 65 miliardi di barili di petrolio: una cifra enorme, se si pensa che supera l&#8217;intera riserva provata degli Stati Uniti (pari a 46 miliardi).<\/p>\n<p>A far storcere il naso agli analisti sono anche le modalit\u00e0: non c&#8217;\u00e8 stata alcuna gara pubblica e le trattative sono rimaste segrete fino a pochi giorni fa, proprio mentre il Venezuela stava ridisegnando la sua legge sugli idrocarburi e trasferendo decine di vecchi contratti verso il nuovo regime giuridico, un processo che tra l&#8217;altro non \u00e8 ancora finito.<\/p>\n<p>Trump ha accennato sui social a una &#8220;collaborazione con imprese private&#8221;, senza per\u00f2 fare nomi sulle aziende che gestiranno i campi petroliferi per conto degli Stati Uniti. La NABEP di Betancourt ha dichiarato al New York Times di essere pronta a collaborare e molti media danno ormai per scontato il suo coinvolgimento.<\/p>\n<p>Secondo la presidente ad interim Rodriguez, <strong>l&#8217;accordo durer\u00e0 almeno 25 anni, dovrebbe portare 100 miliardi di dollari di investimenti e fruttare al Venezuela 209,3 miliardi tra tasse e royalties<\/strong>. In pratica, al Paese resterebbero circa 19 dollari per ogni barile prodotto. In teoria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo mesi di trattative, diverse grandi compagnie energetiche, tra cui l&#8217;italiana Eni, le americane Chevron e GE Vernova,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":658658,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":["post-658657","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-mondo","tag-news","tag-notizie","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117192154652223975","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/658657","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=658657"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/658657\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/658658"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=658657"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=658657"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=658657"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}