{"id":658708,"date":"2026-08-31T21:54:11","date_gmt":"2026-08-31T21:54:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/658708\/"},"modified":"2026-08-31T21:54:11","modified_gmt":"2026-08-31T21:54:11","slug":"sindrome-da-stress-cardiaco-quattro-segnali-nel-sangue-per-distinguerla-dallinfarto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/658708\/","title":{"rendered":"Sindrome da stress cardiaco: quattro segnali nel sangue per distinguerla dall\u2019infarto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Arriva il nuovo test<\/strong> che evita diagnosi al buio: la <strong>sindrome da stress cardiaco<\/strong> pu\u00f2 presentarsi con <strong>dolore toracico<\/strong>, <strong>affanno<\/strong>, <strong>alterazioni dell\u2019elettrocardiogramma<\/strong> e <strong>aumento della troponina<\/strong>. Il quadro iniziale \u00e8 quasi indistinguibile da quello di una <strong>sindrome coronarica acuta<\/strong>. Ora uno studio su <strong>3.615 pazienti<\/strong> propone il <strong>BioTAK<\/strong>, un punteggio che combina <strong>sesso<\/strong> e <strong>quattro biomarcatori<\/strong>. I risultati sono promettenti, ma la <strong>coronarografia<\/strong> resta indispensabile nelle emergenze e il test non \u00e8 ancora pronto per l\u2019impiego ordinario<\/p>\n<p>Il dolore arriva all\u2019improvviso, spesso dopo un trauma emotivo, un intervento chirurgico, un\u2019infezione o un altro forte stress fisico. L\u2019elettrocardiogramma si modifica, la troponina aumenta e il cuore perde temporaneamente parte della propria capacit\u00e0 di contrarsi. In pronto soccorso tutto fa pensare a un infarto. E come un infarto il caso deve essere trattato, almeno fino a quando non sia stato escluso.<\/p>\n<p>Dietro una parte di questi episodi, tuttavia, non c\u2019\u00e8 una coronaria chiusa da un trombo. C\u2019\u00e8 la <strong>sindrome di Takotsubo<\/strong>, una disfunzione acuta e generalmente reversibile del ventricolo, legata a una complessa risposta neuro-ormonale allo stress. Una malattia che interessa soprattutto le donne dopo la menopausa, ma che pu\u00f2 colpire anche uomini e persone pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 \u00e8 riconoscerla subito. Sintomi, elettrocardiogramma ed enzimi cardiaci possono sovrapporsi a quelli della sindrome coronarica acuta. Per sciogliere il dubbio si ricorre normalmente alla <strong>coronarografia<\/strong>, l\u2019esame invasivo che permette di vedere se nelle arterie del cuore esista un\u2019ostruzione responsabile del danno.<\/p>\n<p>Una ricerca pubblicata il 31 agosto sull\u2019<strong>European Heart Journal<\/strong> prova ora a spostare una parte della diagnosi verso un semplice prelievo di sangue. Il gruppo internazionale guidato da Florian Wenzl, Victor Schweiger, Thomas L\u00fcscher e Christian Templin ha sviluppato il <strong>BioTAK<\/strong>, un punteggio da zero a 60 costruito combinando il sesso del paziente con quattro sostanze misurabili nel plasma. Lo studio ha utilizzato i dati dei registri <strong>InterTAK<\/strong> e <strong>SPUM-ACS<\/strong> raccolti tra il 2011 e il 2023.<\/p>\n<p><strong>Lo studio su oltre 3.600 pazienti<\/strong><\/p>\n<p>Il modello \u00e8 stato elaborato su <strong>1.823 persone<\/strong>: <strong>1.754<\/strong> con sindrome coronarica acuta e <strong>69<\/strong> con Takotsubo. \u00c8 stato poi verificato su un gruppo indipendente di <strong>1.792 pazienti<\/strong>, dei quali <strong>77<\/strong> con Takotsubo e <strong>1.715<\/strong> con una vera sindrome coronarica acuta.<\/p>\n<p>I campioni di sangue erano stati raccolti all\u2019arrivo in ospedale, prima della coronarografia. I ricercatori hanno analizzato 19 biomarcatori collegati al danno e allo stress del miocardio, all\u2019infiammazione, alla funzione renale, al metabolismo dei grassi, alla vasocostrizione e all\u2019instabilit\u00e0 delle placche aterosclerotiche.<\/p>\n<p>Una procedura di selezione assistita dall\u2019apprendimento automatico ha individuato i fattori pi\u00f9 informativi. Il risultato finale non \u00e8 per\u00f2 una \u201cscatola nera\u201d affidata interamente all\u2019intelligenza artificiale: i cinque elementi selezionati sono stati inseriti in un modello statistico trasformato in un punteggio clinico interpretabile.<\/p>\n<p>Il primo elemento \u00e8 il <strong>sesso femminile<\/strong>, coerente con la netta prevalenza della Takotsubo tra le donne. Nei due gruppi studiati, infatti, le donne rappresentavano rispettivamente il <strong>91,3%<\/strong> e il <strong>85,7%<\/strong> dei casi.<\/p>\n<p>Gli altri quattro segnali arrivano dal sangue.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 noto \u00e8 il <strong>NT-proBNP<\/strong>, sostanza liberata quando le pareti dei ventricoli sono sottoposte a forte tensione. Nella Takotsubo pu\u00f2 aumentare molto perch\u00e9 il ventricolo si dilata e perde improvvisamente efficienza, configurando una vera sindrome acuta da insufficienza cardiaca.<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 il <strong>colesterolo Ldl<\/strong>. Valori pi\u00f9 elevati si associano maggiormente alla malattia aterosclerotica e quindi alla possibilit\u00e0 che il dolore dipenda dalla rottura di una placca coronarica. Nei pazienti con Takotsubo, invece, l\u2019Ldl risultava mediamente pi\u00f9 basso.<\/p>\n<p><strong>Le due proteine che separano stress e aterosclerosi<\/strong><\/p>\n<p><strong>I segnali pi\u00f9 interessanti sono PAM e sLOX-1.<\/strong> Non sono due marcatori normalmente richiesti in pronto soccorso e proprio qui si concentra la novit\u00e0, ma anche il principale ostacolo all\u2019applicazione immediata del test.<\/p>\n<p><strong>La sLOX-1<\/strong> \u00e8 la forma solubile di un recettore espresso dall\u2019<strong>endotelio<\/strong> e presente nelle aree pi\u00f9 instabili delle <strong>placche aterosclerotiche<\/strong>. Nel gruppo con <strong>sindrome coronarica acuta<\/strong> i suoi livelli erano nettamente superiori: nella coorte iniziale la mediana era di <strong>38 picogrammi per millilitro<\/strong> contro <strong>4<\/strong> nella <strong>Takotsubo<\/strong>. Una differenza confermata nel gruppo di validazione, con valori rispettivamente di <strong>33<\/strong> e <strong>3<\/strong>.<\/p>\n<p>In termini semplici, la <strong>sLOX-1<\/strong> sembra segnalare la presenza del processo vascolare tipico dell\u2019<strong>infarto<\/strong>: attivazione dell\u2019endotelio, erosione o rottura della placca. Nella <strong>Takotsubo<\/strong> questo percorso biologico \u00e8 molto meno rappresentato perch\u00e9 il problema principale non nasce dall\u2019aterosclerosi coronarica.<\/p>\n<p><strong>La PAM<\/strong>, acronimo di <strong>peptidilglicina alfa-amidante monoossigenasi<\/strong>, racconta invece l\u2019altra faccia della malattia. \u00c8 un enzima coinvolto nell\u2019attivazione di numerosi peptidi biologici e nei circuiti che regolano attivit\u00e0 simpatica, vasocostrizione e risposte all\u2019ansia. I livelli erano pi\u00f9 alti nella <strong>Takotsubo<\/strong> rispetto alle <strong>sindromi coronariche acute<\/strong>.<\/p>\n<p>Il dato rafforza l\u2019ipotesi che la patologia nasca dall\u2019interazione tra <strong>cervello, sistema nervoso autonomo, catecolamine, microcircolo e muscolo cardiaco<\/strong>. Non significa che la <strong>PAM<\/strong> sia <strong>\u201cla causa\u201d<\/strong> della Takotsubo: il lavoro dimostra un\u2019<strong>associazione diagnostica<\/strong>, non un rapporto diretto di causa ed effetto. Il marcatore potrebbe per\u00f2 rappresentare la <strong>traccia biologica di una risposta simpatica particolarmente intensa<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Cosa significa quel \u201cquasi 90 per cento\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Nella coorte di sviluppo il <strong>BioTAK<\/strong> ha raggiunto un\u2019area sotto la curva, o <strong>AUC<\/strong>, di <strong>0,97<\/strong>; nella validazione esterna il valore \u00e8 rimasto elevato, pari a <strong>0,93<\/strong>. \u00c8 una misura della capacit\u00e0 del modello di distinguere statisticamente le due condizioni, non la percentuale di pazienti diagnosticati correttamente nella pratica quotidiana.<\/p>\n<p>Il punteggio divide i pazienti in tre fasce. Sotto <strong>27 punti<\/strong> la <strong>Takotsubo<\/strong> \u00e8 considerata improbabile; tra <strong>27 e 32<\/strong> il caso deve essere rivalutato; da <strong>33 punti in su<\/strong> diventa probabile. Con queste soglie l\u2019<strong>89,2 per cento<\/strong> delle persone della coorte iniziale \u00e8 stato collocato nella fascia di bassa o alta probabilit\u00e0, mentre circa l\u2019<strong>11 per cento<\/strong> \u00e8 rimasto nella zona intermedia.<\/p>\n<p>Un risultato da non tradurre automaticamente in \u201c90 per cento di diagnosi corrette\u201d. Per escludere la Takotsubo, un punteggio inferiore a <strong>27<\/strong> ha mostrato una <strong>sensibilit\u00e0 del 95,7 per cento<\/strong> e un <strong>valore predittivo negativo del 99,8 per cento<\/strong>. Per confermarla, invece, una valutazione di almeno <strong>33 punti<\/strong> ha raggiunto una <strong>specificit\u00e0 del 99 per cento<\/strong>, ma un <strong>valore predittivo positivo del 59,1 per cento<\/strong>.<\/p>\n<p>Solo oltre <strong>36 punti<\/strong> il <strong>valore predittivo positivo<\/strong> \u00e8 salito al <strong>88,9 per cento<\/strong>, con intervalli di confidenza piuttosto ampi. La differenza \u00e8 importante: il <strong>BioTAK<\/strong> appare particolarmente efficace nell\u2019individuare chi <strong>molto probabilmente non ha la sindrome<\/strong>, mentre un risultato positivo <strong>deve essere interpretato nel contesto clinico<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La coronarografia non va in pensione.<\/strong> Il nuovo punteggio non autorizza a rallentare il percorso dell\u2019infarto. Se il paziente presenta <strong>sopraslivellamento del tratto ST, shock, instabilit\u00e0 emodinamica, aritmie pericolose<\/strong> o altri criteri di alto rischio, la <strong>coronarografia urgente resta necessaria<\/strong>. <strong>Aspettare il risultato di nuovi biomarcatori potrebbe far perdere tempo prezioso<\/strong> per riaprire una coronaria occlusa.<\/p>\n<p>Lo stesso studio indica come possibile campo d\u2019impiego soprattutto i <strong>pazienti stabili con una sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento ST e senza caratteristiche di rischio molto elevato<\/strong>. In questa popolazione, frequentemente composta da <strong>donne anziane<\/strong>, il <strong>punteggio potrebbe aiutare a stabilire se e con quale urgenza procedere all\u2019esame invasivo<\/strong>, integrandosi con <strong>ecocardiogramma, andamento della troponina e valutazione clinica<\/strong>.<\/p>\n<p>Un editoriale pubblicato sullo stesso numero dell\u2019European Heart Journal invita inoltre a considerare il <strong>peso della probabilit\u00e0 iniziale<\/strong>. Essendo la <strong>Takotsubo meno frequente dell\u2019infarto<\/strong>, anche un test molto preciso pu\u00f2 produrre risultati positivi che non corrispondono alla diagnosi finale. \u00c8 la ragione per cui <strong>sensibilit\u00e0 e specificit\u00e0 non bastano<\/strong>: contano la <strong>prevalenza della malattia<\/strong> e il tipo di pazienti sui quali il test viene applicato.<\/p>\n<p>Resta poi un problema pratico. <strong>NT-proBNP e colesterolo Ldl sono gi\u00e0 misurabili nei normali laboratori<\/strong>, mentre <strong>PAM e sLOX-1 non fanno parte della routine ospedaliera<\/strong>. I metodi sperimentati richiedono attualmente circa <strong>tre-cinque ore<\/strong>. Gli autori ritengono possibile trasferirli su <strong>piattaforme automatizzate<\/strong> e ridurre i tempi, ma questa fase deve ancora essere completata.<\/p>\n<p>Anche la validazione, pur effettuata su un secondo gruppo di pazienti, deriva da <strong>registri strettamente collegati<\/strong> e da una <strong>popolazione prevalentemente svizzera<\/strong>. I casi di Takotsubo erano complessivamente <strong>146<\/strong>: un numero rilevante per una patologia non comune, ma ancora limitato per verificare con precisione il comportamento del punteggio <strong>negli uomini, nei giovani e nei diversi sottotipi della sindrome<\/strong>.<\/p>\n<p>Il <strong>BioTAK apre dunque una strada, non chiude la diagnosi<\/strong>. Suggerisce che la <strong>Takotsubo possiede una firma biologica diversa dall\u2019infarto<\/strong>: meno segni di <strong>instabilit\u00e0 aterosclerotica<\/strong>, pi\u00f9 tracce di <strong>stress ventricolare e attivazione neurovegetativa<\/strong>. Prima di cambiare i protocolli dei pronto soccorso serviranno per\u00f2 <strong>studi in altri Paesi e una prova decisiva<\/strong>: dimostrare che usare il punteggio <strong>riduca davvero gli esami invasivi senza aumentare il rischio di lasciare senza trattamento un infarto autentico<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Arriva il nuovo test che evita diagnosi al buio: la sindrome da stress cardiaco pu\u00f2 presentarsi con dolore&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":658709,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[363409,363413,133708,363411,239,339230,1537,90,89,363414,240,363416,363415,8093,363410,294535,363412],"class_list":["post-658708","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-biotak","tag-christian-templin","tag-european-heart-journal","tag-florian-wenzl","tag-health","tag-infarto-del-miocardio","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-nt-probnp","tag-salute","tag-sindrome-da-stress-cardiaco","tag-slox-1","tag-svizzera","tag-takotsubo","tag-thomas-luscher","tag-victor-schweiger"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117192351103013573","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/658708","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=658708"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/658708\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/658709"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=658708"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=658708"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=658708"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}