{"id":658760,"date":"2026-08-31T22:42:18","date_gmt":"2026-08-31T22:42:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/658760\/"},"modified":"2026-08-31T22:42:18","modified_gmt":"2026-08-31T22:42:18","slug":"dal-castello-incantato-al-supermarket-qualcosa-su-yayoi-kusama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/658760\/","title":{"rendered":"Dal castello incantato al supermarket. Qualcosa su Yayoi Kusama"},"content":{"rendered":"<p>Il 14 agosto scorso \u00e8 mancata a 97 anni l\u2019artista giapponese\u00a0<strong>Yayoi Kusama, autentica\u00a0artistar\u00a0dell\u2019ultimo decennio<\/strong>, al vertice della classifica delle vendite nel \u201926, con un\u2019aggiudicazione recente che supera i 10 milioni di euro. Nata a Matsumoto nella provincia di Nagano nel \u201929, inizia a disegnare compulsivamente fin da bambina. Manterr\u00e0 questo rapporto ossessivo con l\u2019opera fino alla fine, diventando negli anni le sue distese di pois e le zucche antropomorfe, intimamente rassicuranti in quanto bucolico deposito memoriale, un autentico brand cavalcato dalle grandi\u00a0griffes\u00a0della moda: Louis Vuitton su tutte. Alla prima scuola d\u2019arte, in conflitto con la madre, rifiuter\u00e0 le previste lezioni di etichetta, gi\u00e0 dimostrandosi insofferente alle imposizioni, frequentando poi, la scuola d\u2019arte\u00a0nihonga\u00a0all\u2019insegna di un grande rigore formale che le conferir\u00e0 continuit\u00e0 e disciplina.\u00a0<\/p>\n<p>\n          Hugh MacDiarmid e Ghiannis Ritsos      <\/p>\n<p><strong>Il trasferimento a New York \u00e8 del \u201958, grazie ad un contatto epistolare con l\u2019artista Georgia O\u2019Keeffe che la esorta da uscire da un Giappone post-bellico sventrato in tutto il suo retaggio tradizionale e abusato da un doppio, irrimediabile crimine atomico.\u00a0<\/strong>I suoi primi contatti americani saranno con il minimalista Donald Judd e con due dei caposaldi pop come Claes Oldenburg e Andy Warhol che nel \u201965 plauder\u00e0 \u2013 con il suo gallerista Leo Castelli \u2013 ad una sua passeggiata collettiva, nude per strada, coperte dai pois d\u2019ordinanza. Dello stesso anno la prima\u00a0Infinity Mirror Room: stanza specchiata tappezzata da una costellazione di strutture falliformi di stoffa a pallini rossi, riproposta in svariate versioni fino ai giorni nostri. Anche il Minimalismo di Judd lascer\u00e0 traccia, favorendo grandi tele monocrome, oltre alle\u00a0performances\u00a0radicali dove oggetti, superfici e gli stessi corpi dei partecipanti verranno battezzati dagli ormai consueti puntini. Commercialmente soffrir\u00e0 la sua indipendenza formale dai canoni mercantili \u2013 non solo americani \u2013 imposti dalla Pop da un lato e dagli\u00a0Irascibilidell\u2019Espressionismo Astratto dall\u2019altro, caratterizzati entrambi da una dominante presenza maschile.\u00a0<\/p>\n<p>A ulteriore riprova del contributo degli artisti alla valorizzazione critica dei colleghi, Lucio Fontana \u2013 in occasione della XXXIII edizione della Biennale di Venezia(\u201966), all\u2019apice del suo successo e presente con l\u2019imponente, candida sala personale titolata\u00a0Attese\u00a0realizzata in collaborazione con l\u2019architetto veneziano Carlo Scarpa \u2013 si adoperer\u00e0 per consentire a Kusama (non invitata) una presenza sui prati dei Giardini, dove allestir\u00e0 un campo di palline di plastica argentata specchiante titolata\u00a0Garden of Narcissus.\u00a0<strong>Palline messe poi in vendita a 150 lire cadauna. Kusama approder\u00e0 cos\u00ec in Italia, anticipando la sua successiva personale in Biennale nel \u201993.<\/strong><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" alt=\"\" class=\"wp-image-108372 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/GettyImages-948291034-1024x683.webp\"  data- data-eio-rwidth=\"1024\" data-eio-rheight=\"683\"\/><\/p>\n<p>Il rientro in Giappone sar\u00e0 nel \u201973, dopo il violento esaurimento nervoso del \u201970 che la porter\u00e0 ad assolutizzare il rapporto con la perdita di confini, vagheggiando verso la dissoluzione dell\u2019individuo smaterializzato in un indistinto diffuso, nonch\u00e9 popolando le sue stanze di specchi riflettenti e di costellazioni di zucche multicolori punteggiate. Clima ossessivo che si riveler\u00e0 fertile nei confronti delle opere, che assumeranno una caratterizzazione unica e riconoscibile (punto primo per un successo mercantile), ma straordinariamente complesso dal punto di vista psicologico e mentale: in pratica Kusama produrr\u00e0 opere cavalcando l\u2019estremo della sua fragilit\u00e0,\u00a0<strong>messa a tal prova da richiedere autonomamente di essere sottratta al mondo, di fatto ricoverandosi volontariamente dal \u201977 in una clinica psichiatrica, per vivere tranquillizzata nel suo pianeta privato.<\/strong><\/p>\n<p>Ambiente protetto che favorir\u00e0 in modo decisivo la realizzazione di opere floreali dal grande impatto visivo per svariati musei nel mondo (MoMa di New York; Walker Art Center, Minneapolis; Tate Modern, Londra; Museo d\u2019Arte Moderna di Tokio e molti altri), focalizzando a tal punto la sua indagine pluriennale sulla zucca fino a renderla espressione autentica del suo alter ego. Kusama, negli anni, diventer\u00e0 sicuramente un\u2019artista di successo ma la svolta, quella vera, quella endemica, virale,\u00a0<strong>avverr\u00e0 dal 2012, quando Marc Jacobs, direttore artistico di Louis Vuitton, le commissioner\u00e0 svariati capi d\u2019abbigliamento caratterizzati dalle ormai celebri sequenze di puntini colorati.<\/strong>\u00a0\u00c8 cos\u00ec che Yayoi, da regina di un mondo ulteriore, costellato di sogni e ossessioni, diventer\u00e0 il volano per bracciali modello\u00a0bangle, borsette, scarpe\u00a0d\u00e9collet\u00e9e\u00a0e ballerine, teli mare e\u00a0foulard.<\/p>\n<p>Vero \u00e8 che gi\u00e0 nel \u201967 Guy Debord aveva indirettamente allertato il mondo (quello sensibile, non l\u2019altro) sull\u2019avvento della Societ\u00e0 dello Spettacolo, ma fino ad un ventennio\u00a0\u00a0fa questa deriva (si pu\u00f2 dire, oggi?) mercantile sarebbe stata considerata l\u2019esito definitivo di un declino sul versante espressivo, una sua massificazione dolente, un\u2019avvilente mercificazione: dal castello degli incanti (e delle streghe ossessive) al supermarket, dalla zucca fatata agli scaffali dorati del negozio per pochi. Nella realt\u00e0 Yayoi \u00e8 divenuta la perfetta artista social, con tutte le caratteristiche che piacciono a questo mondo ovattato e ipocrita dove l\u2019ideale \u00e8 quello di relazionarsi da dominanti sulle fragilit\u00e0, considerate prede per massificare il profitto, donna di coccio in mezzo a maschilit\u00e0 di ferro, Warhol in gonnella dalla parrucca d\u2019ordinanza rosso acceso, riedizione di quella warholiana argentata. Di tutto questo, nulla \u00e8 ancora apparso sulle innumerevoli testate ubbidienti che ne parlano oggi, disciplinatamente allineate ad una santificazione assoluta, unidirezionale e osannante. Yayoi \u00e8 la pi\u00f9 grande da un po\u2019 e ci penseranno le aste a piombare la sua memoria in tal senso godendo anche della elementare riproducibilit\u00e0 delle sue opere, gi\u00e0 sperimentata con la moltiplicazione miracolosa delle opere di Warhol.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"691\" height=\"1017\" alt=\"\" class=\"wp-image-108373 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/IMG_3850-231160.jpeg-copia.jpg\"  data- data-eio-rwidth=\"691\" data-eio-rheight=\"1017\"\/><\/p>\n<p>Una delle frasi ricorrenti di oggi \u00e8\u00a0Kusama ha trasformato l\u2019ossessione in infinito\u00a0laddove, con molta pi\u00f9 probabilit\u00e0 per un umano, semmai ha coltivato infaticabilmente la sua ossessione infinita. \u00c8 infatti indubitabile dalla sua biografia che Kusama abbia considerato la sua pervicacia pointillista come terapia per contenere un disagio,\u00a0<strong>una sorta di mantra da ripetere all\u2019infinito \u2013 appunto \u2013 per occupare la sua mente con un movimento quasi meccanico, per togliere spazio ai fantasmi terrifici del panico<\/strong>, nel tentativo inesausto di sopravvivere loro. Arte-Vita e Arte-terapia allo stesso tempo, esperimento \u2013 proprio cos\u00ec titolato \u2013 che ho contribuito a condurre nel \u201990 con seminari-laboratorio al Paolo Pini di Milano e all\u2019Istituto per le materie e le forme inconsapevoli\u00a0diretto dall\u2019artista Claudio Costa al Centro di Igiene Mentale di Genova-Quarto. Questo tipo di avvicinamento mentale avrebbe portato nel \u201993 a mostre quali\u00a0Lanormalit\u00e0\u00a0dell\u2019Arte in spazi deputati quali le Stelline di Milano (titolazione che oggi porterebbe dritti dritti in tribunale). Stesse ossessioni, stessa ripetitivit\u00e0, stessi scarti, stesse identificazioni in oggetti, situazioni ricorrenti, superfici alternative, stessa indispensabilit\u00e0 nel sopravvivere loro, probabilmente con meno originalit\u00e0 espressiva di Kusama, ma autentiche,\u00a0<strong>senza America, senza Warhol, senza Vuitton, senza parrucche, social, senza media, senza soldi, senza niente, con i materiali rimediati grazie a fondi di recupero delle varie, acciaccate Unit\u00e0 Sanitarie.<\/strong>\u00a0Inserito nel progetto c\u2019era anche tal Marco Raugei (\u201958-\u201906), con i suoi disegni salvifici basati sulla ripetizione compulsiva di oggetti, inseriti oggi nella Collezione de l\u2019Art Brut di Losanna e oggi faccio fatica a pensare che i pois di Kusama non abbiamo la stessa, identica natura e non siano affatto:\u00a0Uno strumento per interrogare il rapporto tra individuo, spazio e infinito, bens\u00ec il tragico, commovente tentativo privato di restare aggrappati alla vita \u201cnonostante\u201d, riempiendo superfici per togliere spazio ai fantasmi e all\u2019angoscia. Mi ha destato oggettivamente un disagio quasi fisico, rivelatosi in realt\u00e0 drammatica conferma, vedere il video della performance di Kusama in una vetrina iper-illuminata alla Fondazione Vuitton di New York, dove un robot-Yayoi, pressoch\u00e9 indistinguibile dall\u2019originale anche a poca distanza, propinava oscenamente e inesorabilmente pois al di l\u00e0 del vetro, sguardo fisso, opaco, temendo che \u2013 se fosse stato possibile avere l\u2019originale in bella mostra, pur novantenne \u2013 questo sarebbe potuto accadere.\u00a0Icona pop globale, come dicono oggi. Purtroppo. In quell\u2019occasione, qualche mormor\u00eco educato di dissenso, vista la volgarit\u00e0 inadeguata della proposta, ma nessuna considerazione circa un progetto di mercificazione che aspettava solo la morte per diventare potentemente redditizio. Se non altro per recuperare anche le milionate necessarie per realizzare un robot dalle movenze e sembianze straordinariamente avanzate.<\/p>\n<p>Il personaggio instabile e inespressivo,\u00a0<strong>la povera Yayoi, al di l\u00e0 di un\u2019originalit\u00e0 distintiva, di una (inevitabile) coerenza espressiva<\/strong>, di un\u2019indubitabile sapienza cromatica d\u2019insieme, di una gradevolezza che sfiora la tenerezza, merita la sua nicchia nella storia dell\u2019arte, ma soprattutto come espressione inesorabile e puntuale del nostro tempo senz\u2019anima.\u00a0<\/p>\n<p>E questo \u2013 viste le implicazioni \u2013 non vuol certo essere un complimento. Alla societ\u00e0, non certo a Yayoi.<\/p>\n<p><strong>Roberto Floreani<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il 14 agosto scorso \u00e8 mancata a 97 anni l\u2019artista giapponese\u00a0Yayoi Kusama, autentica\u00a0artistar\u00a0dell\u2019ultimo decennio, al vertice della classifica&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":658761,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,363458,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,32955,363459,214,112226],"class_list":["post-658760","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-artistar","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-louis-vuitton","tag-roberto-floreani","tag-spettacolo","tag-yayoi-kusama"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117192540800172118","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/658760","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=658760"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/658760\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/658761"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=658760"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=658760"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=658760"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}