{"id":65935,"date":"2025-08-24T10:22:11","date_gmt":"2025-08-24T10:22:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/65935\/"},"modified":"2025-08-24T10:22:11","modified_gmt":"2025-08-24T10:22:11","slug":"politica-nel-mirino-tra-pompieri-in-sciopero-e-proteste-di-piazza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/65935\/","title":{"rendered":"politica nel mirino tra pompieri in sciopero e proteste di piazza"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019estate 2025 verr\u00e0 ricordata in <strong>Spagna<\/strong> soprattutto per gli incendi che hanno devastato vaste aree del Paese. Secondo i dati del <strong>Sistema Europeo di Informazione sugli Incendi<\/strong> (EFFIS), il 40% di tutta la superficie bruciata nell\u2019Unione Europea quest\u2019anno si trova in Spagna: tra il terzo e il quarto trimestre, sono andati distrutti <strong>391.581 ettari<\/strong> in 230 incendi, e il bilancio \u00e8 ancora provvisorio. L\u2019area pi\u00f9 colpita \u00e8 la <strong>Galizia occidentale<\/strong>, dove oltre nove focolai, solo nella provincia di <strong>Ourense<\/strong>, hanno carbonizzato pi\u00f9 di 72.000 ettari. Situazione simile in <strong>Castilla y Le\u00f3n<\/strong>, con oltre 150.000 ettari colpiti da roghi rimasti attivi per giorni. Dietro queste cifre c\u2019\u00e8 un insieme di <strong>fattori strutturali<\/strong>: clima mediterraneo sempre pi\u00f9 estremo, siccit\u00e0 prolungate, aumento della vegetazione non gestita e spopolamento delle aree rurali. \u201cServe raddoppiare gli investimenti nella prevenzione, fino a superare il miliardo annuo\u201d, avverte <strong>Rub\u00e9n Laina<\/strong>, ingegnere esperto in incendi e professore alla <strong>Universidad Polit\u00e9cnica<\/strong> di <strong>Madrid<\/strong>. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che i fondi restano scarsi, e il divario tra ci\u00f2 che si spende per spegnere e ci\u00f2 che si investe per prevenire continua ad allargarsi.<\/p>\n<p><strong>Pompieri in prima linea con stipendi fermi a 17 anni fa<\/strong> \u2013 La crisi non \u00e8 solo ambientale. \u00c8 anche una frattura politica e sociale. I vigili del fuoco forestali denunciano condizioni di lavoro inaccettabili: contratti precari, carenza di dotazioni, e una normativa nazionale mai decollata per coordinare le competenze regionali. Alcune \u00e9lite, come i <strong>BRIF<\/strong> (Brigadas de Refuerzo en Incendios Forestales), hanno ottenuto contratti statali stabili, ma per molti la situazione resta insostenibile. Emblematico il caso di Madrid, dove i salari sono fermi a un contratto collettivo che avrebbe dovuto essere aggiornato 17 anni fa. \u00c8 uno dei motivi che ha spinto i pompieri a proclamare uno <strong>sciopero<\/strong> di un mese, in piena stagione estiva, poi sospeso per non lasciare sguarnite le squadre durante l\u2019emergenza. \u201cDopo anni di promesse non mantenute, la pazienza \u00e8 finita\u201d, ha dichiarato il portavoce nell\u2019Assemblea di Madrid, accusando la societ\u00e0 pubblica <strong>Tragsa<\/strong> di rifiutare il negoziato e il governo di <strong>Isabel D\u00edaz Ayuso<\/strong> di sottrarsi alle proprie responsabilit\u00e0. La denuncia \u00e8 durissima: \u201cMentre gli incendi aumentano in frequenza e pericolosit\u00e0, continuiamo a svolgere un lavoro ad altissimo rischio con stipendi che non permettono nemmeno di coprire i costi di vita di base\u201d, spiega <strong>Jes\u00fas Molina Pino<\/strong>, presidente del comitato aziendale, che rappresenta <strong>CGT<\/strong>, <strong>UGT<\/strong> e il sindacato indipendente <strong>Firet<\/strong>. Si parla di 1.200 euro al mese per un lavoro che mette a rischio la vita.<\/p>\n<p><strong>Piazze piene: \u201cUn bosco va curato 12 mesi all\u2019anno\u201d<\/strong> \u2013 Alle fiamme si somma la rabbia sociale. A <strong>Valladolid<\/strong>, migliaia di persone hanno attraversato il centro storico chiedendo le dimissioni del presidente della Junta di Castilla y Le\u00f3n, <strong>Alfonso Fern\u00e1ndez Ma\u00f1ueco<\/strong> (Partido Popular), e del suo assessore all\u2019Ambiente, <strong>Juan Carlos Su\u00e1rez-Qui\u00f1ones<\/strong>. Sotto lo slogan \u201cContro il fuoco dell\u2019inazione, vogliamo prevenzione\u201d, i manifestanti hanno ricordato <strong>Nacho<\/strong>, <strong>Abel<\/strong> e <strong>Jaime<\/strong> \u2013 il pompiere e i due volontari morti nei roghi di Le\u00f3n. \u201cPrima spopolato, poi incendiato\u201d e \u201cUn bosco va curato 12 mesi all\u2019anno\u201d sono i motti che sintetizzano la protesta: rabbia contro chi ha tagliato fondi per la prevenzione e lasciato crescere l\u2019abbandono delle campagne. In Galizia la mobilitazione \u00e8 ancora pi\u00f9 diffusa: 26 municipi hanno ospitato presidi contro la gestione forestale della <strong>Xunta<\/strong>, guidata da <strong>Alfonso Rueda<\/strong>, anch\u2019egli del Partido Popular. La piattaforma \u201cper una montagna galiziana con futuro\u201d denuncia una \u201cpolitica forestale assente\u201d e accusa la regione di aver sprecato risorse preziose. Dal 2018, infatti, la Xunta ha speso 5,2 milioni di euro in campagne pubblicitarie anti-incendi, affidate a media vicini al PP, senza trasparenza. Una strategia avviata da <strong>Alberto N\u00fa\u00f1ez Feij\u00f3o<\/strong> \u2013 oggi leader nazionale del partito \u2013 e proseguita da Rueda. Paradossalmente, quasi la stessa cifra (5,4 milioni di euro) \u00e8 stata stanziata per misure di prevenzione, ma finora non \u00e8 stato speso un solo euro. Questo squilibrio \u2013 comunicazione invece di prevenzione \u2013 alimenta la sfiducia verso la politica locale.<\/p>\n<p><strong>Danni economici e richieste di stato di emergenza<\/strong> \u2013 L\u2019incendio non si spegne con le fiamme. Le conseguenze pesano sull\u2019economia, sul turismo e sui trasporti. L\u2019UGT chiede per le zone colpite la dichiarazione di \u201c<strong>area di emergenza<\/strong>\u201d per attivare aiuti e proteggere l\u2019occupazione. In Galizia, dopo sette giorni di sospensione, \u00e8 stato ripristinato il collegamento ferroviario Madrid-Galizia: 101 treni cancellati e oltre 50.000 passeggeri coinvolti. <strong>Renfe<\/strong>, l\u2019impresa pubblica del trasporto ferroviario, ha predisposto servizi straordinari per ridurre i disagi. Numeri drammatici, vuoti normativi, proteste sociali e accuse di mala gestione. Questa estate di fuoco ha messo in evidenza una verit\u00e0: la Spagna non \u00e8 solo vittima del cambiamento climatico, ma anche di decenni di scelte politiche miopi. La richiesta che sale dalle piazze \u00e8 chiara: pi\u00f9 prevenzione, trasparenza nell\u2019uso dei fondi, stabilizzazione dei lavoratori e investimenti reali. Solo cos\u00ec il Paese potr\u00e0 spegnere non solo le fiamme di oggi, ma anche il rischio di incendi politici e sociali domani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019estate 2025 verr\u00e0 ricordata in Spagna soprattutto per gli incendi che hanno devastato vaste aree del Paese. 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