{"id":659365,"date":"2026-09-01T08:30:13","date_gmt":"2026-09-01T08:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/659365\/"},"modified":"2026-09-01T08:30:13","modified_gmt":"2026-09-01T08:30:13","slug":"rassie-erasmus-la-nuova-interpretazione-della-maul-sta-funzionando-per-tutte-le-squadre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/659365\/","title":{"rendered":"Rassie Erasmus: \u201cLa nuova interpretazione della maul sta funzionando per tutte le squadre\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Rassie Erasmus promuove a pieni voti la nuova interpretazione delle regole sulla maul, introdotta da World Rugby a partire dal 1\u00b0 giugno. Secondo il ct del Sudafrica, le modifiche hanno reso questa situazione di gioco pi\u00f9 efficace dal punto di vista offensivo, contribuendo anche all\u2019aumento delle mete e del tempo effettivo di gioco.<\/p>\n<p>Erasmus aveva gi\u00e0 espresso in passato la propria frustrazione per il modo in cui venivano arbitrate le maul da rimessa laterale, ritenendo che le squadre fossero sempre pi\u00f9 spesso ostacolate nella costruzione di efficaci avanzamenti.<\/p>\n<p>Le nuove regole sulla maul<\/p>\n<p>Le nuove indicazioni riguardano soprattutto i giocatori che finiscono dalla parte \u201csbagliata\u201d della maul. Secondo World Rugby, quando la contesa per il pallone \u00e8 terminata e un giocatore si trova oltre l\u2019ovale o in una posizione nella quale lo trascina, quel giocatore deve riconoscere di essere uscito dalla contesa e lasciare la maul. L\u2019obiettivo \u00e8 rendere pi\u00f9 semplice la gestione di una situazione che, secondo World Rugby, era diventata difficile da arbitrare, gestire e spiegare a pubblico e tifosi.<\/p>\n<p><strong>Leggi anche:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.onrugby.it\/2026\/08\/30\/sudafrica-rassie-erasmus-caotico-o-diabolico-la-saga-delle-formazioni-degli-springboks\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Sudafrica: Rassie Erasmus caotico o diabolico? La saga delle formazioni degli Springboks<\/a><\/p>\n<p>Erasmus: \u201cOra devi impegnarti nella maul\u201d<\/p>\n<p>Erasmus ritiene che le nuove indicazioni abbiano cambiato in maniera significativa il modo in cui le squadre possono difendere una maul. \u201cBen fatto a World Rugby. Quando otto giocatori fanno una maul qui, o sette giocatori fanno una maul qui, in passato potevi fermarla con quattro giocatori passando dall\u2019altra parte e trascinandola indietro. A quel punto non c\u2019era spazio per i trequarti\u201d, ha spiegato il tecnico sudafricano.<\/p>\n<p>Con la nuova applicazione, invece, la difesa \u00e8 costretta a impegnare pi\u00f9 uomini nella maul, creando contemporaneamente maggiore spazio alle spalle. \u201cOra devi impegnarti nella maul e quindi si apre il vuoto\u201d, ha aggiunto Erasmus.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 spazio per i trequarti e pi\u00f9 mete<\/p>\n<p>Secondo l\u2019allenatore degli Springboks, il cambiamento non ha reso la maul soltanto uno strumento per cercare direttamente la meta. Il suo effetto pi\u00f9 importante sarebbe infatti lo spazio che si crea per il gioco dei trequarti. Erasmus ha sottolineato come la maul sia diventata una situazione nella quale conta il lavoro coordinato degli otto giocatori, descrivendola come una competizione di spinta e sincronizzazione, anche attraverso la formazione a V.<\/p>\n<p>Il tecnico ha quindi collegato la nuova interpretazione all\u2019aumento delle mete osservato recentemente: non necessariamente perch\u00e9 siano aumentate le mete segnate direttamente da maul, ma perch\u00e9 la difesa deve dedicarvi pi\u00f9 giocatori, lasciando maggiori possibilit\u00e0 alla linea arretrata. \u201cPenso che la quantit\u00e0 di mete che stiamo vedendo attualmente non dipenda solo dalle mete da maul. \u00c8 il vuoto che crea, perch\u00e9 due flanker non possono stare fuori e anche il tallonatore non pu\u00f2 stare fuori. Devono entrare nella maul e ora c\u2019\u00e8 nuovamente spazio per la linea dei trequarti\u201d.<\/p>\n<p>Erasmus difende anche il gioco al piede<\/p>\n<p>Il ct sudafricano ha infine respinto l\u2019idea che un maggiore ricorso al gioco al piede debba necessariamente tradursi in meno azione. Per farlo, ha citato il dato relativo al tempo effettivo di gioco dei primi due Test della Rugby\u2019s Greatest Rivalry.<\/p>\n<p>A Ellis Park, dove la Nuova Zelanda ha segnato cinque mete vincendo il primo incontro della serie, il pallone \u00e8 rimasto in gioco per <strong>29 minuti<\/strong>. Nel secondo Test, disputato a Citt\u00e0 del Capo, il tempo di gioco effettivo \u00e8 stato ancora superiore, nonostante le numerose discussioni sul maggiore ricorso al piede. \u201cPi\u00f9 gioco al piede significa pi\u00f9 palloni in gioco\u201d, ha sintetizzato Erasmus.<\/p>\n<p>Secondo il tecnico, quindi, la nuova interpretazione della maul e il maggiore utilizzo del gioco al piede non stanno necessariamente impoverendo lo spettacolo. Al contrario, ritiene che entrambi gli elementi possano contribuire a creare pi\u00f9 spazio e, di conseguenza, pi\u00f9 opportunit\u00e0 offensive. Un Erasmus, quindi, certamente innovatore e istrionico come sempre, ma che non disdegna affatto un rugby ruvido, fatto di fondamentali \u201cantichi\u201d e meno spettacolari.<\/p>\n<p>OnRugby.it \u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Rassie Erasmus promuove a pieni voti la nuova interpretazione delle regole sulla maul, introdotta da World Rugby a&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":659366,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1458],"tags":[61211,1537,90,89,117550,1840,245,244,266919],"class_list":["post-659365","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-rugby","tag-erasmus","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-maul","tag-rugby","tag-sport","tag-sports","tag-world-rugby"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117194852096797585","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/659365","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=659365"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/659365\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/659366"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=659365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=659365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=659365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}