{"id":659619,"date":"2026-09-01T11:47:13","date_gmt":"2026-09-01T11:47:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/659619\/"},"modified":"2026-09-01T11:47:13","modified_gmt":"2026-09-01T11:47:13","slug":"in-mostra-la-stampa-di-durer-la-storia-da-romanzo-del-rinoceronte-ulisse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/659619\/","title":{"rendered":"In mostra la stampa di Durer, la storia da romanzo del rinoceronte Ulisse\u00a0"},"content":{"rendered":"<p>Accorrete, accorrete! Tra pochi giorni nelle sale di <strong>Palazzo Medici-Riccardi <\/strong>si potr\u00e0 ammirare <strong>un rinoceronte<\/strong>. Ma non si allarmino gli animalisti. Si tratta di una stampa realizzata dal <strong>D\u00fcrer<\/strong> qualche secolo fa. Se ne produssero a migliaia. Una di queste sar\u00e0 esposta in occasione della mostra Oltre il rinascimento. Tra D\u00fcrer e Parmigianino, un centinaio e pi\u00f9 di stupende incisioni facenti parte della collezioni di Georg Baselitz, il grande artista di cui \u00e8 ancora in corso la mostra al<strong> Museo Novecento<\/strong>. <\/p>\n<p>La stampa<\/p>\n<p>La storia di questa grafica \u00e8 affascinante tanto quanto quella dell\u2019animale che era <strong>sbarcato in Portogallo ai primi del Cinquecento<\/strong>. Non se ne vedeva uno dall\u2019epoca dell\u2019antica Roma, quando tigri e leoni, giraffe, e coccodrilli, scimmie e rinoceronti erano usati per feste luculliane e combattimenti negli stadi. Nella parte alta della stampa si legge: \u00abIl primo maggio 1513 d.C. (sic), il potente re del Portogallo, Manuele di Lisbona, port\u00f2 dall\u2019India questo essere vivente chiamato rinoceronte. Questa ne costituisce un\u2019accurata rappresentazione. Ha il colore della tartaruga maculata ed \u00e8 quasi interamente ricoperto da squame spessissime. <strong>Ha le dimensioni di un elefante<\/strong>, ma ha gambe pi\u00f9 corte ed \u00e8 quasi invulnerabile\u00bb. <\/p>\n<p>D\u00fcrer non aveva potuto ammirare il pachiderma dal vivo ma ricav\u00f2 quella straordinaria immagine combinando assieme i testi di Plinio il Vecchio, e di Marziale, le fantasie di esploratori e mercanti, i pi\u00f9 attendibili reportage partiti da Lisbona. L\u2019animale divent\u00f2 nelle mani di D\u00fcrer <strong>una specie di carro armato<\/strong>, un gormito, tarchiato, con zoccoli enormi, \u00abscaglie e piastre imbricate\u00bb, e due corni, uno in fronte e l\u2019altro sul dorso. In questo caso l\u2019artista commise un errore, scambiando il rinoceronte indiano provvisto di un corno con quello africano, che ne ha due. Tuttavia, corretta o meno che fosse, quell\u2019immagine gir\u00f2 per il continente <strong>suscitando l\u2019entusiasmo di re<\/strong>, principi, artisti e letterati come Paolo Giovio e del medico fiorentino Giovanni Giacomo Penni. Ebbene questa bellissima storia<strong> incrocia anche Firenze <\/strong>e niente di meno che Palazzo Medici. Ma procediamo con calma. <\/p>\n<p>L\u2019Odissea del rinoceronte<\/p>\n<p>Le cronache ci raccontano che il rinoceronte era stato catturato in India, che aveva navigato per 120 giorni e che, durante il tragitto, <strong>era stato battezzato Ulisse<\/strong>. Sappiamo poi che Muzafar II, sovrano nell\u2019India occidentale, ne aveva fatto dono al vicer\u00e9 del Portogallo a Goa, Alfonso Albuquerque. il quale a sua volta lo aveva regalato al re di Portogallo, Manuele I che di l\u00ec a poco fece organizzare uno sconto tra Ulisse e uno degli elefanti del suo serraglio, Lo spettacolo ebbe luogo il 3 giugno 1515 davanti una grande folla in delirio <strong>e si concluse con la fuga dell\u2019elefante<\/strong>. Trascorsi pochi mesi, il sovrano portoghese decise di regalare quella meraviglia a papa Leone X, Giovanni de\u2019 Medici, per ottenere da sua santit\u00e0 il riconoscimento dei diritti portoghesi su alcuni possedimenti. Prima della partenza il rinoceronte fu immortalato nei rilievi della Torre di Bel\u00e9m, sulle rive del Tago. <\/p>\n<p>Nel gennaio 1516 la nave approd\u00f2 a Marsiglia e<strong> Francesco I<\/strong>, invidiosetto e curioso, si scapicoll\u00f2 a vedere quella star arrivata dall\u2019India. Ma la sorte non giocava a favore del rinoceronte. Una volta ripreso il mare la nave affond\u00f2 davanti a Porto Venere e Ulisse, che era stato incatenato nella stiva, mor\u00ec annegando. La sua carcassa, ritrovata a Villafranche-sur-m\u00e8r, venne poi <strong>imbals<\/strong><strong>amata e portata a Roma<\/strong>, continuando a suscitare curiosit\u00e0 tra gli artisti, come Raffaello e Giovanni da Udine che ne immortalarono le spettacolari forme in Palazzo Apostolico. <\/p>\n<p>L\u2019arrivo a Firenze<\/p>\n<p>Poi di Ulisse si persero le tracce. Secondo i rumor di allora, il bestione<strong> venne trasportato a Firenze<\/strong>, per essere esposto nelle collezione naturalistiche dei Medici. Fatto sta che in citt\u00e0 il rinoceronte lasci\u00f2 il segno. Alessandro de\u2019 Medici, ad esempio,<strong> come si vede in Palazzo Vecchio <\/strong>scelse per impresa l\u2019immagine coniata da D\u00fcrer, infatti ha due corni, associandola al motto \u00abIo non torno indietro senza vincere\u00bb. Un\u2019altra significativa testimonianza del successo di quella memorabile incisione si conserva <strong>nel giardino di villa Castello<\/strong>. Qui nella Grotta degli animali ideata da Niccol\u00f2 Tribolo, nel 1545 circa, c\u2019\u00e8 scolpito in granito sempre lui, Ulisse, il rinoceronte sbarcato a Lisbona ma come lo aveva immaginato D\u00fcrer, ovvero con due corni.<\/p>\n<p>Chi lo desidera potr\u00e0 andare a cercare altre due rinoceronti, <strong>uno al Teatro del Maggio<\/strong>, opera contemporanea di Davide Rivalta e l\u2019altro, tassidermizzato , <strong>al Museo di Storia Naturale \u201cLa Specola\u201d<\/strong>. C\u2019\u00e8 per\u00f2 una brutta notizia da raccontare a grandi e piccini; queste sublimi creature sono ormai a rischio di estinzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Accorrete, accorrete! Tra pochi giorni nelle sale di Palazzo Medici-Riccardi si potr\u00e0 ammirare un rinoceronte. 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