{"id":659690,"date":"2026-09-01T12:41:18","date_gmt":"2026-09-01T12:41:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/659690\/"},"modified":"2026-09-01T12:41:18","modified_gmt":"2026-09-01T12:41:18","slug":"la-mostra-di-miwa-komatsu-al-musec-di-lugano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/659690\/","title":{"rendered":"La mostra di Miwa Komatsu al Musec di Lugano"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 una ragione per cui l\u2019attivit\u00e0 del <strong>Museo delle Culture di Lugano<\/strong> appare rilevante. Il Musec \u00e8 uno spazio poco appariscente, un poco ritratto rispetto al lungo lago che costituisce la prima vetrina della cittadina ticinese dove, poco distante, sorge ad esempio il maestoso Museo LAC. E tuttavia l\u2019intensa attivit\u00e0 espositiva dedicata alle espressioni della cultura asiatica lo ha reso uno dei luoghi culturalmente pi\u00f9 stimolanti della Svizzera italiana. \u00c8 un dato di fatto che la postura geopolitica del continente asiatico si sta imponendo con una forza precedentemente insospettata: nessuno in Occidente pu\u00f2 pi\u00f9 ignorarla o liquidarla con i facili escamotage dell\u2019esotismo. Tuttavia sarebbe ingenuo pensare che le distanze tra contesti culturali, da sempre lontani (quando non ostili) si possono dire superate. Altres\u00ec dal nostro osservatorio non \u00e8 sempre facile distinguere le ragioni delle tensioni interne a una costellazione di tradizioni storiche, religiose e sociali diverse come quelle asiatiche.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"960\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1miwa-komatsu-portrait.jpeg\" alt=\"Ritratto di Miwa Komatsu al termine di una performance al Karuizawa New Art Museum. Ph: Tatsuya Azuma. Credits: Fudo Miwa Komatsu 2026\" class=\"wp-image-1252954\"  \/>Ritratto di Miwa Komatsu al termine di una performance al Karuizawa New Art Museum. Ph: Tatsuya Azuma. Credits: Fudo Miwa Komatsu 2026<\/p>\n<p><strong>Le mostre al Musec di Lugano<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Musec attualmente ospita al piano terra <strong>Trame<\/strong>, esposizione dedicata all\u2019artigianato tessile dell\u2019arcipelago indonesiano, dove presenta circa cento tessuti in un percorso che utilizza prospettive intrecciate: materiali, tecniche, funzioni, contesti d\u2019uso, scambi culturali e origini geografiche. Al primo piano \u00e8 presente una selezione di pregevolissime <strong>stampe giapponesi<\/strong> prodotte tra il XVIII e il XIX Secolo, mentre al terzo ha da poco inaugurato Beyond the eyes la prima personale europea di <strong>Miwa Komatsu<\/strong>. Se le prime due proposte derivano da un accurato lavoro di selezione operato a partire da importanti raccolte private, l\u2019allestimento dedicato a Komatsu presenta una trentina tra dipinti e sculture realizzate tra il 2012 e il 2026, alcune appositamente per questa occasione.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><strong>La mostra di Miwa Komatsu a Lugano<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nata nel 1984 nella prefettura del distretto montuoso di Nagano, a 1 ora e mezza di treno ad alta velocit\u00e0 da Tokyo, Komatsu gi\u00e0 gode in Giappone di un vasto riconoscimento ufficiale. Formatasi nell\u2019ambito dell\u2019incisione alla Joshibi University of Art and Design di Tokyo, questa artista millennial ha sviluppato un linguaggio in cui la natura, intesa come organismo attivo e una spiritualit\u00e0 costruita attraverso pratiche di meditazione e preghiera hanno assunto un <strong>ruolo centrale<\/strong>. Komatsu inizia il suo lavoro a partire da tecniche di concentrazione che ha ereditato dalla tradizione spirituale giapponese. Si tratta \u2013 a suo dire \u2013 di una condizione attiva in cui si prepara a dipingere. Komatsu non realizza schizzi preparatori e non pianifica l\u2019immagine in anticipo. Quando dipinge segno e colore seguono uno stato interiore pi\u00f9 che un progetto. In questo stato di <strong>semi-trance<\/strong>, richiama a s\u00e9 creature tratte dalla mitologia e dal folklore della sua terra: si tratta di figure ricorrenti come cani guardiani, lupi, dragoni e altre creature ibride che si presentano sempre frontalmente, intercettando lo sguardo di chi li osserva. Le tele di Komatsu non propongono oggetti da contemplare, bens\u00ec soggetti che a loro volta guardano, giudicano, proteggono, indicano una direzione possibile. Gli <strong>occhi<\/strong> delle creature di Komatsu sono tra gli elementi pi\u00f9 riconoscibili della sua opera: grandi e intensi non sono dettaglio formale, ma un dispositivo che struttura il rapporto con chi osserva. In questo modo l\u2019artista altera radicalmente la posizione dello spettatore, che \u00e8 esposto a un\u2019immagine che cerca in ogni modo di stabilire connessioni.<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/02miwa-komatsu.jpeg\" data-pswp-width=\"854\" data-pswp-height=\"1280\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1151\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/02miwa-komatsu-768x1151.jpeg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Miwa Komatus, The light streaming through stained glass like the layered energies of the natural world, 2026. Credits: Fudo Miwa Komatsu 2026\"  \/>                        1 \/ 4<br \/>\n                        Miwa Komatus, The light streaming through stained glass like the layered energies of the natural world, 2026. Credits: Fudo Miwa Komatsu 2026<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Miwa Komatus, The light streaming through stained glass like the layered energies of the natural world, 2026. Credits: Fudo Miwa Komatsu 2026<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/03miwa-komatsu.jpeg\" data-pswp-width=\"961\" data-pswp-height=\"1197\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"957\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/03miwa-komatsu-768x957.jpeg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Miwa Komatsu, Prayer at the white dragon, 2026. Credits: Fudo Miwa Komatsu 2026\"  \/>                        2 \/ 4<br \/>\n                        Miwa Komatsu, Prayer at the white dragon, 2026. Credits: Fudo Miwa Komatsu 2026<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Miwa Komatsu, Prayer at the white dragon, 2026. Credits: Fudo Miwa Komatsu 2026<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/05miwa-komatsu.jpeg\" data-pswp-width=\"1280\" data-pswp-height=\"860\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"516\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/05miwa-komatsu-768x516.jpeg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"Miwa Komatsu, A pair of sacred horses, bearing fruit, 2019. Credits: Fudo Miwa Komatsu 2026\"  \/>                        3 \/ 4<br \/>\n                        Miwa Komatsu, A pair of sacred horses, bearing fruit, 2019. Credits: Fudo Miwa Komatsu 2026<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    Miwa Komatsu, A pair of sacred horses, bearing fruit, 2019. Credits: Fudo Miwa Komatsu 2026<\/p>\n<p>                    <a class=\"c-image_wrap\" href=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/08miwa-komatsu-2026.jpeg\" data-pswp-width=\"1280\" data-pswp-height=\"854\" data-cropped=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"512\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/08miwa-komatsu-2026-768x512.jpeg\" class=\"attachment-medium_large size-medium_large\" alt=\"La mostra di Miwa Komatsu al Musec di Lugano\"  \/>                        4 \/ 4<br \/>\n                        La mostra di Miwa Komatsu al Musec di Lugano<br \/>\n                    <\/a><br \/>\n                    La mostra di Miwa Komatsu al Musec di Lugano<\/p>\n<p><strong>Miwa Komatsu e lo sguardo<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di Komatsu innesca una riflessione. Lo sguardo non \u00e8 un atto solamente fisiologico ma un gesto radicato in sistemi simbolici che determinano cosa pu\u00f2 essere visto, da chi, in quale contesto e con quale effetto: si tratta di pratica con conseguenze sociali, etiche e politiche. Lo <strong>\u201csguardo occidentale\u201d<\/strong> \u00e8 un mezzo per conoscere e controllare la realt\u00e0. Ma nelle culture asiatiche allo sguardo cognitivo si affianca quello trasformativo. La curatrice <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/curatore-critico-arte\/nora-segreto\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/curatore-critico-arte\/nora-segreto\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Nora Segreto<\/a><\/strong> in un pregevole testo che compare nel catalogo di accompagnamento della mostra racconta come in molte societ\u00e0 dell\u2019Asia orientale, la regolamentazione dello sguardo \u00e8 parte dell\u2019educazione morale: in Giappone, Corea e Cina, la <strong>comunicazione visiva<\/strong> \u00e8 governata dall\u2019etica della distanza e un contatto visivo prolungato pu\u00f2 essere percepito come invadente. Tuttavia, questa economia si inverte quando lo sguardo proviene da entit\u00e0 non umane. Nel Sud-est asiatico le figure guardiane poste nei punti di passaggio dei templi (come i komainu shintoisti e i my\u014d\u014d buddisti), hanno occhi fissi, sproporzionatamente grandi e rivolti frontalmente. Cos\u00ec, nel subcontinente indiano, i fedeli non visitano i templi per osservare le divinit\u00e0: l\u2019atto centrale consiste nel <strong>porsi di fronte alla presenza divina<\/strong> per essere visti. Anzich\u00e9 dominare la scena visiva, il fedele si espone ad essa. \u00c8 dunque in questo senso che l\u2019orientamento frontale delle figure di Komatsu produce una condizione di natura ritualistica, piuttosto che un effetto narrativo. Gli occhi ingranditi delle sue creature non stabiliscono una reciprocit\u00e0 paritaria; introducono invece asimmetria e tensione, e talvolta persino timore reverenziale.<\/p>\n<p><strong>Il colore nei dipinti di Miwa Komatsu<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei lavori di Komatsu il senso di alterit\u00e0 generato dall\u2019incontro degli sguardi \u00e8 ulteriormente rafforzato dall\u2019utilizzo del colore. Komatsu utilizza scelte cromatiche che, a sorpresa, risultano lontane da ogni riferimento naturalistico: rossi incandescenti, verdi acidi, blu elettrici che sembrano attraversati da correnti che deformano e rigenerano continuamente le figure. Gli <strong>spiriti guardiani<\/strong> che affiorano dagli acrilici di Komatsu, non sono angeli chiamati a rassicurare, il loro scopo \u00e8 quello di preservare le possibilit\u00e0 di esistenza e di espressione degli umani. La loro protezione non \u00e8 una condizione data: non elimina il confronto con il mondo, rende per\u00f2 possibile attraversarlo consapevolmente. La contemporaneit\u00e0 di Komatsu risiede nella capacit\u00e0 di riattivare antiche strutture simboliche senza ridurle a riferimenti folclorici o nostalgici: in un\u2019epoca di rapido consumo delle immagini restituisce allo sguardo un significato in Occidente sconosciuto.<\/p>\n<p>Aldo Premoli<\/p>\n<p>Lugano \/\/ fino al 25 ottobre 2026<br \/>Miwa Komatsu. Beyond the Eyes<br \/>MUSEC \u2013 Riva Antonio Caccia, 5<br \/><a href=\"https:\/\/www.musec.ch\/pf\/miwa-komatsu-beyond-the-eyes\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.musec.ch\/pf\/miwa-komatsu-beyond-the-eyes\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Scopri di pi\u00f9<\/a><\/p>\n<p>            Ulteriori info<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/mostre-evento-arte\/miwa-komatsu-beyond-the-eyes\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            <img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"283\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/miwacover-esecpiatto-web-300x283.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium wp-post-image\" alt=\"Miwa Komatsu - Beyond the Eyes\" loading=\"lazy\"  \/>        <\/a><\/p>\n<p class=\"c-card_text\">L\u2019esposizione Beyond the Eyes \u00e8 la prima personale in Europa dedicata all\u2019artista giapponese MIWA KOMATSU.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 una ragione per cui l\u2019attivit\u00e0 del Museo delle Culture di Lugano appare rilevante. 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