{"id":660624,"date":"2026-09-02T01:25:17","date_gmt":"2026-09-02T01:25:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/660624\/"},"modified":"2026-09-02T01:25:17","modified_gmt":"2026-09-02T01:25:17","slug":"ossessioni-e-tic-nel-dna-emerge-un-legame-piu-profondo-del-previsto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/660624\/","title":{"rendered":"Ossessioni e tic, nel DNA emerge un legame pi\u00f9 profondo del previsto"},"content":{"rendered":"<p>Un pensiero torna alla ribalta quando lo si vorrebbe congedare; un movimento scatta senza attendere il permesso. <strong>Disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi cronici da tic<\/strong>, compresa la sindrome di Tourette, sembrano cos\u00ec recitare parti differenti. Ma dietro le quinte, nel DNA, la separazione si accorcia: a quanto pare la biologia non rispetta con troppo zelo i cassetti diagnostici.<\/p>\n<p>La scena \u00e8 quella di un grande studio internazionale, pubblicato su Nature Neuroscience e costruito dalla collaborazione di oltre 30 gruppi di ricerca. Gli studiosi hanno esaminato il sequenziamento dell\u2019esoma \u2014 le porzioni del DNA che custodiscono le istruzioni per produrre proteine \u2014 andando a caccia non delle varianti comuni, diffuse nella popolazione, ma di quelle rare capaci di compromettere il funzionamento delle proteine. Il materiale di partenza era imponente: <strong>15.716 campioni<\/strong>; superati i controlli di qualit\u00e0, l\u2019analisi dei casi ha riguardato 3.964 persone con DOC, tic cronici o entrambe le condizioni, comprese 2.418 figlie e figli studiati insieme ai genitori.<\/p>\n<p>Il risultato cambia anzitutto le dimensioni della mappa. I geni considerati ad alta confidenza diventano 36, mentre finora soltanto quattro avevano raggiunto soglie altrettanto solide. Ma vediamo il passaggio decisivo: in 30 di questi 36 geni, cio\u00e8 nell\u2019<strong>83%<\/strong>, le prove di associazione provenivano sia dalle persone con DOC sia da quelle con disturbi da tic. Non due continenti genetici, dunque, bens\u00ec territori in larga parte comunicanti, pur senza cancellare le differenze cliniche fra le diagnosi.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/108897\/cosa-succede-se-respiri-gas-esilarante.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT_Image_31_ago_2026__20_30_19-1788201401189.png--cosa_succede_se_respiri_gas_esilarante_.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Quattro nomi spiccano in modo particolare \u2014 BRWD1, CELSR3, QRICH1 e SYNE1 \u2014 perch\u00e9 si trovano in regioni gi\u00e0 segnalate dagli studi sulle varianti comuni del DOC. Le alterazioni rare giudicate dannose comparivano complessivamente in circa il <strong>3\u20138% delle persone affette<\/strong>; per alcuni geni, tuttavia, il loro peso stimato era assai rilevante: in media il rischio risultava circa 57 volte quello osservato in chi non possedeva quelle specifiche varianti e, agli estremi, superava le 200 volte. Cifre spettacolari, senza dubbio, ma da non trasformare nel banditore di una certezza che lo studio non offre.<\/p>\n<p>Il gene del DOC? Il gene della Tourette? Non ci sono. Un forte aumento del rischio non equivale a un destino biologico, n\u00e9 queste varianti costituiscono un test diagnostico capace di stabilire chi svilupper\u00e0 ossessioni o tic. Il dato indica piuttosto che, in una quota ridotta dei casi, alcune alterazioni rare possono esercitare un\u2019influenza molto pi\u00f9 energica delle comuni differenze genetiche distribuite nella popolazione. La genetica alza il volume; non scrive da sola l\u2019intero copione.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108887\/il-segreto-dei-pipistrelli-che-vivono-a-lungo-e-tollerano-i-virus.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_31\/ChatGPT_Image_31_ago_2026__17_15_48-1788189375688.png--pipistrelli_longevi_e_tolleranti_alle_infezioni_virali__nei_geni_dei_myotis_nuove_tracce_utili_per_capire_invecchiamento_e_tumori.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Passando dal catalogo dei geni alla geografia del cervello, compare un secondo indizio. La loro attivit\u00e0 \u00e8 risultata particolarmente importante nella corteccia durante lo sviluppo prenatale e anche dopo la nascita, oltre che nello striato e nel cervelletto postnatale: aree impegnate, con compiti differenti, nella selezione delle azioni, nell\u2019apprendimento delle abitudini, nel controllo motorio e nei circuiti che saldano intenzione e comportamento. Le analisi di rete mostrano inoltre che molti geni non procedono in solitudine, ma <strong>convergono in sistemi biologici interconnessi<\/strong>. \u00c8 questo passaggio, dalla singola tessera al mosaico, a dare alla ricerca il suo respiro maggiore.<\/p>\n<p>E poi vi sono le parentele pi\u00f9 delicate. Una parte dei geni di rischio si sovrappone a quelli gi\u00e0 implicati nell\u2019autismo, nelle disabilit\u00e0 dello sviluppo e nella schizofrenia. Ci\u00f2 non rende queste condizioni intercambiabili \u2014 sarebbe una scorciatoia vistosa e sbagliata \u2014 ma rafforza l\u2019ipotesi che disturbi neuropsichiatrici differenti possano condividere alcuni meccanismi dello sviluppo cerebrale, ciascuno combinandoli per\u00f2 in una storia clinica propria.<\/p>\n<p>La promessa, quindi, non \u00e8 una diagnosi genetica pronta da esibire n\u00e9 una terapia dietro l\u2019angolo. \u00c8 un vantaggio di metodo: i geni ad alto impatto offrono punti d\u2019ingresso pi\u00f9 nitidi per costruire modelli sperimentali, ricostruire le vie molecolari perturbate e verificare se qualcuna possa diventare, un giorno, un bersaglio terapeutico. La domanda cambia passo: non pi\u00f9 quale singolo gene provochi il disturbo, ma <strong>quali reti cerebrali vengano alterate e in quali fasi dello sviluppo<\/strong>. Fra il pensiero che insiste e il gesto che irrompe rimangono molte distanze; questa nuova mappa mostra per\u00f2 che, almeno per alcuni pazienti, una parte del viaggio biologico potrebbe essere comune.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT_Image_1_set_2026,_20_00_38-1788285691320.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Wang B, Tran MN, Wang S, et al. Whole-exome sequencing in individuals with obsessive\u2013compulsive disorder and chronic tic disorders identifies 36 large-effect risk genes. Nature Neuroscience. Pubblicato il 1\u00b0 settembre 2026. doi: 10.1038\/s41593-026-02419-5.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41593-026-02419-5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un pensiero torna alla ribalta quando lo si vorrebbe congedare; un movimento scatta senza attendere il permesso. 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