{"id":660794,"date":"2026-09-02T04:07:12","date_gmt":"2026-09-02T04:07:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/660794\/"},"modified":"2026-09-02T04:07:12","modified_gmt":"2026-09-02T04:07:12","slug":"a-47-anni-scopre-di-avere-il-suo-gemello-dentro-laddome","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/660794\/","title":{"rendered":"A 47 anni scopre di avere il suo gemello dentro l\u2019addome"},"content":{"rendered":"<p>La formula \u00e8 latina: <strong>fetus in fetu<\/strong>. Ha il pregio, o il difetto, di mettere subito in moto l\u2019immaginazione, che in faccende mediche \u00e8 spesso un\u2019impiegata zelante e quasi sempre arriva prima dei documenti. \u00abFeto nel feto\u00bb, dunque. Ma calma: nessun uomo incinto, nessun essere umano nascosto per quarantasette anni in un appartamento abusivo dell\u2019addome. La biologia, quando vuole essere spettacolare, non ha bisogno di Netflix.<\/p>\n<p>La storia \u00e8 questa. Un uomo di 47 anni aveva dalla nascita un rigonfiamento nella parte superiore dell\u2019addome. Non faceva male, non provocava disturbi, non sembrava crescere. Se ne stava l\u00ec con la discrezione di certi oggetti di casa: sono presenti da cos\u00ec tanto che nessuno ricorda pi\u00f9 quando siano arrivati e, finch\u00e9 non intralciano il passo, diventano parte del paesaggio.<\/p>\n<p>Poi venne la tomografia computerizzata. E dentro quella che avrebbe potuto sembrare una cisti comparvero strutture meno accomodanti: una massa di circa <strong>20 centimetri<\/strong>, collocata nel retroperitoneo, cio\u00e8 nella zona pi\u00f9 profonda dell\u2019addome; liquido, capelli e una formazione ossea lunga una decina di centimetri. Soprattutto, un asse vertebrale con alcune costole. Non proprio il contenuto consueto di un rigonfiamento beneducato.<\/p>\n<p>I chirurghi asportarono la massa e il caso, pubblicato nel 1992 sulla rivista Surgery, fu identificato come il primo fetus in fetu descritto, a quell\u2019epoca, in un uomo adulto. Gli autori riferirono che durante quei quarantasette anni la formazione non aveva mostrato crescita, complicazioni o trasformazioni maligne. Aveva taciuto. Ma, come vedremo, il silenzio in medicina non costituisce un certificato: al massimo \u00e8 una sala d\u2019attesa.<\/p>\n<p>Conviene sgombrare il tavolo dalle immagini pi\u00f9 rumorose. Quella formazione non era un individuo vivo e l\u2019uomo non ospitava un altro essere umano. Si trattava di <strong>tessuti embrionali malformati e non vitali<\/strong>, interamente dipendenti dall\u2019organismo nel quale si trovavano. La spiegazione oggi pi\u00f9 accreditata risale alle primissime fasi di una gravidanza gemellare monozigotica: due embrioni geneticamente identici avrebbero condiviso la placenta; il pi\u00f9 piccolo sarebbe stato inglobato nel corpo dell\u2019altro, organizzando per qualche tempo ossa e tessuti, prima che lo sviluppo si arrestasse.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/108905\/a-24-anni-scoprono-che-e-nata-senza-cervelletto-come-ha-fatto-il-cervello-ad-adattarsi.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_01\/ChatGPT_Image_1_set_2026__00_23_48-1788215703897.png--a_24_anni_scoprono_che_e_nata_senza_cervelletto__come_ha_fatto_il_cervello_ad_adattarsi_.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Un progetto biologico cominciato e lasciato a met\u00e0, insomma. Non una seconda vita, ma un cantiere embrionale chiuso quando erano gi\u00e0 comparsi alcuni muri portanti. La natura non lascia cartelli con scritto \u00ablavori sospesi\u00bb; lascia vertebre, costole, capelli, e affida il verbale ai patologi.<\/p>\n<p>La rarit\u00e0 \u00e8 considerevole: la stima tradizionale parla di circa <strong>un caso ogni 500 mila nascite<\/strong>. La maggior parte viene scoperta nel primo anno di vita, spesso perch\u00e9 la massa comprime l\u2019intestino, i reni o altri organi. Una revisione sistematica del 2024 conferma che la sede pi\u00f9 frequente \u00e8 il retroperitoneo e che le diagnosi in et\u00e0 adulta rimangono eccezionali. Il quarantasettenne, dunque, non rappresenta la regola; rappresenta precisamente ci\u00f2 che la regola, ogni tanto, dimentica in fondo a un cassetto.<\/p>\n<p>Resta il problema pi\u00f9 delicato: come distinguere il fetus in fetu da un teratoma? Anche il teratoma pu\u00f2 contenere capelli, cartilagine, denti e ossa, poich\u00e9 deriva da cellule germinali capaci di differenziarsi in numerosi tessuti. Un inventario impressionante, certo, ma l\u2019inventario da solo non basta. Bisogna vedere come la merce \u00e8 disposta.<\/p>\n<p>Nel teratoma gli elementi tendono infatti a presentarsi come una mescolanza disordinata; nel fetus in fetu compare invece un principio di architettura corporea, con vertebre e altre strutture organizzate attorno a un asse. Nel caso pubblicato su Surgery, furono proprio la colonna vertebrale e le costole collegate a fornire l\u2019indizio decisivo. Il corpo, anche quando non riesce a compiersi, conserva talvolta una specie di sintassi.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/108829\/un-tumore-nella-mandibola-gli-stava-rubando-il-fosforo-da-tutto-lo-scheletro.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_08_31\/ChatGPT_Image_31_ago_2026__00_25_12-1788128953493.png--un_tumore_nella_mandibola_gli_stava_rubando_il_fosforo_da_tutto_lo_scheletro.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Il confine, tuttavia, non \u00e8 tracciato col righello. Esistono formazioni senza una colonna vertebrale riconoscibile ma dotate di notevole organizzazione, e la letteratura discute ancora se fetus in fetu e teratoma siano due condizioni nettamente separate oppure punti diversi di uno stesso spettro. Una risposta definitiva non c\u2019\u00e8, e gli specialisti evitano giustamente di forzarla. Oggi la diagnosi nasce dall\u2019incrocio tra immagini, esame anatomopatologico e, quando possibile, analisi genetiche: radiologi, chirurghi, patologi e genetisti osservano lo stesso reperto da angolazioni diverse, finch\u00e9 la sua architettura comincia a parlare.<\/p>\n<p>La distinzione non \u00e8 una disputa da anticamera universitaria. Il fetus in fetu \u00e8 generalmente benigno; il teratoma ha un potenziale tumorale pi\u00f9 importante. Sono state comunque descritte rare associazioni e recidive maligne. Per questo il trattamento prevede l\u2019asportazione completa della massa e della membrana che la racchiude, seguita da controlli clinici e, quando indicato, dal monitoraggio di marcatori quali alfa-fetoproteina e beta-hCG. La prudenza, qui, non \u00e8 allarmismo: \u00e8 semplicemente il modo educato con cui la medicina evita di fidarsi delle apparenze.<\/p>\n<p>E veniamo al cittadino comune, al suo specchio e al rigonfiamento che ieri forse non c\u2019era. La morale non \u00e8 che in ogni pancia si nasconda un gemello incompiuto; quasi sempre, grazie al cielo, \u00e8 vero il contrario. Non occorre trasformare ogni nodulo in una serie TV embriologica n\u00e9 presentarsi dal medico con una diagnosi confezionata in casa, fra il caff\u00e8 e la bolletta.<\/p>\n<p>Ma una massa nuova, dura, fissa, in aumento, oppure associata a dolore, senso di pienezza, vomito, disturbi intestinali o urinari e perdita di peso, merita una valutazione medica. Una visita e, se necessario, un\u2019ecografia o un\u2019altra indagine possono chiarire se si tratti di una formazione benigna, di un\u2019ernia, di una cisti o di qualcosa che richiede cure. <strong>Assenza di dolore non significa innocuit\u00e0<\/strong>: significa soltanto assenza di dolore.<\/p>\n<p>Quell\u2019uomo ebbe la fortuna di convivere per quarantasette anni con una delle anomalie pi\u00f9 rare dell\u2019embriologia senza pagarne conseguenze. Fortuna, appunto. Non diagnosi. Anche il silenzio, prima o poi, va visitato.<\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Dagradi AD, Mangiante GL, Serio GE, Musajo FG, Menestrina FV. \u201cFetus in fetu removal in a 47-year-old man\u201d. Surgery, 1992;112(3):598-602. PMID: 1519175.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Palo S, Mangla M, Gabbeta S, Motwani R. \u201cDemystifying Fetus-in-fetu: A Systematic Review of Its Clinical and Pathological Attributes\u201d. Journal of Indian Association of Pediatric Surgeons, 2024;29(5):406-416. DOI: 10.4103\/jiaps.jiaps_67_24.<\/p>\n<p>Palo S et al. \u201cFetiform teratoma: a systematic review with insights into concepts and controversies in differentiating it from fetus-in-fetu\u201d. Pediatric Surgery International, 2025;41:170. DOI: 10.1007\/s00383-025-06087-7.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La formula \u00e8 latina: fetus in fetu. 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