{"id":66082,"date":"2025-08-24T12:04:09","date_gmt":"2025-08-24T12:04:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/66082\/"},"modified":"2025-08-24T12:04:09","modified_gmt":"2025-08-24T12:04:09","slug":"quando-sei-nel-disordine-il-caos-e-il-punto-su-cui-fare-leva-per-spostare-il-peso-della-rassegnazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/66082\/","title":{"rendered":"Quando sei nel disordine, il caos \u00e8 il punto su cui fare leva per spostare il peso della rassegnazione"},"content":{"rendered":"<p>La scorsa settimana in questa mia rubrica prendevo come spunto il film Bellissima di Luchino Visconti con Anna Magnani. Un lettore mi ha scritto: \u00abLa sua riflessione \u00e8 interessante, ma non la condivido. Il confessionale secondo me \u00e8 un&#8217;esperienza bruttissima: esce sempre e solo il peggio. La Chiesa ha gestito per secoli il potere sulle masse facendo leva sul senso di colpa. Le suggerirei di vedere un altro film: Pasqualino Settebellezze, un capolavoro di Lina Wertm\u00fcller del 1975 dove protagonista \u00e8 il peccato, il male, lo sbagliato. \u00c8 tragicomico, come confessarsi\u00bb.<\/p>\n<p>Incuriosito dalla stimolazione, approfittando della calma agostana, sono andato a rivedermelo. Pasqualino Frafuso, soprannominato Settebellezze per la fama di sciupafemmine, \u00e8 un \u00abchiachiello\u00bb degli anni &#8217;30 (cio\u00e8 inaffidabile, capace solo di chiacchierare), cresciuto viziato con madre e sette sorelle, seguace della filosofia di \u00abtirare a camp\u00e0\u00bb. Scoprendo Totonno, detto \u00abDiciotto carati\u00bb, con la sua fidanzata, lo uccide, ma goffamente, perci\u00f2 il delitto non viene ritenuto d&#8217;onore. Il losco suo maestro don Raffaele lo consiglia di disfarsi del cadavere facendolo a pezzi, ma viene scoperto e arrestato. Per evitare la pena capitale, finge l&#8217;insanit\u00e0 mentale. Per evitare 12 lunghi anni di manicomio, si arruola in guerra. Per evitare la guerra, diserta e finisce in campo di concentramento. Per evitare un&#8217;altra volta di lasciarci la pelle, si lancia nella pi\u00f9 complessa seduzione della sua fama di sciupafemmine: quella della grassa brutta comandante nazista, ricordando sua madre che diceva che anche nella pi\u00f9 infame delle donne, in fondo al cuore \u00abnu poco e zucchero c&#8217;adda st\u00e0\u00bb. Fischiettando e canticchiando la celeberrima A tazza e caff\u00e8, Pasqualino riesce a far breccia nel cuore della nazista, che lo libera nominandolo kap\u00f2, ma gli d\u00e0 l&#8217;incarico di scegliere sei compagni da mandare a morte. Francesco, che gli \u00e8 stato vicino, lo smuove contro il \u00abricatto schifosissimo\u00bb, ma non ce la fa a tirarsi indietro. L&#8217;amico si ribella ai soldati. Inutili i tentativi di Pasqualino di salvarlo. Anzi si ritrova proprio lui a giustiziarlo sparandogli un colpo in testa. All&#8217;inizio aveva ucciso il nemico, alla fine si trova ad uccidere l&#8217;amico. Nell&#8217;incrocio dei personaggi invece all&#8217;inizio c&#8217;\u00e8 il perfido don Raffaele, alla fine trova Pedro, un anarchico spagnolo che istiga alla necessit\u00e0 di un uomo nuovo, \u00abl&#8217;uomo del disordine\u00bb, perch\u00e9 contro un mondo regolato dal totalitarismo, l&#8217;unica soluzione \u00e8 il caos come forza di reazione. Terminata la guerra, ritorna a Napoli che non \u00e8 pi\u00f9 la citt\u00e0 solare degli antefatti, ma una terra devastata. Come lui. La madre cerca di rincuorarlo: \u00abIl passato \u00e8 passato, non pensarci pi\u00f9 a queste miserie! Tu sei vivo!\u00bb. Pasqualino si osserva allo specchio, che non riflette pi\u00f9 il volto di un guappo pavoneggiante ma quello di un uomo sconfitto, umiliato e ferito e borbotta perplesso: \u00abS\u00ec, sono vivo\u00bb.<\/p>\n<p>Quando non si riesce a guardare in faccia alla fragilit\u00e0 dei passi falsi, si finisce piegati e piagati da illusioni frustrate. \u00c8 scappato di fronte ad ogni vicenda, scegliendo una scorciatoia, ma anzich\u00e9 sottrarsi al destino questo lo ha sprofondato in una situazione pi\u00f9 drammatica. Le non-scelte sgretolano tutto. Il protagonista parte da una Napoli fiorente, esce sulle impolverate strade delle fughe, finisce nella tristezza del Lager per ritornare in una Napoli grigia. Un apparente lieto fine dove il sopravvivere \u00e8 peggio del morire.<\/p>\n<p>Con l&#8217;amico lettore concordo che l&#8217;amara vicenda del film pu\u00f2 essere quella comune dell&#8217;anima umana, ma secondo me le cicatrici dell&#8217;uomo del disordine sono mappe di possibilit\u00e0. Nel giardino della casa parrocchiale dove vivo c&#8217;\u00e8 appeso in fondo al cortile il grande orologio che stava sul campanile. Le lancette indicano le cinque. \u00c8 rotto. Non serve a nulla. \u00c8 bloccato. Eppure, nonostante questo, due volte al giorno segna l&#8217;ora giusta: al mattino (5 AM) e al pomeriggio (17 PM).\n<\/p>\n<p> Se riesce lui a fare due cose giuste in una giornata, sono convinto che chiunque sperimenti di percepirsi rotto, bloccato, scarico o venga indotto come in confessionale a sentirsi Pasqualino Settebellezze (come \u00e8 l&#8217;idea del mio interlocutore), abbia anche per\u00f2 la grande opportunit\u00e0 di rendersi conto che pu\u00f2 fare almeno due volte al giorno una cosa giusta, bella, buona, vera (\u00e8 invece quanto credo io).<\/p>\n<p>Il confessionale suggerisce che quando si \u00e8 nel disordine, il caos \u00e8 il punto su cui appoggiare la leva per spostare il peso di ogni rassegnazione, pessimismo, frustrazione, desolazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La scorsa settimana in questa mia rubrica prendevo come spunto il film Bellissima di Luchino Visconti con Anna&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":66083,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521,51400],"class_list":{"0":"post-66082","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies","15":"tag-peccato"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66082","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=66082"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66082\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66083"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=66082"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=66082"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=66082"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}