{"id":660911,"date":"2026-09-02T05:55:14","date_gmt":"2026-09-02T05:55:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/660911\/"},"modified":"2026-09-02T05:55:14","modified_gmt":"2026-09-02T05:55:14","slug":"farmaci-per-dimagrire-quali-funzionano-di-piu-la-nuova-classifica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/660911\/","title":{"rendered":"Farmaci per dimagrire, quali funzionano di pi\u00f9? La nuova classifica"},"content":{"rendered":"<p>La bilancia cambia passo e, questa volta, non si accontenta di qualche chilo lasciato per strada. La farmacologia contro l\u2019obesit\u00e0 si avvicina a risultati che, fino a pochi anni fa, parevano territorio quasi esclusivo della chirurgia bariatrica: una parata di molecole nuove, potenti, talvolta ancora sperimentali, dietro la quale conviene per\u00f2 camminare con entusiasmo e prudenza. Perch\u00e9 il peso scende. Ma il podio, vedremo, \u00e8 meno stabile di quanto suggeriscano le percentuali.<\/p>\n<p>A mettere ordine nel reparto \u2014 diventato affollato come uno show-room alla vigilia di un lancio \u2014 \u00e8 una revisione sistematica pubblicata su <strong>Annals of Internal Medicine<\/strong>: 38 trial randomizzati, 25.816 adulti con sovrappeso o obesit\u00e0 ma senza diabete, 17 farmaci o combinazioni e trattamenti protratti per almeno 16 settimane. Rispetto alla precedente analisi sono entrati altri 14 studi, per circa 11 mila partecipanti. Numeri importanti, senza dubbio; non per\u00f2 un unico, colossale esperimento, bens\u00ec una collezione di prove differenti per durata, popolazione coinvolta e dosaggio.<\/p>\n<p>Prima di guardare la classifica, ricordiamo anche che cosa misura: le percentuali indicate rappresentano la perdita di peso <strong>corretta rispetto al placebo<\/strong>, non semplicemente il totale registrato sulla bilancia. La distinzione sembra da laboratorio, ma cambia la lettura. Tra le terapie considerate dagli autori commercialmente disponibili, la liraglutide raggiungeva una riduzione massima del 5,8% oltre il placebo; l\u2019orforglipron orale saliva al 12,4%; la semaglutide arrivava al 14,3% nella formulazione orale e al 14,8% in quella sottocutanea. Poi irrompeva la tirzepatide: 19%.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108975\/ossessioni-e-tic-nel-dna-emerge-un-legame-piu-profondo-del-previsto.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_01\/ChatGPT_Image_1_set_2026__19_20_04-1788285649380.png--ossessioni_e_tic__nel_dna_emerge_un_legame_piu_profondo_del_previsto.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Il pezzo forte, tuttavia, viene dal settore sperimentale. <strong>Amycretin raggiungeva il 23,9%<\/strong>, retatrutide il 22,1%: cifre che fanno balzare l\u2019occhio e invitano subito il linguaggio promozionale a mettersi la fascia da banditore. Il meccanismo suggerito \u00e8 affascinante e abbastanza leggibile: la semaglutide agisce sul GLP-1; la tirzepatide aggiunge il GIP; amycretin associa GLP-1 e amilina; retatrutide coinvolge GLP-1, GIP e glucagone. Un interruttore, due, tre: modulando pi\u00f9 segnali ormonali, l\u2019effetto medio sul peso appare maggiore.<\/p>\n<p>I confronti diretti rafforzano questa impressione. La tirzepatide ha prodotto una perdita di peso superiore alla semaglutide; anche l\u2019associazione di cagrilintide e semaglutide ha superato quest\u2019ultima da sola. La tendenza, dunque, si profila con chiarezza: non solo molecole pi\u00f9 efficaci, ma costruzioni farmacologiche capaci di intervenire su pi\u00f9 circuiti metabolici contemporaneamente. Una sofisticata regia del corpo. Che, per\u00f2, non resta in silenzio.<\/p>\n<p>Il prezzo pi\u00f9 comune si presenta infatti nell\u2019apparato gastrointestinale: questi eventi sono stati segnalati dal <strong>76% dei partecipanti trattati<\/strong>, contro il 40,1% di quelli assegnati al placebo. Il 10,7% ha abbandonato la terapia per un effetto avverso, rispetto al 3,4% nel gruppo di controllo. Molto pi\u00f9 contenuta la distanza per gli eventi gravi, osservati nel 6,5% dei trattati e nel 5,2% dei controlli; rarissimi i decessi, pari allo 0,1% contro nessun caso con placebo. Il corpo, insomma, presenta il conto soprattutto attraverso tollerabilit\u00e0 e continuit\u00e0 della cura, due dettagli tutt\u2019altro che decorativi.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/salute\/108987\/a-47-anni-scopre-di-avere-il-suo-gemello-dentro-laddome.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_02\/ChatGPT_Image_1_set_2026__23_35_08-1788300107239.png--a_47_anni_scopre_di_avere_il_suo_gemello_dentro_l_addome.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Nuovi segnali di sicurezza? Gli autori non ne hanno individuati. Ma sarebbe prematuro chiudere il dossier con un elegante colpo di zip: gli effetti avversi non sono stati riportati in maniera uniforme e, per le molecole pi\u00f9 recenti, i dati restano inevitabilmente meno maturi. Qualche mese di osservazione su alcune centinaia di persone non offre le stesse garanzie di anni di impiego su popolazioni assai pi\u00f9 ampie. La potenza arriva per prima; la certezza, come spesso accade, viaggia con un passo pi\u00f9 lento.<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 la fragilit\u00e0 della graduatoria. L\u2019eterogeneit\u00e0 delle sperimentazioni ha impedito una vera metanalisi quantitativa; le percentuali pi\u00f9 spettacolari derivano dalle dosi massime testate e non corrispondono necessariamente a quelle autorizzate o disponibili in ciascun Paese. La revisione non dichiara un finanziamento primario, ma riconosce che durata degli studi e modalit\u00e0 di rendicontazione della sicurezza limitano le conclusioni. Chiamarla classifica aiuta a orientarsi. Scambiarla per una sentenza, no.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 allora il farmaco migliore? Non basta cercare la cifra pi\u00f9 alta. Entrano in scena le malattie associate, i benefici cardiovascolari gi\u00e0 dimostrati, la tollerabilit\u00e0, la somministrazione orale o sottocutanea, l\u2019accesso concreto alla terapia e soprattutto la possibilit\u00e0 di continuarla nel tempo: dopo la sospensione, infatti, il peso viene spesso recuperato. Il vero primato non appartiene per forza alla molecola che fa arretrare di pi\u00f9 la bilancia, ma a quella che permette alla singola persona di conservare un beneficio <strong>sicuro e duraturo<\/strong>. La farmacologia ha acceso molte luci; ora occorre capire quali resteranno accese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT_Image_2_set_2026,_00_42_18-1788302717465.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Moiz A, Filion KB, Samuels AE, et al. \u201cEfficacy and Safety of Glucagon-like Peptide-1 Receptor Agonists and Co-agonists for Weight Loss Among Adults Without Diabetes: An Updated Systematic Review\u201d. Annals of Internal Medicine, 1\u00b0 settembre 2026. DOI: 10.7326\/ANNALS-25-05519.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.acpjournals.org\/doi\/10.7326\/ANNALS-25-05519\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La bilancia cambia passo e, questa volta, non si accontenta di qualche chilo lasciato per strada. 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