{"id":661036,"date":"2026-09-02T07:48:06","date_gmt":"2026-09-02T07:48:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/661036\/"},"modified":"2026-09-02T07:48:06","modified_gmt":"2026-09-02T07:48:06","slug":"frode-assicurativa-scoperta-ritrovata-una-ferrari-tra-le-piu-ricercate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/661036\/","title":{"rendered":"Frode assicurativa scoperta, ritrovata una Ferrari tra le pi\u00f9 ricercate"},"content":{"rendered":"<p>I bambini amano scavare, ma in pochi possono raccontare di avere riesumato da sotto terra un vero tesoro a quattro ruote. Nella citt\u00e0 di <strong>Los Angeles<\/strong>, un giorno di febbraio del 1978, due amici erano intenti a giocare in un giardino e fecero una scoperta destinata a entrare nella leggenda. Scavando le terra trovarono un telo e subito la notizia fece scalpore nel quartiere perch\u00e9 quella copertura nascondeva una<strong> iconica Ferrari.<\/strong><\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 intervennero ed emerse qualcosa di impensabile: sotto metri di terra giaceva una Ferrari Dino 246 GTS, un bolide della Casa modenese rubato quattro anni prima. La vettura era stata sottratta nel 1974 al proprietario,<strong> Rosendo Cruz<\/strong>, che ne denunci\u00f2 il furto e l\u2019assicurazione gli pag\u00f2 un rimborso di circa 22.000 dollari (una cifra pari a quasi 130.000 euro odierni). Le successive indagini, dopo il ritrovamento, mostrarono una delle pi\u00f9 grandi truffe assicurative del secolo scorso.\n<\/p>\n<p>Piano ben architettato<\/p>\n<p>I malviventi non avevano rubato l\u2019auto per rivenderla, ma l\u2019avevano accuratamente seppellita nel giardino di una casa, avvolgendola con<strong> teli di plastica<\/strong> per proteggerla dall\u2019umidit\u00e0, con l\u2019intenzione di recuperarla negli anni successivi. La Ferrari era sparita nel nulla e i soldi erano stati incassati dall\u2019assicurazione. Nessuno torn\u00f2 nel giardino del misfatto poi per riportare alla luce la <strong>Dino 246 GTS<\/strong>, sino all\u2019inaspettata scoperta dei due bambini.<\/p>\n<p>Dal terreno emerse un\u2019auto sportiva sepolta, rovinata dal fango ma ancora riconoscibile come vedrete nel filmato in basso, lasciando gli appassionati a bocca aperta. Nel mondo delle auto d\u2019epoca, negli Stati Uniti, si sono registrati ritrovamenti clamorosi nei fienili. Non a caso il fenomeno ha assunto il nome di <strong>\u201cBarn Find\u201d<\/strong>. Nella fattispecie si \u00e8 verificata una frode assicurativa che ha dato la possibilit\u00e0, anni dopo, a un appassionato di riportare al vecchio splendore la vettura italiana.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DSFEHzziiPm\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>Il valore attuale del gioiello<\/p>\n<p>La Ferrari Dino 246 GTS nacque come omaggio allo scomparso figlio di Enzo Ferrari, mentre la sigla 246 indicava la cilindrata di <strong>2,4 litri<\/strong> e il numero di cilindri 6 con disposizione a V. Questa denominazione, ereditata dalla precedente 206, venne poi replicata anche dalle successive 208 e 308 GT4. La <strong>246 GTS<\/strong>, prodotta tra il 1969 e il 1974, \u00e8 oggi considerata un cimelio da collezione.<\/p>\n<p>La carrozzeria fu opera del designer della Pininfarina Aldo Brovarone e\u00a0il motore era derivato dall\u2019ultimo propulsore sportivo progettato da <strong>Alfredo Ferrari<\/strong>, detto <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto-epoca\/fiat-dino-spider-coupe-storia-ferrari\/328432\/\" data-doctype=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Dino<\/a>, scomparso nel 1956 a causa della distrofia di Duchenne.<\/p>\n<p>Il V6 di 65\u00b0 trasversale, primo motore di questo tipo montato su un veicolo della Casa di modenese, rappresent\u00f2 una rivoluzione epocale. In chiave moderna la Ferrari ha riproposto la soluzione di un V6 con il lancio della <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/ferrari-296-gts-novitec\/233118\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">296 ibrida<\/a> da 830 cavalli.<\/p>\n<p>Pur essendo considerata una baby Ferrari ebbe molto successo all\u2019epoca con una produzione di 2487 esemplari. <strong>L\u2019auto toccava i 235 km\/h<\/strong> ed era in grado di coprire lo 0 a 100 km\/h in 7,2 secondi. I bambini che giocavano a scavare la terra nel quartiere residenziale di Los Angeles notarono una parte metallica sporgere dal terreno e il resto \u00e8 storia. Nonostante gli anni trascorsi sottoterra, anche se la carrozzeria e gli interni avevano subito danni importanti a causa dell\u2019umidit\u00e0, l\u2019auto aveva componenti intatte. Il ritorno alla luce fece le fortune di un collezionista perch\u00e9 un esemplare di <strong>Dino 246 GTS<\/strong> oggi pu\u00f2 toccare quotazioni di centinaia di migliaia di euro, soprattutto se alle spalle ha una storia leggendaria come quella che vi abbiamo raccontato.<\/p>\n<p>\t<script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I bambini amano scavare, ma in pochi possono raccontare di avere riesumato da sotto terra un vero tesoro&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":661037,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[172],"tags":[178,177,368,1537,90,89,15],"class_list":["post-661036","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-affari","tag-affari","tag-business","tag-ferrari","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-notizie"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117200349445745650","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/661036","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=661036"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/661036\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/661037"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=661036"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=661036"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=661036"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}