{"id":66128,"date":"2025-08-24T12:39:13","date_gmt":"2025-08-24T12:39:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/66128\/"},"modified":"2025-08-24T12:39:13","modified_gmt":"2025-08-24T12:39:13","slug":"il-volto-che-non-si-puo-scannerizzare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/66128\/","title":{"rendered":"Il volto che non si pu\u00f2 scannerizzare"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/varie-estero-1926964.610x431.jpg\" alt=\"Varie Estero\"\/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>Il<strong> 24 agosto<\/strong> \u00e8 una data che ha lasciato ferite nella memoria collettiva. Nel <strong>79 d.C.<\/strong>, l\u2019eruzione del Vesuvio cancell\u00f2 <strong>Pompei<\/strong> ed Ercolano in una nube di fuoco e cenere. Nel <strong>1572<\/strong>, la Notte di San Bartolomeo trasform\u00f2 <strong>Parigi<\/strong> in un inferno di sangue e persecuzioni degli ugonotti. E <strong>il 24 agosto 1991, l\u2019Ucraina scelse la libert\u00e0<\/strong> dichiarando la propria indipendenza dall\u2019Unione Sovietica. Sono date che parlano di vulnerabilit\u00e0 e violenza, ma anche di scelte radicali, di libert\u00e0 e di identit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche oggi, il 24 agosto, nel silenzio di un gate aeroportuale o nel gesto automatico di uno sblocco facciale, ci ritroviamo a fare i conti, forse senza accorgercene, con cosa significhi essere riconosciuti, essere liberi, essere umani.<\/p>\n<p>Per entrare negli <strong>Stati Uniti,<\/strong> ho dovuto fare un <strong>selfie<\/strong>. Non uno qualunque, ma un\u2019immagine scattata al volo con il telefono e caricata sul portale governativo, parte del sistema elettronico per l\u2019autorizzazione al viaggio (<strong>ESTA<\/strong>). Non bastava la foto sul passaporto. Doveva esserci un\u2019immagine viva, attuale, digitale. Dovevo <strong>dimostrare di essere me stesso<\/strong>, secondo i criteri di una macchina. All\u2019ingresso alla frontiera, sotto gli occhi vigili delle telecamere di sicurezza che controllano altri database per riconoscimento facciale di persone sospette, ho guardato un visore, scannerizzato tutti i miei polpastrelli, e sono stato autorizzato. All\u2019ultimo volo non ho nemmeno mostrato il passaporto. Niente carta d\u2019imbarco, nessun saluto. Solo un rapido sguardo a una lente, e un cenno: \u201cYou\u2019re good to go\u201d. <strong>La mia identit\u00e0<\/strong> <strong>era gi\u00e0 l\u00ec<\/strong>, da qualche parte. In qualche database, in qualche algoritmo.<\/p>\n<p>Mentre lo racconto a un collega, mi risponde quanto ami pagare ormai tutto con il telefono con le app che lo riconoscono con il volto, senza dover pi\u00f9 ricordare password e codici vari. \u201c\u00c8 comodissimo,\u201d mi ha detto, \u201cmai pi\u00f9 cercare il portafoglio nella borsa. Basta guardare lo schermo.\u201d E poi ha aggiunto: \u201cSono stato a <strong>San Francisco e ho preso 4 volte il taxi. Nessun autista, auto a guida autonoma<\/strong>. Vede tutto, riconosce le persone in strada e se c\u2019\u00e8 un pericolo di attraversamento, si ferma o sterza. Ma io mi sono chiesto: <strong>riconoscono, ma la persona \u00e8 vista davvero?<\/strong><\/p>\n<p>Viviamo immersi in un sistema che ci riconosce continuamente. Siamo accettati o respinti in base alla geometria del nostro viso. Siamo validi se combaciamo con un modello. Siamo volti leggibili, e quindi amministrabili. Ma in tutto questo, mi sono ricordato di <strong>Emmanuel L\u00e9vinas<\/strong>. Filosofo difficile, certo. Ma con un\u2019idea semplice e potente.<\/p>\n<p><strong>Il volto dell\u2019altro \u00e8 nudo, esposto, fragile<\/strong>. E proprio per questo, mi obbliga moralmente. Non perch\u00e9 \u00e8 utile. Non perch\u00e9 \u00e8 bello. Ma perch\u00e9 mi guarda. E dice, anche senza parlare: \u201cNon farmi del male.\u201d<\/p>\n<p>Ed \u00e8 l\u00ec che il pensiero si \u00e8 rotto. Perch\u00e9 <strong>oggi i volti non ci guardano pi\u00f9.<\/strong> Li leggiamo, li scannerizziamo, li confermiamo. Ma non li incontriamo pi\u00f9 davvero. Abbiamo imparato a fidarci della macchina. Ma ci stiamo disabituando alla fragilit\u00e0 dell\u2019altro. Mi \u00e8 venuta in mente una frase che non riesco a scrollarmi di dosso: vulnerabile \u00e8 Dio che mi dona la possibilit\u00e0 di essere libero fino a uccidere il Figlio. Cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 radicale? <strong>Un Dio che non si impone, ma si espone<\/strong>. Che non ci obbliga a riconoscerlo, ma ci lascia liberi anche di rinnegarlo. Eppure, resta. Nel volto di chi chiede, di chi soffre, di chi ama senza essere corrisposto. Nel volto che non si pu\u00f2 scannerizzare.<\/p>\n<p>Continuer\u00f2 a usare <strong>il Face ID. Mi far\u00f2 riconoscere dalle macchine<\/strong>. Ma cercher\u00f2, ogni tanto, di vedere davvero un volto umano. Quello che non ha codici, che non mi apre una porta, ma mi spalanca alla sua vulnerabilit\u00e0. E, cos\u00ec facendo, mi dona la possibilit\u00e0 di essere etico, rispettoso, prima della legge, prima di ogni richiesta. Umano.<\/p>\n<p><strong>Nota dell\u2019autore<\/strong><\/p>\n<p>Il pezzo \u00e8 tecnicamente chiuso. Ma questa notte non ho dormito un minuto. Diciamo che \u00e8 l\u2019effetto del cambio di fuso che ancora mi perseguita. E allora mi chiedo: cosa voglio veramente dire ai lettori di varesenews?<\/p>\n<p>Penso che il contenuto di questo articolo sia necessario. Non perch\u00e9 offra una tesi definitiva, non vuole farlo, ma perch\u00e9 apre una domanda che oggi quasi nessuno osa porre: <strong>cosa perdiamo, umanamente, quando affidiamo il volto all\u2019algoritmo?<\/strong> Questo non \u00e8 una denuncia di un problema tecnico o sociale. \u00c8 il sentiero di accostare l\u2019esperienza del riconoscimento automatico alla dimensione del volto come spazio etico, fragile, irriducibile.<br \/>E, visto che \u00e8 domenica e riposa, chiamiamo in causa Dio, non per chiudere il discorso con una verit\u00e0, ma per portarlo al limite, dove si vede di pi\u00f9. \u201cVulnerabile \u00e8 Dio che mi dona la possibilit\u00e0 di essere libero fino a uccidere il Figlio.\u201d Non viene da una macchina. Viene da uno sguardo ferito e responsabile sulla libert\u00e0. La macchina ci riconosce. Ci risponde. Ci capisce. Ma non ci vede davvero. Non pu\u00f2 sentire quel che proviamo guardando un volto che piange o uno che ci chiede aiuto. Non pu\u00f2 distogliere lo sguardo per pudore, n\u00e9 abbassarlo per rispetto.<br \/>Non pu\u00f2 essere etica, perch\u00e9 non pu\u00f2 essere vulnerabile. Noi s\u00ec. Ed \u00e8 questo il punto: <strong>la nostra capacit\u00e0 di accogliere il volto dell\u2019altro senza ridurlo, senza dominarlo, senza leggerlo, ma semplicemente incontrandolo, \u00e8 ci\u00f2 che ci rende umani.<\/strong><br \/>Questa consapevolezza \u00e8 preziosa, \u00e8 una resistenza silenziosa. Un atto di libert\u00e0. Una difesa non solo del volto, ma del mistero della relazione.<\/p>\n<p>  <a style=\"display: inline-block;\" href=\"https:\/\/www.varesenews.it\/radio-materia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/materia-banner-radio_300x175.png\" alt=\"\"\/><br \/>\n  <\/a><br \/>\n  <a style=\"display: inline-block;\" href=\"https:\/\/www.varesenews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Agosto_Eventi_Materia.pdf\" target=\"_blank\" download=\"\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/materia-banner-eventi_agosto_300x175.png\" alt=\"\"\/><br \/>\n  <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il 24 agosto \u00e8 una data che ha lasciato ferite nella memoria collettiva. 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