{"id":661504,"date":"2026-09-02T13:57:18","date_gmt":"2026-09-02T13:57:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/661504\/"},"modified":"2026-09-02T13:57:18","modified_gmt":"2026-09-02T13:57:18","slug":"homo-faber-venezia-intervista-a-es-devlin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/661504\/","title":{"rendered":"Homo Faber Venezia:\u00a0intervista a Es Devlin"},"content":{"rendered":"<p>Donna, artista, creatrice di ombre, maestra di luce. <a href=\"https:\/\/d.repubblica.it\/door\/2026\/03\/04\/news\/es_devlin_l_artista_vestita_di_giallo_che_emoziona_con_la_luce_e_con_la_musica-425199305\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Esmeralda Devlin<\/a>, per tutti Es, inglese, classe 1971, \u00e8 la scenografa pi\u00f9 contesa del pianeta e insieme un prisma: qualunque cosa la attraversi ne esce scomposta in spettri luminosi. Ha costruito mondi per Beyonc\u00e9, U2, Kanye West e The Weeknd, ha chiuso le Olimpiadi di Londra e aperto quelle di Rio, ha vinto un Tony per la Lehman Trilogy e due Olivier, la Regina l\u2019ha nominata Comandante dell\u2019Impero Britannico per meriti nel design. Poi il salto nell\u2019arte: il leone rosso che divorava poesie a Trafalgar Square, la Library of Light rotante nel cortile della Pinacoteca di Brera per Il Salone del Mobile di Milano, e adesso un\u2019isola intera, San Giorgio Maggiore, trasformata per <a href=\"https:\/\/d.repubblica.it\/culture\/arte\/2026\/09\/01\/news\/homo_faber_2026_venezia_isola_san_giorgio_maggiore-425558464\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Homo Faber<\/a> di cui \u00e8 direttrice creativa, in una Island of Light nella Laguna di Venezia (dall\u20191 al 30\/9). Trent\u2019anni passati a fare della scena uno strumento civico, del pubblico un organismo unico, dell\u2019empatia una tecnologia.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/110644563-9d083592-0c30-4b91-a469-2da1c511c587.jpg\" data-lightbox=\"\" data-pswp-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/110644563-9d083592-0c30-4b91-a469-2da1c511c587.jpg?webp\" data-pswp-width=\"800\" data-pswp-height=\"533\"><\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/110644563-9d083592-0c30-4b91-a469-2da1c511c587.jpg\" width=\"800\" height=\"533\" alt=\"l\u2019installazione realizzata per  Il Salone del Mobile 2025, Library of Light, una biblioteca rotante nel cortile  della Pinacoteca  di Brera, Milano. Foto di Monica Spezia - courtesy Michelangelo Foundation\/Homo Faber 2026 \u00a9Es Devlin Studio\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>    <\/a><\/p>\n<p>        l\u2019installazione realizzata per  Il Salone del Mobile 2025, Library of Light, una biblioteca rotante nel cortile  della Pinacoteca  di Brera, Milano. Foto di Monica Spezia &#8211; courtesy Michelangelo Foundation\/Homo Faber 2026 \u00a9Es Devlin Studio\u00a0<\/p>\n<p><strong>Non sono un intervistatore tradizionale, la conversazione prende sentieri meno battuti. Origini sudamericane?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNo. Le do il mio albero genealogico. Molte generazioni fa una donna armena indiana spos\u00f2 uno scozzese, una storia molto coloniale, da Compagnia delle Indie Orientali. Lui abbandon\u00f2 la moglie quando si ritenne che la pelle dei figli stesse diventando troppo scura, poi mor\u00ec annegato in mare. Quindi c\u2019\u00e8 dell\u2019armeno indiano, dello scozzese, e dall\u2019altro lato del tedesco ebraico, dell\u2019irlandese, del gallese, del francese. Un bel miscuglio, ma niente di sudamericano\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ha mai fatto una carta natale?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa prima e unica volta che ho consultato un astrologo avevo 31 anni e mi era venuto, all\u2019improvviso, il desiderio di avere un figlio. Temevo che la maternit\u00e0 avrebbe assorbito tutta la mia creativit\u00e0. Gli chiesi: quando diventer\u00f2 madre? Mi diede una risposta precisa: succeder\u00e0 in questo giorno, a quest\u2019ora. E aggiunse che il 2007 sarebbe stato un anno molto creativo. Il giorno e l\u2019ora non si rivelarono veri. Per\u00f2 il 2007 fu l\u2019anno in cui nacque il mio primo figlio. Se non mi avesse dato quell\u2019indicazione non avrei mai iniziato il percorso per rimanere incinta, che ha richiesto sei anni e molte cure. A 31 anni mi avevano detto: non avrai mai figli, scordatelo. Sa, in un no c\u2019\u00e8 una chiarezza definitiva. Non c\u2019\u00e8 esplorazione: \u00e8 un muro, la fine del labirinto. Cos\u00ec mi sono messa a studiare, a fare ricerca. Alla fine di bambini ne ho avuti due\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il suo libro (An Atlas of ES Devlin: Suspension of Disbelief, Thames &amp; Hudson) ha un sottotitolo che sembra la chiave di tutto: la sospensione dell\u2019incredulit\u00e0. Immagino che i suoi progetti procedano attraverso i no. No, \u00e8 impossibile da fare. No, \u00e8 troppo difficile. No, costa troppo. No, che diavolo significa?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cDi recente ho intervistato Vladimir Yavachev, nipote di Christo, l\u2019artista che con Jeanne-Claude impacchett\u00f2 il Reichstag e l\u2019Arco di Trionfo, e che oggi dirige lo studio. Mi ha raccontato di un viaggio in macchina in cui dovette dire a Christo che un progetto a cui lavorava da anni era saltato. Nel giro di venti minuti lo vide trasformare tutta l\u2019energia di quel disegno impossibile in qualcosa di nuovo. \u00c8 quello che succede quando si incontra un limite: trovi uno strumento, una tecnica, un approccio che ti permette di ricavare una porta nel muro. Ogni muro \u00e8 una porta, dice il proverbio. Ed \u00e8 solo quando incontri il muro che puoi costruirci dentro una porta. Se non sai dov\u2019\u00e8 il muro, la porta non la puoi fare\u201d.<\/p>\n<p><strong>Di recente lavora molto con i libri. La sua Library of Light, la biblioteca rotante nel cortile della Pinacoteca di Brera durante il Salone del Mobile dell\u2019anno scorso, mi \u00e8 sembrata un enigma pieno di tracce verso altri mondi. La lettura come cura.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cJames Baldwin lo dice con grande chiarezza: pensavo che il mio dolore fosse unico, poi ho letto e ho capito che tutto quello che avevo provato era stato sperimentato da altri. L\u2019atto della lettura \u00e8 insieme intensamente interiore ed espansivamente esteriore. Sedersi nel cortile di Brera su una scultura rotante con 4.000 libri e sentirne leggere dei frammenti ad alta voce, insieme, come pubblico, gioca esattamente tra queste due dimensioni\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ecco perch\u00e9 insiste tanto sulla compassione.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl teatro, che \u00e8 il cuore della mia pratica, \u00e8 nato come strumento civico, non per divertimento. I greci lo inventarono come strumento di democrazia: se volevi che un pubblico appena arrivato al potere facesse le scelte giuste sulla guerra, dovevi offrirgli una prova generale di cosa avrebbe provato se un figlio fosse morto in battaglia. Gli mostri il pianto di Achille e sar\u00e0 meno probabile che chieda la guerra alle elezioni successive. Pratico da trent\u2019anni quell\u2019uso dell\u2019empatia come strumento civico\u201d.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/110636595-04d764e2-63a0-4d8c-847a-0070677b8548.jpg\" data-lightbox=\"\" data-pswp-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/110636595-04d764e2-63a0-4d8c-847a-0070677b8548.jpg?webp\" data-pswp-width=\"800\" data-pswp-height=\"446\"><\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/110636595-04d764e2-63a0-4d8c-847a-0070677b8548.jpg\" width=\"800\" height=\"446\" alt=\"un render di An Alphabet of Objects, dalla nuova edizione di Homo Faber,  di cui Es Devlin  \u00e8 direttrice artistica. Foto di Monica Spezia - courtesy Michelangelo Foundation\/Homo Faber 2026 \u00a9Es Devlin Studio\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>    <\/a><\/p>\n<p>        un render di An Alphabet of Objects, dalla nuova edizione di Homo Faber,  di cui Es Devlin  \u00e8 direttrice artistica. Foto di Monica Spezia &#8211; courtesy Michelangelo Foundation\/Homo Faber 2026 \u00a9Es Devlin Studio\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il suo progetto per Homo Faber \u00e8 legato al luogo: un\u2019isola nella laguna di Venezia, la luce e l\u2019acqua come protagonisti. Non pu\u00f2 essere \u201csolo\u201d questo, per\u00f2. Ci deve essere qualcosa di profondamente suo all\u2019interno.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa prima volta che l\u2019ho vista avevo 15 anni, in Interrail con mia sorella. Litigammo a Roma e decidemmo di finire il viaggio da sole. Niente cellulari, era il 1987. Avevo finito i soldi: calcolavo i tempi per dormire in treno e svegliarmi in una citt\u00e0 nuova. Mi svegliai a Venezia il 29 agosto, una giornata bollente. Ero sporca, esausta e incantata. Dei ragazzi della Laguna mi dissero: vieni con noi. Da idiota salii sulla barca. Pensavano chiaramente che fossi l\u00ec per ragioni per cui non ero l\u00ec. Avevo 15 anni, era una situazione pericolosa. Per fortuna ne uscii. Ed eccomi ora, nel mezzo della mia vita, con l\u2019opportunit\u00e0 di fare un lavoro su un\u2019isola, San Giorgio Maggiore. Con me ci saranno le mani di 500 artigiani: se sommiamo le ore in cui quelle mani hanno toccato i materiali del pianeta, con gli antenati che gliel\u2019hanno insegnato, arriviamo a millenni. Una grande convergenza di tempo, materia, luce, acqua e riflessi. Un dono\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le \u00e8 chiara l\u2019importanza di reinventare il ciclo degli studi di base, rispetto ad un\u2019educazione progettata in modo industriale nel secolo scorso, e che non funziona pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl mio sogno sarebbe che accanto alla specializzazione tornasse a essere ammirata la generalizzazione. A scuola dovrebbero insegnare l\u2019idraulica, come riparare un rubinetto. E allo stesso tempo la filosofia dell\u2019acqua, la geologia dell\u2019acqua, la poesia dell\u2019acqua, la storia sociale dell\u2019acqua, la parola acqua in tutte le lingue. Vorrei fili associativi cuciti tra tutte le aree del sapere. La specializzazione \u00e8 nobile, ma non a scapito di una comprensione olistica. Nessuno pensa alla tua formazione come essere olistico. L\u2019educazione spirituale \u00e8 abbandonata. Ecco su cosa mi piacerebbe avere un impatto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ultima domanda. Quanti anni hanno i suoi figli? Io li ho di 14 e 15 e, mi creda, sono degli enigmi.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cI miei hanno l\u2019et\u00e0 che avevo io quando arrivai a Venezia: 16 e 19. Sono molto indipendenti. Lui \u00e8 alla quinta settimana da solo a Los Angeles, lei \u00e8 in Per\u00f9 dopo tre mesi di viaggio. Ho sempre creduto nell\u2019idea di Kahlil Gibran: i figli non vengono da te, ma attraverso di te. Li osservo con ammirazione, meraviglia e gratitudine, ma non ho mai sentito che venissero da me. Vengono tramite me, da molti luoghi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Donna, artista, creatrice di ombre, maestra di luce. 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