{"id":661916,"date":"2026-09-02T19:28:18","date_gmt":"2026-09-02T19:28:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/661916\/"},"modified":"2026-09-02T19:28:18","modified_gmt":"2026-09-02T19:28:18","slug":"fegato-grasso-dietro-una-sola-diagnosi-si-nascondono-5-profili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/661916\/","title":{"rendered":"Fegato grasso, dietro una sola diagnosi si nascondono 5 profili"},"content":{"rendered":"<p>Due persone ricevono la stessa diagnosi di fegato grasso: la prima pu\u00f2 conviverci per anni senza conseguenze rilevanti, la seconda sviluppare infiammazione, cicatrici e, nei casi estremi, aver bisogno di un trapianto. Com\u2019\u00e8 possibile? Una risposta sorprendente arriva da uno studio pubblicato il <strong>2 settembre su Nature Communications<\/strong>: quella che indichiamo con un\u2019unica sigla potrebbe non essere una sola malattia, bens\u00ec una famiglia di condizioni differenti, accomunate dall\u2019accumulo di grasso nel fegato ma spinte da rischi assai diversi.<\/p>\n<p>La sigla \u00e8 <strong>MASLD<\/strong>, malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica, denominazione che ha sostituito la precedente \u201csteatosi epatica non alcolica\u201d. Riguarda chi presenta grasso nel fegato insieme ad almeno un fattore di rischio cardiometabolico e interessa oltre il 30 per cento della popolazione mondiale. Una diffusione enorme, dunque, dietro la quale potrebbe nascondersi un mosaico clinico: stessa etichetta sulla cartella, meccanismi e destini non necessariamente uguali.<\/p>\n<p>I ricercatori della <strong>Mayo Clinic e della Virginia Tech<\/strong> hanno esaminato le cartelle cliniche raccolte nel tempo e i dati genetici di oltre 9.600 persone con MASLD, incluse nella Mayo Clinic Biobank e nello studio genomico Tapestry. Hanno quindi impiegato l\u2019\u201canalisi delle classi latenti\u201d, un modello statistico che individua combinazioni ricorrenti fra caratteristiche quali sesso, peso, valori di laboratorio e malattie associate, senza partire da categorie gi\u00e0 fissate. Per intenderci, l\u2019algoritmo non ha ricevuto cinque scatole nelle quali sistemare i pazienti: ha osservato quali elementi tendevano a viaggiare insieme e, soltanto dopo, ha ricostruito i gruppi. Ne sono emersi cinque, ritrovati anche in una coorte indipendente.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108940\/rsv-quanto-protegge-davvero-il-vaccino-nelle-rsa-la-risposta-da-quasi-600-mila-anziani.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_01\/ChatGPT_Image_1_set_2026__12_01_05-1788257166369.png--rsv__nelle_rsa_il_vaccino_e_associato_al_73__in_meno_di_ricoveri__lo_studio_su_quasi_600_mila_anziani.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Il primo gruppo comprendeva persone non obese, ma con una riconoscibile impronta cardiometabolica; il secondo, prevalentemente maschile, mostrava un coinvolgimento pi\u00f9 marcato di cuore e reni. Il terzo profilo, soprattutto femminile, riuniva obesit\u00e0, diabete, apnea notturna e disturbi dell\u2019umore, oltre a un uso pi\u00f9 frequente di antidepressivi. A scanso di equivoci, ci\u00f2 non dimostra che la depressione, gli antidepressivi o il sesso biologico provochino direttamente la steatosi: significa soltanto che queste caratteristiche, nelle cartelle cliniche analizzate, comparivano spesso nella medesima configurazione.<\/p>\n<p>Ma la constatazione pi\u00f9 sconcertante riguardava il quarto gruppo. Questi pazienti presentavano relativamente poche malattie metaboliche associate e una minore frequenza di cardiopatia ischemica; a un esame superficiale, insomma, avrebbero potuto sembrare i meno esposti. Erano invece quelli con la <strong>pi\u00f9 alta frequenza di trapianto di fegato<\/strong>. Secondo l\u2019ipotesi dei ricercatori, una parte del pericolo potrebbe dipendere dalla combinazione di varianti dei geni TM6SF2 e MBOAT7, associate a una maggiore vulnerabilit\u00e0 epatica, e dalla minore presenza di una variante protettiva del gene HSD17B13.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108918\/perche-lemicrania-colpisce-in-modo-cosi-diverso-la-risposta-cercata-nel-dna-di-2-5-milioni-di-persone.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_01\/ChatGPT_Image_1_set_2026__08_35_10-1788245105581.png--perche_l_emicrania_colpisce_in_modo_cosi_diverso__la_risposta_cercata_nel_dna_di_2_5_milioni_di_persone.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Il quinto gruppo presentava un profilo poligenico di MASH, la forma nella quale all\u2019accumulo di grasso si aggiungono l\u2019infiammazione e il danno delle cellule del fegato. In queste persone risultava maggiore la probabilit\u00e0 di procedere verso la fibrosi avanzata \u2014 cio\u00e8 la formazione estesa di tessuto cicatriziale \u2014 e verso l\u2019insufficienza renale acuta. \u00c8 questo il paradosso decisivo: <strong>pochi segnali metabolici visibili non significano necessariamente poco rischio<\/strong>. Peso, glicemia e colesterolo sono come gli indicatori collocati sul quadro di comando: segnalano molto, ma non consentono sempre di vedere che cosa sta accadendo nei circuiti interni. In alcuni pazienti, il patrimonio genetico potrebbe avere un peso ben superiore a quello suggerito dall\u2019aspetto esterno.<\/p>\n<p>Non siamo ancora, tuttavia, davanti a una classificazione pronta per l\u2019ambulatorio. Lo studio \u00e8 osservazionale e retrospettivo; dipende quindi dalla precisione delle diagnosi registrate, dai dati mancanti e dalle caratteristiche della popolazione assistita dalla Mayo Clinic. Inoltre, un algoritmo pu\u00f2 riconoscere cinque configurazioni statistiche senza dimostrare che esistano davvero cinque entit\u00e0 biologiche nettamente separate. Non \u00e8 un\u2019obiezione puramente teorica: un\u2019altra classificazione della MASLD, valutata nel <strong>2026<\/strong>, ha conservato alcuni grandi profili, ma si \u00e8 mostrata poco riproducibile quando si trattava di assegnare il singolo paziente a una categoria.<\/p>\n<p>Occorreranno studi prospettici e popolazioni pi\u00f9 diverse prima di trasformare questi gruppi in strumenti diagnostici o in criteri per scegliere una terapia. Per ora, l\u2019indicazione pratica \u00e8 gi\u00e0 abbastanza chiara: davanti a un fegato grasso non basta domandare quanto pesi una persona. Bisogna cercare il rischio che porta con s\u00e9, valutando soprattutto fibrosi, diabete, salute cardiovascolare e funzione renale. Lo studio \u00e8 stato finanziato dalla Mayo Clinic; Regeneron ha fornito i dati genetici e due autori hanno dichiarato rapporti economici con diverse aziende farmaceutiche. Le cinque famiglie, se cos\u00ec vogliamo chiamarle, attendono ancora la verifica decisiva.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT_Image_2_set_2026,_10_02_34-1788336159628.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1536\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>\u2e3b<\/p>\n<p>Priya T.S., Yan H., Wangensteen K.J. et al., \u201cSubtyping metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease using electronic health record-linked genomic cohorts reveals diverse etiologies and progression\u201d, Nature Communications, 2 settembre 2026. DOI: 10.1038\/s41467-026-77410-6.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-026-77410-6\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" style=\"color: #33cccc;\"><strong>Link alla pubblicazione<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Due persone ricevono la stessa diagnosi di fegato grasso: la prima pu\u00f2 conviverci per anni senza conseguenze rilevanti,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":661917,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[201060,239,364895,1537,90,89,201059,87110,364891,320234,364893,240,364892,364894,349617],"class_list":["post-661916","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-fegato-grasso","tag-health","tag-hsd17b13","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-masld","tag-mayo-clinic","tag-mayo-clinic-biobank","tag-nature-communications","tag-regeneron","tag-salute","tag-tapestry","tag-tm6sf2","tag-virginia-tech"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/117203103275729007","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/661916","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=661916"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/661916\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/661917"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=661916"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=661916"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=661916"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}