{"id":662377,"date":"2026-09-03T03:09:13","date_gmt":"2026-09-03T03:09:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/662377\/"},"modified":"2026-09-03T03:09:13","modified_gmt":"2026-09-03T03:09:13","slug":"malattie-rare-un-solo-test-puo-cambiare-la-diagnosi-la-nuova-frontiera-del-dna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/662377\/","title":{"rendered":"Malattie rare, un solo test pu\u00f2 cambiare la diagnosi: la nuova frontiera del Dna"},"content":{"rendered":"<p><strong>Per chi attende una diagnosi di una malattia genetica rara, il fattore tempo \u00e8 decisivo.<\/strong> Mesi di esami, risposte inconclusive, campioni da rivalutare: il percorso pu\u00f2 essere lungo e gravoso. <strong>Una nuova generazione di tecnologie per il sequenziamento del Dna<\/strong> promette di accorciare questo iter. L\u2019idea, semplice nella formulazione ma supportata da strumenti altamente avanzati, \u00e8 che <strong>un unico esperimento<\/strong> possa sostituire una batteria di test oggi necessari per arrivare alla diagnosi. Non \u00e8 ancora una soluzione pronta per l\u2019uso clinico: i dati sono preliminari e richiedono conferme su casistiche pi\u00f9 ampie. Ma la rotta \u00e8 chiara: diagnosi pi\u00f9 complete, rapide e, in prospettiva, pi\u00f9 accessibili per alcune patologie genetiche rare.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 oggi servono tanti esami<\/strong><\/p>\n<p>Le malattie genetiche rare non si riconoscono sempre cercando una singola variante nella sequenza. Spesso occorre stabilire quante copie di una specifica regione sono presenti (<strong>copy number<\/strong>), se esistono modificazioni chimiche del Dna come la <strong>metilazione<\/strong> e da quale genitore provenga una determinata variante. Informazioni eterogenee che, tradizionalmente, si ottengono con analisi diverse: pi\u00f9 passaggi, pi\u00f9 tempo e, talvolta, costi pi\u00f9 elevati. Per le famiglie in cerca di un nome alla malattia, anche questa complessit\u00e0 diventa un peso ulteriore.<\/p>\n<p><strong>La svolta: molte informazioni in un\u2019unica lettura<\/strong><\/p>\n<p>Il sequenziamento <strong>\u201clong-read\u201d<\/strong> consente di leggere frammenti di Dna molto pi\u00f9 lunghi rispetto alle tecnologie standard. Il vantaggio non \u00e8 solo quantitativo. Nella stessa analisi si possono ricavare la <strong>sequenza, le variazioni del numero di copie, i profili di metilazione e l&#8217;origine parentale delle varianti<\/strong>. Ci\u00f2 che oggi richiede una combinazione di metodiche diverse pu\u00f2 cos\u00ec convergere in un\u2019unica analisi integrata.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108975\/ossessioni-e-tic-nel-dna-emerge-un-legame-piu-profondo-del-previsto.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_01\/ChatGPT_Image_1_set_2026__19_20_04-1788285649380.png--ossessioni_e_tic__nel_dna_emerge_un_legame_piu_profondo_del_previsto.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p><strong>La \u201cquinta lettera\u201d del genoma<\/strong><\/p>\n<p>Oltre alle quattro basi A, C, G e T, conta la <strong>metilazione<\/strong>: una modificazione chimica che contribuisce a controllare l\u2019attivit\u00e0 dei geni, cardine dell\u2019<strong>epigenetica<\/strong>, ovvero la regolazione dell\u2019espressione genica senza alterare la sequenza. In alcune malattie rare questo dato \u00e8 cruciale e il nuovo approccio permette di acquisirlo insieme alla sequenza.<\/p>\n<p><strong>Quando conta il genitore<\/strong><\/p>\n<p>Le malattie da <strong>imprinting genomico<\/strong> sono caratterizzate dall&#8217;attivazione fisiologica di una sola delle due copie di determinati geni, materna o paterna. L\u2019altra \u00e8 silenziata. Se l\u2019equilibrio si altera, insorgono patologie. Tra queste, lo spettro di <strong>Beckwith-Wiedemann<\/strong>, condizione rara con iperaccrescimento, talvolta macroglossia, e un rischio aumentato di alcuni tumori pediatrici. Per diagnosticarla bisogna conoscere non solo \u201cche cosa \u00e8 scritto\u201d nel Dna, ma anche come quell\u2019informazione \u00e8 regolata e da quale genitore deriva.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ostacolo del mosaicismo<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019alterazione genetica pu\u00f2 essere presente solo in una quota di cellule (<strong>mosaicismo<\/strong>) e sfuggire ai test convenzionali. In questi contesti, il <strong>long-read<\/strong> pu\u00f2 aumentare la capacit\u00e0 di individuare variazioni altrimenti elusive.<\/p>\n<p><strong>La prova su tre pazienti<\/strong><\/p>\n<p>Il nuovo approccio \u00e8 stato valutato su <strong>tre persone<\/strong> gi\u00e0 diagnosticate con condizioni dello spettro di <strong>Beckwith-Wiedemann<\/strong>, confrontando tre configurazioni di sequenziamento long-read, su piattaforme portatili e ad alta capacit\u00e0. In tutti i casi sono state riconosciute correttamente le alterazioni genetiche o epigenetiche note: <strong>due disomie uniparentali paterne in mosaico<\/strong> e <strong>una perdita di metilazione nella regione di controllo IC2<\/strong>. In termini semplici, l\u2019analisi ha rintracciato le anomalie responsabili della malattia in ciascun paziente: un risultato significativo per uno studio pilota.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108918\/perche-lemicrania-colpisce-in-modo-cosi-diverso-la-risposta-cercata-nel-dna-di-2-5-milioni-di-persone.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_01\/ChatGPT_Image_1_set_2026__08_35_10-1788245105581.png--perche_l_emicrania_colpisce_in_modo_cosi_diverso__la_risposta_cercata_nel_dna_di_2_5_milioni_di_persone.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p><strong>Un esperimento, pi\u00f9 dati<\/strong><\/p>\n<p>La configurazione pi\u00f9 performante ha raggiunto una <strong>copertura media di circa 169\u00d7<\/strong> nelle regioni di interesse. Un\u2019analisi successiva indica che la quantit\u00e0 di sequenziamento potrebbe essere <strong>pi\u00f9 che dimezzata<\/strong> senza intaccare l\u2019accuratezza diagnostica. Se confermato su numeri maggiori, ci\u00f2 avrebbe ricadute economiche e organizzative: meno materiale da sequenziare e un unico test capace di fornire molteplici informazioni possono ridurre complessit\u00e0 e costi, un aspetto decisivo nelle malattie rare.<\/p>\n<p><strong>Tecnologia pi\u00f9 accessibile<\/strong><\/p>\n<p>Anche l\u2019assetto pi\u00f9 compatto e diffuso, basato sul dispositivo <strong>MinION<\/strong>, ha superato la soglia di copertura ritenuta necessaria per la diagnostica. Non significa che domani la tecnica entrer\u00e0 in ogni laboratorio: serviranno validazioni rigorose. Ma suggerisce che il sequenziamento avanzato non debba restare confinato solo ai grandi centri con infrastrutture costose, aprendo la strada a una maggiore disponibilit\u00e0 di analisi mirate.<\/p>\n<p><strong>Cosa cambia per le famiglie<\/strong><\/p>\n<p>Arrivare prima a una <strong>diagnosi<\/strong> vuol dire impostare con anticipo la gestione clinica, orientare il percorso di cura, identificare eventuali familiari a rischio, accedere a una <strong>consulenza genetica<\/strong> e pianificare controlli adeguati. Nelle patologie da imprinting, conoscere origine e natura dell\u2019alterazione \u00e8 determinante per definire il <strong>follow-up<\/strong>. Una diagnosi pi\u00f9 completa non \u00e8 soltanto un dato di laboratorio: incide concretamente sulla vita delle persone.<\/p>\n<p><strong>Promessa s\u00ec, rivoluzione non ancora<\/strong><\/p>\n<p>La ricerca \u00e8 <strong>pilota<\/strong> e riguarda <strong>tre pazienti<\/strong>. I risultati andranno verificati su coorti pi\u00f9 ampie e confrontati con le metodiche correnti prima di un\u2019adozione clinica stabile. La prudenza \u00e8 parte del valore scientifico. Non si promette un test unico per tutte le diagnosi genetiche: l\u2019obiettivo \u00e8 dimostrare che una tecnologia capace di leggere simultaneamente informazioni diverse pu\u00f2 semplificare e rendere pi\u00f9 efficiente il percorso per specifiche condizioni.<\/p>\n<p><strong>Dalla lettura del Dna alla medicina di domani<\/strong><\/p>\n<p>Il <strong>sequenziamento di terza generazione<\/strong>, a differenza dei sistemi che analizzano brevi frammenti, permette di esplorare tratti lunghi del genoma e, in certe condizioni, di preservare le informazioni epigenetiche. <strong>Non solo leggere le lettere, ma comprenderne organizzazione, modificazioni e trasmissione:<\/strong> un cambio di prospettiva che pu\u00f2 rivelarsi prezioso nei \u201cpuzzle\u201d diagnostici delle malattie rare.<\/p>\n<p>    <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/studi-e-ricerca\/108961\/il-colesterolo-fantasma-scritto-nei-geni-ora-una-sola-iniezione-all-anno-lo-abbatte-del-97.html?utm_source=VCMS_correlati\" class=\"vc_cont_image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"vc_image\" src=\"https:\/\/mondosanita.cdn.m33cloud.com\/resizer\/150\/-1\/true\/2026_09_01\/cover_1_lipoproteina-1788277739741.jpg--il__colesterolo_fantasma__scritto_nei_geni__ora_una_sola_iniezione_all_anno_lo_abbatte_del_97_.webp?1788277740802\"\/><\/a><\/p>\n<p><strong>La frontiera \u00e8 una diagnosi pi\u00f9 semplice<\/strong><\/p>\n<p>Ridurre il numero di esami, accorciare i tempi, evitare percorsi frammentati, massimizzare i dati da un solo campione: per chi convive con una malattia rara pu\u00f2 fare la differenza. La strada appare praticabile; ora servono nuovi pazienti, ulteriori verifiche e il confronto diretto con la pratica attuale. Il principio, per\u00f2, \u00e8 gi\u00e0 evidente: <strong>ottenere pi\u00f9 risposte da un\u2019unica lettura del Dna<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il contributo di Verona e Torino<\/strong><\/p>\n<p>Lo studio \u00e8 stato coordinato dall\u2019<strong>Universit\u00e0 di Verona<\/strong>, con <strong>Massimo Delledonne<\/strong>\u00a0(in foto) del Dipartimento di Biotecnologie, e dall\u2019<strong>Universit\u00e0 di Torino<\/strong> insieme alla Citt\u00e0 della Salute e della Scienza di Torino, con <strong>Alfredo Brusco<\/strong> del Dipartimento di Neuroscienze. Pubblicato su <strong>Scientific Reports (Springer Nature)<\/strong>, rappresenta una delle prime applicazioni sistematiche del long-read a una malattia da imprinting.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/verona_torino2-1788356594047.webp\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"825\" caption=\"false\"\/><\/p>\n<p>Per Delledonne, questa tecnologia pu\u00f2 segnare un cambio di paradigma perch\u00e9 consente di analizzare in un\u2019unica lettura \u201cframmenti lunghi di Dna e modificazioni epigenetiche\u201d. Brusco evidenzia il potenziale pi\u00f9 ampio del sequenziamento di terza generazione nella comprensione del genoma umano. Il lavoro si inserisce in un panorama internazionale in cui il long-read sta entrando progressivamente anche tra i test genetici.<\/p>\n<p>La ricerca \u00e8 alle prime battute, ma la direzione \u00e8 quella di una genetica capace di offrire pi\u00f9 informazioni con meno passaggi, e quindi diagnosi tendenzialmente pi\u00f9 rapide e accessibili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per chi attende una diagnosi di una malattia genetica rara, il fattore tempo \u00e8 decisivo. 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